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“Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

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On. Cova: “Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

 

“La sentenza in primo grado del tribunale di Bolzano mette ancora una volta in luce come sia assolutamente necessaria una agenzia antidoping terza rispetto al Coni e alle federazioni, come prevede esplicitamente il codice antidoping della Wada”, lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, noto per la sua battaglia contro il doping nello sport a tutti i livelli, condotta dentro l’Aula della Camera negli ultimi 5 anni di legislatura. E Cova interviene a proposito della condanna inflitta dal tribunale di Bolzano ai medici della Federazione italiana di atletica leggera accusati di favoreggiamento nell’ambito del caso Schwazer.

 

“Certo si tratta, appunto, di un primo grado e la storia giudiziaria di queste persone deve essere ancora scritta completamente, ma di sicuro ci dice già che separare chi deve controllare da chi è controllato è fondamentale, come vado ripetendo ormai da molto tempo – conclude Cova –. Ancora una volta, mentre lo sport assolve, la magistratura condanna. Ma lo sport che giudica se stesso non può funzionare, anche e soprattutto se si considerano i grandi interessi economici in ballo”.

 

Roma, 25 gennaio 2018

On. Cova: “La denuncia fatta da Donati non è archiviata: il Ministro Lotti intervenga in modo deciso contro il doping”

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“L’archiviazione del procedimento della Procura Federale del Coni contro il prof. Sandro Donati non significa che è stata messa per sempre una pietra sopra a quello che l’allenatore ha segnalato sul fenomeno del doping anche nei gruppi sportivi militari durante le audizioni nelle Commissioni congiunte Istruzione e Affari sociali della Camera. Spero, cioè, che non si pensi che ora tutto possa tornare come prima e si possa fare finta che i nostri gruppi sportivi militari siano esenti dal fenomeno del doping”: è questo il senso dell’interrogazione appena presentata dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, rivolta al Ministro dello Sport Luca Lotti, al quale chiede di guardare cosa accade proprio in quei gruppi sportivi, in particolare quelli militari, di cui ha parlato Donati. Cova, senza usare mezzi termini, chiede al Ministro di intervenire per sanare le situazioni di doping. E nell’interrogazione riassume la situazione che si è creata.
 
“Le Commissioni Cultura, scienza e istruzione e quella Affari sociali della Camera stanno esaminando l​a risoluzione sull’istituzione di un’Agenzia nazionale antidoping – ricorda Cova –. Nel corso della discussione è intervenuto tra gli altri il dott. Gualtiero Ricciardi, direttore dell’Istituto superiore di sanità, il quale ha affermato che il doping in Italia è ormai un problema di salute pubblica. Inoltre, ha sostenuto che non vi sono argini alla diffusione delle sostanze dopanti nello sport a livello sia giovanile e dilettantistico, sia professionistico. Persino i genitori degli adolescenti impegnati nello sport spingono i figli ad accrescere le proprie potenzialità facendo ricorso a queste sostanze, tanto che il doping costituisce la prima causa di morte infantile e giovanile”.
 
Rivelazioni agghiaccianti, per Cova, che, appunto, hanno trovato conferma anche nell’audizione di Donati, il quale non solo ha confermato quanto esposto da Ricciardi, ma ha chiamato in causa precise responsabilità degli enti nazionali preposti. Cova stesso, del resto, aveva presentato due interpellanze urgenti sul tema, nel corso del 2015, e, nonostante gli impegni assunti dal Governo, “risulta che il fenomeno in Italia non stia arretrando e l’esposto presentato dal Coordinamento dei gruppi sportivi militari e di Stato nei confronti di Donati per il contenuto dell’audizione resa innanzi alle Commissioni riunite della Camera, e l’annessa richiesta alla Procura della Federazione italiana di atletica leggera di deferimento al Tribunale federale, sono un’evidente ammissione di incapacità di cogliere la gravità del problema. Invece di preoccuparsi di combattere il doping anche tra i proprio atleti hanno pensato di combattere chi lotta da sempre contro il doping”.
 
Roma, 11 gennaio 2017

News dal Parlamento

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Stop ai conflitti d’interesse

Importante approvazione questa settimana, alla Camera: con 218 voti favorevoli, 94 contrari (M5s e Sel) e 8 astenuti, abbiamo approvato le Disposizioni in materia di conflitti di interessi, che ora passano all’esame del Senato. Il provvedimento interviene a disciplinare la risoluzione dei conflitti di interesse dei titolari di cariche di governo nazionale e i titolari di cariche di governo regionale, sostituendo la normativa vigente.

Ecco quali sono le principali disposizioni introdotte. Intanto, sono previsti puntuali obblighi dichiarativi in capo ai titolari delle cariche di Governo, e conseguenti sanzioni, differenziate nelle ipotesi di incompleta o mancata dichiarazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, o di dichiarazioni tardive o ancora mendaci. Poi, viene introdotto un rafforzamento del regime delle incompatibilità per le cariche di Governo.

Ma la vera novità rispetto alla legge Frattini, che valeva fino a ora, è la possibilità, nelle ipotesi più rilevanti, di risolvere la propria posizione conflittuale, anche in via preventiva, attraverso le misure tipiche per la soluzione del conflitto di interessi, ossia mediante l’affidamento in gestione dei beni e delle attività patrimoniali, attraverso la sottoscrizione di un contratto di gestione, oppure, se non sussistono altre misure possibili per evitare il conflitto di interessi, la vendita su richiesta dell’Autorità, dei beni e delle attività rilevanti. Questo avviene quando il titolare della carica di governo nazionale possieda, anche per interposta persona o tramite società fiduciarie, partecipazioni rilevanti nei settori della difesa, del credito, dell’energia, delle opere pubbliche di preminente interesse nazionale, delle comunicazioni e dell’editoria di rilevanza nazionale,dei servizi pubblici erogati in concessione o autorizzazione, in imprese operanti nel settore pubblicitario, oppure quando la concentrazione degli interessi patrimoniali e finanziari in capo al titolare della carica di governo siano tali da condizionare l’esercizio delle funzioni pubbliche ad esso attribuite o da alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza.

Per i membri del Parlamento viene rivista la disciplina della ineleggibilità, prevedendola per coloro che hanno il “controllo”, e non la rappresentanza legale, di società che risultino vincolate allo Stato con contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di notevole entità economica, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica. Per i consiglieri regionali viene introdotta una normativa di principio in questo senso.

Una risoluzione contro il doping

La mia personale lotta al doping sta per prendere il volo: mercoledì 2 marzo, la risoluzione che mette le basi per regole diverse e più stringenti, comincerà a essere esaminata nelle Commissioni congiunte Cultura e Sanità della Camera dei Deputati.

È arrivato il momento di chiedere al Governo l’impegno a creare un’Agenzia nazionale antidoping terza, ossia indipendente sia dal Coni che dallo stesso Governo, con una propria autonomia finanziaria. Questo sarà il primo e fondamentale passo per combattere e fermare una volta per tutte il malcostume del doping, sia nello sport professionistico, sia giovanile che amatoriale. Fenomeno che non falsa solo i risultati sportivi, ma danneggia gravemente la salute degli atleti e alimenta anche il malaffare. La vicenda dei whereabouts che ha coinvolto l’atletica italiana, ha mostrato come l’attuale sistema di controllo non abbia funzionato e debba essere riformato con un Agenzia terza.

Tra i punti più importanti, la risoluzione impegna il Governo a superare la norma che conferisce a Coni-Nado l’attività di controllo antidoping sulle attività sportive agonistiche di livello nazionale e internazionale, a creare un’Agenzia nazionale antidoping indipendente, appunto, che assorba la Commissione di vigilanza e l’Agenzia Coni-Nado,​ a conferire a questa Agenzia terza l’organizzazione dei controlli e degli esami​ e i procedimenti disciplinari, a nominare un commissario autonomo​ che realizzi questa agenzia​.

Le provocazioni degli industriali

Alcuni industriali del latte stanno proponendo contratti palesemente sotto i costi di produzione. Ebbene, non solo non lo possono fare, ma danneggiano tutta l’importante filiera lattiero-casearia. Invece, il percorso fatto finora da parte di questa filiera, con l’accordo sottoscritto dai soggetti interessati al Ministero delle Politiche agricole, deve essere la strada per darle valore. Filiera che, unita, può ottenere buoni risultati.

Resta il fatto che, rispetto a come si stanno comportando certi industriali, l’art. 62 e il Decreto 51 non consentono di fissare prezzi sotto i costi di produzione e il Garante della concorrenza e del mercato ora ha tutti gli strumenti per vigilare e sanzionare, come è avvenuto all’estero. Il mio invito è davvero quello di tenere un comportamento consono a quanto deciso, per il bene non solo dei produttori, ma di tutta questa importante filiera che termina – e gli industriali lo sanno bene – con il consumatore finale.

Il futuro del latte

Venerdì 4 marzo 2016, alle 20, all’Itas di Codogno, in provincia di Lodi, interverrò alla tavola rotonda “Latte italiano: quale futuro?”, organizzata dagli allevatori lodigiani con il patrocinio del Comune. Assieme a me ci saranno Angelo Rossi, responsabile del Clal, Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad Italia, Marco Minardi, del Consorzio latte italiano “Sogno o realtà”, e i rappresentanti degli industriali del latte e delle organizzazioni di categoria. Nell’occasione verrà presentata la campagna informativa rivolta al consumatore e intitolata “100% latte italiano”. Se vuoi leggere la locandina clicca qui

Scoprire Milano

Mi fa piacere segnalare che l’Associazione musicale MusicalMente di Landriano (Pavia) propone “Milano ritrovata”, un percorso di tre visite guidate per scoprire aspetti sconosciuti della metropoli.

La prima si terrà domenica 20 marzo 2016, con partenza alle 15, durata della visita 90 minuti con meta il Museo del Teatro alla Scala. Il gruppo minimo deve essere di 20 persone e il costo è di 13 euro, comprensivo del biglietto d’ingresso.

Domenica 17 aprile 2016, sempre alle 15, si visiterà la Milano nuova, ovvero il rinnovato quartiere Garibaldi, sempre per una durata di 90 minuti e un gruppo minimo di 20 persone. Costo della visita 10 euro. C’è tempo fino al 14 marzo per confermare e pagare.

Infine, domenica 22 maggio 2016, alle 15, la visita, della durata di 140 minuti, sarà al Cimitero monumentale. Sempre 10 euro, tempo per prenotarsi entro il 14 aprile.
Le visite guidate sono a cura di Milano Guida. Per conferme e prenotazioni contattare Antonia Pallottini cell. 347 9297376 o scrivere a musicalmentelandriano@hotmail.it, clicca qui per la locandina.

Cari lettori,

vi anticipo che, come ogni anno, ho programmato nel mese di marzo due incontri di rendicontazione del lavoro svolto in Parlamento, per maggiori informazioni clicca qui.

Paolo Cova

Basta antidoping a parole: serve l’agenzia terza, se vogliamo candidarci a Roma 2024

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“Non basta essere contro il doping a parole”: non hanno avuto dubbi i relatori del convegno ‘Più veloce del doping – Istruzione e prevenzione prima di tutto’, tenutosi oggi, sabato 30 gennaio 2016, a Sesto San Giovanni, organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto, con il patrocinio del Comune.

 

Ospite l’on.Paolo Cova, parlamentare del Pd, che al Parlamento si sta battendo per fermare la deriva di una piaga che “distrugge lo sport, non gli fa solo un danno”.

E se tutti sono contro il doping a parole, Cova ha fatto presente che poi, però, “non si realizza l’agenzia terza come previsto dalla legge. Ma se controllore e controllato sono le stesse persone, non c’è chiarezza di intervento, i controlli non possono essere veramente super partes. Invece, se vogliamo candidarci a Roma 2024, dobbiamo arrivare con questo fiore all’occhiello da offrire al Cio per vincere l’assegnazione. Adesso serve un segnale di sport pulito, piuttosto che un medagliere ricco, ma senza valore”.

 

Non solo: “Bisogna fare una grande azione di prevenzione e di ricerca – ha aggiunto Cova –. Nel 2015 tre marciatori di vertice sono stati fermati perché trovati positivi a un farmaco dopante non ancora autorizzato per il commercio. Questo significa che abbiamo atleti che sono delle vere e proprie cavie, oltre tutto non sapendo ancora se il farmaco fa bene o male o provoca danni più o meno gravi. Se l’antidoping non fa ricerca, non riesce a individuare questi farmaci, a trovare quelle molecole che difficilmente sappiamo che vengono usate”.

Una battaglia dura da combattere perché “vincere una medaglia comporta che la federazione guadagni soldi e prestigio e qualcuno chiude gli occhi – ha denunciato il parlamentare Pd –. Questo è il livello di alcuni dirigenti e allenatori, che poi dalle vicende escono sempre puliti, ma sono proprio quelli che non fanno la lotta al doping perché vivono di luce riflessa rispetto ai risultati ottenuti dal loro atleta”.

 

Cova ha anche un rammarico: “Spiace che non sia stata assegnata la delega allo sport in questo rimpasto di Governo: avrebbe dato slancio sia alla lotta al doping, sia a una ripresa dell’attività agonistica di vertice che ora latita”.

 

Importante l’intervento del campione Stefano Mei: “Quando penso a quello che ho fatto nella mia carriera sportiva, quando racconto il mio passato e la mia impresa sono sicuro di non dire delle bugie. Sono sicuro che quel giorno ero il più forte del mondo”. Perché “quando chiudi gli occhi per dormire, quando ti fai la barba la mattina, sai se hai fatto o meno una cosa giusta. Non riesco a concepire come si possa essere soddisfatti per un risultato ottenuto con un trucco. Se non si può vincere pazienza, va bene anche il quarto posto, ma guadagnato con l’onestà e la fatica, accettando i propri limiti”.

 

Il medico Alessandro Da Ponte ha illustrato la parte farmacologica degli aspetti legati al doping: “Ci sono sostanze vietate sempre e alcune solo in competizione, gli stimolanti, ad esempio. O sono vietate solo in particolari sport, come i betabloccanti, ottimi per i tiratori di precisione perché abbassano i battiti del cuore e la mano trema meno”. E per dimostrare la difficoltà dei controlli, tra l’altro lungo un iter preciso e complicatissimo, Da Ponte ha sottolineato l’importanza della comunicazione della reperibilità dell’atleta, che è alla base dell’ultimo scandalo doping italiano.

Il medico hachiuso il suo intervento con un appello ad amatori e dilettanti, il cui “rischio è paradossalmente ancora maggiore rispetto agli atleti che, comunque, anche nell’assunzione di sostanze proibite, sono seguiti da staff preparati. Ma chi assume senza controllo, improvvisando, può farsi dei danni davvero gravi”.

 

Sesto SanGiovanni, 30 gennaio 2016

 

 

Sabato 30 gennaio, a Sesto San Giovanni, per parlare di doping

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“Più veloce del doping – Istruzione, informazione e prevenzione prima di tutto ” è il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato 30 gennaio 2016, dalle 9.30 alle 12.30, a Villa Visconti d’Aragona, a Sesto San Giovanni.

 

Organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto, con il patrocinio del Comune, che porterà i suoi saluti con Andrea Rivolta, vicesindaco e assessore allo Sport, vedrà la partecipazione dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, gli interventi di Roberta Perego, assessore comunale alle Politiche educative e sociali, di Stefano Mei, oro ai Mondiali di atletica del 1985, e del medico Alessandro Da Ponte.

 

“Sarà l’occasione per fare il punto su un problema sociale che mi sta a cuore e seguo da vicino e che rischia di diventare una vera e propria piaga dello sport italiano – spiega Cova –. La prevenzione, a partire dai più giovani, è l’unica soluzione valida in un mondo che ormai punta solo al risultato e non considera le conseguenze”.

 

Roma, 26 gennaio 2016

News dal Parlamento

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Tanta agricoltura in stabilità

 

Con questo inizio d’anno voglio tornare sulla legge di stabilità, in particolare sui capitoli che riguardano l’agricoltura. E posso subito dire che non c’è mai stata tanta attenzione per il mondo agricolo come in questa legge. In positivo, naturalmente, perché è una norma molto favorevole all’agricoltura e prevede interventi strutturali.

In questo modo, il Parlamento raccoglie l’eredità e la sfida di Expo e investe sul sistema dell’agricoltura e sulla biodiversità tipica italiana. I nostri prodotti agroalimentari sono di pregio e di valore e non devono essere smarriti, come è chiaramente emerso nei sei mesi dell’esposizione universale. Ecco perché sono state messe in atto misure strutturali, alcune delle quali danno immediato sostegno agli agricoltori e agli allevatori italiani. Vediamo quali.

Intanto non ci sarà più l’Imu sui terreni per le imprese agricole, ovvero da quest’anno non si pagherà più l’Imu agricola. Secondo aspetto, i settori dell’agricoltura e della pesca, dal 2016, godranno di una esenzione Irap riguardante i soggetti che esercitano un’attività agricola; gli imprenditori agricoli, le cooperative e i loro consorzi; le cooperative della piccola pesca e i loro consorzi.

La legge di stabilità stanzia, inoltre, 45 milioni di euro, che confluiranno in un apposito Fondo, creato presso l’Inail, per il rinnovo di macchine agricole, trattori agricoli o forestali, puntando su tecnologie innovative, sicure e sostenibili. La misura ha l’obiettivo di favorire l’innalzamento degli standard di sicurezza a favore dei lavoratori, l’abbattimento delle emissioni inquinanti e l’aumento dell’efficienza delle prestazioni.

Non solo: è stato istituito un Fondo presso l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, per la razionalizzazione e la riconversione del settore bieticolo-saccarifero e vengono aumentate le compensazioni Iva per le cessioni di latte fresco (dall’8,8 al 10 per cento) e per le cessioni di animali vivi della specie bovina (in misura non superiore al 7,7 per cento) e di quella suina (in misura non superiore all’8 per cento). Estese anche le agevolazioni per la piccola proprietà contadina: al coniuge o ai parenti in linea retta del coltivatore diretto e dell’imprenditore agricolo; agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze, posti in essere a favore di proprietari di masi chiusi dagli stessi abitualmente coltivati.

Ancora, sono estesi alle imprese della pesca e dell’acquacoltura gli interventi di competenza dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), a garanzia dei finanziamenti a favore delle imprese agricole. Viene demandata al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) la promozione di un Piano di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica. A questo scopo è autorizzata una spesa di 5 milioni di euro per il 2016 e di 8 milioni per ciascun anno del biennio 2017-2018.

 

 

Latte, eccellenza da difendere

 

Sabato 9 gennaio 2016 , dalle 9 alle 12, nella sala convegni “Le Scuderie” della Bcc dell’Oglio e del Serio, a Ghisalba (Bergamo), parteciperò a un incontro tra rappresentanti del Governo, assessori regionali, organizzazioni sindacali e di prodotto, sul tema “Latte e formaggi italiani, eccellenze nel mondo: come difenderli e valorizzarli”.

Assieme a me, sul palco, tra gli altri ci saranno Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Lombardia, Giovanni Daghetta, presidente di Cia Lombardia, Alessandro Ranaldi, vicepresidente nazionale Copagri, Marco Ottolini, direttore Aop Latte Italia, Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura, e Angelo Zucchi, caposegreteria del Ministro delle Politiche agricole.

 

Qui la locandina

 

 

 

Combattere il doping

 

Preannuncio anche un incontro al quale parteciperò a fine gennaio su un altro dei temi che seguo con più assiduità. Sabato 23 gennaio 2016, alle 15, mi troverò, infatti, all’Autodromo internazionale del Mugello per un dibattito su sport e doping.

Interverrò parlando de “Il doping e la legge” e sarò assieme ad Alessandro Donati, consulente della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, che parlerà di “Breve storia del doping, lotta al doping in Italia e nel mondo”, e Stefano Mei, campione europeo dei 10mila metri a Stoccarda 1986, che racconterà la sua storia di atleta.

 

Qui la locandina

 

Paolo Cova

News dal Parlamento

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La nostra scuola è buona

Abbiamo approvato,  alla Camera, la “Buona scuola”, ovvero la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione. I voti: 277 favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti. A favore Pd, Ap, Sc. Come sapete, il provvedimento  intende disciplinare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, dotando le stesse delle risorse umane, materiali e finanziarie necessarie a realizzare le proprie scelte formative e organizzative.

Rafforzamento dell’autonomia degli istituti, contrasto ai fenomeni dell’abbandono e della dispersione, lotta alle diseguaglianze sociali, culturali e territoriali ancora presenti nel Paese, sono gli obiettivi principali che prevede la riforma. Allo stesso tempo queste norme servono a dare maggiore formazione agli studenti, garantire il diritto allo studio, attuare un grande piano per la sicurezza e la modernizzazione degli edifici. Piu’ di 100mila insegnanti saranno assunti nel prossimo anno scolastico ed è previsto un concorso per altri 60mila.

Oltre, dunque, al piano straordinario di  assunzioni a tempo  indeterminato di personale docente e al concorso che si svolgerà per gli abilitati entro dicembre 2015, le altre novità sono la carta di identità della scuola con priorità e indirizzi; il curriculum e la carta dello studente, cui si potrà aggiungere insegnamenti opzionali per seguire vocazioni e talenti; 400 ore di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici professionali e 200 ore nei licei; 90 milioni di euro per la formazione dei docenti, le infrastrutture digitali, i nuovi  laboratori aperti al territorio; 40 milioni di euro per la formazione in servizio e 500 euro l’anno a ogni  insegnante per acquisto di libri, tecnologie, mostre, concerti, teatri; un Fondo di 200 milioni di euro per premiare l’impegno degli insegnanti; la responsabilizzazione del dirigente scolastico che ha fatto tanto discutere, si traduce in un “preside” che sarà responsabile degli esiti della scuola e sarà valutato ogni tre anni da un nucleo di ispettori ad hoc; 300 milioni di euro per scuole innovative; 40 milioni per ispezionare controsoffitti e solai di tutte le scuole del Paese; school bonus, ovvero la possibilità di donare agli istituti fino a un massimo di 100mila euro, con un beneficio fiscale del 65% e il 10% del school bonus a un Fondo di perequazione per sostenere le scuole in aree disagiate; lotta alla dispersione scolastica. Infine, scuola più aperta e inclusiva con più inglese, educazione fisica e musicale nella scuola primaria, e più storia dell’arte, diritto, economia nelle scuole secondarie. 

Nuove regole per l’autismo

Tra i progetti di legge importanti approvati in queste settimane, senz’altro rientra quello che si occupa della diagnosi e cura delle persone con disturbi dello spettro autistico, che prevede anche assistenza alle famiglie. Per chi non lo sapesse, l’autismo rientra in quelli che vengono definiti “disturbi pervasivi dello sviluppo”, che dipendono da un alterato sviluppo del cervello, e può comportare gravi problemi nella capacità di comunicare, di entrare in relazione con le persone e di adattarsi all’ambiente.

Il provvedimento prevede interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico. La legge chiama l’Istituto superiore di sanità ad aggiornare le Linee guida sul trattamento di questo tipo di disturbi. I Lea, i livelli essenziali di assistenza, sono a loro volta aggiornati con l’inserimento delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili.

Viene rivisto anche il ruolo degli enti locali: ora sono le politiche delle Regioni ad assumere una rilevanza imprescindibile. Quindi, Regioni e Province autonome garantiscono il funzionamento dei servizi di assistenza sanitaria alle persone con disturbi dello spettro autistico; individuano centri di riferimento con compiti di coordinamento dei servizi stessi nell’ambito della rete sanitaria regionale e delle province autonome; stabiliscono percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico, verificandone l’evoluzione.

In tutto questo, il Ministero della Salute provvede all’aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali e promuove lo sviluppo di progetti di ricerca riguardanti la conoscenza del disturbo. 

Un freno agli espropri

Sapete tutti che la situazione della crisi economica e recessiva che si trascina ormai da troppi anni, ha messo in seria difficoltà molte famiglie italiane che, per poter tirare avanti, si sono indebitate oltre le loro possibilità. Il rischio che si vedano espropriare anche la prima casa è alto. Per questo abbiamo approvato una mozione che chiede di sospendere queste procedure e aggiornare le leggi che le regolano.

La mozione impegna perciò il Governo a valutare l’opportunità di istituire un osservatorio sul sovra-indebitamento, con all’interno enti e soggetti sia pubblici sia privati, dotati di competenze e professionalità specifiche, in grado di monitorare adeguatamente gli aspetti giuridici, sociali ed economici del fenomeno, con specifico riferimento alle procedure di espropriazione di immobili adibiti ad abitazione principale, per individuare le strategie più corrette per contrastarlo efficacemente; ad effettuare un attento monitoraggio sulla effettiva applicazione della legge n. 3 del 2012 (istituisce la procedura di composizione delle crisi da sovra-indebitamento per un parziale superamento del principio di soggezione di tutti i beni del debitore), al fine di valutarne l’efficacia e la necessità di eventuali correttivi; ad effettuare un’analisi approfondita ed aggiornat a per definire le misure da mettere in campo  che arginino il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale; a procedere ad una verifica del progressivo stato di attuazione della legge 23 maggio 2014, n. 80 che riguarda le politiche abitative, anche valutando l’opportunità di introdurre elementi correttivi di tutela delle fasce maggiormente in difficoltà per effetto della crisi economica, con specifico riferimento alla tutela dei nuclei familiari destinatari di provvedimenti di espropriazione di immobili adibiti ad abitazione principale.

Latte in polvere: vogliamo sapere

Quanto latte in polvere, rigenerato all’estero, dalla Germania in particolare, viene importato in Italia e immesso sul mercato, soprattutto sotto forma di prodotti lattiero-caseari? Situazione che potrebbe tenere in scacco i produttori italiani di latte, costretti a scendere sul prezzo, indicizzandolo a quello tedesco? Con il collega Giorgio Zanin lo abbiamo chiesto in un’interrogazione, rivolta al Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

Siamo, infatti, convinti che chi vuole fare formaggi con latte in polvere non teme di sicuro il parere dei consumatori: allora scriva a chiare lettere sulle confezioni che il prodotto è fatto con quel tipo di materia prima. In questo modo il consumatore potrà scegliere consapevolmente.

Anzi, costoro, dovrebbero farsi promotori di un’indicazione di provenienza che riporti se viene usato latte fresco oppure cagliate o semi lavorati, o ancora latte rigenerato da latte in polvere importato dall’estero. Ecco perché è importante sapere, e lo chiediamo al Ministro Martina, quanto latte rigenerato da latte in polvere viene importato dall’estero per essere trasformato.

Nel documento chiediamo anche se la verifica immediata da parte della Guardia di Finanza dei contratti sottoscritti dai ‘primi acquirenti’ e allevatori rispetti le norme previste da art. 62 per evitare che ci siano ancora contratti non sottoscritti o con accordi solo verbali, oltre ai passi che intende fare il Ministero nei confronti delle aziende acquirenti che non rispettano l’art 62. Inoltre, vogliamo sapere quanti controlli, negli anni 2013 e 2014, sono stati eseguiti su latte importato in Italia per verificare che non fosse latte rigenerato e che esito hanno dato.

Infine, l’interrogazione pone un quesito: conoscere in tempi rapidi quanti non hanno fatto contratti in forma scritta nei mesi scorsi e ora vogliono ricorrere alla retroattività, pratica non consentita e sanzionabile. Non vorremmo che dietro ci sia un maldestro tentativo di indicizzare per un anno al latte tedesco.

Il doping? È trasversale

Questa settimana è emersa un’altra grande indagine sull’uso del doping. Se ne è fatta carico la Procura di Brescia che sta monitorando palestre e dilettanti di vari sport. Decine le persone coinvolte, da chi procura le sostanza a chi ne fa uso. Non mi stupisco: il fenomeno del doping tra gli sportivi amatoriali è ben più grande di quel che si pensi ed è proprio il caso di dire che l’inchiesta di Brescia sta portando a galla solo la punta dell’iceberg.

Il guaio è che i dati della Commissione vigilanza doping e del Coni-Nado non riescono a intercettare la vera portata del problema, perché mancano tutte le verifiche sui dilettanti e gli amatoriali, appunto, ma anche le verifiche a sorpresa sui professionisti. Ecco perché continuerò a battermi per un’agenzia terza che controlli sia gli uni che gli altri, trasversalmente, e che sia super partes, non influenzata e influenzabile da alcuno e assolutamente rigorosa.

Vitalizi no. Contributi sì

Questa settimana ho aderito a un progetto di legge del collega Matteo Richetti sui vitalizi. Il testo è finalizzato all’abolizione dell’assegno vitalizio e al suo ricalcolo secondo il sistema contributivo previsto per tutti i lavoratori, anche per gli attuali percettori dell’assegno. Per capirci, il montante contributivo individuale è determinato alla stregua dei lavoratori dipendenti, applicando alla base imponibile contributiva l’aliquota vigente per i lavoratori dipendenti delle amministrazioni statali.

La proposta di provvedimento armonizza, una volta per tutte e per tutti i beneficiari attuali e futuri, il trattamento pensionistico di parlamentari e consiglieri regionali a quello degli altri lavoratori. E non può che trovarmi d’accordo.

Paolo Cova

On. Cova: “Doping: indagine di Brescia solo la punta dell’iceberg. Serve l’agenzia terza e controlli rigorosi su professionisti e dilettanti”

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“Il fenomeno del doping tra gli sportivi dilettanti è ben più grande di quel che si pensi ed è proprio il caso di dire che l’inchiesta della Procura di Brescia sta portando a galla solo la punta dell’iceberg”, è il commento dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che in questi mesi si sta battendo contro la pratica sempre più diffusa, e non solo tra professionisti, di assumere sostanze dopanti per migliorare le proprie prestazioni sportive.

 

“Il vero guaio è che i dati della Commissione vigilanza doping e del Coni-Nado non riescono a intercettare la vera portata del problema, perché mancano tutte le verifiche sui dilettati e gli amatoriali, appunto, ma anche le verifiche a sorpresa sui professionisti​ – continua Cova –​. Ecco perché continuerò a battermi per un’agenzia terza che controlli sia gli uni che gli altri, che sia super partes, non influenzata e influenzabile da alcuno e assolutamente rigorosa”.

 

Roma, 7 luglio 2015

News dal Parlamento

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Pensioni: via libera ufficiale

Vi ricorderete, soprattutto se siete parte interessata, che qualche settimana fa la Corte Costituzionale si è pronunciata dichiarando illegittimo il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 disposto dal

decreto-legge n. 201 del 2011, il cosiddetto Salva Italia, del Governo Monti. Bene: questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato il provvedimento che dà il via alla corresponsione degli arretrati pensionistici per il mancato adeguamento all’inflazione degli anni passati, al rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e a più forti garanzie sul Tfr anticipato in busta paga.

Per i due anni in questione si riconosce una rivalutazione assegnata in modo decrescente fino a 6 volte il minimo di pensione Inps, con decorrenza 1° settembre 2015. Gli arretrati saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato. L’importo sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte. L’intervento interessa 3,7 milioni di persone e mette in campo 2 miliardi e 180 milioni di euro per il 2015 e quasi 500 milioni a regime dal 2016.

Oltre all’intervento volto a recepire la sentenza della Consulta, il decreto contiene una serie di norme tese a rifinanziare strumenti a sostegno dell’occupazione. Si autorizza la spesa di 1 miliardo aggiuntivo sugli ammortizzatori in deroga e si rafforzano con 290 milioni i contratti di solidarietà. Previsto infine l’anticipo del pagamento delle pensioni al primo giorno di ogni mese e un adeguamento normativo finalizzato a far sì che la somma dei contributi non venga svalutata dal calo del Pil registrato negli ultimi anni. Sono state approvate, anche, misure in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto.

 

Tutti i temi dell’Europa

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato in via definitiva, con 270 voti favorevoli e 113 voti contrari, il disegno di legge di delegazione europea 2014. Il provvedimento è, insieme alla legge europea, uno dei due strumenti di adeguamento all’ordinamento dell’Unione europea e contiene le disposizioni di delega necessarie per il recepimento delle direttive e degli altri atti dell’Unione europea.

La legge contiene disposizioni di delega per il recepimento di 58 direttive europee, per l’adeguamento della normativa nazionale a 6 regolamenti Ue e per l’attuazione di 10 decisioni quadro, oltre a principi e criteri direttivi specifici, cui il Governo dovrà attenersi, con riferimento a 12 direttive, 6 regolamenti e 3 decisioni quadro.

I temi cui anche l’Italia dovrà conformarsi sono veramente molti e spaziano in tutti i campi. Ecco i più importanti: risarcimento del danno derivante da violazione delle norme europee sulla concorrenza, sanzioni penali o amministrative per la violazione di obblighi contenuti in direttive attuate, vigilanza prudenziale degli enti creditizi e negoziazione di strumenti finanziari, ravvicinamento delle disposizioni relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, sistemi di garanzia dei depositi, risanamento degli enti creditizi e delle imprese d’investimento, mercati degli strumenti finanziari, organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, sanzioni penali per abusi di mercato, valutazione dell’impatto ambientale di progetti pubblici e privati, esposizione alle radiazioni ionizzanti, sicurezza e salute dei lavoratori esposti a campi elettromagnetici. C’è anche una direttiva concernente il miele.

E sul piano della giustizia penale, il Governo dovrà dare attuazione a 7 decisioni quadro relative alle squadre investigative comuni, ai provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio, al reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie e delle sentenze e decisioni di sospensione condizionale in vista della conseguente attività di sorveglianza, al reciproco riconoscimento delle decisioni pronunciate in assenza dell’interessato al processo e delle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare, alla risoluzione dei conflitti nell’esercizio della giurisdizione penale, agli scambi di informazioni del casellario giudiziario.

Risultano, inoltre, pendenti procedure di infrazione per mancato recepimento delle direttive in materia di trapianti, di obblighi derivanti dalla convenzione sul lavoro marittimo, di sistema di tracciabilità degli articoli pirotecnici e di attrezzature a pressione.

 

Quel formaggio “in polvere”

Probabilmente non è noto alla maggioranza di voi, ma è bene sapere che sulle nostre tavole vengono serviti e consumati formaggi fatti con il latte in polvere. E in quantità superiore a quanto ci si possa aspettare. Con il collega parlamentare del Pd Giorgio Zanin, questa settimana, siamo intervenuti su questo tema dicendo che il consumatore deve sapere ed essere consapevole di quello che sta per mangiare.

Diventa per noi imperativo continuare a batterci affinché i consumatori italiani ed europei abbiano informazioni trasparenti sul cibo che mangiano. È questa la via privilegiata per garantire la qualità e assicurare la giusta remunerazione a chi produce.

La vicenda dei formaggi prodotti con latte in polvere è un esempio che deve spingerci a indicare in etichetta la natura del latte che viene usato e poi trasformato. L’uso di cagliate, cagliate congelate o semilavorati per la trasformazione in formaggi non incide sulla salubrità e sanità del prodotto, ma ha una qualità diversa rispetto all’uso di latte fresco.

In Commissione Agricoltura della Camera ci siamo battuti affinché nella risoluzione sul latte, recentemente approvata, ci fosse l’impegno a indicare il luogo di origine del latte oggetto di trattamento in modo chiaramente visibile al consumatore per favorire la tracciabilità del prodotto, indicando, inoltre, le caratteristiche del prodotto iniziale e, in particolare, se si tratta di latte fresco o cagliate o cagliate congelate o semilavorati.

I nostri prodotti Dop e Igp vengono preservati dai singoli disciplinari, ma, dal nostro punto di vista, la nuova frontiera per i consumatori è conoscere anche il luogo di origine del prodotto che verrà trasformato e le sue caratteristiche.

 

La Rai e il doping: ma si fa così?

E in settimana, assieme a un altro collega, il parlamentare del Pd Michele Anzaldi, siamo intervenuti, con una interrogazione, per stigmatizzare un comportamento tenuto in una trasmissione Rai.

Dovete sapere che Rai Sport, nella trasmissione Radio Corsa, andata in onda il 5 marzo scorso, ha ospitato un corridore, ex campione del mondo di ciclismo, la cui squalifica di due anni è stata comminata il 17 gennaio 2014 dal Tribunale nazionale antidoping del Coni per violazione dell’articolo 2.2 del codice Wada (uso o tentato uso di sostanze dopanti) e confermata dal Tribunale arbitrale dello sport di Losanna, con scadenza della squalifica il 17 agosto 2015. Durante l’intervista, andata in onda 4 mesi prima della scadenza della pena, il conduttore ha formulato all’atleta, che ha svolto la propria autodifesa senza mostrare particolare rammarico per l’accaduto, un caloroso augurio per un pronto rientro nelle competizioni, in assenza di riscontri obbiettivi che avvalorassero il suo auspicio, lanciando, dunque, a nostro avviso, un messaggio antisportivo e fortemente diseducativo soprattutto per le giovani generazioni che si affacciano al mondo dello sport.

Di tutto questo con Alnzaldi, che è anche segretario della Commissione di Vigilanza Rai, abbiamo scritto in un’interrogazione alla presidente e al direttore Rai. Nel documento la nostra domanda al servizio pubblico è chiara: la Rai educa così all’etica sportiva?

Ci stupisce, insomma, che un atleta condannato per doping possa essere presente in una trasmissione quando ancora è squalificato e che possa addirittura minimizzare la propria posizione davanti a una platea di telespettatori, molti dei quali giovani e giovanissimi, ma anche intervenire a commentare altre vicende di doping. La Rai svolge un ruolo di informazione pubblica e deve offrire ai giovani che guardano i programmi un’immagine di sport pulito e sano che premia il vero merito. Osannare le gesta di chi ha fatto uso di doping non appare un messaggio opportuno per il servizio pubblico.

 Paolo Cova

 

 

 

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Intervista a Zona Nove su doping

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Intervista Cova

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