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“Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

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On. Cova: “Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

 

“La sentenza in primo grado del tribunale di Bolzano mette ancora una volta in luce come sia assolutamente necessaria una agenzia antidoping terza rispetto al Coni e alle federazioni, come prevede esplicitamente il codice antidoping della Wada”, lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, noto per la sua battaglia contro il doping nello sport a tutti i livelli, condotta dentro l’Aula della Camera negli ultimi 5 anni di legislatura. E Cova interviene a proposito della condanna inflitta dal tribunale di Bolzano ai medici della Federazione italiana di atletica leggera accusati di favoreggiamento nell’ambito del caso Schwazer.

 

“Certo si tratta, appunto, di un primo grado e la storia giudiziaria di queste persone deve essere ancora scritta completamente, ma di sicuro ci dice già che separare chi deve controllare da chi è controllato è fondamentale, come vado ripetendo ormai da molto tempo – conclude Cova –. Ancora una volta, mentre lo sport assolve, la magistratura condanna. Ma lo sport che giudica se stesso non può funzionare, anche e soprattutto se si considerano i grandi interessi economici in ballo”.

 

Roma, 25 gennaio 2018

On. Cova: “Il Ministro intervenga e faccia eseguire le analisi al Ris sulle urine di Schwazer”

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Un sollecito a ottenere una risposta alla sua interrogazione sul caso Schwazer: è quello che ha fatto, intervenendo alla Camera, l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che da sempre segue il caso del marciatore altoatesino.

“Intervengo per sollecitare la risposta alla mia interrogazione del febbraio scorso che riguarda il procedimento penale che si sta svolgendo a Bolzano sul caso di doping di Alex Schwazer – ha detto Cova –. Voglio ricordare che il giudice aveva disposto l’analisi del Dna delle urine dell’atleta entro il 31 gennaio 2017. A oggi, però, c’è ancora un’opposizione da parte della Iaaf (l’International association of athletics federations) a concedere queste urine per le analisi che dovrebbero essere eseguite dal Ris di Parma”.

Cova aveva già sollecitato il Ministro a intervenire per poter far eseguire le analisi, “ma non si è mosso nulla – ha detto in Aula –. Credo che sia un caso grave ed è da affrontare soprattutto per fare chiarezza sul sistema dell’antidoping, sia a livello nazionale che internazionale, visto anche il caso di doping rilevato in Italia su un ciclista appena quattordicenne proprio questa settimana”.

Roma, 30 giugno 2017
Se vuoi vedere il video del mio intervento clicca su https://www.youtube.com/watch?v=iTDzhljO3-Q

On. Cova: “La denuncia fatta da Donati non è archiviata: il Ministro Lotti intervenga in modo deciso contro il doping”

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“L’archiviazione del procedimento della Procura Federale del Coni contro il prof. Sandro Donati non significa che è stata messa per sempre una pietra sopra a quello che l’allenatore ha segnalato sul fenomeno del doping anche nei gruppi sportivi militari durante le audizioni nelle Commissioni congiunte Istruzione e Affari sociali della Camera. Spero, cioè, che non si pensi che ora tutto possa tornare come prima e si possa fare finta che i nostri gruppi sportivi militari siano esenti dal fenomeno del doping”: è questo il senso dell’interrogazione appena presentata dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, rivolta al Ministro dello Sport Luca Lotti, al quale chiede di guardare cosa accade proprio in quei gruppi sportivi, in particolare quelli militari, di cui ha parlato Donati. Cova, senza usare mezzi termini, chiede al Ministro di intervenire per sanare le situazioni di doping. E nell’interrogazione riassume la situazione che si è creata.
 
“Le Commissioni Cultura, scienza e istruzione e quella Affari sociali della Camera stanno esaminando l​a risoluzione sull’istituzione di un’Agenzia nazionale antidoping – ricorda Cova –. Nel corso della discussione è intervenuto tra gli altri il dott. Gualtiero Ricciardi, direttore dell’Istituto superiore di sanità, il quale ha affermato che il doping in Italia è ormai un problema di salute pubblica. Inoltre, ha sostenuto che non vi sono argini alla diffusione delle sostanze dopanti nello sport a livello sia giovanile e dilettantistico, sia professionistico. Persino i genitori degli adolescenti impegnati nello sport spingono i figli ad accrescere le proprie potenzialità facendo ricorso a queste sostanze, tanto che il doping costituisce la prima causa di morte infantile e giovanile”.
 
Rivelazioni agghiaccianti, per Cova, che, appunto, hanno trovato conferma anche nell’audizione di Donati, il quale non solo ha confermato quanto esposto da Ricciardi, ma ha chiamato in causa precise responsabilità degli enti nazionali preposti. Cova stesso, del resto, aveva presentato due interpellanze urgenti sul tema, nel corso del 2015, e, nonostante gli impegni assunti dal Governo, “risulta che il fenomeno in Italia non stia arretrando e l’esposto presentato dal Coordinamento dei gruppi sportivi militari e di Stato nei confronti di Donati per il contenuto dell’audizione resa innanzi alle Commissioni riunite della Camera, e l’annessa richiesta alla Procura della Federazione italiana di atletica leggera di deferimento al Tribunale federale, sono un’evidente ammissione di incapacità di cogliere la gravità del problema. Invece di preoccuparsi di combattere il doping anche tra i proprio atleti hanno pensato di combattere chi lotta da sempre contro il doping”.
 
Roma, 11 gennaio 2017

News dal Parlamento

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Maternità surrogata, prima i bambini

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato una mozione su un tema delicato, ovvero le iniziative, in ambito nazionale e sovranazionale, per il contrasto di tutte le forme di surrogazione di maternità. Vi ricordo che con questa terminologia, altrimenti detta “gestazione per altri” o GPA, come la definisce la Corte europea dei diritti umani, si intende una pratica fondata sulla disponibilità di una donna a portare a termine la gravidanza per realizzare un progetto di genitorialità altrui. La pratica è vietata in Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Austria, Francia, Spagna, Portogallo e consentita, se gratuita e con un articolato livello di restrizioni, in Canada, Inghilterra, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Australia e alcuni Stati Usa e dell’est Europa come Armenia, Georgia, Ungheria, Bielorussia, Ucraina e Russia, ammessa in Asia India, Nepal, Thailandia, Hong Kong e in Sudafrica. In Grecia &egr ave; consentita in forma gratuita e previa autorizzazione di un tribunale.

Relazioni recenti hanno mostrato un incremento diffuso di questa pratica, documentando il flusso della domanda verso i Paesi che ne consentono l’attuazione a condizioni economiche e giuridiche più vantaggiose. Ricerche che hanno evidenziato anche l’inserimento della maternità surrogata in un sistema di produzione gestito da agenzie di intermediazione, in cui il processo della gestazione e il neonato sono oggetto di sfruttamento.

Per quanto riguarda l’Italia, il Comitato nazionale di bioetica, il 18 marzo 2016, ha approvato una mozione sulla maternità surrogata a titolo oneroso, in cui si afferma che la commercializzazione e lo sfruttamento del corpo della donna nelle sue capacità riproduttive sotto qualsiasi forma di pagamento sia in contrasto con i principi bioetici fondamentali e ha rimandato ad una successiva trattazione l’argomento della surrogazione di maternità senza corrispettivo economico.

Inoltre, la Corte costituzionale definisce la scelta di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli come espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi, libertà riconducibile agli articoli 2, 3 e 31 della Costituzione: conseguentemente le limitazioni di questa libertà sono ragionevolmente giustificate dalla impossibilità di tutelare altrimenti interessi di pari rango. La riforma della normativa sulle adozioni appare, dunque, sempre più urgente e necessaria al fine di superare i meccanismi farraginosi che la rendono spesso poco accessibile.

La mozione impegna, perciò, il Governo, a fronte del divieto della maternità surrogata, ad avviare un confronto sulla base della risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell’Unione europea in materia. Inoltre, ad attivarsi nelle forme e nelle sedi opportune, per il pieno rispetto, da parte dei Paesi che ne sono firmatari, delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino e a promuovere a livello nazionale e internazionale, iniziative che conducano al riconoscimento del diritto dei bambini alla identità personale e alla loro tutela, indipendentemente dalla modalità con cui sono venuti al mondo. Infine, ad attivarsi per completare il recepimento della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

 

Schwazer un campione. Ma quella maglia…

Alex Schwazer è un campione. Su questo non c’era e non c’è dubbio. Alla Coppa del mondo di marcia di Roma non ha praticamente mai abbandonato la testa della corsa. Un atleta forte, dunque, che ha sbagliato e, nella capitale, è rientrato per la prima volta in gara dopo la squalifica per doping, dimostrando che è il migliore anche senza “aiuti”.

Quindi, il progetto di recuperare l’altoatesino allo sport pulito si è rivelato ottimo. Ogni iniziativa volta a reinserire le persone che hanno sbagliato, nella vita ​come​ nello spor​t​, troverà sempre il mio appoggio.

Ma c’è un “ma”: da sportivo mi lascia l’amaro in bocca​ il fatto che Schwazer sia stato convocato in Nazionale e abbia vestito la maglia azzurra.

Avevo già detto in settimana che nessun regolamento o norma impedisce a un atleta che ha subito una squalifica di ricominciare a gareggiare anche con la maglia azzurra, una volta terminato lo stop. È anche giusto affermare che Alex Schwazer è uno dei pochissimi che ha ammesso l’uso del doping senza nascondersi dietro a improbabili giustificazioni​ e ha intrapreso un percorso di pulizia, cosa che tantissimi altri non hanno mai fatto. Di questo va dato atto. Mentre in altri casi mi sono espresso in modo netto contro il rientro in nazionale di campioni dopati, in questo caso proprio il fatto che ha ammesso la propria colpa e la netta volontà di fare un nuovo corso pulito da farmaci rende giustificato il suo rientro in nazionale.

Non posso che ripetere un ennesimo invito alla grande opera di prevenzione che serve per ripulire lo sport italiano dalla piaga del doping ed evitare il ripetersi di simili situazioni. Bisogna essere più severi con ​​la certezza di controlli antidoping fatti bene​, piuttosto che nella fase successiva.

Paolo Cova

On. Cova: “Recuperare allo sport chi ha sbagliato con il doping è giusto. Ma facendogli indossare la maglia azzurra​?​”

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CAMERA DEI DEPUTATI

 

On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

 

COMUNICATO STAMPA

 

On. Cova: “Recuperare allo sport chi ha sbagliato con il doping è giusto. Ma facendogli indossare la maglia azzurra​?​”

La partecipazione alla Coppa del mondo di marcia, che si tiene a Roma domenica 8 maggio 2016, dell’atleta altoatesino Alex Schwazer, che rientra per la prima volta in gara dopo la squalifica per doping, sta sollevando polemiche e perplessità. I risultati che il marciatore potrebbe ottenere, infatti, saranno validi per una sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio.

“Il progetto di recuperare Schwazer allo sport ‘pulito’ è ottimo. Ogni iniziativa volta a reinserire le persone che hanno sbagliato nella vita ​come​ nello spor​t​, troverà sempre il mio appoggio. ​Ma da sportivo mi lascia l’amaro in bocca​ il fatto che sia convocato in Nazionale”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, in prima linea nella lotta al doping.

“Chiaramente, nessun regolamento o norma impedisce a un atleta che ha subito una squalifica di ricominciare a gareggiare anche con la maglia azzurra, una volta terminato lo stop – aggiunge Cova –.  Per sgomberare il campo da ogni polemica, è anche giusto affermare che Alex Schwazer è uno dei pochissimi atleti che ha ammesso l’uso del doping senza nascondersi dietro a improbabili giustificazioni​ e ha intrapreso un percorso di pulizia, cosa che tantissimi altri non hanno mai fatto. Di questo va dato atto”.

Tuttavia, il parlamentare Pd si sente di fare un ennesimo invito “alla grande opera di prevenzione che serve per ripulire lo sport italiano dalla piaga del doping ed evitare il ripetersi di simili situazioni. Bisogna essere più severi con ​​la certezza di controlli antidoping fatti bene​, piuttosto che nella fase successiva”.

Roma, 5 maggio 2016

 

Sabato 30 gennaio, a Sesto San Giovanni, per parlare di doping

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“Più veloce del doping – Istruzione, informazione e prevenzione prima di tutto ” è il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato 30 gennaio 2016, dalle 9.30 alle 12.30, a Villa Visconti d’Aragona, a Sesto San Giovanni.

 

Organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto, con il patrocinio del Comune, che porterà i suoi saluti con Andrea Rivolta, vicesindaco e assessore allo Sport, vedrà la partecipazione dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, gli interventi di Roberta Perego, assessore comunale alle Politiche educative e sociali, di Stefano Mei, oro ai Mondiali di atletica del 1985, e del medico Alessandro Da Ponte.

 

“Sarà l’occasione per fare il punto su un problema sociale che mi sta a cuore e seguo da vicino e che rischia di diventare una vera e propria piaga dello sport italiano – spiega Cova –. La prevenzione, a partire dai più giovani, è l’unica soluzione valida in un mondo che ormai punta solo al risultato e non considera le conseguenze”.

 

Roma, 26 gennaio 2016

News dal Parlamento

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Il territorio prima di tutto

Tra i primi provvedimenti che abbiamo approvato questa settimana, il decreto legge con le disposizioni urgenti per interventi sul territorio. In materia di bonifiche ambientali questo decreto stanzia 50 milioni di euro per la rigenerazione del comprensorio di Bagnoli-Coroglio e 150 milioni per lo smaltimento delle cosiddette eco balle. Sono inoltre stanziati 10,3 milioni di euro per il ritorno alla normale amministratore del Comune di Reggio Calabria, già commissariato per infiltrazioni mafiose. Il fondo per le emergenze nazionali è incrementato di 50 milioni. Per la riqualificazione dell’area Expo sono disposti 130 milioni, di cui 80 milioni destinati all’Istituto di tecnologia per progettare la riconversione dell’area. Per interventi legati al Giubileo della Misericordia sono stanziati 206 milioni di euro, di cui 47 milioni destinati alla Regione Lazio per il potenziamento del sistema dei trasporti e dell’assistenza sanitaria. Si potenzia inoltre, durante il Giubileo, la presenza delle forze armate nella città di Roma. Il decreto dispone 30 milioni di euro per la continuità territoriale nella Regione Sardegna, 10 milioni per la promozione del Made in Italy, 50 milioni per interventi sulle linee metropolitane a opera dei Comuni, 100 milioni per la costruzione di impianti sportivi nelle periferie.

Importantissimo è l’incremento di 400 milioni del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, mentre 25 milioni di euro sono disposti per l’edilizia residenziale pubblica e 100 milioni per il potenziamento del servizio civile nazionale. La copertura del complesso di questi provvedimenti è disposta con risorse derivanti dalla spending review, con la riutilizzazione dei risparmi di spesa.  

 

Più sport in periferia

Grazie a un mio ordine del giorno, approvato proprio nelle more del voto al decreto legge sulle misure urgenti per interventi sul territorio, il Governo italiano si è impegnato a valutare l’opportunità di sostenere i progetti e gli interventi svolti dagli Enti di promozione sportiva nelle periferie e nelle località svantaggiate per la gestione degli impianti sportivi spesso in condizioni degradate. E a considerare la possibilità di impiegare parte del fondo destinato al Coni, 450 milioni di euro, per sostenere questi enti e consentire di svolgere iniziative nei territori svantaggiati e nelle periferie cittadine.

Una decisione rivoluzionaria quella presa alla Camera, che darà finalmente il peso che meritano alle attività sportive, agli enti che le promuovono, alle strutture che le ospitano nelle nostre periferie. Perché sport vuol dire salute e un’opportunità per molti giovani.

L’attività sportiva di base svolge una funzione fondamentale per la prevenzione di malattie e migliora lo stile di vita delle persone, in particolare sotto l’aspetto sanitario. Lo sport serve anche a una maggiore integrazione e relazione tra le persone nel proprio territorio. Alcune realtà periferiche e svantaggiate vivono la dimensione dello sport come ambito per il recupero sociale di ragazzi e giovani.

Non solo: lo sport di base è il primo passo per promuovere e far crescere atleti che svolgeranno attività agonistica. In questi anni si sta evidenziando come la mancanza di un vero lavoro sui giovani e di investimento sullo sport di base abbia impoverito anche il settore agonistico, con risultati largamente insufficienti nelle discipline olimpiche e non.

In tutto questo gli Enti di promozione sportiva sono parte integrante del processo per uno sviluppo dello sport e di un sistema di vivaio anche per futuri atleti agonisti che vanno sostenuti realmente.

 

Corruzione: libertà di denuncia

Alla Camera abbiamo dato l’ok anche a una proposta di legge che vuole tutelare gli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. In inglese si chiama whistleblowing e significa proprio la tutela di chi denuncia violazioni di legge o corruzione da parte del proprio datore di lavoro nel pubblico e nel privato, appunto.

Il provvedimento prevede che il pubblico dipendente che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, denuncia all’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) o alla magistratura ordinaria o contabile condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in base al proprio rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura di discriminazione riconducibile alla sua segnalazione. Eventuali misure di discriminazione contro il whistleblower saranno sanzionate dall’Anac con multe da 5 a 30mila euro.

La segnalazione dell’illecito deve essere fatta in buona fede: il pubblico dipendente che segnali un fatto illecito deve avere una ragionevole convinzione fondata su elementi di fatto, che la condotta illecita segnalata si sia verificata. L’identità del whistleblower, inoltre, non potrà essere rivelata, e a questo scopo si potrà ricorrere anche a strumenti di crittografia.

  

Se l’omicidio è stradale

E’ la seconda volta da inizio legislatura che una legge deve fare il quarto passaggio al Senato a causa di un emendamento di minoranza, ma mi ha rattristato vedere gli applausi e il gridare di gioia della minoranza quando è stato approvato questo emendamento che ritardava l’approvazione finale della legge. Mi ha rattristato perché nelle tribune ad assistere c’erano diversi genitori che avevano perso i propri figli in incidenti stradali causati da persone ubriache o sotto gli effetti di droghe. Un ulteriori schiaffo a queste persone che aspettano da anni!

La legge introduce due nuovi reati colposi: l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali. Tre i livelli di pena per l’omicidio stradale, corrispondenti alla gravità della condotta del conducente: da 8 a 12 anni di carcere se l’omicidio è commesso in stato di ubriachezza grave (con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro) o sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope; da 5 a 10 anni di carcere se l’omicidio è commesso in uno stato di ubriachezza (con un tasso tra 0,8 e a 1,5 grammi per litro) e in presenza di violazioni stradali come eccesso di velocità, guida contromano, il mancato rispetto del semaforo, sorpassi e inversioni a rischio; da 2 a 7 anni se l’omicidio è commesso in violazione del codice della strada.

Sono tre anche i livelli di pena per le lesioni personali. Nel caso in cui il conducente sia ubriaco o drogato le pene vanno da 3 a 5 anni di carcere per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Nel caso in cui il conducente abbia nel sangue un tasso tra 0,8 e a 1,5 grammi di alcool per litro o l’incidente sia causato da manovre pericolose scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. Nel caso di violazione del codice della strada senza alterazioni psicofisiche resta la pena prevista attualmente.

Contemplate anche le aggravanti, se il conducente fugge dopo l’incidente, ad esempio, la revoca della patente in caso di condanna o patteggiamento per omicidio o lesioni stradali, il raddoppio della prescrizione.

 

Lo Stato della Giustizia

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando è intervenuto alla Camera per relazionare sullo stato della Giustizia in Italia nel 2015. Come prima cosa ha rivendicato al Governo in carica il merito di avere superato una lunga fase di scontro sulla giustizia e di avere inaugurato un confronto pacato con gli operatori e con le diverse forze politiche e sociali, per recuperare efficienza. Inoltre, il Governo ha fronteggiato la minaccia terroristica introducendo nuove figure di reato, potenziando gli strumenti per la sicurezza, rafforzando la cooperazione bilaterale con diversi Paesi.

Orlando ha ricordato poi i risparmi di spesa conseguenti alla riorganizzazione del Ministero, la gestione diretta dei fondi europei e la disponibilità di un miliardo di risorse aggiuntive da destinare ai processi di digitalizzazione e riorganizzazione dei servizi, l’istituzione dell’ufficio del processo, l’assunzione di 4mila unità di personale nel prossimo biennio, il nuovo bando di concorso per 350 magistrati. Il Ministro ha, inoltre, evidenziato che il processo civile telematico ha consentito una riduzione strutturale dell’arretrato: nel 2016 le pendenze, che ammontavano a 6 milioni nel 2009, scenderanno a 4 milioni. Inoltre, all’esame della Camera vi è una riforma del codice di procedura civile per la semplificazione, il potenziamento del tribunale delle imprese, l’istituzione del tribunale delle famiglie. Tra le priorità vi è anche una riforma del diritto fallimentare volta a prevenire le crisi aziendali. Quanto alle novità sul versante penale, il Ministro ha richiamato il provvedimento di degiurisdizionalizzazione, il rafforzamento della lotta alla corruzione, il ddl sul voto di scambio politico mafioso, l’impegno profuso per una sistemazione organica degli ecoreati, i ddl sul caporalato e per l’introduzione del reato di tortura e la tutela delle vittime del reato.

Quanto all’esecuzione della pena, l’Italia rispetta il rapporto tra capienza delle carceri e presenza dei detenuti, ha detto Orlando, ma il problema principale è l’alto tasso di recidiva, per il mancato funzionamento della finalità rieducativa della pena. Il Ministro ha ricordato, infine, l’istituzione del garante dei detenuti e il dimezzamento dei bambini detenuti in carcere con le madri.

 

E ora si parla di doping

Sempre a proposito di sport, voglio ricordare l’appuntamento dal titolo “Più veloce del doping – Istruzione, informazione e prevenzione prima di tutto”, che si terrà sabato 30 gennaio 2015, dalle 9.45 alle 13, a Villa Visconti d’Aragona, a Sesto San Giovanni, organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto, con il patrocinio del Comune. Oltre a me, ci saranno Roberta Perego, assessore comunale alle Politiche educative e sociali, Stefano Mei, oro e argento ai Mondiali di atletica del 1985, e il medico Alessandro Da Ponte.

 

Qui la locandina

 

Corriamo per Milano

 

Domenica 31 gennaio 2016 alle ore 11.00 corro con Beppe Sala e Linus partendo dall’Arco della Pace a Milano. Vi aspetto per un selfie insieme prima e dopo corsa…

Se vuoi leggere il volantino clicca qui.

Paolo Cova

 

 

 

 

Doping al Mugello

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Sabato 23 gennaio 2016, alle 15.00,  all’Autodromo internazionale del Mugello partecipo ad un dibattito su sport e doping.

 Per maggiori informazioni :SporteDoping-defcorr._1

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News dal Parlamento

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Tutte le novità della riforma

Alla Camera, l’approvazione più importante della settimana riguarda la riforma che modifica diversi articoli della seconda parte della Costituzione e che tornerà in Parlamento per l’ultima lettura per essere poi sottoposta al referendum popolare. Come sapete, ora è stato completato il primo dei due passaggi parlamentari previsti per le modifiche costituzionali. Riassumo le principali novità.

Fine del bicameralismo paritario: una sola Camera, quella dei deputati, darà la fiducia al Governo e, salvo alcune materie, svolgerà la funzione legislativa esclusiva. Il Senato sarà più snello e avrà competenze solo su leggi costituzionali, sugli enti locali e trattati internazionali. Il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori, di cui 95 eletti e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Tra i 95 senatori eletti 74 saranno votati da parte dei consiglieri regionali e provinciali tra i consiglieri stessi, mentre 21 saranno votati, sempre dai consiglieri regionali e provinciali, tra i sindaci. I 100 senatori non avranno indennità.

E poi, l’iter legislativo sarà semplificato, per cui l’approvazione di una legge avrà tempi certi e ridotti; vi sarà un nuovo rapporto tra Stato e Regioni, soprattutto per quanto riguarda le rispettive competenze legislative; sono aboliti Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, e Province; vengono modificati i quorum di validità del voto per i referendum abrogativi; i regolamenti parlamentari dovranno garantire forme e tempi certi sia della discussione che della deliberazione sulle proposte di legge di iniziativa popolare, che dovranno essere presentate da 150.000 elettori; viene modificato anche il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica; viene inserito nell’articolo 97 della Costituzione l’obbligo di assicurare il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione; per quanto riguarda la Corte costituzionale, viene introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità per le leggi elettorali e modificata la modalità di nomina dei giudici costituzionali.

Infine, un capitolo che piacerà a tutti: i tagli ai costi della politica. Con questa riforma vengono eliminati i rimborsi pubblici ai gruppi politici regionali e stabilito un tetto agli stipendi di presidenti e consiglieri regionali che dovranno essere pari o inferiori a quelli dei sindaci dei Comuni capoluogo di regione.

 

Ilva, nodo sciolto

Un altro dei grossi nodi che andavano sciolti in tempi brevi, riguarda il decreto legge sui complessi aziendali del gruppo Ilva, ultimo anello di una catena per il rilancio industriale e il risanamento ambientale del più grande complesso siderurgico d’Europa, che abbiamo approvato sempre in settimana.

Il decreto fissa il termine ultimo per concludere la procedura di cessione del polo industriale, oggi in stato di amministrazione straordinaria, al 30 giugno 2016, e quello per il l’attuazione del Piano ambientale, cioè il piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria, al 31 dicembre 2016. Dovrà essere garantito il rispetto dei limiti emissivi stabiliti a livello comunitario e viene stabilito l’obbligo per l’aggiudicatario, relativamente allo stabilimento di Taranto, di presentare alle Camere, per almeno 5 anni, una relazione semestrale sullo stato della riconversione industriale.

Vengono, poi, disposti due fondi per finanziare realtà all’interno dell’azienda: un Fondo di 300 milioni per le esigenze finanziarie improrogabili e un Fondo di 800 milioni al fine esclusivo di attuare e realizzare il piano ambientale.

Previste anche misure concrete a sostegno dei lavoratori dello stabilimento di Genova: viene esteso fino al 30 settembre 2016 l’aumento del 10% della retribuzione persa a seguito dell’orario di lavoro e perseguita la continuità occupazionale anche tramite il ricorso al lavoro socialmente utile.

Sesto è più veloce del doping

 

“Più veloce del doping – Istruzione, informazione e prevenzione prima di tutto” è il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato 30 gennaio 2016, dalle 9.30 alle 12.30, a Villa Visconti d’Aragona, a Sesto San Giovanni.

Organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto, con il patrocinio del Comune, che porterà i suoi saluti con Andrea Rivolta, vicesindaco e assessore allo Sport, vedrà, oltre alla mia partecipazione, gli interventi di Roberta Perego, assessore comunale alle Politiche educative e sociali, di Stefano Mei, oro ai Mondiali di atletica del 1985, e del medico Alessandro Da Ponte.

Sarà l’occasione per fare il punto su un problema sociale che, come sapete, mi sta a cuore e seguo da vicino e che rischia di diventare una vera e propria piaga dello sport italiano. La prevenzione, a partire dai più giovani, è l’unica soluzione valida in un mondo che ormai punta solo al risultato e non considera le conseguenze.

Qui la locandina

Paolo Cova

 

 

On.Cova: “Doping: adesso pagano solo gli atleti o anche i dirigenti del Coni?”

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L’on. PaoloCova, parlamentare del Pd, commenta la notizia della squalifica per 26 atleti azzurri per doping: “Dopo la notizia della richiesta di squalifica di 26 atleti che avevano mancato nella segnalazione della propria reperibilità, mi sembra importante capire due cose che non sono ancora chiare: ai dirigenti del Coni-Nado che dovevano verificare le reperibilità degli atleti dal gennaio 2011 a giugno 2012 non succede niente? Sembrerebbe che le persone deputate dal Coni-Nado al controllo non si siano accorte di quel che succedeva finoall’intervento della Procura di Bolzano. Come mai?”.

E aggiunge:“Spero che non si voglia far ricadere la colpa sempre e solo sugli atleti, ma si faccia chiarezza anche su questi responsabili. Inoltre, alla nostrainterpellanza il Sottosegretario alla Salute aveva risposto che questa vicenda riguardava solo l’atletica e non si sapeva nulla circa gli altri sport. Ma questi dirigenti hanno omesso i controlli anche nel caso delle altrediscipline?”.

Roma, 2dicembre 2015