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Stop femminicidio

 

Inizio questa news con questo breve commento alla notizia della morte di 4 donne e il ferimento di un’altra nella sola giornata di venerdì.

Dobbiamo dire basta e non serve solo una legge ma una profonda educazione e rispetto delle donne in questo nostro paese nel suo secondo millennio.

Non è possibile immaginare che debba prevalere ancora la forza e l’egoismo degli uomini, che sono poi parenti stretti o mariti o compagni delle vittime, sulle donne. Aiutiamoci ad educare gli uomini a questo rispetto e basta femminicidi.

 

 

Banche, risparmiatori e lavoratori salvi

 

Sapete tutti che questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato la Conversione in legge del decreto recante le disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa. Forse è un po’ meno chiaro ai più cosa contiene il provvedimento.

Una precisazione mi sembra dovuta ed è che nella Costituzione Italiana c’è l’art 47 che tutela i risparmiatori. Gli interventi fatti non sono per salvare “le banche” una entità astratta, ma proprio per salvare i risparmi di due milioni di correntisti e il posto di lavoro per migliaia di persone.

Alla luce della crisi che le banche venete hanno vissuto, vengono introdotte disposizioni urgenti per la gestione di questo passaggio in modo da assicurare la massima tutela dei risparmiatori, correntisti e obbligazionisti ordinari; la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio, essendo stata garantita la piena continuità dei rapporti in essere; misure di ristoro per gli investitori titolari di obbligazioni subordinate, che saranno risarciti; la tutela dell’occupazione (nessun licenziamento e gestione solo volontaria degli esuberi); la continuità operativa degli uffici e degli sportelli delle banche, che sono rimasti regolarmente aperti e pienamente funzionanti.

Come si è arrivati a questo punto? La crisi dei due istituti è stata causata dalle carenze patrimoniali dovute agli elevati livelli di crediti deteriorati – un problema diffuso in Europa per il protrarsi degli effetti della crisi economica – e dalle difficoltà dei loro modelli di business, su cui la riforma che ha disposto la trasformazione delle banche popolari ha, finalmente, posto rimedio.

Il dialogo fra il Governo e le autorità europee è stato molto intenso nel corso del 2017, con l’obiettivo di individuare la migliore soluzione per salvaguardare integralmente i risparmiatori. Ma, anche a causa dell’assenza di investitori privati disponibili a mettere a disposizione risorse, non è stato possibile attuare la ricapitalizzazione precauzionale. Il 23 giugno 2017 la Banca centrale europea ha dichiarato le due banche venete in condizione di dissesto, consentendo l’applicazione delle procedure di insolvenza nazionali. Il Ministro dell’Economia e delle finanze, su proposta della Banca d’Italia, ha quindi sottoposto le due banche a liquidazione coatta amministrativa. Il Governo ha però adottato una speciale procedura d’insolvenza finalizzata a garantire una gestione ordinata della crisi delle due banche. Le misure consistono anzitutto nella cessione di parte delle attività e passività delle due banche, compreso il personale, a un acquirente, di fatto individuato in Intesa Sanpaolo. A Società per la gestione di attività Spa, il cui capitale è interamente posseduto dal Ministero, saranno ceduti i crediti deteriorati.

 

 

Coltivare la città

Vi ricordo ancora una volta che sabato 22 luglio, alle 18.30, in sala Marie Curie, nell’ambito della Festa metropolitana, che si tiene all’ex Scalo Farini, interverrò all’incontro sul tema “Coltivare la città. Agricoltura sociale, aree interne e agricoltura di prossimità”. Oltre a me, partecipano Mattia Abdu, Andrea Falappi, Paolo Festa, Ileana Iaccarino, Dario Oliverio, Andrea Patrucco, Marco Porcaro e Francesco Prina.

Qui la locandina

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Tortura, in Italia è punita
Si aspettava da anni e questa settimana abbiamo finalmente approvato la proposta di legge “Introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano”, ovvero nel codice penale, così come richiesto dalla Convenzione Onu del 1984, ratificata dall’Italia con la legge n. 498/1988.
Sono pesanti le pene contro chi tortura. Il nuovo reato punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi o agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, o che si trovi in situazione di minorata difesa.
Pertanto, deve sussistere un nesso di causalità tra l’azione posta in essere da chi la compie e le acute sofferenza fisiche o il verificabile trauma psichico; la condotta deve essere stata connotata da almeno uno dei seguenti elementi: violenze, minacce gravi, crudeltà; la vittima deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni: essere persona privata della libertà personale, essere affidata alla custodia (o potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza) dell’autore del reato, trovarsi in situazione di minorata difesa; il fatto deve essere stato commesso secondo una pluralità di condotte oppure essere tale da comportare un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.
Costituiscono un’aggravante la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio dell’autore del reato, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio (la pena prevista è in questo caso la reclusione da 5 a 12 anni), e l’avere causato lesioni personali comuni, gravi o gravissime, ma anche la morte come conseguenza della tortura.
Inoltre, qualsiasi dichiarazione o informazione estorta sotto tortura non è utilizzabile in un processo, ma vale come prova contro gli imputati di tortura. Nessuno può essere espulso, respinto o estradato verso Paesi dove vi sia il fondato rischio che sia sottoposto a tortura. I cittadini stranieri imputati o condannati per tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale non possono godere di immunità. Se richiesto, saranno estradati.

La verità del Ministro sui flussi migratori
Dopo lo straordinario afflusso di persone salvate nel Mediterraneo centrale negli ultimi giorni di giugno, il Ministro dell’Interno Marco Minniti è venuto a informare la Camera su quanto accaduto e su come si sta comportando l’Italia. Intanto, ha ricordato i numeri: 22 navi, poi diventate 25 nel corso delle ore successive; più di 10.000 arrivi che fanno salire la cifra complessiva delle persone salvate a più di 85.000 nei primi sei mesi dell’anno, più 18,40 per cento rispetto allo scorso anno.
L’Italia ha immediatamente reagito sul terreno dell’accoglienza, ma anche sul terreno politico internazionale. Il nostro ambasciatore a Bruxelles si è recato in Commissione europea e ha chiesto esplicitamente che di fronte a una situazione così delicata e così impegnativa l’Europa si assuma chiare e limpide responsabilità. Successivamente il Governo si è recato a Parigi per incontrare i Ministri dell’Interno francese e tedesco e il Commissario per i problemi dell’immigrazione.
E Francia, Germania e Commissione europea hanno condiviso alcune proposte. La prima è quella di un codice di comportamento delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani. Le altre navi che operano nel Mediterraneo centrale sono navi militari. Nel momento in cui operano numerose navi civili, un Paese serio prende tutte le misure per coniugare la salvezza della vita con le esigenze della propria sicurezza e con l’indefettibile obiettivo di combattere i trafficanti di esseri umani. Inoltre, Unione europea, Francia e Germania hanno deciso di rafforzare il loro impegno, economico e politico, in Libia. L’importanza di ciò sta nel fatto che c’è un rapporto forte tra la stabilizzazione della Libia e la lotta ai trafficanti di esseri umani, i quali hanno bisogno di istituzioni fragili e di controllare il territorio. Combattere i trafficanti di esseri umani in Libia significa dare un contributo straordinario per la stabilizzazione della Libia. L’Italia è strategicamente interessata alla stabilizzazione della Libia e al fatto che la Libia si mantenga unita. Nei prossimi giorni, verrà fatta una riunione a Tripoli con i sindaci della Libia, per discutere, insieme con loro, di come liberarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani. Questo è il senso di una cooperazione forte tra Europa, Italia e quel Paese.
E per quanto riguarda le ricollocazioni, il punto più delicato, Minniti ha precisato, ancora una volta i numeri: alla fine dello scorso anno, l’Italia aveva ricollocato 2.600 persone in Europa, oggi ne ha ricollocate 7.500 – 405 sono in via di immediata definizione -, si tratta di circa 8.000 persone. Rispetto agli sbarchi è certamente insufficiente, ma per il Ministro il fatto che Commissione Europea, Francia e Germania abbiano deciso di aumentare la loro quota di rilocation nei confronti dell’Italia, è un piccolo ma importante passo avanti. Inoltre Minniti ha incaricato il capo del Dipartimento immigrazione e di pubblica sicurezza di chiedere a Frontex un confronto urgente sulle regole della missione Triton, affrontando il tema della regionalizzazione del soccorso in mare.

Cosa cambia per le Province
La legge approvata a giugno scorso che contiene varie disposizioni finalizzate a dare concreta attuazione al bilancio 2017 e agli accordi assunti dal Governo con gli enti locali, contiene anche disposizioni che interessano il comparto delle province e delle città metropolitane e consentono di gestire una fase finanziaria provvisoria e delicata. Rispetto a questo tema appare inevitabile una riflessione sul ruolo e sulle funzioni delle province delle regioni a statuto ordinario, alla luce del risultato del referendum del 4 dicembre 2016, fermi restando i punti di forza della riforma adottata nel 2014. Allora, si era passati da un’amministrazione locale basata su due livelli di governo separati a una concezione diversa, in cui i sindaci e gli amministratori comunali si fanno carico sia delle esigenze di governo di prossimità, sia delle esigenze di governo territoriale.
Per questo alla Camera abbiamo sentito la necessità di mettere un po’ di chiarezza sul tema, approvando una mozione concernente iniziative volte a garantire il funzionamento delle province, che impegna il Governo a proseguire nello sforzo intrapreso al fine di garantire le risorse necessarie ad assicurare l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane, anche promuovendo le opportune modifiche alla legislazione vigente; individuare le risorse adeguate a copertura delle funzioni statali assegnate; a verificare che il processo di riordino delle funzioni regionali assegnate dalle regioni alle province e città metropolitane sia garantito da una copertura finanziaria; ad adottare ogni iniziativa di competenza utile a favorire il ripristino dell’autonomia organizzativa degli enti; ad adottare ogni utile iniziativa di competenza che consenta, a partire dal 2018, di ristabilire la piena autonomia economica, finanziaria e organizzativa delle province e delle città metropolitane; a valorizzare il modello di cooperazione orizzontale tra istituzioni locali, nel riconoscimento a province e città metropolitane del compito di attivare pratiche di collaborazione che favoriscano un nuovo modello di cooperazione anche tra i comuni.

Un sostegno a Umbria Jazz
Come già avviene per altri importanti appuntamenti musicali e per andare incontro a un territorio connotato da sempre da una profonda vocazione culturale, ma messo a dura prova dai recenti eventi sismici, abbiamo approvato la proposta di legge per il sostegno e la valorizzazione del festival Umbria Jazz.
Il provvedimento intende sostenere e valorizzare il festival attraverso l’erogazione di un contributo annuale alla Fondazione di partecipazione Umbria Jazz pari a 1 milione di euro, come già previsto, dal 2013, per le Fondazioni Rossini Opera Festival, Festival dei due Mondi, Ravenna Manifestazioni, Festival Pucciniano Torre del Lago e, dal 2017, per le Fondazioni Teatro Regio di Parma e Romaeuropa Arte e Cultura.
La Fondazione Umbria Jazz, fondata nel 1973, ha lo scopo di assicurare la continuità della manifestazione Umbria Jazz, attraverso la realizzazione di tutte le iniziative necessarie per lo sviluppo e la diffusione del festival, che associa le sedici principali manifestazioni del settore nel mondo. Negli ultimi venticinque anni Umbria Jazz ha organizzato manifestazioni internazionali che hanno coinvolto i più grandi musicisti italiani, dando loro la possibilità di affermarsi ovunque come interpreti di una visione originale, legata alle tradizioni della musica italiana e, inoltre, durante l’edizione, in collaborazione con il Berklee College of music di Boston e con il Conservatorio di musica, si svolgono corsi di formazione che hanno permesso a migliaia di giovani musicisti di perfezionare il linguaggio e la cultura jazz.

Latte crudo, Ministero controlli
Ho presentato un’interrogazione a risposta in Commissione Agricoltura sui contratti per la cessione del latte crudo in cui ricordo che i contratti per la cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari sono stipulati obbligatoriamente in forma scritta e indicano la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. In particolare, per quanto riguarda il latte crudo, i contratti devono avere una durata non inferiore a dodici mesi, salvo rinuncia espressa e formulata per iscritto da parte dell’agricoltore cedente.
Una norma introdotta per proteggere e sostenere gli operatori del settore che, a seguito della fine del regime delle quote latte nel marzo 2015, si sono trovati esposti al crollo del prezzo del latte crudo, passato da 40 a 33 centesimi al litro – con un minimo di 30,47 centesimi/litro nell’agosto 2016 – anche per effetto del notevole aumento delle importazioni. Ma nell’ultimo anno si segnala una ripresa dei mercati internazionali e il prezzo si aggira attualmente intorno ai 39 centesimi, vicino quindi a quello dell’ultimo periodo delle quote latte. Tuttavia, la domanda di latte e derivati è in flessione e il rischio che le disposizioni non vengano applicate è alto, tanto che esistono appositi organi per il controllo.
Per questo chiedo al Ministro se vi siano dati aggiornati sullo stato dell’arte a livello nazionale nell’ambito dei contratti per la cessione del latte crudo, in particolare se siano presenti in forma scritta, e se il Ministro non ritenga utile e necessario un monitoraggio dei contratti stipulati tra i produttori di latte e l’industria di trasformazione.

Agricoltura alla Festa
Come ogni anno, dall’8 al 23 luglio, a Milano all’ex Scalo Farini, si tiene la Festa del Pd metropolitana. Qui troverete tutto il ricco programma di eventi, ma vi anticipo già che intervengo sabato 22 luglio, alle 18.30, in sala Marie Curie, sul tema “Coltivare la città. Agricoltura sociale, aree interne e agricoltura di prossimità”. Assieme a me ci saranno Paolo Festa, Dario Oliverio, Andrea Patrucco, Marco Porcaro e Francesco Prina.

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Concorrenza vuol dire crescita

 

Se la concorrenza è un fattore essenziale per la crescita, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza che abbiamo approvato, questa settimana, alla Camera dovrebbe servire davvero a rendere mercati aperti e concorrenziali, quindi destinati ad accrescere l’efficienza del sistema economico, aumentare la competitività delle imprese e offrire ai consumatori una scelta più ampia di prodotti e servizi di qualità e a prezzi competitivi. Il testo passa ora all’esame del Senato.

Oltre a sostenere la crescita, le misure messe a punto hanno il merito di andare nella direzione dell’equità e della giustizia sociale, perché ridurre le rendite derivanti da posizioni di monopolio significa offrire nuove opportunità a chi prima era escluso o penalizzato. Quindi, vuol dire, appunto, anche garantire la libertà di scelta dei consumatori. Gli obiettivi della legge sono rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati; promuovere lo sviluppo della concorrenza; garantire la tutela dei consumatori, sulla base delle specifiche indicazioni dell’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato.

Gli ambiti di maggiore interesse contenuti nel provvedimento riguardano le assicurazioni, i fondi pensione, le comunicazioni, i pagamenti digitali, i servizi postali, l’energia, la distribuzione dei carburanti, l’ambiente, i servizi bancari, le professioni, la sanità, il turismo, i trasporti.

Voglio, a questo proposito, precisare che in merito alle polemiche legate al tacito rinnovo delle assicurazioni, il divieto di tacito rinnovo per quelle obbligatorie viene mantenuto e nel caso delle polizze Rc auto obbligatorie viene esteso anche ai rischi accessori. Al Senato è stata inserita l’abolizione del divieto di tacito rinnovo per le assicurazioni non obbligatorie. Mantenere il divieto, infatti, avrebbe danneggiato i consumatori poiché questo tipo di assicurazioni sono costruite sulle specifiche esigenze dell’assicurato che intende, volontariamente, tutelare beni di particolare interesse come gli immobili, le attività, la salute. Con il divieto si sarebbe imposta la rinegoziazione annuale delle previsioni dei contratti e la sostanziale impossibilità di rinnovo alle medesime condizioni dell’anno precedente, a causa dell’eventuale peggioramento del profilo di rischi o, come nel caso di una malattia nelle polizze sanitarie.

Aggiungo anche che in tema di servizi bancari, sono state innovate le disposizioni sulla trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie a contratti di finanziamento e a mutui, e sono state introdotte nuove disposizioni in tema di tutela della concorrenza e della trasparenza nel settore della locazione finanziaria.

 

 

 

Una rete contro i tumori

 

L’Istituzione e la disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione è l’altro importante provvedimento che abbiamo votato questa settimana. Il testo, frutto di più proposte di legge, istituisce e disciplina la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza nonché il referto epidemiologico. Si tratta di due istituti solo in parte previsti da altri atti legislativi e regolamentari che perciò necessitavano di un adeguato assetto organizzativo e di norme attuative.

La Rete nazionale dei registri è il primo atto di organizzazione di un fenomeno di studio interessante, nato per lo più in modo spontaneo. I registri tumori sono stati attivati a partire dagli anni Settanta in diversi ambiti territoriali italiani con funzioni di monitoraggio delle malattie oncologiche al fine di promuovere appropriate azioni di prevenzione primaria e secondaria. Nei registri, i tumori sono classificati su base territoriale e in relazione a un tempo specifico, e sono codificati tenendo conto dell’incidenza, della prevalenza e della sopravvivenza dei malati. I dati servono anche per avere una chiara identificazione delle risorse che sono necessarie per affrontare questa patologia. Il referto epidemiologico è invece un dato aggregato, che corrisponde alla valutazione dello stato di salute complessivo di una comunità e si ottiene da un esame delle principali informazioni relative a tutti i malati e a tu tti gli eventi sanitari di una popolazione in uno specifico ambito territoriale.

Diverse le finalità dell’istituzione della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza: prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure, valutazione dell’assistenza sanitaria; messa in atto di misure di controllo epidemiologico delle malattie oncologiche e infettive; studio dell’incidenza e della prevalenza delle malattie oncologiche e infettive, per poterne monitorare la diffusione e l’andamento; sorveglianza epidemiologica per ridurre il rischio di introduzione o reintroduzione di malattie infettive, anche eliminate o sotto controllo; prevenzione primaria e secondaria; studio di morbosità e mortalità per malattie oncologiche e infettive; semplificazione delle procedure di scambio dati, facilitazione della trasmissione degli stessi e loro tutela; studio e monitoraggio dei fattori di rischio delle malattie sorvegliate; promozion e della ricerca scientifica in ambito oncologico, anche nel campo dei tumori rari; monitoraggio dei fattori di rischio di origine professionale, anche attraverso forme di connessione e di scambio di dati con i sistemi informativi esistenti, con particolare riferimento al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.

 

 

 

Elezioni, la regola e il caso

 

A mente fredda, a distanza di una settimana dai ballottaggi, voglio sottoporvi una mia breve riflessione sulle elezioni amministrative. I risultati parlano da sé: dove ci sono stati sindaci e coalizioni che hanno lavorato bene, abbiamo vinto; dove i sindaci non hanno lavorato bene o non si sono confrontati con i cittadini, abbiamo perso. Dove c’è stata sintonia e abbiamo dato segnali positivi, abbiamo vinto; dove abbiamo litigato in coalizione o nei circoli, abbiamo perso.

Poi c’è l’eccezione che conferma la regola e che si sostanzia nel “voto contro”: puoi aver lavorato bene e in sintonia, ma ti votano contro a prescindere. Questo caso mi stupisce sempre perché gli stessi cittadini chiedono serietà alla politica e ai politici, ma poi votano senza guardare ai fatti.

 

 

 

Schwazer, ora il Ministro intervenga

 

Questa settimana sono nuovamente intervenuto sul caso Schwazer, sollecitando il Ministro a dare una risposta alla mia interrogazione di febbraio. Ricorderete che nell’atto parlavo del procedimento penale che si sta svolgendo a Bolzano sul caso di doping di Alex Schwazer. Il giudice aveva disposto l’analisi del Dna delle urine dell’atleta entro il 31 gennaio 2017. A oggi, però, c’è ancora un’opposizione da parte della Iaaf (l’International association of athletics federations) a concedere queste urine per le analisi che dovrebbero essere eseguite dal Ris di Parma.

Avevo già chiesto al Ministro di intervenire per poter far eseguire le analisi, ma non si è mosso nulla. Credo che sia un caso grave ed è da affrontare soprattutto per fare chiarezza sul sistema dell’antidoping, sia a livello nazionale che internazionale, visto che anche proprio questa settimana, in Italia, hanno trovato tracce di doping su un ciclista appena quattordicenne.

 

 

 

Qui il video del mio intervento

 

 

 

Primarie per la Lombardia

 

Vi riporto di seguito un comunicato che abbiamo fatto uscire in settimana a proposito delle primarie per la Lombardia:

 

Il risultato elettorale delle amministrative indica la difficoltà del PD in Lombardia a imporsi rispetto a un Centro Destra unito. Non risulta indifferente il ruolo dei Cinquestelle, i cui simpatizzanti nei ballottaggi si sono orientati a Destra, in una rinnovata alleanza di ‘tutti contro il PD’.

Cosa significa questo per la Lombardia? Per l’avvicinarsi della sua scadenza elettorale? Si può ricreare e consolidare un rapporto fiduciario fra PD, territorio, mondi vitali capace di trasformarsi in un consenso elettorale?

Crediamo innanzitutto occorra una riflessione profonda, non rassegnata alla sconfitta.

Occorre allora elaborare contenuti e prospettive e andare al di là delle sole critiche spicciole alla Giunta Maroni per lanciare un progetto credibile, comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Occorre tessere una tela, costruire rapporti, ascoltare i soggetti che nel quotidiano lavorano per dare risposta ai problemi dei cittadini e ai loro bisogni reali. Non esiste più una cinghia di trasmissione scontata fra società e consenso: l’elettorato è più libero, più mobile e, di conseguenza, celermente ‘smarribile’, ma anche realisticamente più ricontattabile e ‘recuperabile’. Questo elettorato potenziale vuole però potersi esprimere, rifiutando prodotti pre-confezionati.

Per questo crediamo che le primarie siano uno strumento valido, anche se non scontato. Quando diventano modalità di resa dei conti interni o formalità di decisioni già prese dal ceto politico, possono risultare addirittura controproducenti; ma quando le primarie si allargano creano reale partecipazione. Ogni candidato può parlare a pezzi di società e partiti con l’obiettivo di convergere, lealmente, con chi vincerà la consultazione. In questo modo le primarie, come si è visto, ad esempio, nelle ultime amministrative milanesi (con l’elezione di Giuseppe Sala), sono strumento efficace. Lo spirito di squadra e il senso del gruppo rigenerano la fiducia di potercela fare.

A questa prospettiva vogliamo contribuire sollecitando le primarie in Lombardia: i tempi ci sono.

Primarie aperte, quindi, senza aspettare le decisioni di Maroni, a cui non possiamo concedere di dettare i tempi delle elezioni con l’unico obiettivo di difendere il proprio interesse personale e di rendere difficoltosa la riorganizzazione dell’area progressista.

Ogni scadenza ha le sue regole elettorali: per la Regione si voterà con un proporzionale con forte correzione maggioritaria, in un solo turno. Le primarie possono aiutare a costruire la coalizione larga indispensabile per poter vincere. Le si convochi subito, senza attendere i tatticismi di Maroni.

Senza timori, si allarghi l’ambito dell’ascolto, del confronto, del dibattito serrato ma rispettoso nel centrosinistra.

Per noi la Lombardia si può e si deve vincere.

 

Paolo Cova

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La natura più protetta

Questa settimana, alla Camera, abbiamo dato il via libera alla proposta di legge sulle Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette, che, per come è impostata, intende rendere i parchi protagonisti dello sviluppo del Paese, coniugando la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con la buona economia.

La conservazione dei territori naturali che ancora mantengono inalterate le matrici ecosistemiche rappresenta il principale obiettivo dell’istituzione di aree naturali protette.

Tra le novità, i parchi nazionali comprendenti aree marine protette sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare cui si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree marine protette. Si stabilisce che dal 1 gennaio 2018, le riserve statali che già ricadono o che vengano a ricadere all’interno di un parco nazionale o di un parco regionale, saranno affidate ai relativi enti gestori. C’è poi l’istituzione di un Sistema nazionale delle aree naturali protette costituito dai parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali, dalle aree marine e dalle aree naturali protette, e di un Piano nazionale triennale di sistema, uno strumento di programmazione nazionale finanziato da 30 milioni per gli anni 2018-2020 e da cofinanziamenti regionali da destinare, almeno al 50%, ai parchi regionali e alle aree marine protette. Inoltre è stato chiarito che nel territorio dei parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi.

Infine, vengono istituiti i Parchi nazionali del Matese e di Portofino, si delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per l’istituzione di un unico Parco del Delta del Po, vengono ridenominate le aree marine di reperimento di Capo d’Otranto e di Capo Spartivento.

Un’inchiesta sulle banche

Abbiamo proceduto anche ad approvare, in via definitiva e all’unanimità, la proposta di legge di Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

La commissione, che avrà i poteri propri dell’autorità giudiziaria con i commissari che saranno vincolati al segreto, sarà costituita da venti senatori e da venti deputati nominati dai presidenti delle Camere e sarà chiamata a verificare, con attenzione particolare alla tutela dei risparmiatori, gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e le conseguenze dell’aggravamento del debito sovrano. Inoltre, dovrà occuparsi di verificare la gestione di quegli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o posti in risoluzione, e di valutare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari, controllando quanto sia stato fatto ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie.

Sugli istituti bancari la commissione sarà chiamata a valutare un’ampia serie di aspetti che vanno dalle operazioni in conflitto di interesse alla correttezza delle pratiche adottate, con particolare riferimento al collocamento presso i piccoli risparmiatori di prodotti ad alto rischio. Verranno verificate le modalità di raccolta della provvista e gli strumenti utilizzati; i criteri di remunerazione dei manager e la realizzazione di operazioni con parti correlate suscettibili di conflitto di interesse; la correttezza del collocamento presso il pubblico, con riferimento ai piccoli risparmiatori e investitori non istituzionali, dei prodotti finanziari, soprattutto quelli ad alto rischio, e con particolare riferimento alle obbligazioni bancarie. Per quanto riguarda i rapporti con le imprese, verranno valutate le forme di erogazione del credito a imprenditori di particolare rilievo e la diffusione di pratiche scorrette di abbinamento tra erogazione del credito e vendita di azioni o altri strumenti finanziari della banca.

Il nuovo organismo avrà a disposizione un anno dalla sua costituzione e, in ogni caso, entro la fine di questa legislatura dovrà portare a compimento i suoi lavori. I risultati dell’inchiesta verranno presentati alle Camere con una relazione, nella quale verrà illustrata anche l’attività svolta.

Questioni aperte in Europa

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato ospite da noi, alla Camera, per illustrare le posizioni dell’Italia in vista del Consiglio europeo che si sarebbe tenuto da lì a poche ore. È stata l’occasione per fare il punto della situazione a un anno dal referendum britannico. Doveva essere un anno orribile per l’Unione europea, ha ricordato Gentiloni, ma le previsioni non sono state del tutto rispettate, viviamo in un clima complicato, ma molte delle preoccupazioni si sono rivelate infondate.

Ora, piuttosto, c’è da preoccuparsi della crescita dell’Eurozona che è migliore del previsto, ma a maggior ragione questo significa che non può essere soffocata da regole che sono state concepite in un periodo diverso e di difficoltà. L’Ue ha bisogno di una vera unione monetaria, di politiche del lavoro e degli investimenti, non bastano i numeri e i decimali: Europa significa lavoro, welfare, inclusione, crescita. Quindi, oggi, per il nostro presidente, l’edificio dell’Unione ha bisogno di essere cambiato.

Per quanto riguarda, poi, i temi scottanti, Gentiloni ha detto che la minaccia del terrorismo è comune e ha bisogno di risposte comuni. Va perfezionato lo scambio di informazioni tra forze dell’ordine, va aumentata la pressione sui grandi player del web perché i fenomeni di radicalizzazione possono essere contrastati da chi detiene le chiavi di un numero così impressionante di dati.

E poiché a margine del Consiglio europeo si discuterà anche dei criteri da adottare per il trasferimento da Londra ad altri Paesi dell’Unione di due grandi agenzie, quella che si occupa di banche e quella del farmaco, Gentiloni ha speso una parola di sostegno alla candidatura di Milano: la città ha tutte le carte in regola non solo dal punto di vista dell’importanza della filiera farmaceutica, ma anche della qualità della vita, della logistica, dei trasporti, della sede.

Infine, una parola sul clima – abbiamo in parte sulle nostre spalle, non da soli, il compito di tenere aperta la strada che porta a contrastare il cambiamento climatico secondo una linea che abbiamo condiviso immediatamente con Macron e la Merkel poche ore dopo la decisione Usa di non riconoscersi

più negli accordi di Parigi e la linea è della non negoziabilità – e soprattutto una sui migranti. In questo caso, per Gentiloni la velocità dell’Europa è drammaticamente al di sotto delle esigenze di governo e di gestione del fenomeno. Abbiamo bisogno di andare rapidamente verso una politica comune.

I beni culturali non si toccano

Le Disposizioni in materia di delitti contro il patrimonio culturale, approvato in prima lettura dalla Camera, è l’altro importante provvedimento di questa settimana. Con esso vengono riformate le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, inserendo un apposito titolo nel codice penale.

L’esigenza di questo intervento normativo si muove nell’ottica di un adeguamento del sistema sanzionatorio rispetto al valore che la Costituzione assegna al nostro patrimonio culturale, in quanto gli articoli 9 e 42 evidenziano come la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione siano degni di un livello di tutela superiore rispetto alla mera difesa del diritto all’integrità del patrimonio individuale. Inoltre, il disegno di legge, si innesta a pieno titolo nel quadro internazionale, dove si registra un’accresciuta sensibilità per la protezione dei beni culturali.

In sintesi, il disegno di legge favorisce la coerenza sistematica del quadro sanzionatorio penale, attualmente ripartito tra codice penale e codice dei beni culturali; assicura l’omogeneità terminologica di tutte le disposizioni incriminatrici, riconducendole al concetto di reati contro il patrimonio culturale; introduce nuove fattispecie di reato; innalza le pene edittali vigenti, così da attuare pienamente il disposto costituzionale in forza del quale il patrimonio culturale e paesaggistico necessita di una tutela differenziata e preminente rispetto a quella offerta alla tutela della proprietà privata; introduce aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali.

Minacce, sindaci più tutelati

È accaduto anche di recente a diverse sindache dei nostri comuni: sono state oggetto di minaccia, spesso di genere. Ecco perché abbiamo approvato, in via definitiva, una proposta di legge di Modifica al codice penale, al codice di procedura penale e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, a tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti.

La legge intende rafforzare gli strumenti penali contro le intimidazioni ai danni degli amministratori locali, che negli ultimi anni hanno assunto dimensioni preoccupanti. La proposta ha origine dal lavoro svolto dalla apposita Commissione parlamentare di inchiesta che ha evidenziato come gli illeciti, pur realizzandosi con modalità diverse (aggressioni, minacce via email, via telefono o sui social network, danneggiamenti, recapito o ritrovamento di proiettili o carcasse di animali) abbiano in comune la qualità soggettiva della vittima nel suo ruolo di amministratore locale. Si tratta infatti di atti tutti volti a intimidire l’amministratore prevalentemente in relazione all’integrità della sua persona e dei suoi beni, minacciando, al tempo stesso, il buon andamento della pubblica amministrazione.
La novità più significativa della legge è l’allargamento della tutela ai singoli componenti dei corpi politici, amministrativi e giudiziari, che sono quindi tutelati in quanto tali, anche quando operano al di fuori dell’organo collegiale.

Maroni intervenga sulle Aler
Il presidente della Lombardia fa campagna elettorale a spese di tutti i cittadini che abitano in una casa Aler e annuncia una sorta di mini riforma che rischia di essere solo fumo negli occhi, soprattutto per le case dei quartieri più periferici. Quelli annunciati da Maroni a proposito del nuovo regolamento approvato da Regione Lombardia e dei contributi stanziati a favore di Aler, sembrano, infatti, essere i soliti interventi di facciata. Se fino adesso la Lega si è limitata alle passerelle senza scucire un soldo, ora si occupa di sistemare i regolamenti, ma non interviene mai concretamente sulle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate. Bene: aspettiamo Maroni e i suoi al varco.
Ma intanto, i 50 milioni di euro che rischiano di essere letteralmente buttati via per il referendum per l’autonomia, mettiamoli nella manutenzione di questi caseggiati invece che in una consultazione del tutto inutile, visto che quanto la Lega vorrebbe chiedere si può ottenere in altro modo e senza dispendio di soldi che servono ai nostri cittadini, i primi contribuenti del sistema delle case pubbliche.

Le 12 vittorie di Calcaterra alla 100 km del Passatore

Per chi fosse interessato può vedere il video del mio intervento in aula per ricordare la grande impresa di Giorgio Calcaterra e che spero venga valorizzata e premiata anche dalle istituzioni sportive.

Qui puoi vedere il video https://www.youtube.com/watch?v=-tWvfmbRMy0

Paolo Cova

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Come cambia il codice penale

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato il progetto di legge sulle Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Tra le novità, pene più severe contro chi commette il reato di scambio elettorale politico-mafioso, per il furto in abitazione e lo scippo, per la rapina e l’estorsione.

Cambiano le norme relative alla prescrizione: si allungano i tempi per i reati di corruzione e induzione indebita; per i reati sessuali o di violenza in ambito domestico, se la vittima è un minorenne la decorrenza dei termini viene posticipata e scatterà dal momento in cui compirà 18 anni. Ma la novità è che la prescrizione per tutti i reati resterà sospesa per 18 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per altri 18 mesi dopo la condanna in appello.

Estinzione dei reati: in alcuni casi, quando l’imputato abbia riparato interamente il danno ed eliminato, dove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato da lui commesso, il giudice potrà, dopo aver sentito le parti e naturalmente la persona offesa, dichiarare il reato estinto.

Per quanto riguarda lo svolgimento dei processi, la riforma modifica la disciplina delle indagini preliminari e riduce i tempi morti, fissando il termine di 3 mesi (prorogabile di altri 3 mesi) per la decisione del Pubblico Ministero di chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale. Il termine è invece di 15 mesi nei procedimenti per i delitti di mafia, terrorismo ed altri specifici gravi reati. Inoltre, aumentano le tutele per le persone offese e sono previste nuove norme in materia di impugnazioni penali e di riti speciali, tra cui il giudizio abbreviato e le sentenze di patteggiamento.

Il provvedimento delega il Governo a intervenire sulle intercettazioni per trovare un equilibrio tra diritto alla riservatezza e diritto all’informazione; sul casellario giudiziale, per semplificarlo e ridurre gli adempimenti amministrativi; sull’ordinamento penitenziario, con l’incremento delle opportunità per i detenuti di avere lavoro retribuito; sul miglioramento della medicina penitenziaria; sull’attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale; sugli interventi specifici per favorire l’integrazione dei detenuti stranieri; sulla tutela delle donne recluse e delle detenute madri.

Ius soli, c’è chi non vuole riconoscere i diritti

Sulla questione dello ius soli si sta profilando un’altra battaglia, politica e di civiltà. A Roma, nell’Aula del Senato, avete visto tutti quello che è successo: la Ministra dell’Istruzione addirittura spintonata. La Lega fuori di sé. Il M5s ondivago. Ma anche a Milano la questione rischia di prendere una brutta piega: al quartiere Ortica, proprio accanto all’omonima cooperativa e al nostro Circolo Pd, è apparso uno striscione, firmato da una nota forza politica di destra, che sostiene l’assurda teoria dell’impossibilità di diventare cittadini italiani se non per sangue.

E dispiace ancora di più pensare che proprio in una città come Milano ci sia qualcuno che ancora non vuole riconoscere diritti e doveri. Invece, noi affermiamo convintamente che chi nasce in Italia ha diritto e dovere a essere italiano. Perciò, episodi come questi sono assolutamente deprecabili, sia per quanto riguarda le istituzioni, perché non vorremmo vedere mai più niente del genere nelle Aule parlamentari, sia per quanto riguarda i partiti, alcuni dei quali si stanno comportando in modo ingiustificabile e razzista.

Siria, è l’ora della pace

Martedì 20 giugno, alle 13, nella Sala stampa di Montecitorio, parteciperò a una importante conferenza stampa per presentare una proposta di pace per la Siria, elaborata e condivisa con molti profughi siriani fuggiti in Libano.

Si tratta di una iniziativa che, oltre a diffondere e condividere la proposta, ha l’obiettivo di favorire la partecipazione e il coinvolgimento di esponenti della società civile siriana ai tavoli delle trattative di pace. Perché se non c’è pace per la Siria, è anche vero che serve pensare a una soluzione e subito.

Interverranno Michele Nicoletti, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa; Vincenzo Amendola, Sottosegretario agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale; Hsyan Abd Elrahim, insegnante siriano profugo in Libano; Alberto Capannini, Operazione Colomba, corpo civile di pace dell’Associazione Papa Giovanni XXIII.

I nomi dei ballottaggi

Di seguito, riporto l’elenco dei candidati del Pd e centrosinistra che vi invito a sostenere ai ballottaggi, nei Comuni dove si rivoterà anche domenica 25 aprile:

a Buccinasco (candidato sindaco Rino Pruiti ), Cernusco Sul Naviglio (candidato sindaco Ermanno Zacchetti) , Garbagnate (candidata sindaco Mara Bonesi ), Legnano (candidato sindaco Alberto Centinaio ), Magenta (candidato sindaco Marco Invernizzi ), Melegnano (candidato sindaco Rodolfo Bertoli ), San Donato Milanese (candidato sindaco Andrea Checchi ), Sesto San Giovanni (candidata sindaco Monica Chittò ) e Vimodrone (candidato sindaco Dario Veneroni ).

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Legge elettorale, un mio commento

E’ dall’inizio della legislatura che sento dirmi di arrivare a stringere un accordo sulla legge elettorale con tutte le forze politiche presenti in parlamento. PD, Fi, LN, M5S e SVP hanno trovato la mediazione nel testo della legge elettorale votato dalla Commissione Affari Istituzionali. Altri gruppi hanno fatto prevalere altre logiche e non hanno voluto raggiungere questo accordo.
Personalmente ritengo che sia stato una occasione notevole e importante per il paese, ognuno aveva rinunciato a qualcosa per arrivare a costruire insieme una legge elettorale.
Accettare di sostenere quel testo voleva dire che non si apportavano modifiche, se non condivise da tutti.
Eppure I Grillini hanno fatto prevalere ancora il proprio interesse di bandiera dichiarando che avrebbero approvato l’emendamento.
E’ molto facile chiedere e dire che bisogna trovare l’accordo con tutti, alcune volte lo sento dire come se fosse scontato. Cosi non è, richiede molta pazienza ed alcune volte troncare ogni accordo e sempre è il percorso per bloccare la politica e lasciare il vuoto. Un mezzo per evitare che la politica possa decidere e arrivare a governare, mentre ci si può riempire la bocca delle belle parole…. “Si poteva fare di meglio o si poteva fare altro….”
 
Legge elettorale, cosa è accaduto

Avete visto e sentito tutti dalle cronache cosa è successo questa settimana alla Camera. Ma preferirei raccontarvelo da protagonista.
Sapete anche che era stato stretto un accordo a quattro tra Pd, Fi, M5s e Lega sulla legge elettorale proporzionale detta alla tedesca con sbarramento al 5%. Giovedì mattina, dopo giorni di lavori sul testo in commissione, su un emendamento presentato da una deputata di Fi sui seggi uninominali del Trentino Alto Adige, il voto a scrutinio segreto che avrebbe dovuto bocciare la proposta, ha fatto prevalere i favorevoli per 270 a 256.
Il M5S aveva dichiarato pubblicamente in aula il suo voto a favore dell’emendamento prima della votazione, facendo saltare il faticoso accordo fra i partiti.
In Aula si è scatenata la bagarre, anche perché per pochi secondi il tabellone, per un errore tecnico degli addetti alla votazione elettronica, ha fatto apparire i voti in chiaro: invece di spuntare le palline tutte azzurre, come accade per le votazioni segrete, si sono viste le palline rosse e verdi, come accade per quelle palesi.
Al termine della seduta si è, infatti, deciso di rinviarla in Commissione Affari istituzionali. Il resto è cronaca di questi giorni: tutto è sospeso.
 
Il cyberbullismo ha le ore contate

Nelle scorse settimane, abbiamo approvato definitivamente la proposta di legge contro il cyberbullismo. Il provvedimento prevede un complesso di misure volte alla prevenzione e al contrasto, con particolare attenzione alla tutela dei minori, sia autori, sia vittime di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo-educativo. In particolare, il minore vittima di episodi di cyberbullismo, nonché il genitore, potrà chiedere al gestore del sito Internet, del social media o del servizio di messaggistica di oscurare, rimuovere o bloccare i dati personali diffusi in rete. Se i gestori non si attivano tempestivamente, l’istanza potrà essere inoltrata al Garante per la Privacy che interviene entro 48 ore.
Sul lato della prevenzione, la legge introduce l’adozione di linee guida da parte del Ministero dell’Istruzione, l’individuazione in ogni scuola del docente referente per il contrasto del cyberbullismo, il coinvolgimento degli studenti, il rafforzamento dei programmi di educazione all’uso consapevole della rete, il finanziamento di progetti elaborati da reti di scuole per il contrasto del cyberbullismo e l’educazione alla legalità. È previsto inoltre l’obbligo per il dirigente scolastico di informare i genitori dei minori coinvolti, di attivare percorsi di sostegno alle vittime e di rieducazione dei bulli.
In proporzione alla gravità degli atti, dovranno essere previste specifiche sanzioni disciplinari nei regolamenti di istituto. Un tavolo tecnico istituito presso la Presidenza del Consiglio avrà il compito di elaborare un piano d’azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, monitorare il fenomeno con la collaborazione della polizia postale e lavorare a un codice di regolamentazione per gli operatori della rete e promuovere campagne informative e di sensibilizzazione. È stato inoltre introdotto l’ammonimento da parte del questore, allo scopo di evitare l’azione penale e rendere al tempo stesso il “bullo” consapevole della gravità dell’atto compiuto. Vengono stanziati 203.000 euro all’anno nel triennio 2017-2019.
 
Vi spiego il “Dopo di noi”

Venerdì 16 giugno, alle 21, all’auditorium “La vecchia filanda” di via ai Campi 5, a Cambiago, interverrò a una conferenza per spiegare la legge 112 del giugno 2016, a un anno dalla sua approvazione ed entrata in vigore, sul “Dopo di noi”. Organizzato dal Circolo Pd di Cambiago e dalla lista “Uniti per Cambiago”, l’incontro ha un titolo significativo: “Favorire il benessere, l’inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità grave”.

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“Manovrina” di primavera

L’hanno chiamata “manovrina” o manovra di primavera. Ma quella che abbiamo approvato questa settimana alla Camera è, tecnicamente, la Conversione in legge del decreto recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. Il testo passa ora all’esame del Senato.

Le linee guida sono state la correzione dei conti pubblici, le iniziative a favore degli enti territoriali, gli ulteriori interventi per le zone colpite dagli eventi sismici, le misure per lo sviluppo.

Tra le principali novità vi sono la stabilizzazione di oltre 15mila precari della scuola pubblica, 1 miliardo per le zone colpite dal terremoto, la web tax, i cui ricavi saranno destinati al Fondo per le politiche sociali, le risorse per scuole pubbliche e strade, la garanzia della continuità dell’attività di Alitalia.

Per quanto riguarda gli interventi sulla parte delle entrate, l’esame parlamentare è stato incentrato sull’esigenza di coniugare il contrasto all’evasione fiscale e la garanzia del gettito Iva con la necessità di non caricare ulteriori gravosi adempimenti burocratici e limitare criticità di liquidità e di cassa per imprese e professionisti. Inoltre, una delle rilevanti novità di questa manovra consiste nell’introduzione della cosiddetta web tax, ossia le leggi che intendono regolare la tassazione sui guadagni delle grandi aziende che operano sul web, come Google e Amazon, che hanno sedi all’estero ma vendono in Italia. I proventi sono destinati al Fondo per la non autosufficienza e al Fondo per le politiche sociali, e una parte al Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Tra le altre misure, viene estesa la cedolare secca con un’aliquota al 21 per cento sui redditi derivanti dalle locazioni brevi di immobili a uso abitativo, la cosiddetta norma Airbnb, e si estende fino al 31 dicembre 2021 la possibilità, per i cosiddetti contribuenti incapienti di cedere l’ecobonus per i lavori condominiali per l’incremento dell’efficienza energetica.

Un altro blocco di misure, riguarda le disposizioni in materia di enti territoriali e di enti locali, mentre un altro capitolo di grande rilievo è quello che riguarda gli interventi per le zone colpite dagli eventi sismici: sono stati assegnati spazi finanziari volti ad agevolare l’effettuazione di investimenti connessi alla ricostruzione da parte degli enti locali colpiti, misure volte a sostenere le capacità di progettazione, a sostenere le imprese del settore turistico e del commercio, a mettere a disposizione maggiori risorse per la copertura dei cosiddetti danni indiretti derivanti dagli eventi sismici, a dare risposta alle istanze presentate dalle imprese agricole.

Molto importanti anche le misure sul sistema dei trasporti con interventi sulla gestione delle reti ferroviarie regionali e con iniziative volte prima di tutto a rafforzare la sicurezza. Sono state, inoltre, inserite nel testo le norme relative al prestito ponte per garantire il funzionamento e il servizio di Alitalia e tutta una serie di altre norme che riguardano le piccole e le medie imprese, le start up innovative, gli interventi sull’energia.

Altrettanto importanti le norme in materia di istruzione e di cultura. Sono stati stanziati i fondi per la stabilizzazione di 15.100 docenti precari provenienti dall’organico di fatto, effettuati interventi sulle istituzioni di alta formazione artistica e musicale (Afam) e sui sistemi bibliotecari locali. Sono stati disposti anche incentivi fiscali nel settore dell’editoria e delle emittenti locali.

Si è intervenuti sul lavoro occasionale: non si ripristinano i voucher, si introducono due istituti completamente diversi, limitando gli ambiti per le imprese e impedendo abusi.

Viene incrementato poi di 58 milioni per il 2017 il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Alcune misure, come avrete sentito, prevedono l’eliminazione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi.

 

Ancora minacce

Anche questa settimana una giovane consigliera comunale del Pd di Parabiago ha subito pesanti minacce per aver difeso l’accordo sui migranti sottoscritto dai sindaci del milanese. Stupiscono queste continue forme di violenza nei confronti delle donne nella società occidentale e dimostrano che c’è ancora molto da lavorare per educare al rispetto della persona.

 

Parliamo di agricoltura sociale

Ricordo ancora una volta che mercoledì 7 giugno, alle 16, nella sala stampa della Camera (accesso da via della Missione), assieme al collega Massimo Fiorio, presenterò il volume “L’agricoltura è sociale – Le radici nel cielo: fattorie sociali e nuove culture contadine”. Una guida, cui ho contribuito, all’agricoltura sociale in Italia e alle sue storie: studiosi, attivisti della terra, teatranti e contadini raccontano un modello economico e culturale innovativo, che restituisce senso all’esistenza, in base al principio che la terra non discrimina, ma concede i suoi frutti a chi se ne prenda cura.

Intervengono Roberto Brioschi, autore e curatore, Carlo Triarico, presidente Associazione agricoltura biodinamica, Andrea Bomprezzi, sindaco di Arcevia (An).

Faccio presente che per poter partecipare è necessario richiedere l’accredito alla mia email (paolocova.cova@gmail.com).

Paolo Cova

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La mafia, 25 anni fa e oggi

Come vi ho già anticipato, a 25 anni dalla strage di Capaci, lunedì 29 maggio, alle 21, al Circolo Pd del Corvetto, in via Mompiani 10, a Milano (citofono 60), si terrà un incontro dal titolo “Le infiltrazioni mafiose a Milano e al Corvetto”. Relatori saranno Marco Satariano, estensore di una tesi di studio sulle infiltrazioni mafiose nel quartiere Corvetto, e David Gentili, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano. A me il compito di moderare un momento di riflessione che vuole continuare a tenere viva la memoria e la lotta alla mafia.

Se vuoi vedere volantino clicca qui.

E proprio questa settimana, alla Camera, abbiamo commemorato i caduti della strage di Capaci. Nel terribile attentato mafioso morirono il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Per ricordarli, voglio riportare alcuni passaggi dell’intervento in Aula dell’on. Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. La parlamentare ha sottolineato come non siano passati invano questi 25 anni che ci separano dalla strage di Capaci e anche da quella di poche settimane dopo di via D’Amelio, in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, perché, proprio come diceva Falcone, possiamo dire che alla loro scuola abbiamo imparato a guardare dentro, ci siamo affacciati sull’orlo del precipizio, dove nessuno si era voluto avventurare, perch&eacut e; ogni scusa era buona per rifiutare di vedere, per minimizzare, per spaccare il cappello e le indagini in quattro, per negare il carattere unitario di Cosa Nostra. In questi 25 anni alla loro scuola abbiamo imparato a conoscere la mafia, e nessuno oggi può negare che la mafia esista, anche quando cambia luoghi di insediamento, anche quando cambia ambienti dove corrompe, anche quando si sposta geograficamente fuori dall’Italia.

Nessuno può più negarlo grazie a loro, e, grazie a loro, ci siamo dotati di una struttura unitaria altrettanto organizzata per combatterla. Lo hanno fatto la magistratura, le forze di Polizia, la coscienza dei cittadini.

La Bindi ha riconosciuto che è stato importante anche rompere il velo di una certa ipocrisia con la quale, con difficoltà, si è ammesso che sono morti anche perché erano stati lasciati soli e perché erano circondati da grande incomprensione, soprattutto sul tema che riguarda il rapporto tra giustizia e politica. La politica, i partiti devono fare pulizia al loro interno e, anche quando non ci sono i reati, non sottovalutare episodi e fatti inquietanti di cui i loro esponenti si sono macchiati, invitavano i giudici.

Ora è tempo di andare avanti, ha detto ancora la presidente, non con le sterili declamazioni e non confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma con il doveroso impegno ordinario di tutti in una battaglia che è innanzitutto di civiltà e che può e deve essere vinta.

Chiudo ricordando una delle frasi simbolo di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Continue minacce

Questa settimana è stata caratterizzata dalle minacce che hanno subito tre donne, due sindache e una vice sindaco dei comuni della provincia di Milano, che avevano sottoscritto il protocollo di accoglienza per gli immigrati.

Come scrivevo la scorsa settimana, quando manca il rispetto per la persona poi non si distingue più non solo la nazionalità, la religione o il sesso, ogni motivo diventa occasione per imporre il proprio volere senza rispettare chi si ha di fronte.

Credo che già negli anni scorsi l’Italia e il nostro continente abbia vissuto situazioni simili e in altre nazioni sta succedendo ancora adesso.

La persona va rispettata sempre senza distinzioni e chi fomenta questo odio domani troverà altri motivi per incutere paure.

Vigiliamo sulle Apa

In Italia sono in corso le riorganizzazioni delle sedi delle Associazioni provinciali allevatori, in un’ottica di razionalizzazione dei costi, conseguente anche al ridimensionamento delle risorse pubbliche stanziate, avvenuto a inizio 2010. In Lombardia, che è la regione in cui si controlla la metà dei capi italiani iscritti ai libri genealogici, dove maggiore è la presenza di bovini da latte e si effettua il numero più elevato di analisi quantitative, le Apa hanno subito un taglio netto dei fondi, operato dalla Regione, che ha comportato problematiche e difficoltà. Per questo, assieme alla collega Veronica Tentori, avevo presentato un’interrogazione in merito al Ministro per le Politiche agricole, cui è stata data risposta in settimana.

Abbiamo chiesto che il Ministro continui a garantire una ripartizione maggiore sui fondi per Regione Lombardia per le Apa, perché il 41% di tutti i controlli avvengono lì, mentre la ripartizione si ferma al 28% del nazionale. E in effetti la risposta da parte del Governo è stata positiva, ma mi sono rimasti dei dubbi: l’efficientamento e la riorganizzazione messi in atto da Aia, l’Associazione italiana allevatori, non tiene conto dello sforzo fatto in Lombardia e della qualità del servizio che vi si svolge. Quindi si sta andando a penalizzare le organizzazioni provinciali lombarde che già si erano accorpate negli ultimi anni. Se a ciò si aggiunge il commissariamento dell’Apa di Cremona e dell’Associazione allevatori Lombardia Ovest (Aalo), il rischio di penalizzare gli agricoltori è alto.

Per questo ho chiesto al Ministero di vigilare, perché ci sono di mezzo dei finanziamenti pubblici e perché accentrare non vuol dire un miglioramento del servizio per gli allevatori. Anzi, proprio prendendo l’esempio di Cremona che aveva un bilancio in positivo, vanno valorizzate realtà che danno reale efficienza e supporto agli agricoltori. Piuttosto, è meglio intervenire sui comparti di Aia che non funzionano, come la parte di Inseme che continua a perdere soldi e produce pochi vantaggi per gli allevatori. Invece, avere dati certi e un lavoro fatto con qualità, significa un grande risultato non solo per la zootecnia, ma per tutta l’economia italiana.

Quando l’agricoltura è sociale

Mercoledì 7 giugno, alle 16, nella sala stampa della Camera (accesso da via della Missione), assieme al collega Massimo Fiorio, presenterò il volume “L’agricoltura è sociale – Le radici nel cielo: fattorie sociali e nuove culture contadine”. Si tratta di una sorta di guida all’agricoltura sociale in Italia e alle sue storie: studiosi, attivisti della terra, teatranti e contadini raccontano un modello economico e culturale innovativo, che restituisce senso all’esistenza, in base al principio che la terra non discrimina, ma concede i suoi frutti a chi se ne prenda cura. E mi piace ricordare che ho scritto un capitolo del libro.

Intervengono Roberto Brioschi, autore e curatore, Carlo Triarico, presidente Associazione agricoltura biodinamica, Andrea Bomprezzi, sindaco di Arcevia (An).

Se vuoi leggere volantino clicca qui.

Paolo Cova

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Senza muri è accoglienza

Quella di sabato 20 maggio è stata una manifestazione di un successo straordinario: una fiumana di persone, di tutte le provenienze, mille colori assieme, proprio come quelli dell’arcobaleno che idealmente si voleva rappresentare. A dire sì all’accoglienza non soltanto tanti cittadini milanesi, lombardi e italiani, ma soprattutto i tanti rappresentanti delle comunità che in città vivono da anni e si sono integrate perfettamente, a dimostrazione che un mondo plurale è possibile.

Una questione di civiltà che nel 2017 non può mancare in nessun caso perché accogliere la persona è attenzione a tutte le persone e l’egoismo chiude sempre ogni strada.

Il cyberbullismo si combatte con la prevenzione

E un’altra, imprescindibile questione di civiltà è stata l’approvazione, avvenuta in settimana alla Camera, della proposta di legge sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Il provvedimento pone al centro la tutela dei minori, sia autori, sia vittime di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto a un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.

Le principali novità consistono, innanzitutto nel prevenire e contrastare il cyberbullismo, inteso come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi a oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

In secondo luogo, ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo. Viene, poi, istituito un tavolo tecnico di lavoro, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, e la stessa presidenza promuoverà campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione. In ogni istituto scolastico verrà individuato fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno. A questi scopi, vengono stanziati 203mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione.

Infine, viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dall’ammonimento, prevedendo che il questore convochi il minore, unitamente a un genitore, e procedendo con l’ammonizione.

Hotspot decorosi e ospitali

L’evento di Milano sull’accoglienza trova radici in quello che continua a succedere nei nostri mari: nei primi mesi del 2017 si è registrata una netta crescita, con un incremento di circa il 30 per cento rispetto all’anno precedente, di sbarchi di migranti sulle coste italiane, lasciando presagire la possibilità che, per la prima volta, quest’anno si possa sfiorare il tetto delle 200.000 persone giunte via mare sul nostro territorio.

La complessa questione della gestione dei flussi migratori, e in particolare degli sbarchi, è stata oggetto, negli ultimi anni, di un forte impegno dei Governi in questa legislatura, con l’adozione di misure che garantissero anzitutto l’accoglienza, nel rispetto della dignità e dei diritti umani di ciascuno, ma anche efficaci modalità di espletamento delle pratiche di identificazione e gestione delle richieste di protezione internazionale.

Per questo abbiamo approvato una mozione relativa al funzionamento dei cosiddetti centri hotspot per i migranti che impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile per rilanciare una politica europea condivisa sull’asilo attraverso la revisione del regolamento Dublino III e l’adozione di nuovi e più efficaci accordi di relocation per un’equa distribuzione dei richiedenti protezione internazionale fra gli Stati membri dell’Europa; a proseguire negli sforzi intrapresi per rendere effettivi i rimpatri e le espulsioni dei migranti privi di titolo per restare nel nostro Paese, ferma restando la garanzia del pieno rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti; ad adottare ogni iniziativa utile a garantire che gli hotspot siano strutture decorose e ospitali; ad assumere iniziative per rafforzare i servizi di mediazione linguistico-culturale e di informativa legale all’interno degli hotspot; ad adottare ogni iniziativa utile a consentire un più rapido trasferimento dei migranti dagli hotspot alle strutture di accoglienza, garantendo il rispetto della dignità umana e l’effettivo accesso all’esercizio del diritto di asilo.

Imprese, il Governo salvaguarda

Al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori ritenuti strategici e di interesse nazionale, con una legge del 2012 è stata disciplinata la materia concernente i poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, oltre che in alcuni ambiti definiti di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. L’obiettivo del provvedimento era di rendere compatibile con il diritto europeo la disciplina nazionale dei poteri speciali del Governo. Per questo, alla Camera, abbiamo approvato una mozione concernente iniziative volte all’estensione dei cosiddetti poteri speciali del Governo al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica.

Il testo impegna il Governo a valutare, per quanto di competenza, la possibilità di assumere iniziative per rafforzare i poteri speciali allo scopo di permettere una più incisiva azione governativa nella fase iniziale dei processi di cessione; introdurre un’apposita disciplina finalizzata a incrementare gli obblighi di trasparenza a carico degli acquirenti esteri di partecipazioni societarie in società italiane; a cooperare con i gruppi parlamentari per lo sviluppo di iniziative legislative che promuovano l’estensione della normativa sui poteri speciali dello Stato anche alle società nazionali operanti nel settore finanziario.

Inoltre, l’atto impegna l’esecutivo ad assumere iniziative per aggiornare i decreti di individuazione delle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale, delle reti e degli impianti, dei beni e dei rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Lega in passerella, ma da vent’anni non interviene

L’ho definita una “bella passerella”: è il sopralluogo che il presidente del Municipio 4 di Milano ha fatto con il presidente di Aler al quartiere Mazzini, in zona Corvetto, nelle case popolari. E cos’altro è se non questo? Un modo per mettersi in luce a scopo, forse, elettorale? Da vent’anni la Lega governa Regione Lombardia assieme al centrodestra, perciò è inutile che faccia finta di niente. Non posso credere che si accorga solo ora del disastro delle case popolari.

I leghisti vogliono fare un referendum consultivo per una presunta richiesta di autonomia, spendendo decine di milioni di euro, e non investono in un patrimonio abitativo che è dei lombardi, ma anzi lo abbandonano completamente. Il centrodestra ha avuto 20 anni per intervenire, risolvere i problemi e bloccare le occupazioni. I soldi li avevano, erano tanti ed erano dei cittadini, ma hanno preferito fare altro e lasciare nel degrado i propri inquilini.

E non è nemmeno la prima volta che si vedono queste passerelle, ma poi nessuno ha fatto mai nulla. Invece, Regione, che è il livello di governo responsabile delle case popolari, e Aler facciano finalmente partire i lavori e Maroni cominci a stanziare i soldi. Solo allora i cittadini lombardi crederanno che la Lega e il centrodestra hanno davvero a cuore il loro patrimonio.

Infiltrazioni mafiose: se ne parla al Corvetto

Nei prossimi giorni siamo a 25 anni dall’anniversario della strage di Capaci con la morte di Falcone di sua moglie e della sua scorta.

Come Circolo PD Corvetto vogliamo continuare a tenere viva questa memoria e questa lotta alla mafia con un incontro informativo e formativo sul tema della mafia.

Lunedì 29 maggio , alle 21, al Circolo Pd del Corvetto, in via Mompiani 10, a Milano (citofono 60), si terrà un incontro dal titolo “ Le infiltrazioni mafiose a Milano e al Corvetto” .

Relatori saranno Marco Satariano, estensore di una tesi di studio sulle infiltrazioni mafiose nel quartiere Corvetto, e David Gentili, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Una delega per l’insolvenza

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato, in prima lettura, la Delega al Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, frutto dello stralcio di un originario disegno di legge che concerneva la delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

L’oggetto della delega è la riforma organica della disciplina della amministrazione straordinaria, ovvero la procedura introdotta dalla cosiddetta Legge Prodi finalizzata all’individuazione di un nuovo assetto imprenditoriale per la salvaguardia dei complessi aziendali, della relativa occupazione, del potenziamento degli strumenti di tutela dei creditori, definendo l’amministrazione straordinaria delle imprese in stato d’insolvenza tramite la prosecuzione, la riattivazione o la riconversione dell’attività imprenditoriale.

Si tratta di una disciplina rilevante per il tessuto economico del Paese, se si considera che nei 15 anni successivi alla riforma del 1999 l’amministrazione straordinaria ha interessato circa 136 gruppi di imprese, di cui 115 ai sensi appunto del decreto legislativo Prodi bis  e 21 ai sensi dell’analogo decreto Marzano, per un totale di circa 121mila lavoratori.

Dunque, il provvedimento delega il Governo ad adottare una procedura unica di amministrazione straordinaria, modificando i presupposti di accesso alla stessa e attribuendo la competenza alle sezioni specializzate in materia di impresa presso i tribunali sede di Corti d’appello. È istituito poi l’albo dei commissari straordinari per l’amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza, stabilendo dei requisiti puntuali per farne parte. Viene, inoltre, rivista la procedura per l’accesso diretto.

 

Nel nome dei migranti

Secondo quanto riportato dall’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, il 2016 è stato l’anno record per il numero di vittime nella traversata del Mediterraneo. Dai 3771 morti e dispersi nel 2015, si è passati agli oltre 5mila del 2016. La situazione risulta ancora più grave se si esamina la rotta del Mediterraneo centrale, ossia quella che mette in comunicazione il Nord Africa con il nostro Paese. In questo caso si passa dai 2913 decessi del 2015 ai 4527 del 2016. Al 9 marzo si contano già 522 vittime per il 2017. E purtroppo si stima che almeno il 60 per cento di coloro che perdono la vita in mare resti senza nome: l’attività di identificazione dei migranti annegati in mare è infatti un’operazione complessa, resa ancora più problematica dall’assenza di un’unica banca dati, nella quale far confluire e confrontare i dati relativi alle persone scomparse e ai corpi ritrovati e privi d’identità.

Ecco perché abbiamo approvato una mozione concernente iniziative volte all’identificazione dei migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo che impegna il Governo a promuovere una comunione di sforzi tra gli Stati membri dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa al fine di fronteggiare la tragedia umanitaria in corso nel Mediterraneo e la mancata identificazione dei corpi dei migranti deceduti, anche attraverso una rapida definizione di regole comuni per la ricerca, il recupero, l’identificazione e la gestione dei dati dei cadaveri senza nome; a valutare iniziative di riforma e potenziamento dell’ufficio del commissario straordinario per le persone scomparse e a sostenere le task-force inter-istituzionali da impegnare per un’ordinata raccolta dei dati post mortem e l’identificazione dei corpi ancora senza nome dei migranti; a favorire un efficace scambio di informazioni con i Paesi d’origine dei migranti; ad adotta re le misure necessarie per la riconversione del relitto del naufragio del 18 aprile 2015 in un monumento capace di richiamare la memoria e l’attenzione sui valori della solidarietà e della dignità umana che devono sempre ispirare e guidare le istituzioni nazionali e l’Unione europea nella gestione dei flussi migratori.

 

Fiscal compact e politiche europee

Tra le mozioni approvate questa settimana, una, piuttosto tecnica, riguarda la questione dell’inserimento del cosiddetto Fiscal compact – il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria, accordo approvato da 25 Stati membri dell’Unione europea ed entrato in vigore il 1° gennaio 2013 – nei Trattati europei, nonché le politiche economiche e di bilancio dell’Unione europea.

Abbiamo, dunque, impegnato il Governo a sostenere in sede europea l’opposizione all’incorporazione del contenuto del Fiscal compact nell’ordinamento giuridico dell’Unione europea; a promuovere una riforma complessiva della governance economica europea; a proseguire il confronto con le istituzioni europee per la revisione delle metodologie di calcolo del prodotto potenziale e a sostenere che nella programmazione di bilancio sia conferito un maggior rilievo a indicatori legati all’evoluzione della spesa pubblica; ad adoperarsi in sede europea affinché si affianchi alla politica monetaria espansiva della Bce un maggiore coordinamento delle politiche fiscali degli Stati dell’Eurozona; a promuovere interazioni più sistematiche tra le istituzioni europee.

 

Quel che sarà della robotica

Negli ultimi anni il progresso scientifico e tecnologico hanno favorito la crescita della robotica e delle intelligenze artificiali applicate, dando origine a una profonda innovazione nel mondo della produzione dei beni e servizi, con un ampio impatto atteso in molti settori, come la domotica, la medicina, la difesa, i servizi alle persone. E nel 2014 questo ha portato la crescita della vendita dei robot a un aumento del 29 per cento, quasi il doppio della media degli anni precedenti. Perciò, ci si attende che nei prossimi anni saranno venduti circa 35 milioni di robot personali in tutto il mondo, per uso domestico, per i veicoli senza guidatore, per l’intrattenimento, l’educazione, l’assistenza sanitaria.

Per questo abbiamo approvato una mozione in materia di robotica ed intelligenza artificiale che impegna il Governo a favorire una linea comune tra i Ministeri nell’approccio allo sviluppo sostenibile della robotica, dell’intelligenza artificiale e della sicurezza informatica; a promuovere attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca italiani e a sostenerne le applicazioni nella produzione industriale e nei servizi civili in imprese consolidate e in start up innovative. Ma anche ad analizzare soluzioni alternative e innovative di welfare in merito agli effetti che lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale avrà sull’occupazione.

 

In ricordo di Matteotti e Mazzini

Nell’ambito degli interventi per commemorare gli esponenti della nostra storia, cultura e arte, abbiamo approvato una proposta di legge sulle Iniziative per preservare la memoria di Giacomo Matteotti e di Giuseppe Mazzini, che ora va al Senato. Il provvedimento stanzia un contributo straordinario di 300mila euro da utilizzare per il finanziamento di iniziative, organizzate su tutto il territorio nazionale, relative allo studio e alla diffusione del pensiero di Matteotti. Potrà trattarsi di borse di studio, della digitalizzazione, del riordino, dell’inventariazione di materiale bibliografico e archivistico di rilevante valore culturale, di pubblicazioni inedite, di iniziative didattiche formative. I progetti potranno occuparsi anche della cura e del restauro di strutture museali. Il testo dichiara, inoltre, monumento nazionale la casa natale di Matteotti a Fratta Polesine, di proprietà dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

Il progetto di legge tratta, poi, la figura di Giuseppe Mazzini, in particolare della Domus mazziniana di Pisa, la casa museo dove Mazzini soggiornò e morì il 10 marzo 1872. L’istituto ha il fine di cooperare agli studi e alle ricerche sulla vita, sul pensiero, sull’opera di Mazzini, alla raccolta e conservazione di cimeli e documenti e a ogni altra attività che valga a diffondere la conoscenza del pensiero e dell’azione mazziniana.

 

L’originalità di Gramsci

Intanto, alla Camera, abbiamo commemorato Antonio Gramsci, morto a Roma il 27 aprile 1937. A parlare in Aula di uno dei fondatori del partito comunista, è stata la presidente Laura Boldrini che ha ricordato come Gramsci intervenne una sola volta alla Camera, nella discussione di un disegno di legge contro le società segrete che, a suo dire, non colpiva tanto la massoneria quanto le associazioni antifasciste.

La presidente lo ha definito un marxista originale, non dogmatico e mai prigioniero di schemi precostituiti che ha seguito l’ideale di giustizia sociale ed è ancora oggi tra autori più studiati nel mondo.

 

Traffico d’organi, ok alla ratifica

Tra le ratifiche approvata recentemente, questa settimana abbiamo dato il via libera a quella contenente la Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani, fatta a Santiago de Compostela il 25 marzo 2015, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

Il testo modifica il codice penale e introduce una ulteriore aggravante del delitto di associazione a delinquere quando è finalizzata, oltre che a commettere il reato di traffico di organi prelevati da persona vivente, a commettere il reato di prelievo di organi da persona vivente e di uso di organi prelevati illecitamente da persona vivente. Il reato aggravato comporta l’applicazione della pena della reclusione da 5 a 15 anni o da 4 a 9 anni, a seconda che si tratti dell’attività di promozione, costituzione od organizzazione dell’associazione criminosa, oppure che vi si prenda semplicemente parte.

Viene poi inserito il delitto di prelievo di organi da persona vivente con la reclusione da 6 a 12 anni per chiunque illecitamente preleva un organo, parte di un organo o un tessuto da persona vivente, e si punisce con la reclusione da 4 a 10 anni l’esercente una professione sanitaria che si presta al traffico illecito di organi. Alla condanna consegue l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.

Infine, abbiamo approvato la Ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele in materia di pubblica sicurezza, fatto a Roma il 2 dicembre 2013.

Paolo Cova