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Contro la mafia “Mai più stragi”

Martedì 5 luglio ero presente, in stazione Centrale, a Milano, all’importante manifestazione “Mai più stragi”, organizzata da Vincenzo Linarello di Goel – il consorzio cooperativo nato nel 2003 nella Locride in opposizione attiva alla ‘ndrangheta –, l’associazionismo cattolico, associazioni del terzo settore, le Associazioni antimafia italiane, la Conferenza Episcopale Italiana, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, a sostegno del procuratore Nicola Gratteri e contro ’ndrangheta, la mafia e la malavita.

Un sostegno quanto mai necessario, in quanto abbiamo ormai imparato cosa accade a chi viene lasciato da solo contro la malavita. Ce lo insegnano gli omicidi e le stragi di questi anni, anche se a volte sentiamo dire che potrebbe anche sembrare superfluo ricordarli. Invece la Memoria vive e cresce anche grazie ai gesti che sembrano scontati ai più e scuote le coscienze di chi non vede o non vuole vedere. Dalla piazza un chiaro messaggio: dopo le stragi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli omicidi dei magistrati Rocco Chinnici, Rosario Livatino, e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e le loro scorte, non è più possibile pensare che la malavita riguardi solo il sud Italia. Spetta alla politica, alla Magistratura, alle forze dell’ordine, ai servizi di intelligence, prevenire ogni possibilità di infiltrazione dell’organizzazione mafiosa nei gangli della nostra società e impedire altr e stragi. Non è più possibile pensare di arrivare impreparati di fronte alla velocità con cui questa piaga si sta propagando.

Anche i comuni cittadini hanno, però, un compito e una responsabilità: vigilare affinché nei luoghi della vita quotidiana, non trovi spazio la malavita, in particolare l’ndrangheta. Questa è un’organizzazione che ha molto denaro che facilmente viene “ripulito” in attività commerciali, piccoli appalti e imprese: richiediamo spesso trasparenza dalle amministrazioni locali, ma non solo, e vigiliamo su quanto avviene attorno a noi, nei nostri posti di lavoro, nelle nostre attività quotidiane. L’unione degli sforzi di tutti fa la differenza, questo in estrema sintesi il messaggio della Manifestazione.

 

Riforma fiscale: l’iter procede

La Camera ha approvato il disegno di legge delega per la riforma fiscale che ora passa al Senato. Il testo concede al Governo il potere di riformare il sistema fiscale, seguendo una serie di principi generali tracciati dal Parlamento. La riforma fiscale è tra le azioni chiave individuate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese. Questi sono i principali punti cardine che guidano la riforma.

La revisione del catasto : la riforma prevede che dal 2026 le attuali rendite catastali saranno accompagnate da una nuova rendita, che comunque non potrà essere usata a fini fiscali.

Iva e Irap : Il testo dà al Governo il potere di intervenire per razionalizzare l’Iva e altre imposte indirette. Per l’Iva l’obiettivo è di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta e di contrastare la sua evasione. Per il superamento dell’Irap, il disegno di legge delega stabilisce che la priorità sia assegnata alle società di persone, agli studi associati e alle società tra professionisti.

L’Ires e la tassazione del reddito d’impresa: il testo stabilisce che la riduzione graduale delle aliquote dell’Irpef, già in parte introdotta con la legge di Bilancio per il 2022, dovrà avvenire a partire da quelle relative ai redditi medio-bassi.

Niente aumenti di tasse : nelle coperture finanziarie della riforma, il testo stabilisce che dai provvedimenti che il Governo prenderà per riformare il fisco non potranno derivare né nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né un aumento della pressione fiscale rispetto a quella determinata dalle leggi già attualmente in vigore.

 

Basta liste d’attesa

Il Partito democratico lombardo ha lanciato una raccolta firme sull’abbattimento dei tempi di attesa per visite ed esami sanitari. Sono otto gli interventi da fare in tempi brevi e meno brevi per riportare la sanità pubblica lombarda a tempi ragionevoli – da un vero ampliamento degli orari degli ambulatori al potenziamento del personale, passando dall’accesso facile al fascicolo sanitario elettronico – e il Pd li ha messi nero su bianco per raccogliere la sottoscrizione dei cittadini e poi portarli in Regione al presidente Fontana e all’assessore al Welfare Moratti. La raccolta è in corso alla festa regionale di Melzo, ma lo sarà presto in tutte le feste e nelle piazze lombarde grazie ai circoli.

“Prima è salute” è il titolo della campagna, perché la salute è anche questione di tempo: una cura che arriva dopo mesi può incidere sull’esito della patologia e, comunque, comporta dover sopportare un disagio, una condizione di dolore fisico o anche uno stato di incertezza e magari di ansia molto a lungo. Questa situazione è ben nota a tutte le persone che entrano in contatto con il nostro sistema sanitario regionale, con l’aggravante che in Lombardia c’è sempre un’alternativa, ma a pagamento. Pagando si passa da attese di mesi ad attese di giorni, se non di ore, e questa è una situazione che le giunte Maroni e Fontana hanno lasciato incancrenire per anni. Bisogna intervenire subito, per la salute delle lombarde e dei lombardi. Le liste d’attesa vanno tagliate nettamente. Ridurre le liste d’attesa consente ai cittadini di avere un risparmio economico oltre che un migliore servizio sanitario

 

Spostiamoci senza inquinare

Il Comune di Milano ha approvato la proroga della durata della sperimentazione della micromobilità elettrica fino al 26 luglio 2023, dopo che era iniziata nel 2019.

Attualmente il numero complessivo di dispositivi elettrici ammessi alla circolazione è di 6mila mezzi, con il limite massimo dei 750 mezzi per flotta. Al momento a Milano sono attivi 7 operatori per un totale di 5.250 monopattini. L’obiettivo è promuovere ancora di più queste forme di mobilità, complementari al trasporto pubblico, che offrono maggiori possibilità di spostamento ai cittadini milanesi, contribuendo a diminuire l’utilizzo dell’auto e il tasso di inquinamento.

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Cosa mi aspetto dopo le amministrative

Dopo il voto delle amministrative della scorsa domenica vorrei condividere con voi alcune considerazioni. Emerge, innanzitutto il lavoro svolto in tutti questi mesi tra la gente, ha dato il suo frutto: il PD resta il primo partito, anche se FdI è in crescita. Questo vuol dire che il Partito democratico ha ancora una capacità di attrazione ed è portatore di proposte che lo rendono polo aggregante e riferimento certo, soprattutto per il campo del centrosinistra.

Riguardo poi alle eventuali coalizioni, di cui si è fatto un gran parlare in questi giorni, occorre poi precisare un aspetto. E’ vero nelle amministrative quello che conta è il territorio, per cui le alleanze possono essere variabili proprio perché tengono in considerazione le specificità locali attraverso anche liste civiche. Cosa diversa, però, è ragionare sulle prossime elezioni regionali o politiche: bisognerà avere dei progetti e degli obiettivi comuni ampi, e anche gli aut aut posti dai vari partiti all’interno della coalizione del centrosinistra devono decadere. L’obiettivo primario è quello di fare il bene dei cittadini, pertanto, superando i diversi interessi di partito, è necessario pensare e attuare un programma che sia veramente orientato al bene comune. Un aspetto che credo debba essere tenuto fermamente presente.

Intendo dire che ora diventa importante indicare agli elettori qual è la proposta che si vuole portare avanti, qual è il cammino che si vuole intraprendere a livello regionale e nazionale sulle varie tematiche. E’ su questo che si costruiscono le alleanze, e solo tra chi vuole stare in queste proposte si cercano i candidati.

 

Contratti pubblici più trasparenti

Entro il 30 giugno entrerà in vigore la legge delega al Governo in materia di contratti pubblici. L’obiettivo della riforma è quello di adeguare la normativa interna al diritto europeo e razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina dei contratti pubblici concernenti i lavori, i servizi e le forniture. L’intervento è stato quindi strutturato in modo da assicurare un riordino e una

rivisitazione complessiva del Codice degli appalti.

Infatti, l’attuale normativa ha trovato negli anni solo parziale attuazione ed è stata interessata da numerose modifiche, con provvedimenti d’urgenza e con scarsa visione di insieme, che ne hanno profondamente modificato l’originario impianto.

Questa novità consentirà non solo di rendere la normativa più corrispondente al diritto comunitario, ma anche di affrontare alcuni nodi ritenuti maggiormente significativi per rispondere alle esigenze di riforma di cui il Paese ha necessità, coniugando gli obiettivi di semplificazione e accelerazione degli appalti pubblici con quelli, altrettanto rilevanti, di legalità, trasparenza, apertura alla concorrenza, sostenibilità, parità di genere e generazionale, inclusione lavorativa per le persone con disabilità, tutela e sicurezza sul lavoro.

 

Mai più bimbi in carcere

È all’esame delle due Camere la legge sulle detenute madri che vede finalmente sancito il principio per il quale il superiore interesse della bambina e del bambino viene prima di qualunque altro aspetto. L’obiettivo di questa proposta di legge è, infatti, quello di ridurre ulteriormente la possibilità che bambini piccoli si trovino a vivere la realtà carceraria al seguito di madri recluse, sulla base del principio “mai più bambini in carcere”.

La proposta di legge introduce alcune modifiche alla disciplina delle misure cautelari volte a escludere l’applicazione della custodia cautelare in carcere per le madri con figli di età inferiore ai sei anni, prevedendo al contempo che, in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, il giudice possa disporre la custodia cautelare solo negli istituti a custodia attenuata per detenute madri, gli “Icam”. Inoltre, equipara alla condizione dell’ultrasettantenne – per il quale il carcere è previsto solo in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza – quella dell’imputato unico genitore di una persona con disabilità grave, interviene sull’istituto del rinvio dell’esecuzione della pena, che viene esteso anche al padre di un bambino che abbia meno di un anno (quando la madre sia deceduta o comunque impossibilitata a dare assistenza ai figli) e alla madre o al padre di un figlio con disabilità grave che abbia meno di 3 anni.

Ancora, interviene sull’ordinamento penitenziario per coordinare gli istituti della detenzione domiciliare e della detenzione domiciliare speciale con la previsione, in presenza del concreto pericolo della commissione di ulteriori delitti, del ricorso alla custodia in Icam. Infine, si occupa della disciplina delle case famiglia protette, prevedendo l’obbligo per il Ministro della Giustizia di stipulare con gli enti locali convenzioni volte a individuare le strutture idonee.

 

 

Asili paritari, servono più soldi

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato le Linee di indirizzo per l’assegnazione dei contributi regionali per il periodo di programmazione 2022/2023 per le scuole dell’infanzia autonome non statali e non comunali, un provvedimento atteso da tempo e che arriva già a metà anno. Oltre tutto con una sorpresa non prevista: il contributo inspiegabilmente dimezzato rispetto al passato e al futuro.

Eppure si tratta di scuole che svolgono un servizio molto importante sul territorio, che hanno una diffusione capillare e che in alcuni comuni lombardi rappresentano l’unica offerta didattica nella fascia 0-6, sopperendo all’assenza di strutture statali.

Il nostro Gruppo regionale del Pd ha presentato per questo un ordine del giorno, che è stato approvato, con l’auspicio che i 4 milioni mancanti vengano stanziati al più tardi nel prossimo assestamento di bilancio. E rimarcando il fatto che ridurre lo stanziamento sarebbe un errore imperdonabile, perché salterebbero sezioni, scuole e quindi un servizio fondamentale per una bella fetta del territorio lombardo.

 

(Ri)nasce Santa Giulia

È stata firmata la convenzione urbanistica per la Variante al Piano integrato di intervento di Milano Santa Giulia, la cosiddetta Convenzione di Variante, che ha come sottoscrittori il Comune di Milano, il Gruppo Risanamento, tramite la sua controllata Milano Santa Giulia Spa, ed Esselunga. Il documento è propedeutico all’avvio dei lavori che, per quanto riguarda l’Arena olimpica, inizieranno entro la fine dell’anno e per le altre fasi del cantiere prenderanno il via una volta completata la prima fase delle bonifiche, prevista nel secondo semestre del 2023. Si arriverà così al completamento del quartiere di Milano Santa Giulia, con l’edificazione residua di circa 400mila metri quadri, per la maggior parte a destinazione residenziale, in aggiunta ai 250mila già edificati nella zona prospiciente la stazione di Rogoredo.

La firma rappresenta l’avvio della fase attuativa del progetto di Variante e dà inizio alla progettazione esecutiva, cui farà seguito la costruzione delle opere urbanistiche e infrastrutturali previste dal progetto di sviluppo dell’area, nello specifico quelle legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

 

Biblioteche: è tempo di acquisti

È stato rinnovato, per gli anni 2022 e 2023, il Fondo inaugurato in via sperimentale dal Ministero della Cultura nel 2020 e pensato durante l’emergenza pandemica per sostenere la filiera libraria tramite l’acquisto di libri da parte delle biblioteche pubbliche. Sono stati confermati anche per quest’anno e per il prossimo gli stanziamenti, 30 milioni di euro per ogni anno, che verranno distribuiti alle biblioteche di tutto il Paese in base ai criteri definiti dal Ministero.

Negli scorsi due anni, le biblioteche milanesi hanno ricevuto dal Ministero 200.038 euro per il 2020 e 195.274 euro per il 2021, somme interamente spese per acquisti librari attraverso ordini alle librerie cittadine e metropolitane che hanno aderito all’avviso pubblico: 49 nel 2020 e 51 nel 2021.

 

L’Italia non può disertare la conferenza di Vienna sul trattato per l’abolizione delle armi nucleari

Azione Cattolica Italiana, Movimento dei Focolarini, MEIC, Sermig e altre associazioni hanno sottoscritto un appello perché l’Italia sottoscriva e ratifichi il “Trattato di proibizione delle armi nucleari” approvato dall’ONU.

Se vuoi leggere l’appello clicca su  Appello_cattolico_aggiornato.pdf

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Auguro a tutti voi e ai vostri cari serene festività di Pasqua.

 

“Sostegni ter” è legge

È diventato legge il decreto “Sostegni ter” che interviene per sostenere le attività maggiormente colpite dall’emergenza Covid e per contrastare l’aumento del costo della bolletta energetica per le imprese.

La prima linea di intervento interessa diversi settori, chiusi o fortemente danneggiati a causa della pandemia: parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici; attività di organizzazione di feste e cerimonie, wedding, hotellerie, ristorazione, catering, bar-caffè e gestione di piscine; commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria, articoli di abbigliamento, calzature e articoli in pelle; turismo, alloggi turistici, agenzie e tour operator, parchi divertimenti e parchi tematici, stabilimenti termali; discoteche, sale giochi e biliardi, musei e gestioni di stazioni per autobus, funicolari e seggiovie; spettacolo, cinema e audiovisivo; sport.

Le misure vanno dal credito d’imposta locazioni a favore delle imprese turistiche alle modifiche per il bonus beni strumentali per gli investimenti in beni materiali 4.0, dalla sospensione dei versamenti per le attività chiuse all’esonero dal pagamento del contributo addizionale per le aziende del settore turistico-ricettivo che ricorrono ai trattamenti del Fondo di integrazione salariale, fino all’esonero contributivo per le assunzioni effettuate per lavoro stagionale nel settore turismo e centri termali.

Per quanto riguarda il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, dopo l’intervento sul primo trimestre 2022 con lo stanziamento di 3,8 miliardi di euro al fine di mitigare il rincaro del costo dell’energia, in particolar modo per le famiglie, con questo provvedimento, che è maggiormente mirato a sostenere il mondo delle imprese, si interviene con ulteriori 1,7 miliardi, portando a 5,5 miliardi l’impegno complessivo nel periodo gennaio/marzo 2022.

 

 

Mano tesa all’Ucraina

È entrato in vigore anche il decreto Ucraina che contiene misure che operano su due ambiti diversi: un rafforzamento dei dispositivi militari della Nato nelle aree di crisi e interventi straordinari di assistenza e di cooperazione in favore di quel Paese e dei milioni di profughi in cerca di rifugio.

In particolare sono semplificate le procedure per gli interventi di assistenza o di cooperazione in favore di quel Paese fino al 31 dicembre 2022. Viene attivato il potenziamento per la funzionalità e la sicurezza degli uffici e del personale all’estero; analogamente è previsto il potenziamento dell’Unità di crisi del Ministero degli Affari esteri.

Il provvedimento reca poi disposizioni per l’adozione di misure preventive necessarie alla sicurezza del sistema nazionale del gas naturale. In particolare, per fronteggiare l’eccezionale instabilità del sistema nazionale del gas naturale derivante dalla guerra in Ucraina, si autorizza l’adozione di misure per l’aumento della disponibilità di gas; per la riduzione programmata dei consumi di gas; per consentire il riempimento degli stoccaggi di gas dell’anno termico 2022-2023.

Sono stabilite condizioni agevolate di accesso per le domande di finanziamento per sostegno ad operazioni di patrimonializzazione, presentate da imprese che, negli ultimi tre bilanci depositati, hanno realizzato un fatturato medio pari ad almeno il 20 per cento del fatturato aziendale totale con operazioni di esportazione diretta verso l’Ucraina, la Federazione Russa e la Bielorussia.

Ancora, sono previste misure di sostegno per fronteggiare le eccezionali esigenze di accoglienza dei cittadini ucraini. È istituito, presso il Ministero dell’Università, un fondo di 1 milione di euro per l’anno 2022, a favore degli studenti, ricercatori, e professori di nazionalità ucraina che siano sul territorio italiano per ragioni di studio o di ricerca.

 

Stop alla peste suina

Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge che contiene misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana. Il testo prevede l’adozione di piani regionali relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della Psa nei suini da allevamento e nei cinghiali, ne definisce le procedure e le competenze per l’attuazione, comprese le attività relative agli animali abbattuti, e demanda a un decreto ministeriale la definizione dei parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli.

Viene istituito un Commissario straordinario con compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni e delle misure che dovrà occuparsi dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, delle strutture sanitarie pubbliche e delle strutture amministrative e tecniche regionali. Dovrà anche verificare la regolarità dell’abbattimento e della distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini e delle procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della azienda sanitaria competente.

È prevista, poi, la realizzazione di recinzioni o altre strutture temporanee ed amovibili per il contenimento dei cinghiali selvatici nella zona infetta corrispondente alla zona soggetta a restrizioni. Ed è infine introdotto un obbligo di segnalazione di rinvenimento di cinghiali feriti o morti e una sanzione amministrativa pecuniaria per l’inadempimento di questo obbligo.

 

Regolamentiamo la logistica

Ogni giorno mi rendo conto con i miei occhi di che cosa sono i siti di logistica oggi in Lombardia. Questi spazi enormi, mangia suolo (in pochi anni 131 ettari, ovvero un milione 300mila metri quadri), produrranno traffico pesante, inquinamento, danni ambientali come pure lavoro non di qualità con turni massacranti e spesso paghe inadeguate.

Come Pd, in Regione abbiamo presentato un progetto di legge per regolamentare la diffusione dei grandi insediamenti di logistica. Nei giorni scorsi è stato incardinato e mi auguro che l’iter sia veloce.

Le richieste contenute nella nostra proposta si riassumono in tre principi: la regia sovracomunale degli insediamenti, che non possono essere lasciati all’iniziativa e alla responsabilità del singolo comune; la priorità al recupero delle aree dismesse e alle zone già dotate di collegamenti a infrastrutture esistenti; il rispetto della qualità del lavoro.

 

Fotovoltaico in comune

Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge regionale per l’autonomia energetica che incentiva l’utilizzo degli immobili di proprietà pubblica per l’installazione degli impianti fotovoltaici.

Si tratta di uno strumento che andrà a incentivare la produzione da energie rinnovabili su tutto il territorio regionale. E rappresenta un’opportunità per i Comuni, che saranno supportati nella ricognizione delle superfici dove poter installare impianti fotovoltaici, e riceveranno finanziamenti per questi interventi.

 

 

Un altro passo verso il Bosco della musica

Sono state approvate dalla Giunta comunale di Milano le linee di indirizzo per la sottoscrizione di un atto essenziale al prosieguo del procedimento di sviluppo del quartiere Santa Giulia e in particolare del Campus del Conservatorio Giuseppe Verdi, denominato “Bosco della musica”: il Protocollo di intesa tra Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Ministero dell’Università e della Ricerca, Regione Lombardia, Conservatorio e Comune di Milano. Un documento formale utile alla creazione della nuova struttura polifunzionale dedicata alla musica dotata di aule, laboratori, auditorium, alloggi, aree di ristoro e di quanto necessita a rendere gli spazi funzionali alle attività degli studenti e, nello stesso tempo, a completare la riqualificazione urbana dell’intera area.

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La guerra in Ucraina, l’importanza dell’Europa

Questi sono giorni colmi di preoccupazione per quanto sta avvenendo in Ucraina, mai avremmo immaginato che una superpotenza potesse scatenare una guerra sul suolo europeo. Putin sta riportando indietro l’orologio della storia immaginando un’Europa senza parole e futuro.

La guerra è un atto inconcepibile per risolvere le questioni tra stati. Per quanto la si pensi veloce, per quanto utilizzi “armi intelligenti”, stravolge la vita delle persone, priva i giovani del loro futuro, semina rancori e desiderio di vendetta, distrugge infrastrutture e città, già questi sarebbero motivi sufficienti per fermarla, per condannarla senza condizioni.

Poco conta se scoppia alle porte di casa nostra o in Paesi a noi più distanti: la guerra è sempre guerra drammaticamente uguale in tutti i luoghi: con il suo carico di dolori, orrori, uccisioni, drammi. Come singoli cittadini possiamo certamente accogliere ed essere solidali, far crescere la cultura della pace con mezzi di pace.

Tuttavia è importante notare che quello che stiamo assistendo è solo l’ultimo affondo, in ordine di tempo, all’idea di Europa che stiamo faticosamente costruendo: la brexit, i no euro, il nascere di tanti nazionalismi sono movimenti tristemente noti. E ancora temi caldi quali: l’assunzione di norme sanitarie dei cibi europei, la creazione del marchio CE, le garanzie richieste a chi vende prodotti, sono motivo di contrasto a chi vorrebbe produrre senza regole e vincoli. E’tempo che l’Europa compia una scatto e assuma consapevolmente un ruolo autorevole su piano internazionale esprimendosi con una sola voce e un solo programma.

 

 

Il biologico è legge

Con l’approvazione definitiva in Senato, è legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, la norma che regolerà e incentiverà questo tipo di produzione. Quali sono le novità?

Il provvedimento delinea una cornice normativa importante: definisce un sistema, un metodo, chiarisce le responsabilità in capo agli operatori che decidono di convertire le loro produzioni al biologico. Si definisce finalmente il Piano strategico nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici, il quale assieme al Fondo, che la legge stessa istituisce in modo strutturale, risponde alle esigenze dell’intero comparto. La norma assegna poi un ruolo molto rilevante alla ricerca, alla formazione tecnica e universitaria. Fornisce un quadro normativo alle imprese, valorizza gli accordi di filiera, le aggregazioni di produttori e il legame con i territori, attraverso i biodistretti. Istituisce il marchio nazionale quale strumento di tracciabilità e identificazione delle produzioni del Paese.

Un altro aspetto importante riguarda il Piano nazionale sulle sementi biologiche, da realizzare con la collaborazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Questo strumento sarà utile per aumentare la varietà delle sementi a disposizione.

Un aspetto importante prevede la delega al Governo per rivedere, armonizzare e razionalizzare le normative sui controlli per la produzione agricola biologica, che rafforzerà il sistema, assicurando maggiore trasparenza, tutela dei consumatori, informazioni precise sulla tracciabilità dei prodotti biologici e, in tema di tutela dalle frodi alimentari, fisserà sanzioni.

In sintesi, il provvedimento disciplina il sistema delle autorità nazionali e locali e degli organismi competenti; i distretti biologici e l’organizzazione della produzione e del mercato, compresa l’aggregazione tra i produttori e gli altri soggetti della filiera; le azioni per la salvaguardia, la promozione e lo sviluppo della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, compresa la semplificazione amministrativa, e i mezzi finanziari per il sostegno alla ricerca e alle iniziative per lo sviluppo della produzione biologica, la realizzazione di campagne di informazione e di comunicazione istituzionale, la promozione dell’utilizzo di prodotti ottenuti con il metodo biologico da parte degli enti pubblici e delle istituzioni; l’uso di un marchio nazionale che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia.

 

Milleproroghe per la crisi

Ed è via libera anche per il Decreto Milleproroghe, convertito in legge dopo i passaggi nelle due Camere, cioè quel provvedimento che viene varato in concomitanza con la legge di Bilancio e che si occupa di rinviare la scadenza di varie misure. Il Milleproroghe consente, in questo momento, di gestire le situazioni più esposte e più in crisi. L’obiettivo è, infatti, quello di superare la precarietà e privilegiare la stabilità del lavoro, e in questo senso vanno considerate la proroga per la validità delle graduatorie dei vigili del fuoco, per i lavori socialmente utili, quella per i lavoratori dei trasporti e aeroportuali.

Nel decreto, inoltre, ci sono proroghe e interventi che riguardano la cultura e la scuola, l’università e la prima casa, la sanità e il personale sanitario e ospedaliero. Ma vengono confermati anche gli sgravi alle imprese sull’impegno della salvaguardia ambientale per le necessarie bonifiche, in particolare nelle aree che hanno subito ingenti danni.

Novità importante è il bonus psicologo da 600,00 euro l’anno da utilizzare per iniziare un percorso terapeutico, soprattutto per i giovani e in particolare per le difficoltà legate alle conseguenze del Covid, delle chiusure, delle restrizioni. I nostri ragazzi ne hanno sofferto tanto e forse non solo loro. Questo è un primo aiuto per tutti coloro che si sentono oggi in difficoltà.

Tante le assunzioni nei vari livelli della pubblica amministrazione, tante le stabilizzazioni o le proroghe per chi già lavora in settori più precari. Segnalo il rinvio al 31 dicembre 2022 della facoltà di utilizzare le risorse in materia di potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività dei minori di età compresa tra zero e 16 anni.

 

Trasporto locale Lombardo: le proposte Pd

Servizio di qualità, incentivi per rilanciare il trasporto pubblico, politica tariffaria di abbonamenti, riorganizzazione dei servizi, flessibilità in grado di dare risposte rapide a un nuovo aumento della domanda, integrazione efficace del sistema ferro e gomma, nuovo materiale rotabile: queste le proposte del Pd per risollevare il trasporto pubblico locale in Lombardia. Si rendono necessarie considerato che questo era già allo stremo prima della pandemia, dopo un lungo periodo in cui sono state tagliate le corse con il lockdown, per lo smart working e della diminuzione dei viaggiatori.

In questi mesi tutte le rimostranze dei pendolari, le richieste dei gruppi di opposizione, i progetti in cantiere sono rimasti in sospeso, se non definitivamente archiviati. Ciò ha reso la ripartenza per il trasporto pendolare lombardo ancora più in salita.

Regione Lombardia dice di occuparsene e a più riprese fa promesse che spesso mantiene solo in parte, come i treni nuovi su determinate linee. Ma i disagi c’erano e ci sono ancora: ritardi, cancellazioni, affollamento, guasti. Nulla è cambiato da prima della pandemia, la differenza semmai la fanno gli utenti, che essendo inevitabilmente diminuiti, risolvono da soli alcuni problemi.

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Milano oltre ogni aspettativa

A quasi un mese dallo straordinario risultato elettorale delle amministrative di Milano, che ha visto la rielezione al primo turno di Giuseppe Sala e gli organismi ormai tutti ricostituiti, mi permetto di offrire un breve commento su quello che è avvenuto nella nostra città.

In primo luogo vanno ringraziati le candidate e i candidati che si sono messi in gioco in queste elezioni; confrontarsi con una votazione non è mai una cosa scontata, dietro la fatica e l’impegno c’è la testimonianza di chi crede nei valori democratici, la volontà di ricercare il bene comune, il desiderio di ascoltare i bisogni e i consigli degli elettori.

Sono, poi, soddisfatto che i nove Municipi cittadini siano tornati ad essere amministrarti da Presidenti di centro sinistra ma soprattutto che quattro di essi siano presieduti da donne. Abbiamo bisogno di uno sguardo femminile su questa nostra città per renderla più fruibile e attenta ai bisogni dei loro abitanti.

Mi resta il rammarico per l’astensione al voto molto alta. Di ciò deve riflettere anche il mio partito poiché se è vero che una fetta consistente di elettorato non ha avuto fiducia nelle diverse proposte a candidato sindaco, è anche vero che non ha nemmeno colto la proposta del Partito Democratico come opportunità.

Risulta evidente che il lavoro dei prossimi mesi sarà quello di elaborare proposte che possano interessare quel 50% degli elettori che non è andato a votare per dare un forte segnale di essere un partito capace di includere, anche queste persone, in una visione nuova del Paese e della città. Ci attendono, nei prossimi anni le elezioni Regionali e Politiche e senza un cambio di passo in questo senso faremo sempre più fatica a convincere nuovi elettori.

Siamo pari

Dopo l’approvazione della Camera dei deputati, anche il Senato ha dato il suo via libera alla proposta di legge di modifica del Codice delle pari opportunità. Si tratta di un passo in avanti di civiltà e di riconoscimento dei diritti delle donne: introduce, infatti, ulteriori disposizioni volte a favorire l’uguaglianza di genere nel mercato del lavoro, sia dal punto di vista della partecipazione sia della parità retributiva.

Il provvedimento, che ora è legge, modifica il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, per rendere più efficace l’informazione e il controllo del Parlamento sull’applicazione della legislazione in materia di pari opportunità. Si prevede, dunque, una definizione più ampia e precisa delle discriminazioni sul lavoro; si interviene sulla definizione di discriminazioni indirette che mettono o possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio o possono consistere anche in atti o scelte di natura organizzativa o incidenti sull’orario di lavoro. Si interviene sulla disciplina del rapporto sulla situazione del personale, che avrà cadenza biennale; dovrà essere redatto obbligatoriamente dalle aziende con oltre 50 dipendenti, mentre le aziende con un numero inferiore potranno redigere il rapporto su base volontaria per accedere alla certificazione di parità.

Si rafforza anche il quadro sanzionatorio e si attribuisce all’Ispettorato nazionale del lavoro il compito di verificare la veridicità dei rapporti. Ma di fatto questa legge non punta tanto alla sanzione delle inadempienze, quanto alla promozione di una cultura delle pari opportunità. Infatti, si istituisce dal 1° gennaio 2022 una certificazione della parità di genere, per valorizzare le politiche e le misure adottate dai datori di lavori per ridurre il divario di genere. Alla certificazione si accompagna l’attivazione di un sistema premiale, grazie al quale alle aziende sarà concesso uno sgravio dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro.

Infine, viene estesa l’applicazione delle disposizioni relative all’equilibrio tra i generi nella composizione dei consigli di amministrazione delle società quotate nei mercati regolamentati anche alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni.

 

Malattie rare: c’è la legge

Il testo unico sulle “Malattie rare” è stato approvato in Senato diventando subito legge. Si tratta della normativa, molto attesa da coloro che soffrono di queste malattie e dalle loro famiglie. Il disegno di legge inquadra e prevede una definizione chiara per queste patologie, un Comitato e una rete nazionale di coordinamento, piani diagnostico-terapeutici e assistenziali e Livelli essenziali di assistenza (Lea) per ciascuna specifica malattia. E soprattutto prevede più fondi per la ricerca.

Nel dettaglio, la legge contempla l’attuazione del Piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato; garantisce un percorso strutturato della transizione dall’età pediatrica all’età adulta; prevede che i cosiddetti “farmaci orfani” siano resi immediatamente disponibili da tutte le Regioni e disciplina le modalità di importazione di farmaci inclusi nei Piani personalizzati. Viene, inoltre, istituito un fondo di solidarietà finalizzato a favorire l’inclusione sociale dei pazienti.

Il Comitato nazionale per le malattie rare opererà al Ministero della Salute con funzioni di indirizzo e coordinamento, definendo le linee strategiche delle politiche nazionali e regionali.

Infine, sarà promossa un’informazione tempestiva e corretta ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari insieme a iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie rare.

 

Una cava chiamata Lombardia

Da tempo nella nostra regione c’era la necessità di rivedere la legge che regola l’escavazione dei terreni per trarre sostanze minerali, solitamente utili nell’edilizia. Da anni il Gruppo regionale del Pd chiedeva che si rimettesse ordine al settore evitando che il nostro territorio, l’ambiente, il verde e i nostri bei parchi fossero messi a rischio.

La legge, emanata di recente, non risponde a questi bisogni. Non stabilisce, infatti limiti più stringenti proprio per queste zone che richiederebbero il massimo della protezione. Non riduce davvero e in maniera consistente la quantità di materiale estraibile e mantiene alto il consumo di suolo agricolo. Poca attenzione al territorio, dunque, proprio in questo tempo in cui si susseguono, causa cambiamenti climatici, sempre più spesso disastri ambientali che provocano danni alle persone e ai territori.

 

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Sicomoro

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Affidiamo anche al nuovo numero del Sicomoro alcune riflessioni sulla pandemia che devono essere occasione per dare slancio alla nostra società. Fisco, lavoro, scuola, accoglienza sono altri temi su cui confrontarci.
Se vuoi leggere il nuovo Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.9_del_30_ottobre_2021_1.pdf
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Pensieri Democratici

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Un Paese in subbuglio

Dopo il lungo periodo di chiusura e restrizioni, che in questi lunghi mesi ci hanno limitato negli spostamenti, nel lavoro e nella vita sociale, iniziamo un periodo nuovo, impensabile se pensiamo che solo l’autunno scorso assistevamo all’istituzione delle zone a colori in modo definitivo. Chiunque auspicava l’arrivo del vaccino per poter ricominciare, evitare blocchi e lasciarsi tutto alle spalle.

Ora che la campagna vaccinale sta dando risultati innegabili rileviamo che per una parte di cittadini c’è ancora una netta opposizione alla vaccinazione e al rispetto delle regole di distanziamento. Questo atteggiamento stride con l’accresciuto desiderio di comunità, assumendosi, anche con qualche timore e preoccupazione, la volontà di essere corresponsabile della propria salute e di quella altrui. Così mentre tanti hanno cercato di essere artigiani di una comunità, dedicandosi agli altri sotto tantissime forme, una parte di paese è ancora ferma al proprio individualismo, interesse, non disponibile a mettersi in gioco per gli altri.

Viviamo un tempo in cui è chiesto ad ognuno di accettare la sfida dell’incontro e dell’uscita da sé, non dovremmo dimenticarlo.

 

È l’ora del Green Pass

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale e ha deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni. E dal 15 ottobre 2021 è scattato l’obbligo di certificazione verde per i lavoratori pubblici e privati. Ricordiamo i contenuti del Decreto legge 127 del 21 settembre 2021, che stabilisce l’obbligo per il personale delle amministrazioni pubbliche; i soggetti titolari di cariche elettive e di cariche istituzionali di vertice; lavoratori nel settore privato; personale amministrativo e magistrati.

Nel settore pubblico e nel settore privato spetta al datore di lavoro il duplice obbligo di riscontrare il rispetto delle prescrizioni e di individuare i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Per i lavoratori che non hanno il Green Pass la sospensione dello stipendio scatta dal 1° giorno. Nelle imprese o fabbriche con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal 5° giorno.

Per accedere ai luoghi in cui vige l’obbligo Green Pass è necessario possedere uno dei seguenti documenti: green pass comprovante la somministrazione del vaccino Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2; risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido per il virus Sars-CoV-2; certificato di esenzione alla vaccinazione oppure appartenenza a categorie esenti. La certificazione non è richiesta ai bambini fino ai 12 anni di età e ai soggetti esenti, appunto.

Per quanto riguarda l’accesso agli istituti scolastici sono esenti gli alunni, gli studenti e i bambini che frequentano scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado, scuola dell’infanzia. L’esenzione vale anche per i frequentanti dei sistemi regionali di formazione. L’obbligo è escluso nei tribunali anche ad avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della Giustizia, testimoni e parti del processo.

In caso di violazione delle norme sull’obbligo di Green Pass si rischiano una multa da 400 a 1000 euro, sia a carico dell’esercente o datore di lavoro che dell’utente; chiusura dell’esercizio da 1 a 10 giorni, nel caso di violazioni ripetute per 3 volte in 3 giorni diversi; gli impiegati nelle Rsa che non rispettano l’obbligo vaccinale verranno sospesi dal lavoro senza ricevere stipendio; per il personale universitario e scolastico, docenti e Ata il non rispetto dell’obbligo viene considerato come una assenza ingiustificata e a partire dal 5° giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso senza né retribuzione, né altro compenso; i lavoratori che accedono al luogo di lavoro sprovvisti di Green Pass sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della certificazione e dopo 5 giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e rischia una sanzione pecuniari a da 600 a 1.500 euro. Non è previsto licenziamento.

 

Una sanità a misura di cittadino

In consiglio regionale della Lombardia è iniziata la discussione degli emendamenti alla riforma della sanità predisposta dal presidente Fontana e dalla vicepresidente Moratti. Una riforma che inizia con una mancata discussione, per un atteggiamento di grande chiusura e di mancato confronto da parte del centrodestra e dalle scelte del presidente leghista della commissione.

Come Pd chiediamo impegni precisi a Regione Lombardia, perché per noi è l’occasione per mettere mano a temi come la medicina territoriale o le liste di attesa. Proponiamo servizi sanitari più vicini ai cittadini con attenzione a tutti i territori, anche quelli periferici allestendo case della comunità accessibili a tutti e sempre aperte; infermieri di comunità per cure e assistenza domiciliare; più servizi sanitari e sociali a casa delle persone. Una sanità senza tempi di attesa lunghi che consenta a tutti di avere servizi sanitari adeguati e in tempi certi. Questi mesi ci insegnano che si deve potenziare la prevenzione e la vigilanza epidemiologica e una maggiore collaborazione con il terzo settore per stare vicino ai più deboli.

 

 

Per il latte c’è la legge

C’è una grande discussione, in questi giorni, sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro. Vorrei, infatti, ricordare al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla.

La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita.

Questo dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme.

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

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COMUNICATO STAMPA

 

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

 

“Ricordo al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla”, interviene anche l’on. Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, nella discussione che si sta facendo in questi giorni sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro.

“La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione – prosegue Cova –. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita”.

Questo, secondo l’ex parlamentare dem, “dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme”.

 

Milano, 8 ottobre 2021

Sicomoro

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Dopo la pausa estiva riprendiamo con la pubblicazione del Sicomoro affrontando alcuni temi delle prossime elezioni amministrative e riportiamo la testimonianza di chi ha vissuto a Kabul.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.8_del_19_settembre_2021.pdf
Paolo Cova
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Afghanistan: una riflessione controcorrente

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Quanto sta succedendo in questo martoriato Paese è sotto gli occhi di tutti. I media e le televisioni ci inondano di immagini, di pareri e commenti più o meno critici: un continuo e incessante fluire di notizie a cui si fatica, a volte, stare dietro. Vorrei aggiungere a tutto questo la mia opinione sapendo, già fin da ora, che potrebbe essere, in qualche modo, considerata “stonata”, “fuori dal coro”.

Sono molti coloro che credono che nel corso di questi venti anni, in cui le forze occidentali erano stanziate nel Paese, siano stati spesi parecchi soldi, forse troppi, per controllare in qualche modo una guerra mai completamente terminata. Soldi, in ultima analisi, sprecati visto gli eventi di queste settimane e il ritorno, senza colpo ferire, dei Talebani.

Io credo che questo modo di vedere le cose sia in parte vero ma anche estremamente riduttivo e risultato di una eccessiva semplificazione della questione.

Nel corso di questi 20 anni, intere generazioni di ragazzi, giovani, donne hanno avuto l’occasione di sperimentare e toccare con mano una quotidianità con maggiori prospettive rispetto a quella dei loro genitori.

Numerose associazioni non governative o della cooperazione internazionale si sono spese perché potesse essere garantita una formazione ed istruzione diffusa, soprattutto alle donne. Una opportunità che ha consentito di generare nella popolazione il desiderio di impegnarsi in attività lavorative nuove o proibite fino a poco tempo prima.

Anni che hanno permesso di far crescere la cultura del rispetto e dei diritti, per le donne e per i bambini.  Di recuperare alla vita sociale intere tipologie di persone che i talebani avevano costrette ai margini o perseguitato.  Un modo di leggere il tentativo di fuga di molti, in questi giorni, è sì legato alla paura per la propria incolumità, ma anche al desiderio di non perdere ciò che si è sperimentato è al quale non si può più rinunciare: istruzione, libertà, rispetto, diritti.

Un seme è stato gettato e ha già iniziato a dare i suoi frutti.

Rispetto a vent’anni fa la gran parte della popolazione è diversa da quella precedente, più consapevole dei propri diritti. Il cambiamento è stato possibile grazie alla formazione, l’istruzione e la promozione dei diritti umani. Se vogliamo consentire alle persone di potersi determinare nella propria vita dobbiamo aiutarle con la conoscenza offrendo loro tutti gli strumenti possibili.

Anche in questo sarò, forse, controcorrente, ma tutto questo è stato possibile grazie alla presenza delle Forze Armate. Impensabile che Associazioni, ONG potessero lavorare in questi anni in quel territorio senza la presenza di militari che garantivano loro la sicurezza. Possiamo vedere con i nostri occhi cosa abbia significato la partenza delle Forze Armate, il caos e i disordini che si sono venuti a creare.

Certo, non tutte le presenze militari dei diversi Stati sono uguali. Alcuni avevano fini militari in senso stretto: interventi armati di repressione e controllo. Altre avevano mandati di organizzazione e supporto: meno evidenti, meno presenti sui giornali e nelle notizie, più lenti e faticosi ma garanzia di un impegno quotidiano nella costruzione di un futuro migliore.

In questi giorni ho sentito spesso ripetere la frase: “La democrazia non si esporta”. Condivido, tuttavia tutto ciò che contribuisce a far crescere ragazzi e giovani donne consapevoli e istruiti, non è da sottovalutare, anzi sono un ottimo motivo per dare Speranza ad un Paese. Mi domando cosa sarebbe successo se ci fossimo girati dall’altra parte, se non avessimo voluto vedere ed agire. La risposta a tutto ciò è per me terribile.