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Il cibo spetta a tutti

Questa settimana ho partecipato a un convegno sul tema della povertà alimentare e sul recupero del cibo, che si è tenuto nel teatro della parrocchia di San Giovanni Bono, nel quartiere Sant’Ambrogio a Milano. L’incontro era organizzato dalla Caritas Ambrosiana e voleva affrontare di fatto la questione delle eccedenze e dello spreco alimentare.

A questo proposito, nel quartiere Barona è stato inaugurato un centro distribuzione che vuole intervenire a sostegno delle famiglie più fragili. Il convegno partiva dalla legge 166/2016 sullo spreco alimentare, che abbiamo approvato in questi anni e che, come si è puntualizzato, intende e permette di usare le eccedenze alimentari per farle diventare una risorsa, grazie al lavoro di tanti volontari.

Come abbiamo detto tutti più volte, in questa legislatura abbiamo fatto moltissime leggi di civiltà e una di queste è proprio quella, innovativa, che promuove solidarietà e sussidiarietà. Tra l’altro, non ci siamo fermati al cibo, ma abbiamo esteso anche ad altri prodotti la possibilità di recupero. Rimettere in circolo le eccedenze fa bene a chi è in difficoltà, fa bene all’ambiente e, perché no, alla nostra salute. In una parola, a tutti i cittadini.

 

Polfer, Rogoredo va riaperto subito

Come ricorderete, fin dall’inizio del mio mandato come parlamentare, mi sono interessato al destino del Posto di Polizia ferroviaria di Rogoredo, di cui è assolutamente necessaria la riapertura. Ora è tempo di giungere a una soluzione. Perciò, mi auguro che gli interventi, le indicazioni e le sollecitazioni fatte al Ministero degli Interni portino frutto. Auspico, inoltre, che Questura di Milano e Polfer si attivino presso il Ministero e RFI, prima della scadenza definitiva della legislatura, per ottenere quanto promesso e possa andare a buon fine la mia richiesta, che altro non è se non l’interpretazione della volontà degli abitanti di quella zona. Sono certo che l’ottimo lavoro del Ministro Minniti possa portare anche questo risultato nel nostro territorio.

 

Una manovra (anche) per lo sport

Nelle pieghe della legge di bilancio 2018 sono stati approvati provvedimenti che riguardano davvero tutto l’arco della nostra vita e del nostro operare. Se in primo luogo vi sono questioni di importanza fondamentale come il lavoro e la famiglia, vengono affrontati anche temi come lo sport, le cui misure sono molte e spesso attese.

Nella manovra di finanza pubblica per il 2018 si parla perciò di impianti sportivi, per i quali si prevede un contributo sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 12%, fino a un massimo di 25mila, dell’ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti stessi in favore delle società appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti.

È poi previsto lo Sport bonus, ovvero un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50 per cento delle erogazioni liberali in denaro fino a 40mila euro, effettuate nel corso del 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici.

Per le società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal Coni si prevede, inoltre, l’assoggettamento all’aliquota Iva agevolata e quindi ridotta al 10%, dei servizi di carattere sportivo nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da queste società.

Ancora, si definisce il regime fiscale per i collaboratori delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni. E per quanto riguarda le periferie, sono stati stanziati 10 milioni annui dal 2018 da destinare al Fondo sport e periferie, istituito sempre da noi, al fine dichiarato di attribuire natura strutturale allo stesso.

È stato istituito anche, presso l’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, con una dotazione pari a 12 milioni di euro per il 2018, 7 milioni di euro per il 2019, 8,2 milioni di euro per il 2020 e 10,5 milioni di euro a decorrere dal 2021. Le risorse sono destinate anche a sostenere la realizzazione di eventi sportivi femminili di rilevanza nazionale e internazionale.

E per quanto riguarda lo sport universitario, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020, si prevede l’incremento di un milione del contributo alle università per il potenziamento degli interventi volti a favorire l’attività sportiva degli studenti e a sostenere la promozione dello sport universitario.

 

A sostegno di chi ha bisogno

“Una manovra del Governo Gentiloni a sostegno di chi ha più bisogno” è il titolo dell’incontro cui interverrò giovedì 18 gennaio, alle 18, al Circolo Pd del Corvetto, in via Mompiani 10.

Qui la locandina

 Altro appuntamento

Giovedì 18 gennaio alle 20.45 alla Libreria Popolare di via Tadino 18 a Milano Fabio Pizzul presenterà la propria candidatura al consiglio Regionale. Vi aspetto e allargate pure l’invito. Grazie.

Paolo Cova

 

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Vi aspetto con Guariniello

Come ho già avuto modo di anticipare nell’ultima newsletter, venerdì 12 gennaio, alle 18.00, al Circolo dell’Ortica, in via San Faustino 5, a Milano, modererò la presentazione del libro di Raffaele Guariniello, il magistrato noto per aver seguito molte importanti inchieste nel nostro Paese, “La giustizia non è un sogno”, alla presenza dell’autore e di Walter Verini, della Commissione Giustizia della Camera. Siete tutti invitati.

 

Qui la locandina

 

L’Italia secondo l’Istat

Nel terzo trimestre del 2017 in Italia il deficit è sceso e la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono cresciuti la propensione al risparmio delle famiglie e il loro potere d’acquisto. I dati dell’ultimo trimestre sono stati, come di consueto, rilevati dall’Istat e ci dicono che non andava così bene da molti anni. E il saldo, secondo il nostro Istituto nazionale di statistica, è dunque positivo.

Vediamo nel dettaglio. L’indebitamento netto in rapporto al Pil nel terzo trimestre del 2017 è stato pari al 2,1%, a fronte del 2,4% nel corrispondente trimestre del 2016, segnando così un miglioramento di 0,3 punti percentuali. Complessivamente, nei primi tre trimestri si è registrato un deficit pari al 2,3% del Pil, cioè 0,2 punti sullo stesso periodo dell’anno precedente, così da toccare il valore più basso dal 2007.

Nel terzo trimestre del 2017 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,5 punti percentuali, salendo all’8,2%. Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,7% e del 2,1% su base annua. Il potere d’acquisto è salito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% in termini tendenziali.

L’anno passato ha segnato il ritorno alla crescita dei prezzi. L’istituto stima nella media del 2017 un aumento dell’1,2%, dopo il calo dello 0,1% del 2016. Una lieve flessione che però aveva portato l’Italia in deflazione. A fare la differenza sono i beni energetici (carburanti, luce e gas) e gli alimentari freschi (frutta e verdura).

Nella media del 2017 il cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, salgono dell’1,5%, in decisa ripresa rispetto allo 0,1% dell’anno prima. A dicembre invece il rialzo si è fermato all’1,3%.

 

Un milione di volte grazie

Un milione di invii. Sì, esattamente questa cifra pazzesca: è il numero di email spedite con questa newsletter nel corso del solo 2017. Sono fiero di aver fatto un lavoro così capillare di informazione di ciò che è successo alla Camera nel corso dell’ultimo anno. E ringrazio veramente tutti per aver avuto la pazienza di leggere ogni volta il contenuto del mio resoconto e quindi di aver voluto seguire passo dopo passo quanto si decideva in questo ramo del Parlamento. Il lavoro alla Camera non è ancora finito e non intendo ora smettere di far sapere come mi sto organizzando per le prossime elezioni, perciò continuerò a tenervi al corrente del lavoro che sto facendo da 5 anni a questa parte. Grazie ancora a tutti.

 

Telegram

Da qualche settimana ho attivato un canale pubblico sul Telegram, un sistema di messaggistica.

Chi volesse seguirmi può trovarmi cercando il canale pubblico @PaoloCova

 

Paolo Cova

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L’Italia in un Bilancio

Chiusura di legislatura con una legge di Bilancio per il 2018 che punta sulla buona occupazione, sugli investimenti per i lavori pubblici e le imprese e sulla coesione sociale. Sono molte le misure che abbiamo approvato, prima alla Camera e subito dopo al Senato, in chiusura di anno e di mandato. Cerco di riassumerle per capitoli.

Per quanto riguarda il lavoro, le imprese e le pensioni, abbiamo previsto sgravi contributivi in favore delle imprese per le nuove assunzioni a tempo indeterminato; il rifinanziamento del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale; l’assunzione di 18mila precari della scuola; la stabilizzazione di ricercatori universitari; assunzioni straordinarie per le Forze di Polizia e il Corpo dei Vigli del Fuoco; l’aumento delle indennità accessorie relative all’espletamento dei servizi operativi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica; il rinnovo contrattuale del pubblico impiego; l’incentivo delle assunzioni da parte di cooperative sociali di donne vittime di violenza di genere; ulteriori sgravi per assunzioni di giovani al sud; credito d’imposta per le imprese del sud; l’istituzione del Fondo imprese Sud a sostegno della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese; ampliata la platea dei beneficiari del “bonus 80 euro”; il rifinanziamento per 330 milioni di euro della Nuova Sabatini; gli investimenti per “Industria 4.0”; l’ampliamento dell’accesso all’Ape volontaria e Ape sociale; tutte le pensioni Inps pagate il 1° del mese.

Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie, sono state potenziate le misure di contrasto alla povertà: viene estesa la platea dei beneficiari del reddito di inclusione e sono incrementate le risorse minime del Fondo per la lotta alla povertà. Il Bonus bebè viene ora riconosciuto per 1 anno per ciascun figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018. L’assegno è pari a 960 euro. Sono state quasi raddoppiate le detrazioni fiscali per i figli a carico. E per gli orfani di crimini domestici e di femminicidio viene incrementato il Fondo di 7,5 milioni per il triennio 2018-2020.

Sul fronte degli enti locali, alle Regioni viene diminuito il taglio, e dunque avranno maggiori risorse a disposizioni, per 200 milioni. Per quanto riguarda, invece, Città metropolitane e provincie, sono stati stanziati 76 milioni per le funzioni fondamentali, è stato eliminato il divieto di assunzione e sbloccato il turn over. Approvati nel testo anche 1,6 miliardi di euro per le strade provinciali per i prossimi 6 anni. Sbloccato il turn over pure per i piccoli comuni virtuosi.

Sul fronte della tutela dell’ambiente, la legge di bilancio contiene un credito d’imposta pari al 36% per le spese sostenute dalle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali che derivano da plastiche miste provenienti dalla raccolta differenziata dagli imballaggi in plastica o dalla selezione di rifiuti urbani residui. Viene prorogata alla fine del 2018 la detrazione per le spese di riqualificazione energetica degli edifici, il cosiddetto Ecobonus.

Si istituisce il Fondo per la lotta all’abusivismo con uno stanziamento di 10 milioni per il biennio 2018-2019, finalizzato alla demolizione di opere abusive. E stop anche ai cotton-fioc non biodegradabili, che fanno un danno inimmaginabile, e alle microplastiche nei cosmetici. L’Italia è il primo Paese al mondo a farlo.

Ancora qualche provvedimento che non poteva aspettare: i datori di lavoro hanno l’obbligo di pagare lo stipendio tramite strumenti tracciabili e non più in contanti; cresce il Fondo per le vittime dell’amianto; nasce un fondo di 60 milioni per estendere alle categorie più deboli l’esenzione del superticket sulla ricetta relativa a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; stanziati 75 milioni per migliorare l’accesso alle scuole per le ragazze e i ragazzi con disabilità sensoriale; infine, d’ora in poi la lavoratrice vittima di molestie che denuncia non potrà più essere sanzionata, demansionata, licenziata, trasferita o sottoposta a qualunque misura discriminatoria.

 

Suini, carne di qualità

Nell’ambito del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 è stato approvato anche un mio ordine del giorno che rappresenta un passo importante per introdurre maggiore trasparenza nei rapporti tra gli allevatori di suini e i macellatori, sempre nel nome della qualità e della sicurezza alimentare per l’utilizzatore finale.

L’odg impegna, infatti, il Governo a valutare l’opportunità di “prevedere un contributo a favore delle aziende di macellazione tenute all’obbligo di classificazione delle carcasse suine per l’acquisto, l’installazione e la messa in funzione di strumenti, apparecchiature, attrezzature e impianti idonei alla classificazione delle stesse carcasse. Queste disposizioni si applicano nei limiti previsti dai regolamenti europei del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis”.

Il settore dell’allevamento dei suini italiani sta vivendo un periodo di grande difficoltà e necessita di soluzioni strutturali che consentano agli allevatori di poter continuare a investire e programmare la propria attività. In questi ultimi anni ci sono state continue chiusure di allevamenti dovute alla notevole variabilità dei prezzi pagati al produttore primario. Una maggiore trasparenza sulla valutazione, classificazione e completezza di informazioni delle carcasse dei suini macellati sarebbe un fattore che garantisce il mercato, i produttori e i consumatori. Ciò significa che determinare la qualità delle carni e la loro reale caratteristica supera l’attuale classificazione e contribuisce a ridare maggiore fiducia agli allevatori che verranno premiati per qualità maggiori. Grazie al mio ordine del giorno, gli allevatori potranno ricevere indicazioni maggiori per fare le proprie scelte aziendali.

 

La giustizia secondo Guariniello

Venerdì 12 gennaio, alle 18, al Circolo dell’Ortica, in via San Faustino 5, a Milano, modererò la presentazione del libro di Raffaele Guariniello, il magistrato noto per aver seguito molte importanti inchieste nel nostro Paese, “La giustizia non è un sogno”, alla presenza dell’autore e di Walter Verini, della Commissione Giustizia della Camera. Siete tutti invitati.

 

Qui la locandina

 

 

Paolo Cova

 

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Italia protagonista in Europa

Questa settimana si è tenuto il Consiglio europeo, quindi, come da prassi, il presidente Paolo Gentiloni ha relazionato alle Camere i temi che si sarebbero toccati. Al termine, abbiamo votato una risoluzione.

Ed è stato un Consiglio europeo in cui si sono prese decisioni importanti e di grande rilievo a cui l’Italia ha contribuito in modo sostanzioso. Ad esempio, l’avvio di una politica di difesa comune a livello europeo, fortemente voluta e perseguita dallo stesso Gentiloni già nella sua precedente carica di Ministro degli Esteri. Una conquista che assume una valenza ancora maggiore alla luce dei conflitti e della crescente instabilità in scenari geopolitici anche a noi molto vicini, una politica che per decenni si riteneva essere una chimera irraggiungibile e che, invece, adesso sta diventando realtà. Sta diventando realtà così come l’ipotesi di concordato nella prima fase dell’intesa post Brexit, raggiunta proprio nei giorni scorsi tra Unione europea e Gran Bretagna.

È un primo passo positivo perché l’Unione europea ha ottenuto tutto quello che voleva su tutte le questioni all’ordine del giorno, ma soprattutto un’intesa importante perché, se non la si fosse raggiunta, questo avrebbe significato un salto nel buio inquietante non solo per la Gran Bretagna e l’Europa, ma anche per quei milioni di cittadini che la Brexit la vivono direttamente sulla propria pelle, 600mila dei quali di origine italiana.

Nel Consiglio europeo si è poi affrontata tutta un’altra serie di questioni come la possibilità di una riforma del Trattato di Dublino, cioè la modifica del sistema di asilo europeo, con proposte forti che prevedano il taglio dei fondi strutturali nei confronti di quei Paesi che si dovessero rifiutare di accogliere migranti ricollocati, l’introduzione di un sistema di quote e il ricollocamento automatico dei profughi in un Paese diverso da quello di accoglienza.

Si sono trattate, poi, questioni come l’introduzione di un’agenda sociale a livello europeo. Ma soprattutto, in tutto ciò, l’Italia, dopo vent’anni che non aveva voce in capitolo in Europa, ha ricominciato ad essere ascoltata, ad avere prestigio e a poter contribuire attivamente alle diverse decisioni che vengono prese a livello europeo. E questo Gentiloni lo sottolinea ogni volta.

Moro, l’altra verità

Dopo molto lavoro di approfondimento delle tante verità sul caso, in Aula alla Camera abbiamo ascoltato la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.

Quali sono le novità? Intanto, l’intenzione non era di sottoporre a una revisione critica il complesso dei giudicati penali definitisi in quasi un ventennio, ma di approfondire gli elementi di incongruità e le numerose lacune. Certamente, a dispetto di quanto sostenevano molti, sul caso Moro non tutto era conosciuto. Anzi, la rilettura sistematica dei cinque processi e dell’attività delle precedenti Commissioni che si sono occupate, in tutto o in parte, della vicenda Moro, ha fatto emergere un elemento di sicuro rilievo: il fatto, cioè, che la ricostruzione storico-politica e giudiziaria della vicenda Moro è risultata fortemente condizionata da una verità affermatasi tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Una verità fortemente legata alle interazioni tra le culture politiche all’epoca prevalenti e a una diffusa volontà di voltare rapidamente pagina rispetto alla stagione del terrorismo.

E tra le 2.250 unità documentali, per un totale di 700.000 pagine, le oltre 440 attività dei collaboratori, tra cui 256 escussioni, la Commissione ha approfondito in particolare quattro aspetti. Il primo è il complessivo riesame della vicenda di Valerio Morucci e Adriana Faranda che la Commissione ha compiuto allo scopo di rivalutare nella sua interezza il profilo dei due brigatisti che hanno svolto un ruolo importante sia nella vicenda del sequestro, sia nella costruzione dei giudicati penali sul caso Moro. Sulla base di numerose acquisizioni documentali e testimoniali, la Commissione ha realizzato una completa e inedita ricostruzione della vicenda dell’arresto di Morucci e Faranda, che furono catturati il 29 maggio del ‘79 in una casa di viale Giulio Cesare a Roma, dove erano ospiti di Giuliana Conforto, figlia di “Dario”, già agente dell’Unione Sovietica, peraltro ben noto ai servizi italiani e non solo. Questo ha consentito di individuare con più precisione gli attori politici e giudiziari che nel corso degli anni Ottanta realizzarono la stabilizzazione di una verità parziale sul caso Moro, funzionale a un’operazione di chiusura della stagione del terrorismo.

Un secondo tema è l’analisi del ruolo della dimensione mediterranea e mediorientale nella vicenda Moro. In questo ambito, la Commissione per la prima volta è riuscita a ricostruire una precisa scansione del rapporto di collaborazione tra Brigate Rosse e formazioni palestinesi maggiormente orientate in senso marxista e ha approfondito le iniziative assunte da servizi italiani per favorire la liberazione di Moro con l’aiuto dell’Olp e del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, nel quadro dei controversi accordi di intelligence che l’Italia definì con i vari movimenti palestinesi. Allo stato si può ormai affermare che la vicenda Moro è intimamente connessa col più vasto contesto internazionale del rapporto tra l’Italia e il Medio Oriente in tutti i suoi aspetti, da quello dei traffici d’armi, a quello del rapporto tra terrorismo interno e terrorismo mediorientale.

Un terzo tema è quello della latitanza dell’ex membro delle Brigate Rosse Alessio Casimirri che continua indisturbato a vivere in Nicaragua. Su di lui sono emerse in maniera chiara situazioni di protezione che riguardano i nostri apparati e il nostro il sistema di protezione interno.

Un altro tema importante è stato l’individuazione nella zona della Balduina, a Roma, di un complesso immobiliare di proprietà dello Ior che ospitò, nella seconda metà del 1978, un altro brigatista, Prospero Gallinari, e che era caratterizzato dalla presenza di alti prelati, ma insieme con questi, di società statunitensi, una di queste con funzioni di intelligence americana, di esponenti tedeschi dell’autonomia, di finanzieri libici e di due persone contigue alla Brigate Rosse. Complesso che, anche alla luce delle posizioni e delle indagini svolte, fa pensare sia quello utilizzato per spostare Aldo Moro dalle auto utilizzate in via Fani a quelle cui fu successivamente trasferito.

E su tutto campeggia una certezza: era evidente che esisteva la necessità di tutelare la persona di Moro con le massime misure di sicurezza già prima del sequestro. Se fossero state attuate, forse l’intera vicenda del terrorismo brigatista avrebbe assunto una piega ben diversa da quella che si realizzò.

Il caso Scieri si riapre

L’Italia sembra, per certi versi, il Paese dei misteri e allora in questi stessi giorni abbiamo ascoltato la relazione di un’altra Commissione parlamentare di inchiesta, quella sulla morte del militare Emanuele Scieri. Tutt’altra vicenda, ma da non sottovalutare.

Emanuele Scieri era un giovane avvocato di 26 anni di Siracusa. La chiamata a effettuare il servizio militare lo raggiunse quando già svolgeva la pratica forense. Aveva scelto, a suo tempo, di svolgere il servizio presso i paracadutisti della Folgore. Emanuele Scieri è morto nella caserma Gamerra di Pisa il primo giorno del suo arrivo e venne ritrovato, sempre all’interno della Gamerra, tre giorni dopo. Ma le molteplici indagini della magistratura ordinaria e militare si chiusero tutte, con decreti di archiviazione.

La Commissione, istituita solo in questa legislatura anche su pressione dell’opinione pubblica siciliana, ha ascoltato 76 persone: familiari, ex militari della caserma Gamerra, esperti, consulenti, magistrati, rappresentanti di associazioni, persone detenute. E ha esaminato tutti gli atti delle inchieste giudiziarie già svolte, procedendo a ulteriori indagini. L’archivio dei documenti della Commissione ha raccolto circa 6mila pagine di atti, oltre i video, i filmati, e i reperti. Sulla base degli elementi raccolti è ragionevole ritenere che Emanuele Scieri sia stato fermato da alcuni militari che lo aggredirono, prima di arrampicarsi sulla scala di una torre da cui potrebbe essere caduto, morendo.

La Commissione ha, infatti, accertato che alla caserma Gamerra avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia; che i controlli in caserma non erano sufficienti ad evitare che, perfino dopo il contrappello, diversi paracadutisti uscissero dalla Caserma scavalcando il muro di cinta; che la zona dove fu ritrovato il cadavere di Emanuele Scieri era isolata, ma presidiata dagli anziani che la utilizzavano come spazio di rifugio e di svago, uno spazio in parte esente da regole e controlli. E le prime indagini furono fatte senza le dovute precauzioni, lasciando che i militari spostassero elementi chiave per la ricostruzione della vicenda.

Perciò, la Commissione ha depositato presso la Procura della Repubblica di Pisa, una formale richiesta motivata di riapertura delle indagini e risulta che il Procuratore abbia chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari, la riapertura del caso.

No alla Vigevano-Malpensa

Questa settimana ho partecipato al presidio degli agricoltori contro la superstrada Vigevano-Malpensa. Già a suo tempo mi ero attivato per portare le criticità di questo progetto, che andava a impattare sull’agricoltura di qualità del territorio dell’abbiatense-magentino, all’attenzione dell’opinione pubblica e dei miei colleghi in Parlamento. Quindi, ho condiviso in pieno la protesta.

Sono convinto che questo progetto di strada sia ormai desueto e non serva a nessuno. Ci sono criticità locali lamentate da alcuni Comuni che possono essere risolte senza andare a immaginare un’opera così grande, faraonica che, dopo i fallimenti dimostrati da Pedemontana, Teem e Brebemi, non ha più senso né motivo di essere. Perciò dico fermamente no a questa strada: va bene sistemare le problematiche locali, riutilizzando il tracciato già esistente, ma niente di più.

In questi 5 anni di legislatura il mio impegno, con gli altri colleghi del Pd, è stato di intervenire e di far sì che una strada che non serve non venga fatta. Regione Lombardia, che insiste a voler portare avanti questo progetto, si deve fare un grosso esame di coscienza perché ha contratto debiti colossali con Pedemontana, Teem e Brebemi e ora vuole realizzare un’altra arteria, pensando di andare avanti con questa idea di costruire ancora e distruggere l’economia agricola locale.

Invece, la soluzione è nell’agricoltura di qualità, nel territorio pregiato anche per il turismo e per la sostenibilità. Facciamo strade che siano sostenibili economicamente, sia per l’agricoltura, che per il territorio, che per la sicurezza ambientale. Guadagnare 10 minuti di tempo con l’auto, ma distruggere irreversibilmente un territorio non può essere il nostro futuro. Conviene fare un po’ di coda, ma mantenere sana e integra la nostra terra lombarda.

Paolo Cova

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Stop alle maxibollette

Le Disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici è uno dei provvedimenti, approvati questa settimana, che interessano di più ai cittadini.

Sul tema delle maxibollette, ossia l’emissione di fatture di rilevante importo a conguaglio dei consumi di energia elettrica, gas e acqua, è già intervenuta la legge annuale per la concorrenza, introducendo il diritto dei consumatori alla rateizzazione delle stesse, con il solo diritto per i fornitori agli interessi legali nei confronti del cliente finale, nonché attribuendo all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico il compito di adottare misure per responsabilizzare i distributori e individuare modalità idonee a favorire l’accessibilità dei contatori da parte dei distributori stessi.

Tuttavia, il fenomeno, pur essendosi notevolmente ridotto, resta ancora attuale. L’Antitrust continua infatti a ricevere segnalazioni da parte dei consumatori in relazione a fatture di conguaglio pluriennali, ben superiori ai due anni, contenenti anche la richiesta di somme prescritte.

Le norme approvate si rivolgono, in particolare, agli utenti domestici, alle microimprese, ai professionisti: d’ora in avanti, nei contratti relativi a questi servizi, il termine di prescrizione per l’emissione delle fatture passa da 5 a 2 anni, incentivando in questo modo, un efficientamento e una maggiore trasparenza del sistema di verifica e trasmissione delle letture. È stato sancito il diritto del consumatore a ottenere il rimborso, nel caso in cui sia dovuto, entro tre mesi; viene incentivata l’autolettura come strumento di consapevolezza e di certezza da parte dei clienti e sono state introdotte norme per l’accesso dei cittadini utenti ai dati relativi ai propri consumi tramite il Sistema informativo integrato.

Pane, ma che sia di qualità

Questa settimana abbiamo approvato le Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane, che fornisce una risposta normativa ad alcune problematiche particolarmente sentite nel settore della produzione e della commercializzazione del pane relative in particolare a una regolamentazione chiara di cosa debba intendersi per pane fresco rispetto al pane conservato. Inoltre, si introducono più nel dettaglio disposizioni in grado di garantire il diritto all’informazione dei consumatori e di valorizzare il pane fresco.

In sostanza il provvedimento si occupa di rilanciare il settore del pane fresco artigianale, restituendo competitività a un comparto di estrema importanza per l’economia del Paese, quello della panificazione artigianale italiana, tutelandone la tipicità e la specificità. Stiamo parlando di un patrimonio inestimabile che conta circa 200 specialità, di cui 95 già iscritte nell’elenco del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Si tratta di un settore del valore di 7 miliardi di euro, con 400.000 addetti, operanti in 25.000 imprese, in gran parte di dimensioni familiari, che sfornano in media 100 chilogrammi di pane al giorno, ciascuna.


Contraffatto vuol dire criminale

Questa settimana abbiamo discusso la relazione e approvato in seguito una risoluzione a proposito del lavoro fatto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo sui rapporti tra criminalità organizzata e contraffazione.

Ne è emerso che in questi anni di attività della Commissione le audizioni, gli approfondimenti svolti, le indagini concluse, ci hanno consegnato un quadro di informazioni piuttosto chiare circa le tendenze del fenomeno contraffazione, ovvero una sua crescita esponenziale; un quadro normativo e politiche di contrasto disomogenee a livello internazionale; una flessibilità straordinaria nell’innovare e adattare le tecniche di contraffazione; un intreccio assai diffuso con il lavoro nero, i fenomeni di inquinamento ambientale.

Questi elementi sono stati, e in alcuni casi purtroppo continuano ad essere, una sorta di humus per un forte intreccio con varie forme di criminalità organizzata, come emerso da indagini svolte nel nostro Paese e in contesti internazionali. Numerose audizioni hanno informato la Commissione su queste relazioni con camorra, ’ndrangheta, cosa nostra e anche con dinamiche di finanziamento delle forme di terrorismo internazionale.

La Relazione è frutto del lavoro di molti mesi e di un percorso che ha cercato di indagare, per quanto possibile, il fenomeno, di raccogliere dati, di interrogarsi sulle ragioni di questo rapporto. Ma già nel corso delle precedenti relazioni era emerso con chiarezza il ruolo crescente della criminalità organizzata nello sviluppo del fenomeno della contraffazione e come senza analizzare questo profilo l’analisi del fenomeno complessivo fosse incompleto.

Preoccupazione costante della Commissione nel corso della legislatura è stata quella di non limitare l’analisi ai dati evidenti del fenomeno, che spesso privilegiano i momenti terminali di una filiera costituiti dalla vendita al dettaglio e all’attività di contrasto delle forze dell’ordine e della magistratura che portano ai sequestri della merce contraffatta e ai successivi procedimenti penali, ma invece di risalire e comprendere l’intera filiera del fenomeno.
Il gioco deve essere inclusivo

La Convenzione sui diritti del fanciullo prevede che gli Stati riconoscano ai ragazzi il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della loro età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica, includendo tra i titolari di questo diritto anche i bambini e i ragazzi con disabilità. Anche l’Italia ha aderito a questo principio, ma è pur vero che il gioco diventa un problema quando la difficoltà a muoversi o l’incapacità di vedere, oppure ancora la scarsa capacità d’attenzione e concentrazione su di un compito, lo compromettono.

Ecco perché abbiamo approvato una mozione concernente iniziative di competenza volte a favorire la diffusione dei parchi giochi inclusivi che impegna il Governo ad assumere iniziative per diffondere la cultura, non solo presso gli utenti ma anche presso le pubbliche amministrazioni interessate, della necessità di prevedere dei parchi giochi inclusivi, dove tutti i bambini, indipendentemente dalle loro condizioni psicofisiche, possano giocare insieme; a predisporre linee guida volte a definire quali siano le caratteristiche di un parco giochi inclusivo e le modalità che ciascuna amministrazione locale deve rispettare per dotarsi sul proprio territorio di parchi giochi inclusivi, nonché a redigere un censimento di quelli che sono fino ad oggi i parchi giochi inclusivi presenti sul territorio nazionale; ad assumere iniziative per prevedere, nel primo provvedimento utile, risorse finanziarie adeguate da trasferire alle amministrazioni locali per l’istituzione di nuovi parchi giochi inclusivi.
Sanità, fermiamo la corruzione

Una delle mozioni approvate nei giorni scorsi riguarda le iniziative volte a contrastare il fenomeno della corruzione in ambito sanitario. In sostanza, l’atto impegna il Governo a continuare e coordinare con sollecitudine il lavoro globale e sistematico già intrapreso dalle varie istituzioni di lotta alla corruzione, in particolare nel settore sanitario; a diffondere e incentivare con tecnologie e con metodi innovativi l’utilizzo degli open data (tutte le informazioni devono essere trasparenti e accessibili) e la semplificazione di tutte le procedure, promuovendo così la cultura della trasparenza nella pubblica amministrazione; a predispone tutte le misure necessarie per applicare il piano triennale contro la corruzione specialmente per ciò che riguarda la rotazione dei dirigenti e dei funzionari; a incentivare e promuovere l’adozione da parte delle aziende ospedaliere ancora sprovviste, di linee guida per l’elaborazione dei piani anticorruzione; a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché siano garantite la trasparenza nei bilanci, la trasparenza dei bandi di gara e di concorso, la trasparenza nei rapporti con il privato, la trasparenza nei tempi di attesa; a dare piena e completa attuazione alle strategie di trasparenza e informazione contenute nei regolamenti europei; ad assumere le iniziative di competenza perché si evitino comportamenti non corretti nell’attività extra e intramoenia; a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché non si instaurino conflitti di interesse in capo ai gestori di servizi in global service ai quali dovrebbe essere vietato di avere interesse diretto o indiretto nella produzione dei beni oggetto dei servizi interessati dall’appalto.
Uomo prevalga su arma

In questo periodo, con l’avanzare così spinto delle tecnologie e delle grandi basi di dati, vi è una crescente attenzione, anche in campo internazionale, sull’impatto derivante della possibile futura creazione e dispiegamento nei teatri operativi di Sistemi di arma autonomi letali, che potrebbero eliminare la presenza di operatori umani dal teatro operativo. In questo senso, vi è una discussione anche con riferimento ai profili di compatibilità con il Diritto umanitario internazionale.

Per questo abbiamo approvato una mozione volta a promuovere una moratoria internazionale dello sviluppo di sistemi di arma di tipo Aws (Autonomous Weapons Systems), così si chiamano, e a prevedere un divieto di sviluppo e commercializzazione di questi sistemi di arma in ambito nazionale. E l’atto impegna il Governo a continuare a partecipare attivamente al dibattito internazionale in corso in particolare nell’ambito della Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati, di concerto con i principali partner dell’Italia, continuando a confrontarsi con gli stakeholders, inclusi gli esperti di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di arrivare a una definizione e a una regolamentazione internazionale dei sistemi d’arma di tipo Lethal Autonomous Weapons System (Laws) posto che la posizione italiana al tavolo neg oziale, anche in vista di una moratoria internazionale, deve prevedere da un lato che gli esseri umani continuino a prendere l’ultima decisione sull’uso della forza letale ed esercitino sufficiente controllo sulle future Laws e dall’altro, che vi sia una valutazione della conformità dello sviluppo e dell’uso delle Laws con il diritto internazionale umanitario. E ad assumere iniziative per un rafforzamento della valutazione ex-ante di conformità al diritto internazionale umanitario dei sistemi d’arma di tipo Laws destinati ad essere sviluppati in favore delle Forze Armate.
Non neghiamo la brutalità del fascismo

La scorsa settimana è successo un secondo episodio di stampo fascista, dopo quello di Como: sul cavalcavia Buccari, al quartiere museo di Orme – Ortica Memoria, è stata cancellata la scritta “Bella ciao” e sostituita con una frase inneggiante al ventennio. Ho espresso la mia più viva indignazione per quanto accaduto. È chiaro che c’è un continuo tentativo di negare la storia e la tragicità e la brutalità usata dal fascismo, che vediamo riproposte oggi, anche senza la presenza di atti violenti. Ma è solo apparenza, perché sempre di una forma di aggressione si tratta, sia che un gruppo di persone entri in una riunione a leggere proclami assurdi e fuori dal tempo, sia che nottetempo qualcuno cancelli una scritta per sostituirla con il suo contrario.

Ma il punto è che il razzismo non può essere sdoganato come una semplice banalizzazione, in quanto va a colpire la persona nella sua integrità. E va combattuto sempre.

Ancora una volta la mia più viva solidarietà al Museo e alle migliaia di persone del quartiere che lavorano per integrare e creare una comunità nel nome della democrazia e dei suoi valori fondanti.

 

 

Prossimo appuntamento: sabato 16 dicembre dalle ore 9.00 alle 12.30 presso Palazzo Pirelli a Milano parteciperò all’evento: “Non lasciamoci rubare la speranza” argomenti per l’oggi e il domani della politica in Lombardia.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Un Decreto, molte novità

Molte le novità del Decreto fiscale 2018, contenute in quella che tecnicamente viene definita Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie.

Le nuove misure sono molte. Ecco le novità per cittadini, professionisti e imprese: rottamazione delle cartelle esattoriali: estensione della domanda di rottamazione per i contribuenti che non l’avevano presentata o lo avevano fatto in modo irregolare e nuove estensioni per le cartelle formate alla data del 30 settembre 2017; stop alla fatturazione a 28 giorni per telefonia e pay tv; spesometro: semplificazione per le imprese degli adempimenti fiscali e trasmissione dei dati annuale o semestrale, possibilità di invio cumulativo delle fatture fino a 300 euro; abolite le sanzioni per chi ha commesso errori nell’invio dei dati delle fatture; equo compenso per i professionisti nei rapporti con grandi imprese, banche, assicurazioni e pubblica amministrazione; 500 milioni per le Pmi.

Per le famiglie e il sociale: uscita dei minori di 14 anni da scuola; ulteriore detrazione per gli affitti degli studenti universitari; nuove assunzioni nel comparto difesa e sicurezza, e quindi più poliziotti e carabinieri per le strade; il reato di stalking non potrà più essere estinto a fronte di un risarcimento economico; sanità: detraibilità del costo degli alimenti speciali per pazienti affetti da patologie nutrizionali, in via sperimentale per due anni; potenziati gli obiettivi strategici di piano iniziali riguardanti la cura dei tumori tramite l’adroterapia; introdotta regolamentazione della cannabis a fini terapeutici.

Per il territorio e per i trasporti: calamità naturali: garantita la sospensione degli obblighi fiscali per le aree colpite dal sisma in Centro Italia nel 2016; favorevoli misure per l’adempimento degli obblighi tributari e contributivi a Ischia, in seguito al terremoto di quest’estate; sospensione degli obblighi fiscali anche per i contribuenti del comune di Livorno che, in seguito alla recente alluvione, hanno presentato dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda; edilizia post sisma: nessuno sgombero fino a quando non si ha una soluzione alternativa; 5×1000 per i parchi; trasporti: nuovi fondi sono previsti per la sicurezza dei trasporti e per la continuità territoriale con la Sardegna; fiume Po: interventi immediati di manutenzione straordinaria e ordinaria necessari a garantire il transito dei mezzi tra le due sponde del fiume, oggi in parte precluso.

 

Sconti di pena facili: si cambia

In settimana, abbiamo approvato le Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato, nonché modifica all’articolo 69 del codice penale, in materia di concorso di circostanze aggravanti e attenuanti. Il provvedimento è il risultato di un approfondito dibattito, al termine del quale si è deciso di tornare alla soluzione adottata della riforma del nuovo codice di procedura penale del 1989. La disciplina prevedeva il divieto di accesso al rito abbreviato per tutti i reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo.

Fino all’approvazione definitiva di questa legge con il voto del Senato, anche in caso di delitti di sangue particolarmente efferati, il nostro codice prevede uno sconto di pena “secco” per il solo fatto che l’imputato abbia fatto ricorso al giudizio abbreviato. Questo può portare a condanne decisamente irrisorie rispetto alla gravità, all’efferatezza, alla crudeltà di alcuni delitti.

Ecco le principali novità. Intanto, si esclude l’applicabilità del rito abbreviato qualora si proceda per delitti, di particolare gravità, per i quali la legge preveda la pena dell’ergastolo. La richiesta di rito abbreviato può essere effettuata fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento e può essere avanzata anche nel corso del dibattimento qualora, all’esito dell’istruzione dibattimentale, il Pm abbia derubricato il reato ad uno, meno grave, per il quale non sia prevista la pena dell’ergastolo. In relazione ai reati di competenza della corte di Assise, sempreché per gli stessi non sia prevista la pena dell’ergastolo, il giudizio abbreviato si svolge dinanzi a quest’ultima. Si ridisegna, per i reati contro la persona, il bilanciamento delle circostanze: in tema di concorso di circostanze aggravanti nei delitti contro la persona, quali l’aver agito per motivi abietti o futili, l’aver adoperato sevizie o l’aver agito con crudeltà verso le persone, eventuali circostanze attenuanti che dovessero concorrere non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti ai fini della commisurazione della pena, questo  per evitare che le aggravanti quali la crudeltà o i futili motivi, possano “soccombere”, venendo di fatto annullate, andando, in questo caso, nel computo processuale, a grave nocumento della vittima e  dei suoi familiari.

 

Sull’aeroporto servono chiarimenti

Ho aderito a un’interpellanza rivolta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell’Ambiente a proposito dell’aeroporto Milano-Bresso “Franco Bordoni Bisleri”, che è collocato in una delle aree più popolose della Città metropolitana di Milano e all’interno del più grande parco pubblico d’Europa, il Parco Nord.

Per anni i cittadini si sono battuti per la ricollocazione dell’aeroporto in altra sede, considerandolo incompatibile con la presenza del Parco.

Dal 31 luglio 2007 esiste un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Consorzio Parco Nord Milano, Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano. Il documento ponendo fine a un lungo conflitto, aveva costituito soluzione di mediazione sul tema dell’incompatibilità dell’aeroporto con il grande polmone verde del Parco Nord. In particolare escludeva opere o interventi che si potessero configurare come un potenziamento della capacità di traffico.

Ma il nuovo regolamento di scalo adottato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile e in vigore dal 10 luglio del 2016, tradisce lo spirito e il dettato del protocollo, ampliando l’operatività dello scalo al traffico comunitario civile di aviazione generale e di aerotaxi, senza limitazione per il numero di posti e dei voli.

Nell’interpellanza chiediamo, perciò, se il Ministro intenda convocare i sottoscrittori del protocollo d’intesa per verificarne la corretta attuazione, con particolare attenzione alla tutela della sicurezza e della salubrità dell’ambiente, in merito alle quali si sono espresse le istituzioni locali e i cittadini interessati, che si sono costituiti in comitati a difesa del Parco Nord, per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza.

Paolo Cova

 

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Abbasso la povertà

Dal 1 gennaio 2018 l’Italia avrà, per la prima volta nella sua storia, una misura nazionale e universale di contrasto alla povertà e alla esclusione sociale: il reddito di inclusione. La legge delega sulla povertà, che era prevista e finanziata dal Governo Renzi nella legge di stabilità 2016, prevedeva l’introduzione di una misura unica e nazionale di contrasto alla povertà, il Reddito di inclusione, appunto. Con il successivo decreto attuativo si è disegnata nel dettaglio la misura, che in linea generale prevede un sostegno economico accompagnato da servizi personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa. Non si tratta di una misura assistenzialistica, ma di una inclusione attiva. Al nucleo familiare beneficiario è richiesto un impegno ad attivarsi sulla base di un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che accompagni il nucleo verso l’autonomia.

Per finanziare il Reddito di inclusione è stato istituito il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con una dotazione strutturale che l’ultima legge di bilancio ha portato a 1,7 miliardi dal 2018. La creazione del

Fondo Povertà rappresenta una svolta dal punto di vista delle risorse dedicate alla povertà. Oltre un miliardo e 700 milioni destinati al Reddito di inclusione, a cui si aggiungono le risorse per rafforzare i servizi per un totale di oltre 2 miliardi di euro dal 2019.

Oltre a istituire il Reddito di inclusione, il Governo è delegato a razionalizzare gli strumenti esistenti di contrasto alla povertà e a migliorare la governance delle politiche sociali al fine di ridurre i divari territoriali.

Nella prima fase (dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018) il reddito di inclusione sarà destinato a nuclei familiari con almeno un figlio minore o con un figlio disabile o con donna in stato di gravidanza o con una persona di 55 anni o più in stato di disoccupazione. I beneficiari stimati di questa prima misura sono circa 660mila nuclei familiari, di cui 550mila con figli minori.

Da luglio 2018 il reddito di inclusione diventa universale e sarà aperto a tutte le famiglie in grave povertà

 

Periferie, l’inchiesta continua

Questa settimana abbiamo deciso di prorogare il lavoro di un’altra importante commissione parlamentare, quella che si occupa dell’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.

La volontà è quella di permettere di completare il corposo lavoro a oggi realizzato dalla Commissione a Roma, Napoli, Milano, Bologna, Genova, Venezia, Bari, Torino e Palermo, con l’ascolto di 170 testimonianze, tra cui i sindaci metropolitani, assessori, prefetti, questori e forze dell’ordine, oltre alle associazioni operanti nei territori. Inoltre, la Commissione ha programmato audizioni con 37 esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e di enti pubblici, di rappresentanti di categorie socioeconomiche e con oltre 27 associazioni di volontariato privato e sociale.

Una quantità di dati importantissimi, che fanno il punto sullo stato delle aree urbane più dinamiche e in trasformazione, le città metropolitane, dove si concentrano 21 milioni di persone, e che, proprio per la loro complessità, sono contemporaneamente i luoghi dello sviluppo economico e dei conflitti sociali.

Ed è emerso che ci sono forti relazioni tra le trasformazioni delle città e i processi di marginalizzazione che portano al degrado e al disagio sociale, problemi che non sorgono nelle zone periferiche in sé, ma nelle zone che perdono la loro identità. Le periferie non sono dei luoghi lontani dal centro storico, ma luoghi presenti in diversi punti delle città di disorganizzazione sociale, dove gli immobili sono degradati, il tasso di povertà alto, ci sono reti informali fragili, uno scarso senso di appartenenza e conflitti culturali tra gruppi diversi.

 

Vaccini, superiamo le criticità

Per superare le criticità della normativa in materia di prevenzione vaccinale abbiamo approvato una mozione che impegna il Governo ad attivarsi per l’attuazione degli impegni presi a livello internazionale dando priorità a recuperare la flessione delle vaccinazioni contro la poliomielite nella prima infanzia e delle vaccinazioni contro morbillo e rosolia nell’infanzia, ma anche promuovendo campagne di recupero dei non vaccinati tra gli adolescenti ed i giovani adulti, e a sostenere la vaccinazione tra gli operatori dei settori scuola e sanità per interrompere la trasmissione di queste infezioni nel nostro Paese; ad implementare la campagna vaccinale antinfluenzale; a rafforzare il sistema vaccinale in autorevolezza, trasparenza, indipendenza, omogeneità, capacità di ascolto e flessibilità; a migliorare le modalità di informazione e comunicazione alla popolazione; a informare adeguatamente e ad aiutare le famiglie che devono vaccinare i figli; a rafforzare le misure utili a tutelare la salute dei soggetti deboli; ad adottare iniziative per rafforzare gli uffici addetti all’erogazione degli indennizzi; a promuovere progetti di vaccino-vigilanza; a valutare l’opportunità di adottare iniziative normative volte a prevedere la possibilità di rivalersi sulle case farmaceutiche produttrici per i danni da vaccinazione a esse imputabili in tutti i casi in cui siano riconosciuti indennizzi e risarcimenti.

 

Il 2018 è l’anno di Rossini

Alla Camera abbiamo approvato anche le Disposizioni per la celebrazione dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini. Il provvedimento dichiara il 2018 come “Anno Rossiniano” e finanzierà interventi, da realizzare negli anni 2018 e 2019, di promozione, diffusione, approfondimento e salvaguardia della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura di Gioachino Rossini per convegni e manifestazioni, pubblicazioni, ma anche il recupero edilizio e il restauro conservativo dei luoghi rossiniani, incluso il conservatorio, ubicati nella provincia di Pesaro e Urbino, anche con finalità di promozione turistica.

Queste attività saranno coordinate da un Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto dal Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, dal Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, dal presidente della Regione Marche, dal sindaco del comune di Pesaro e da quattro insigni esponenti della cultura e dell’arte musicali italiane ed europee, esperti della vita e delle opere di Rossini.

Per le iniziative celebrative dei 150 anni dalla morte di Rossini è attribuito al Comitato un contributo straordinario di 680mila euro per l’anno 2018 e di 20mila euro per l’anno 2019.

 

A Gorgonzola per il Pgt

Giovedì 30 novembre, alle 20.45, al Centro intergenerazionale di via Oberdan, a Gorgonzola, interverrò al convegno “Governo del territorio 2.0 – Presentazione della variante al Pgt”, assieme ad Angelo Stucchi, sindaco, Serena Righini, assessore all’Urbanistica, e alla collega Simona Malpezzi.

Qui la locandina

 

 

Paolo Cova

 

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E ora tutti in bici

Le Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica è il provvedimento che abbiamo approvato alla Camera, questa settimana, e che era atteso da tempo.

Gli obiettivi principali sono la sostenibilità, specialmente nelle aree urbane, e lo sviluppo di forme di mobilità alternative all’automobile, che è rivolta anche a incentivare il turismo in bicicletta che muove in Europa ogni anno oltre 10 milioni di persone.

Il testo prevede una programmazione nazionale stabile e una pianificazione pluriennale relativa alla realizzazione della rete ciclabile nazionale denominata Bicitalia; una programmazione regionale e locale che promuova una mobilità urbana sostenibile, mediante l’intermodalità con i mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale; l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la rete nazionale e gli interventi prioritari per assicurare le connessioni della rete con le altre modalità di trasporto; la realizzazione di aree destinate all’accoglienza delle biciclette nei parcheggi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli scali fluviali e lacustri, nei porti e negli aeroporti; la predisposizione dei mezzi pubblici per il trasporto delle biciclette e la realizzazione di velostazioni nei comuni sede di stazioni ferroviarie, di autostazioni o di stazioni metropolitane.

Tutelato chi denuncia

In inglese si definisce whistleblowing, ma in Italia sono le Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, provvedimento che abbiamo approvato nei giorni scorsi. L’obiettivo è proteggere da discriminazioni o ritorsioni i lavoratori che segnalano illeciti.

In sostanza, il pubblico dipendente che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, segnala condotte illecite o di abuso, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non deve subire misure ritorsive determinate dalle segnalazioni quali sanzioni, demansionamenti, licenziamento, trasferimenti, o essere sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi – diretti o indiretti – sulle condizioni di lavoro. Inoltre, la segnalazione da parte del dipendete può essere fatta al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza o all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), oppure si può sporgere denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile. L’adozione di misure ritorsive è comunicata dall’interessato o dai sindacati più rappresentativi all’Anac, che a sua vol ta ne dà comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica o agli altri organismi di garanzia o di disciplina per le determinazioni di competenza.

Le tutele sono estese espressamente anche ai dipendenti degli enti pubblici economici e ai dipendenti di enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, e si applica ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

È previsto il divieto di rivelare l’identità del segnalante e qualora si accertino misure ritorsive verso la persona, al responsabile si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro, fermi restando gli altri profili di responsabilità. Il lavoratore ha anche diritto a essere reintegrato nel posto di lavoro in caso di licenziamento a causa della sua segnalazione. Tuttavia, ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia. Infine, la tutela del lavoratore che segnala illeciti viene estesa anche al settore privato.

Nessun dubbio sugli stipendi

Un altro intervento, votato in settimana alla Camera, che tutela il lavoratore è la proposta di legge sulle Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori. Obiettivo: contrastare la pratica diffusa tra alcuni datori di lavoro di corrispondere ai lavoratori, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.

La norma disciplina la modalità di pagamento che deve essere per il tramite di istituto bancario o ufficio postale, con uno dei seguenti mezzi: bonifico in favore del conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore; pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro; emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di comprovato impedimento.

La retribuzione non può essere corrisposta dai datori di lavoro per mezzo di somme contanti di denaro direttamente al lavoratore.

Il provvedimento esclude l’applicazione della nuova disciplina alle pubbliche amministrazioni, ai rapporti di lavoro domestico e a quelli comunque rientranti nella sfera applicativa dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici. Le violazioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

Uranio: si continua

Sono intervenuto in Aula per sostenere le Modifiche alla deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, recante istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, detta più brevemente “sull’uranio impoverito”, ovvero la principale causa di morte. Ed è stata approvata la necessità di prorogare fino a fine legislatura i lavori della Commissione, di cui, come sapete, faccio parte.

Perché c’è bisogno di proseguire nell’indagine? Perché è risultato che i dati epidemiologici sono di difficile reperimento, la sicurezza sul lavoro va ancora verificata, i poligoni non sono ancora bonificati e risultano ad alto rischio. Un rischio che in questi anni si è ripercosso non solo sulla vita dei militari che li frequentavano per lavoro, ma anche sulla popolazione che ci vive accanto. Questa Commissione ha proseguito l’opera delle tre che avevano fatto lo stesso percorso nelle legislature precedenti, svolgendo un ottimo lavoro per cercare di determinare le cause delle morti di militari a causa dell’uranio impoverito, ma non avevano concluso l’iter e a noi è spettato proprio proseguire in questa indagine. La nostra intenzione è stata di capire se c’era il rispetto delle norme sul lavoro per tutelare la salute, per impedire che in futuro altri militari o civili possano incorrere in questi rischi, solo per il fatto di lavorare in situazioni non vigilate da responsabili della sicurezza.

L’indagine ha messo finora in luce i limiti dei controlli sanitari nell’ambito dell’esercito, ma anche le difficoltà dei militari a reperire i loro dati, il loro percorso sanitario.

La Commissione ha già presentato due relazioni intermedie nel 2016 e nel 2017. Abbiamo, inoltre, effettuato dei sopralluoghi per verificare lo stato ambientale e del personale nei poligoni militari. Capitoli aperti rimangono la verifica dei dati passati sul sistema di vaccinazione, la presenza di amianto e l’analisi dei rischi correlati, la prevenzione, la sicurezza, le norme ancora più stringenti per andare a risolvere la gestione domestica in ambito militare, il tema delle bonifiche, appunto.

Pil per redistribuire le ricchezze

La crescita del Pil nel terzo trimestre del 2017 accelera rispetto al trimestre precedente, passando da +0,3% a +0,5%. E il dato tendenziale, pari al +1,8%, risulta il più alto dal secondo trimestre del 2011, quindi da oltre sei anni. Un successo che interpreto senz’altro come positivo. Ma ora, secondo me, è necessario proseguire sulla strada della riduzione delle disuguaglianze.

Perché sono convinto che un aumento del Pil deve servire a redistribuire le ricchezze e la prossima Legge di stabilità va proprio in quest’ottica.

Prossimi appuntamenti

Vi segnalo la mia partecipazione lunedì 20 novembre 2017 alle ore 20.45 presso il Circolo Ghilardotti a Milano, Via Pergolesi, 15.

Qui la locandina

Inoltre, venerdì 24 novembre 2017 sarò presente all’iniziativa dell’Anpi Ortica sul tema della violenza alle donne a cui seguirà la Cena sociale, per maggiori informazioni clicca sulla locandina.

Paolo Cova

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Preziosa come la legge europea

Via libera, questa settimana, alla Camera alle Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017, che riguarda ambiti rilevanti come la libera circolazione delle merci, i settori giustizia, sicurezza, fiscalità, lavoro, energia e tutela della salute e dell’ambiente.

È una norma che contiene interventi preziosi come il Fondo per l’indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti, le restituzioni dell’Iva non dovuta, la tutela delle acque e il monitoraggio delle sostanze chimiche, l’ampliamento dei poteri dell’Agcom nel contrasto alla pirateria sulla rete, le modifiche agli oneri relativi alle imprese energivore per energia elettrica e gas. Un aspetto quest’ultimo che coinvolge un complesso di circa 3mila aziende e un milione di lavoratori diretti e indiretti, che ha nell’energia un fattore cruciale di competitività.

Inoltre, la legge europea contiene norme volte a prevenire l’apertura, o a consentire la chiusura, di procedure di infrazione. A partire dal 2013, le Camere hanno approvato quattro leggi europee, garantendo un’attività parlamentare costante che ha consentito all’Italia di imprimere una decisa accelerazione nel percorso di riduzione dei casi pendenti. Siamo passati dalle 213 procedure di contenzioso del 2007 alle 64 attuali, destinate a scendere ancora con l’approvazione di questa Legge europea 2017.

 

Un contributo ai veterinari

Nell’ambito della discussione sulla Legge europea 2017, è stato approvato anche il mio ordine del giorno sulla ricetta veterinaria elettronica. Con questa approvazione il Governo si impegna a valutare l’opportunità di dare un contributo ai veterinari liberi professionisti che ricorreranno alla ricetta elettronica per adeguarsi alla digitalizzazione: per la categoria un vero successo. Il contributo una tantum era stato dato anche ai medici del Servizio sanitario nazionale nel momento in cui si è passati alla ricetta elettronica.

Dietro questa decisione c’è la sicurezza alimentare per i consumatori. Infatti, la tracciabilità del farmaco veterinario è un passo importante per rendere sempre più sicuri i nostri alimenti e per contrastare l’antibiotico resistenza.

E per quanto riguarda le risorse, i dati Inps indicano che solo nei prossimi 2 anni avremo il pensionamento di circa 228 veterinari pubblici dipendenti con un risparmio di circa 22.800.000 euro da parte del Ministero della Salute, mentre nei prossimi 10 anni vi saranno circa 1047 pensionamenti con un risparmio di circa 105 milioni di euro. Ecco perché i fondi per il contributo potranno essere attinti da una parte dei risparmi per il pensionamento dei veterinari pubblici.

 

Spettacolo

Altra importante approvazione, nei giorni scorsi, alla Camera, è stato il disegno di legge sulle Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia, ovvero una risposta a un settore che attende una riforma organica da più di trent’anni.

Gli elementi più importanti della riforma sono la piena attuazione della Costituzione della Repubblica, dei trattati dell’Ue e delle convenzioni dell’Unesco al fine di promuovere e sostenere lo spettacolo, nella pluralità delle sue diverse espressioni, quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale, strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell’arte italiane in Europa e nel mondo; il riconoscimento dell’utilità sociale dello spettacolo ai sensi della legge sul terzo settore, perciò anche per le associazioni, le imprese e gli altri enti dello spettacolo sarà possibile usufruire degli incentivi e delle agevolazioni previste; l’ampliamento del settore dello spettacolo alla musica contemporanea popolare, alla danza e l’introduzione dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche nel Fondo unico dello spettacolo (Fus), in quanto parte integrante del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese.

Viene prevista, dunque, anche la delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi riferiti alle fondazioni lirico sinfoniche attraverso la revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale, alle attività di danza per dare impulso alla ricostruzione del repertorio coreutico, alle attività circensi, con la graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nei circhi, alla promozione di programmi di educazione, cui si dovrà destinare il 3% della dotazione del Fus, a scuole di ogni ordine e grado per la “formazione” allo spettacolo.

Verrà, inoltre, istituito il Consiglio superiore dello spettacolo, sarà previsto un aumento progressivo delle risorse destinate alla dotazione del Fus, un’estensione dell’Art Bonus all’intero settore dello spettacolo, il credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura, un maggiore sostegno delle opere prime, seconde e terze. Saranno infine stanziate specifiche risorse, pari a 4 milioni di euro, a favore di attività culturali nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio Marche e Umbria interessate dagli eventi sismici del 2016.

 

Basta violenza sulle donne

Quello che sta avvenendo ormai da troppi anni – e prima in maniera tragicamente sotterranea – nei rapporti tra uomo e donna non è più tollerabile. La violenza maschile contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali e non si può certo relegare alla sfera privata o familiare, anche se nella maggioranza dei casi è lì che avviene, poiché investe al contrario direttamente la responsabilità pubblica.

Ecco perché abbiamo voluto approvare una lunga mozione di cui vi riporto i passi salienti. Un atto che impegna il Governo ad adottare tutte le misure necessarie al fine di mettere in rete e rendere efficiente il complesso sistema di strumenti e di tutele che sono già stati predisposti dal legislatore, al fine di renderli effettivamente conosciuti e soprattutto accessibili a tutte le donne, con la finalità di far emergere, per mezzo della denuncia, le violenze subite, anche attraverso la eventuale predisposizione di protocolli o linee guida che rendano omogenea su tutto il territorio nazionale l’azione preventiva, repressiva e di sostegno della vittima da parte di tutti gli attori istituzionali coinvolti.

E poiché la protezione delle vittime passa necessariamente per un efficace e tempestivo intervento, si impegna il Governo anche a promuovere un facile accesso alle informazioni sui propri diritti, un adeguato sostegno psicologico e una tutela pregnante della riservatezza e della dignità della persona, e, nel contempo, la creazione e l’efficientamento di strutture e servizi specializzati di sostegno, quali i centri antiviolenza e i presidi di prossimità.

Come si intende rafforzare la prevenzione? Attraverso l’educazione, la predisposizione di un piano prioritario di formazione del personale scolastico e in particolare dei docenti, la pari opportunità nei libri di testo, l’eliminazione delle discriminazioni linguistiche negli atti normativi e amministrativi, la revisione linguistica della legislazione relativa alla violenza di genere, la formazione specifica adeguata ed aggiornata del personale chiamato ad interagire con la vittima, di polizia e carabinieri, magistrati e personale della giustizia e sanitario. E in definitiva, con l’approvazione del piano d’azione contro la violenza sessuale e di genere.

 

Digitalizzazione: si continua

Alla Camera, abbiamo deciso anche di approvare la Proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Questo perché l’aspetto più evidente emerso durante i dodici mesi di inchiesta della Commissione è il fatto che le pubbliche amministrazioni approcciano al tema del digitale in modo episodico e non organico. Per questo riteniamo che la proroga della Commissione, fino a fine legislatura, serva a monitorare l’avanzamento dei progetti, ad aprire nuove prospettive su indagini strategiche, qual è il fascicolo sanitario, analizzare e valutare con maggiore chiarezza la quantità e la quantità della spesa Ict.

Perciò, nonostante il copioso e assiduo lavoro di indagine svolto in questi mesi, le attività ancora da svolgere per raggiungere gli obiettivi alla base della costituzione della Commissione risultano ancora estremamente impegnative e complesse. Ad esempio, si vuole procedere al monitoraggio della realizzazione dell’Anpr, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, ritenuta cruciale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, oltre che continuare l’indagine sul Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale, per identificare chiaramente le responsabilità dei malfunzionamenti.

Sono emerse, inoltre, nel corso dell’inchiesta ulteriori prospettive di indagine, in alcuni casi riguardanti progetti strategici per il sistema Italia che subiscono ingiustificati e gravi ritardi nella realizzazione, come ad esempio, appunto, l’importantissimo fascicolo sanitario elettronico.

 

Dalla Sicilia all’Italia

Venerdì 17 novembre, alle 21, nei locali dell’ex biblioteca, a Vimodrone, il Circolo Pd ha organizzato un incontro, al quale interverrò, intitolato “Confronto: dalla Sicilia all’Italia 2018 – Analisi del voto, legge elettorale, alleanze, social fake news”.

Clicca qui per la locandina.

 

Assieme a me ci saranno il senatore Franco Mirabelli, Pietro Bussolati, segretario metropolitano, Dario Veneroni, sindaco di Vimodrone, Vania Gardinazzi, segretaria Pd di Vimodrone. Moderano Alessandro Iobbi e Pierluigi Cantaro.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Chiarezza per l’Istituto zooprofilattico

 

Ho presentato un’interrogazione a risposta in commissione al Ministro della Salute, a proposito dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) dell’Abruzzo e del Molise. Un organismo che riveste un ruolo importante nel sistema di controllo, ricerca e studi per il sistema di medicina veterinaria, della salute pubblica, della sanità animale, dell’igiene degli alimenti e dell’igiene zootecnica. Infatti, è sede di centri di referenza nazionale per lo studio e l’accertamento delle malattie esotiche degli animali, per l’epidemiologia veterinaria, la programmazione, l’informazione e l’analisi del rischio, la brucellosi, le sequenze genomiche di microrganismi patogeni, l’igiene urbana e le emergenze non epidemiche. È anche centro servizi nazionale per le anagrafi degli animali.

Ma notizie di stampa riportano che la nomina del direttore generale dell’Izs è attualmente oggetto di indagine in quanto il candidato risulterebbe non avere i requisiti necessari richiesti, come indicato anche dalla lettera dello stesso Ministero. La direzione generale ministeriale, infatti, valutato il curriculum del candidato, il dottor Mattioli, ha rilevato che non è in possesso della “comprovata esperienza nel campo della sanità pubblica veterinaria”.

In aggiunta, l’Istituto si trova al centro di una controversia da parte di 34 lavoratori, veterinari, chimici e biologi, per assunzioni fatte circa 10 anni fa in modo “contra legem” secondo il parere dei revisori dei conti.

Chiedo, dunque, al Ministro quali iniziative urgenti intenda assumere, per quanto di competenza, per garantire la costante efficienza dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo e la garanzia di una governance nella sua pienezza di intervento.

 

 

 

Un sabato sul territorio

 

Sabato 11 novembre, alle 9.45, parteciperò alla cerimonia di inaugurazione dell’Antica fiera agricola di San Martino a Inveruno, che si tiene in sala Francesco Virga, alla biblioteca. Poi, visiterò padiglioni, mostre ed esposizioni del meglio della nostra agricoltura.

Qui il link a tutta la manifestazione

Dalle 15 alle 17.30 in via Sant’Ambrogio 11 a Vignate, interverrò, invece, alla Giornata del tesseramento del Circolo Pd “Franca Rovelli”. In programma, oltre al tesseramento, c’è anche una chiacchierata sul bilancio delle attività politiche svolte dal Pd a Vignate e una panoramica sulla politica nazionale.

Qui la locandina

Infine, dalle 19, nella sede del Circolo “Alfiero Colombo” del Pd di Trezzo e Concesa, in piazza Crivelli, a Trezzo sull’Adda, si terrà una cena a base di “Cassoela democratica”. Sarò tra gli ospiti non solo per gustare l’ottimo piatto nostrano, ma anche per illustrare la nuova legge elettorale. Ci saranno, inoltre, l’avvocatessa Paola Ponte e la consigliera comunale di Milano Simonetta D’Amico.

Qui la locandina

 

 

 

Paolo Cova