Pensieri Democratici

Elezioni Europee

I prossimi 8 e 9 giugno si terranno in tutti i Paesi dell’Unione le votazioni per rinnovare il Parlamento e i suoi organismi dirigenziali. E’ un importante appuntamento perché il loro esito condizionerà nei diversi aspetti della vita quotidiana  500 milioni di cittadini europei. Molto, infatti, di quanto verrà deciso inciderà sui nostri acquisti, sui nostri salari, nella nostra difesa, sui  nostri stessi diritti. Per questo occorre comprendere che non è vero che tutti i politici e proposte  sono uguali. Sui molti argomenti oggetto delle politiche europee, differenti sono le vedute e i valori di riferimento e, pertanto, diverse sono le ricadute che le scelte, che da esse derivano, hanno sulla vita delle persone.

A volte sentiamo una certa politica proporre banalizzazioni sull’Europa e del suo valore per i cittadini, trascurando, volutamente, l’impatto che quanto verrà deciso a Bruxelles avrà sulle persone. Questa stessa politica auspica un’Europa debole, incapace di dare ai suoi cittadini ideali alti di sviluppo.

Per questo ritengo che, per contrastare questo modo di vedere,  si debba andare a votare e scegliere le persone competenti e preparate per svolgere il proprio ruolo istituzionale.

Per le elezioni europee mi permetto di segnalarti Fabio Pizzul, se vuoi leggere una lettera a suo sostegno clicca su e un volantino clicca su https://enews.sferanetworks.it/users/paolocova/img/Lettera_sostegno_2_PIZZUL_europee_24.pdf

Vota PD e scrivi Pizzul

Elezioni comunali

In alcuni comuni, poi, durante questo fine settimana, verranno rinnovati i sindaci e i Consigli.

Mi permetto di segnalare la candidatura di alcuni di loro:

  • Trezzano sul Naviglionelle liste del Pd c’è Massimo Chiari 58 anni, sposato, una figlia di 14 anni. Insegnante religione al Liceo Marconi a Milano. Laureato in Scienze Politiche .
  • Carpiano il candidato sindaco Giorgio MantoanSamuele Degradi come consigliere comunale.
  • Vanzago il candidato sindaco Lorenzo Musante e Roberto Nava come consigliere comunale

Pensieri Democratici

Povertà educativa: vera sfida politica

In questi anni il tema della povertà e delle disuguaglianze è diventato sempre più presente e pressante, ma è chiaro a tutti che l’origine del problema e la sua parte predominante è costituita dalla povertà e dalla disparità educativa, ovvero dal tipo di formazione che le persone ricevono durante l’iter scolastico svolto. È sempre più evidente, infatti, che l’ascensore sociale inizia a incepparsi quando non si riceve una corretta istruzione.

Recentemente anche l’Istat ha ripreso questo concetto indicando come la mancanza di una adeguata formazione non consenta, in particolare a chi si trova in difficoltà o è più fragile, di poter accedere a certe qualifiche e a un percorso lavorativo superiore a quello dei propri genitori. Non è possibile stabilire delle distinzioni territoriali: ciò accade al Nord come al Sud, nei piccoli comuni come nelle grandi città. Anche a Milano è così: ci sono zone dove l’offerta formativa è ricca e variegata, altre dove, a parità di impegno da parte di docenti ed educatori, le disparità formative, culturali e sociali sono tali che diventa difficile dare prospettive e sbocchi lavorativi.

In questi contesti non basta l’impegno dei lavoratori scolastici e delle diverse associazioni di volontariato che “abitano” questi territori. Serve un impegno diverso da parte della politica: capace di investire di più in queste situazioni in termini di risorse, impegni, opportunità.

Credo sia una sfida che la politica deve affrontare, ma che deve porsi anche il mondo sindacale, perché il diritto dei bambini e dei ragazzi ad avere una formazione adeguata, che permetta di accedere a qualsiasi grado di livello scolastico, deve essere prioritario.

Basta bullismo

La Camera ha approvato in via definitiva e all’unanimità la proposta di legge in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, provvedimento che nasce da un lavoro iniziato dal Pd nelle scorse legislature. Il testo contiene misure necessarie a fronteggiare un fenomeno che purtroppo colpisce fin troppi ragazzi e ragazze e che mette insieme prevenzione e contrasto, con l’obiettivo di sradicare quella che è una vera e propria forma di violenza che non va assolutamente minimizzata.

La nuova norma approvata interviene modificando la legge n. 71 del 2017 sul cyberbullismo, con l’obiettivo di estenderne il perimetro di applicazione anche al bullismo, di introdurre una definizione di bullismo che mancava, di coinvolgere le scuole con l’adozione di un codice interno per la prevenzione e il contrasto a tutte le forme di bullismo e cyberbullismo, di garantire ai genitori di essere tempestivamente informati riguardo a questi episodi.

La legge rappresenta, insomma, un segnale chiaro dell’impegno a proteggere i più vulnerabili e a promuovere una cultura di rispetto e tolleranza che, attraverso una serie di misure diversificate, miri a prevenire il fenomeno e a rieducare i minori coinvolti in questi comportamenti aggressivi. Per questo come Pd abbiamo giudicato positivamente l’istituzione di un servizio di assistenza e supporto psicologico per i minori coinvolti in comportamenti aggressivi e la possibilità di adottare misure alternative alla detenzione per i minori autori di reati di bullismo, con il sostegno dei servizi sociali territoriali e delle famiglie. Non abbiamo apprezzato, invece, il fatto che, nel passaggio al Senato, sia stata cancellata la figura del coordinatore pedagogico.

Maltempo: Regione negligente

Il maltempo che ha colpito la Lombardia e Milano in questi giorni ha ancora una volta messo in evidenza come gli esponenti della destra e in particolare della Lega, che governa la regione da anni, sono molto bravi a fare lo scaricabarile e a incolpare delle proprie negligenze le altre istituzioni. Ci hanno provato con l’amministrazione Sala, fingendo di dimenticare che l’esondazione dei nostri fiumi è responsabilità assoluta di Regione Lombardia, rimasta indietro con le opere che andavano concluse già da tempo. Il Comune di Milano ha, invece, fatto la sua parte.

Al presidente Fontana e ai suoi spettava realizzare le vasche di laminazione di Senago, Paderno Dugnano e Lentate sul Seveso, importanti 10 anni fa, figuriamoci oggi con i cambiamenti climatici in atto. Ma a Palazzo Lombardia, dove i negazionisti non sono pochi, sembrano non capirlo e sono in pesante ritardo. Lo ha riconosciuto lo stesso presidente Fontana che ora, pare, correrà ai ripari in fretta e furia. Dopo due esondazioni e rischi e allerte non ancora terminati. Intanto a pagare le conseguenze sono cittadini e attività produttive.

D’altra parte, quando da un bilancio all’altro vengono tagliate risorse del 59,93% di investimenti propri tra tutela del territorio e dell’ambiente, togliendo 167 milioni di euro dai capitoli di bilancio, cosa si pretende? Come Pd abbiamo ricordato che mentre Milano e la Città Metropolitana hanno lanciato il progetto Pnrr “Spugna”, che prevede 90 interventi per favorire il drenaggio delle acque meteoriche laddove è alta la densità urbanistica, la Regione ha azzerato le risorse per la de impermeabilizzazione e drasticamente ridotto le voci su rigenerazione urbana e rischio idrogeologico.

Appuntamenti

Giovedì 23 maggio alle ore 21.00 sarò a Cassine de Pecchi a parlare di ambiente e del programma elettorale della Lista Cammino Comune

Vi mando anche gli appuntamenti di Fabio Pizzul candidato alle Elezione Europee del 8 e 9 giugno 2024. Per vedere appuntamenti clicca qui  Pizzul.jpg

Elezioni comunali

Mi permetto di segnalare la candidatura come consigliere di Anna Favata al Comune di Arluno per la lista di Alfio Colombo. Clicca qui per il volantino  Favata_Arluno.jpg

Cormano c’è la candidatura di Giordano Ghione al consiglio comunale a sostegno di Marco Pilotti.

Se vuoi leggere una sua comunicazione clicca su  lettera_Ghioni.pdf

Pensieri Democratici

Elezioni europee: l’importanza della scelta

Ricordo di aver letto, qualche tempo fa, di una inchiesta in cui emergeva che ben due terzi del Paese considerava la guerra come il primo dei grandi pericoli che incombono sul futuro, più del timore circa i cambiamenti climatici, l’aumento del costo della vita, degli sbarchi, della corruzione

I conflitti più o meno noti tutt’ora in atto, le continue notizie provenienti dai fronti ucraino-russo e palestinese-israeliano, contribuiscono ad alimentare questo timore in tutti noi, nelle persone comuni, nei cittadini italiani.

Per rispondere a ciò occorre impegnarsi in una grande opera di mediazione e di pacificazione, ruolo che solo l’Europa può fare. Quell’Europa che, nel 1945, è riuscita, tramite i propri padri fondatori, a immaginare, pensare e costruire un’unione con dei fini, dei percorsi, dei cammini uguali per tutti.

Questo ha fatto sì che noi, sul nostro territorio, dopo quasi ottant’anni viviamo una stagione di pace e di tranquillità.

Ritrovare un ulteriore slancio, ripensarci in grande, ritrovando lo spirito che allora ci aveva unito è la sfida che ci attende. Per questo le prossime elezioni europee possono essere l’occasione per portare al governo dell’Europa un pensiero che sia orientato alla pacificazione, per la quale è fondamentale la costruzione di una politica estera, di una difesa europea, di una gestione degli armamenti unici.

Credo che la sfida che ci aspetta sia grande. I Padri costituenti dell’Unione europea avevano avuto questa visione: ora dobbiamo averla noi e nella scelta dei nostri rappresentanti, alle prossime elezioni europee, dobbiamo puntare su persone con progetti orientati verso questi valori.

Agroalimentare, tuteliamo produttori e qualità

La Camera ha approvato la proposta di legge sulle Modifiche relative ai costi di produzione per la fissazione dei prezzi nei contratti di cessione dei prodotti agroalimentari, con delega al Governo per la disciplina delle filiere di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari. Questa proposta ora passa al Senato.

La finalità principale di questa legge è quella di tutelare la redditività delle imprese agricole, prevedendo, in sintesi, che, tra i fattori che concorrono alla formazione del prezzo inserito nel contratto di cessione, sia considerato anche il costo di produzione. Il Governo viene delegato a disciplinare le filiere di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione agroalimentari. Vengono infine previste campagne informative sulla composizione dei prezzi dei prodotti agroalimentari e sulla sostenibilità della componente agricola all’interno della filiera agroalimentare.

Il Gruppo del Pd ha visto bocciare immotivatamente moltissimi emendamenti, come l’abolizione della norma sull’esenzione contributiva di 2 anni per gli imprenditori agricoli under 40, in favore dell’introduzione di una legge che rende obbligatoria l’assicurazione sugli eventi catastrofici, la cui naturale conseguenza è quella di far schizzare i prezzi delle polizze, e la norma sull’esclusione del credito d’imposta per i carburanti.

Accolti, invece, gli ordini del giorno su peste suina, sicurezza alimentare, ricerca scientifica, pesticidi e prezzo del grano. In particolare, non si tratta solo di affrontare concretamente il tema della peste suina, ma anche di accompagnare le misure con campagne divulgative e programmi di comunicazione istituzionale sulla diffusione del virus e sulle conseguenze che si hanno sugli allevamenti e sui prezzi della carne. Campagne che dovrebbero riguardare anche le speculazioni in corso sul prezzo del grano e la presenza di residui di pesticidi vietati in Italia nei prodotti alimentari provenienti dall’estero e che al tempo stesso rappresentano una forma di concorrenza sleale.

Regione volta le spalle ai disabili

Ancora una volta, Regione Lombardia ha voltato le spalle alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Lo ha fatto il martedì mattina in cui veniva inaugurato il Salone del mobile, ma soprattutto in cui scendevano in piazza, proprio sotto al Pirellone, dove stava per tenersi la seduta di consiglio regionale, le principali associazioni e le famiglie delle persone con disabilità per chiedere ancora una volta la modifica della delibera di Giunta che, a partire dal 1 giugno, riduce i contributi a sostegno della disabilità, grave e gravissima, tagliando i sussidi e bloccando l’accesso alla cosiddetta Misura B1.

Il Gruppo regionale del Pd, assieme alle altre forze di opposizione, prima è sceso in mezzo alle persone presenti alla manifestazione, poi ha abbandonato i lavori del consiglio per protestare contro il disinteresse del centrodestra nei confronti di questi cittadini. I nostri consiglieri hanno giudicato ingiustificabile che la piazza non abbia trovato ascolto da parte della maggioranza e della Giunta Fontana. Non è piaciuta neanche la decisione del presidente del consiglio regionale di convocare la seduta al pomeriggio per evitare il confronto con le associazioni, così come da loro richiesto, con la scusa dell’inaugurazione del salone di Rho. È stato considerato giustamente un grave strappo istituzionale da parte di chi dovrebbe garantire il corretto e imparziale svolgimento dei lavori d’Aula.

Ricordo che la quota di risorse di bilancio regionale che mancano per azzerare i tagli ai sussidi per la disabilità e per dare maggior sostegno ai caregiver, cioè gli assistenti personali che prestano assistenza continua, è pari allo 0,03 per cento del documento contabile della Regione.

Ecco dove si firma per una sanità migliore

Continua con successo sempre crescente la raccolta firme per far diventare la sanità regionale più giusta per tutte e tutti e la salute un diritto anche in Lombardia: in poco tempo siamo già a oltre 8mila.

Ribadisco che la proposta di legge fissa i principi fondamentali del sistema sanitario regionale, come l’universalità, la centralità della prevenzione, la priorità dei servizi territoriali, e cancella l’equivalenza fra pubblico e privato. Un progetto dentro il quale nel servizio sanitario regionale l’offerta privata deve essere sussidiaria e la programmazione regionale stabilisce le prestazioni che il privato convenzionato può offrire per rispondere ai bisogni dei cittadini.

Questo il link dell’iniziativa https://conlasalutenonsischerza.it/

Appuntamento

Partecipo come relatore a “Dalla cura del creato il cibo per l’uomo”; il tema di ACLI in Festa a Cernusco sul Naviglio il prossimo 1 maggio 2024 dalle ore 15.30.

Se vuoi leggere il volantino clicca su  Acli_in_festa.jpg

Pensieri Democratici

Le regole vanno applicate a tutti

Siamo ancora in attesa di capire gli sviluppi delle vicende giudiziarie che in questi giorni coinvolgono il Partito democratico e alcuni suoi componenti, ma provo ad esporre, con molta prudenza, visto che siamo in assenza di un quadro chiaro e tanto meno una sentenza definitiva, il mio pensiero.

Sono stato più volte candidato, ho sottoscritto diversi documenti, mi sono trovato nella condizione di dover consegnare, per trasparenza, per la professione che svolgo, per il mio impegno politico, la documentazione attestante il mio reddito e la mia professione, seguendo, semplicemente le regole esistenti come era giusto. Ora mi chiedo: come è possibile che si ripetano fatti del genere? Chi deve vigilare sulla loro applicazione e non lo fa?

Credo occorra una maggiore attenzione, soprattutto da parte di quelli che hanno la responsabilità in ciò che accade dentro e attorno al partito.

Sono favorevole al principio che ogni elettore possa esprimere la propria preferenza indicando il nome del candidato che ritiene più adatto a rappresentarlo e non può essere una soluzione negare questo diritto solo perché non c’è chi lo tutela vigilando e adoperandosi per il rispetto delle regole.

Per dirla tutta sta al partito, alla sua organizzazione, ai suoi dirigenti, vigilare perchè questo non avvenga.

Una regola, poi, è tale per tutti. Purtroppo sempre più spesso accade che le leggi si interpretano per gli amici o coloro che sentiamo “vicini” alle nostre idee, mentre con chi non riconosciamo in queste categorie le leggi si applicano.

Un metodo, questo, che mi sembra vada cambiato: le regole sono tali per tutti e vanno applicate sempre.

Terzo settore tra luci e ombre

Il disegno di legge sulle “Disposizioni in materia di politiche sociali e di enti del Terzo settore” è stato approvato alla Camera. Il provvedimento presenta alcuni elementi positivi, mentre altri sono di scarsa efficacia o di mera propaganda. Per queste ragioni il Partito democratico, sia in Commissione Affari sociali che nel voto finale in Aula, ha scelto di astenersi.

Quella del Terzo settore è una realtà in costante crescita che oggi si avvale del lavoro quotidiano e gratuito, di oltre 4,5 milioni di volontari, i quali svolgono attività che incidono sullo sviluppo sociale del nostro Paese, sulla sua coesione, sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali, sul benessere dei cittadini.

Il ddl mette in campo alcune cose buone, anche se parziali. Positivo è il tentativo di semplificare la parte burocratico-amministrativa. Semplificazione ottenuta anche grazie al nostro lavoro. Altrettanto utile è l’estensione alle forme associative dei Comuni, attualmente prevista esplicitamente per i singoli comuni, di effettuare assunzioni a tempo indeterminato di assistenti sociali, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale.

Numerose sono, tuttavia, le ombre. L’aspetto più importante è che le risorse stanziate sono insufficienti. Suscita, inoltre, perplessità la scelta di creare l’ennesimo Tavolo di lavoro sui minori in condizioni di difficoltà, anche per la sovrapposizione con altri Tavoli che già si occupano di argomenti simili. Anche l’istituzione di una Giornata nazionale dell’ascolto dei minori rischia di essere solo un doppione, un modo di dare attenzione a questo importante tema, senza troppo impegno. E non è chiaro il senso di queste duplicazioni. Sembra che ogni Ministero lavori per conto suo, senza raccordo, senza progettualità, ma solo con tanta confusione e molti slogan, soprattutto sull’importante questione dei minori.

Pioltello docet: la scuola è autonoma

La Lega ci ha provato, ma non ce l’ha fatta, smentita dalla sua stessa maggioranza in Regione Lombardia. È stata, infatti, bocciata, in consiglio regionale, la mozione leghista sulla vicenda della scuola di Pioltello e del giorno di chiusura in occasione della festa per la fine del Ramadan, a maggioranza, con 34 contrari, 33 favorevoli e molti non partecipanti al voto.

Il consiglio regionale lombardo ha dato un’ottima dimostrazione di democrazia, pluralismo e rispetto della comunità scolastica e dell’autonomia didattica di Pioltello. Questo perché la scuola, con i suoi organi collegiali, eletti anche dalle famiglie, ha deciso di dare quella giornata libera legittimamente, compensandola con altri rientri.

Ma nel frattempo la Lega ha fomentato una crociata ideologica, dannosa, contro la scuola e contro tutta la comunità di Pioltello, come hanno sottolineato i parroci del territorio e l’arcivescovo monsignor Mario Delpini. Al contrario del Carroccio, noi del Pd siamo fermamente convinti che compito della politica non sia intervenire nella scelta di un’altra istituzione come è la scuola, ma sostenerla, rispettandone l’autonomia. Perché la scuola, come abbiamo visto a Pioltello, è l’avanguardia del rispetto reciproco, non dell’indifferenza verso altre culture, come vorrebbe la destra.

Sanità, via alla raccolta firme

È stata avviata dal Gruppo regionale del Pd la raccolta firma per il progetto di legge di iniziativa popolare per cambiare radicalmente la sanità lombarda. Nella prima giornata di campagna sono arrivate mille firme in poche ore. E si sta continuando, nella volontà di far diventare la sanità regionale più giusta e per tutte e tutti, perché la salute è un diritto anche in Lombardia.

Il provvedimento proposto fissa i principi fondamentali del sistema sanitario regionale, come l’universalità, la centralità della prevenzione, la priorità dei servizi territoriali, e cancella l’equivalenza fra pubblico e privato. Un progetto dentro il quale nel servizio sanitario regionale l’offerta privata deve essere sussidiaria e la programmazione regionale stabilisce le prestazioni che il privato convenzionato può offrire per rispondere ai bisogni dei cittadini. La sanità va governata nell’interesse pubblico: deve essere il pubblico a decidere come, dove e quando intervenire sul privato. Solo così si potrà porre finalmente fine al dramma delle liste d’attesa ed evitare che oggi in Lombardia solo chi può pagare, si possa curare.

Qui il link dell’iniziativa, dove è anche possibile consultare il calendario dei prossimi banchetti: https://conlasalutenonsischerza.it/

Alcuni appuntamenti

Lunedì 15 aprile 2024 alle 16.45 sarò al Parco Tecnologico Padano di Lodi a parlare di agricoltura. In particolare di Consulenza aziendale e di Peste Suina Africana.

Se vuoi leggere volantino clicca su  Volantino_Convegno_Agricoltura_compressed.pdf

Mercoledì 17 aprile 2024 alle ore 17.30 sarò alla Libreria San Paolo a Milano via Pattari 6 a presentare il libro “La Resistenza Cattolica” di Silvio Mengotto con Mariapia Garavaglia.

Se vuoi leggere volantino clicca qui  paoline-mengotto-resistenza-cattolica-milano-17apr24-loc.jpg

Venerdì 19 aprile 2024 alle ore 18.30 Fabio Pizzul sarà a Cesano Boscone presso Oratorio San Giovanni Battista piazza San Giovanni Battista a parlare di Laudato Si e questioni ambientali.

Se vuoi leggere volantino clicca su  Fabio_Pizzul_Cesano_Boscone.jpg

Pensieri Democratici

Contro il femminicidio il rispetto per l’altro

In questa newsletter vorrei tornare sul tema del femminicidio, di cui, in queste settimane, si è molto parlato.

E’ questo un problema che si protrae da tempo e molte sono state le possibili soluzioni indicate. Personalmente ritengo che, prima di ogni azione, si renda necessario adoperarsi perché ci si avvii ad un profondo cambio di paradigma. Passare, cioè da una visione della vita individualista, costruita intorno ai propri interessi, dove ognuno si sente libero di fare tutto ciò che vuole nei confronti delle cose e delle persone che ha di fronte (soprattutto se fragili, deboli, donne), alla convinzione che siamo parte di una comunità e che per essa è necessario adoperarsi.

E se il senso di comunità è da rafforzare è necessario individuare e valorizzare i luoghi di incontro delle persone: la scuola, il posto di lavoro, il quartiere, il volontariato, le attività culturali e ricreative. Un forte senso di comunità rafforza la capacità della comunità stessa di dare un aiuto collettivo, alimenta la sensazione di essere risorsa, insegna ai singoli a farsi carico, a sentirsi responsabile nei confronti di tutti e anche delle donne.

Anche la politica deve cambiare il proprio paradigma: nel modo di parlare, nel considerare le persone senza fare distinzione di sesso, di provenienza, di cittadinanza. Diffondere l’idea, come spesso accade, che c’è qualcuno che è meno uguale degli altri, potrebbe  finire per giustificare chi, approfittando della situazione, si  sente libero di poter gestire la vita di un’altra persona a suo piacimento, considerandosi più forte e anche nel giusto.

Sulla Psa Regione dilettante

A fine novembre, sono intervenuto a un partecipato e atteso incontro, a Montebello della Battaglia, sul tema della peste suina africana, organizzato dal Pd. È stata l’occasione per fare il punto, parlando a cittadini, allevatori e a tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti da questa epidemia.

Ho detto che innanzitutto non è chiaro, dopo mesi, che la questione non è tanto in capo all’assessorato all’Agricoltura, ma, trattandosi di un problema sanitario, seppure di ordine veterinario, è l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, con la sua Direzione generale che deve occuparsene. Al momento  siamo nella situazione in cui, in un momento in cui dovrebbe esserci massima vigilanza, il numero dei veterinari pubblici dipendenti, che era stato pesantemente ridotto negli anni scorsi, non ha subito nessun aumento. Di conseguenza, diventa difficile un’implementazione dei controlli e delle verifiche con questi numeri ridotti. Inoltre mancano le giuste indicazioni da parte del veterinario regionale.

L’unico intervento realmente fatto dalla Regione e che avevo sollecitato pubblicamente, è stato quello di vietare l’obbligo dell’uso della paglia come lettiera per i suini, perché può contribuire alla diffusione del virus all’interno delle aziende, considerato che, provenendo dalle campagne, può essere stata contaminata dal contatto con cinghiali, volpi o altri animali infetti. E questo è stato deciso con una recente ordinanza. Peccato che ci hanno aggiunto anche il fieno che con i suini non c’entra nulla, ma, nelle aziende duplici, cioè quelle che allevano sia suini che bovini, diventa un problema: gli allevatori cosa daranno da mangiare alle mucche se non possono più distribuire il fieno? Insomma, in Regione siamo ancora al dilettantismo puro.

Invece, andrebbe proibita la possibilità del pascolo dei suini, poiché possono essere loro stessi direttamente ricettacolo dell’infezione dei cinghiali o di altri animali selvatici. Per fare questi interventi bisogna intendersene e sapere che suggerimenti dare all’assessorato che si occupa di sanità, come già fatto in altre regioni. Un anno fa ho organizzato il primo incontro su questo tema, perché già si sapeva il rischio a cui si andava incontro. Ma nessuno ha fatto niente se non limitarsi a sperare che un contenimento stringente risolvesse il problema.

E sulla Pac esalta le briciole

Regione Lombardia non si rende neanche conto dei suoi inspiegabili trionfalismi. Ha, infatti, annunciato in pompa magna che ha erogato 190 milioni di euro a circa 25mila aziende agricole, con gli stanziamenti previsti nell’ambito dell’Anticipo Pac 2023. Peccato che vuol dire dare poco più di 7 mila euro ad azienda. Praticamente la razione alimentare di 7 giorni per una stalla da 100 capi.

È un taglio pesante, gli allevatori sono preoccupati. E i toni utilizzati da assessore all’Agricoltura e presidente regionali, che si sono vantati di questa spartizione di briciole, sono veramente fuori luogo. Oltre tutto hanno pure detto che le domande sono state 30mila. Se avessero fatto i conti, capirebbero che siamo a una cifra a dir poco ridicola. In un’azienda agricola, con costi imponenti, mantenimento degli animali, lavorazione, spesa energetica ormai alle stelle, poche migliaia di euro sono una goccia nel mare.

E secondo la Giunta di centrodestra con questi soldi, che considera un grande provvedimento, le aziende dovrebbero competere sul mercato, programmare le attività all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica, rilanciando gli investimenti. Se non ci fosse da piangere, ci verrebbe da ridere. Regione dovrebbe fare in modo che i prossimi interventi con il Piano di sviluppo rurale vadano sempre a buon fine e che non vengano restituiti fondi all’Unione europea, come spesso accade. Soprattutto deve esserci la possibilità per le piccole aziende di poter accedere al Psr e di poter avere questi contributi, cosa che finora non era scontata. Quindi, non si vantino di interventi ben poco remunerativi per il comparto, facciano in modo che tutti i soldi vengano utilizzati e che ogni azienda possa averne una parte.

E se, come dice l’assessore a sua difesa, i contributi Pac seguono criteri proporzionali legati alle dimensioni e alle attività dell’azienda agricole e che ci sono aziende grandi che arrivano a percepire 100mila euro, ciò significa che ci sono anche aziende piccole, numerosissime sui nostri territori, che prenderanno solo le briciole, neanche 7mila euro.

Dl Anticipi, ma come piace alla destra

Intanto, a Roma, continua lo stillicidio di decreti legge dai contenuti discutibili e caratterizzati dalla mancanza di rispetto e correttezza istituzionale verso il Parlamento. Questa volta si tratta del Dl denominato “Anticipi”, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale e collegato alla Legge di Bilancio 2024. Introduce “Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti

territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”.

Si tratta dell’ultimo tentativo del Governo di correggere sè stesso e di

migliorare una Manovra che, oltre a essere iniqua, fragile e di corto respiro, manca del tutto di capacità espansiva, di sostegno alla crescita. Il risultato, però, è decisamente insufficiente e deludente, perché siamo di fronte all’ennesimo decreto omnibus, buttato lì, senza un filo conduttore.

Ad esempio, contiene risorse per le attività di chirurgia estetica (estende l’esenzione Iva per le prestazioni sanitarie anche alle prestazioni sanitarie di

chirurgia estetica) e per gli integratori alimentari o per gli aromi destinati ai prodotti liquidi da inalazione, ma non ci sono soldi per il Fondo per le non autosufficienze, per Opzione donna, per il fondo per l’Alzheimer.

Per non parlare degli sconti sugli extra profitti alle aziende energetiche per 450 milioni di euro e di quello che è di fatto l’ennesimo condono.

Le nostre proposte, cadute nel vuoto, erano di tutt’altro tenore: il rifinanziamento per almeno 100 milioni del Fondo per il sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole, l’aumento da 6 a 10 milioni del sostegno degli affitti per gli studenti fuori sede, la proroga della maggior tutela per le utenze domestiche, il rifinanziamento del bonus sociale per la luce e il gas, il rifinanziamento del bonus trasporti, il credito d’imposta per il caro mutui per le famiglie. Lo stanziamento di maggiori risorse per il Fondo per la disabilità, il Fondo per la non autosufficienza e il Fondo per l’Alzheimer. Tanti altri

temi sono rimasti inascoltati: dal potenziamento dell’assegno unico al rifinanziamento del Fondo per le imprese femminili.

VALLACCHI E COVA (PD): “REGIONE IMMOBILE, SPETTA ALL’ASSESSORATO ALLA SANITÀ OCCUPARSENE. PROIBIRE IL FIENO: UN DANNO”

Partecipato e atteso l’incontro che si è tenuto l’altra sera, a Montebello della Battaglia, sul tema della peste suina africana e organizzato dal Pd. Sono intervenuti Simone Marchesi, segretario provinciale, e Giulio Torlaschi, segretario di Circolo di Casteggio, Milena D’Imperio, già vicepresidente provinciale di Pavia, e Paolo Gramigna, già assessore provinciale, e, come relatori, Roberta Vallacchi, consigliera regionale dem, l’on. Antonella Forattini, l’ex deputato Paolo Cova. “È stata l’occasione per fare il punto, parlando a cittadini, allevatori e a tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti da questa epidemia”, spiega Vallacchi, che sta seguendo da vicino la questione.

“Ho fatto presente che già quando c’è stato il primo caso, a gennaio 2022, proprio vicino alla provincia di Pavia, si sarebbero dovute mettere in atto subito misure di prevenzione e protezione, quindi le recinzioni, un’azione di contenimento dei cinghiali, fatta bene con tutte le norme di biosicurezza per non veicolare il virus. Perché purtroppo permane per mesi nell’ambiente e si può portare in giro facilmente, è di alta diffusione e infettivo”, ha detto la dem.

“Regione Lombardia però non ha fatto nulla finché non c’è stato il primo caso nel pavese, quindi in estremo ritardo, e ha continuato a posticipare gli interventi perché siamo ancora allo stesso punto di mesi fa: gli allevatori non hanno ancora visto un euro di indennizzo, non sono stati fatti ancora i bandi per i finanziamenti per le recinzioni da dare a tutti, non è stata fatta una gestione dei liquami, non è stato progettato un contenimento dei cinghiali in sicurezza, la questione macelli rimane ancora aperta perché hanno trovato solo una parziale soluzione. Quindi i problemi sono ancora tutti lì e Regione continua a rimandare, con le persone che non sanno nemmeno dove inizia e dove finisce la zona rossa, perciò camminano senza sapere e applicare le norme di biosicurezza”, ha aggiunto Vallacchi.

Tra gli ospiti della serata Paolo Cova, ex parlamentare del Pd e oggi vicesegretario nazionale del Sivelp, il Sindacato veterinari liberi professionisti: “Innanzitutto non è chiaro, dopo mesi, che la questione non è tanto in capo all’assessorato all’Agricoltura, ma, trattandosi di un problema sanitario, seppure di ordine veterinario, è l’assessore Bertolaso con la sua Direzione generale che deve occuparsene – ha fatto presente il professionista –. Invece, siamo nella situazione in cui addirittura il numero dei veterinari pubblici dipendenti, che era stato pesantemente ridotto negli anni scorsi, anche in un’emergenza come questa non ha subito nessun aumento. Di conseguenza, diventa difficile un’implementazione dei controlli e delle verifiche con questi numeri ridotti. E il veterinario regionale non sta dando le giuste indicazioni”.

L’unico intervento realmente fatto dalla Regione “e che avevo sollecitato pubblicamente, è stato quello di vietare l’obbligo dell’uso della paglia come lettiera per i suini, perché può contribuire alla diffusione del virus all’interno delle aziende, considerato che, provenendo dalle campagne, può essere stata contaminata dal contatto con cinghiali, volpi o altri animali infetti. E questo è stato deciso con una recente ordinanza. Peccato che ci hanno aggiunto anche il fieno che con i suini non c’entra nulla, ma, nelle aziende duplici, cioè quelle che allevano sia suini che bovini, diventa un problema: gli allevatori cosa daranno da mangiare alle mucche se non possono più distribuire il fieno?”, si è chiesto retoricamente l’ex deputato.

Piuttosto, “andrebbe proibita la possibilità del pascolo dei suini, poiché possono essere loro stessi direttamente ricettacolo dell’infezione dei cinghiali o di altri animali selvatici. Ma per fare questi interventi bisogna intendersene e sapere che suggerimenti dare all’assessorato che si occupa di sanità, come già fatto in altre regioni. Un anno fa ho organizzato il primo incontro su questo tema, perché già si sapeva, già si correva il rischio. Ma nessuno ha fatto niente se non limitarsi a sperare che un contenimento stringente risolvesse il problema”, ha concluso Cova.

Milano, 21 novembre 2023

Laura Sebastianutti

Ufficio Stampa

Cell. 349 5575775

On. Cova: “Peste suina: Regione intervenga sugli aspetti sanitari. E assuma veterinari”

On. Cova: “Peste suina: Regione intervenga sugli aspetti sanitari. E assuma veterinari”

“La Lombardia ha la metà del patrimonio di suini italiani con circa 4 milioni e mezzo di capi, e l’avanzare della Psa in questi giorni rischia di creare un problema enorme al nostro comparto zootecnico suinicolo”, lanciava l’allarme oltre un anno fa, Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, già componente della Commissione Agricoltura della Camera e oggi vicesegretario nazionale del Sivelp, il Sindacato veterinari liberi professionisti. Un allarme rimasto inascoltato, sottolinea oggi, di fronte a quanto sta accadendo negli allevamenti lombardi.

“La Regione, con i suoi assessorati, in particolare quello alla sanità, non ha emanato alcuna direttiva – denuncia Cova –. Eppure, gli interventi da fare sono chiari: prima di tutto, è necessario togliere l’obbligo dell’uso della paglia come lettiera per i suini e addirittura vietarne l’uso, perché può contribuire alla diffusione del virus all’interno delle aziende, considerato che, provenendo dalle campagne, può essere stata contaminata dal contatto con cinghiali, volpi o altri animali infetti. Secondo aspetto, andrebbe proibita la possibilità del pascolo dei suini, poiché possono essere anche loro ricettacolo dell’infezione dei cinghiali o di altri animali selvatici”.

Un altro grosso problema, secondo il professionista, “è il numero dei veterinari pubblici dipendenti, che era stato pesantemente ridotto negli anni scorsi e anche in un’emergenza come questa non ha subito nessun aumento. Di conseguenza, diventa difficile un’implementazione dei controlli e delle verifiche con questi numeri ridotti. Il pericolo di una diffusione fuori controllo, oggi, in Lombardia, è perciò reale”, conclude Cova.

Milano, 9 ottobre 2023

WikiMafia

Ho aderito alla campagna di WikiMafia di contrasto alla mafia e di parlare di questo tema. Fra gli impegni presi c’è quello di diffondere e rendere pubblici i finanziatori della propria campagna elettorale che hanno versato più di 500,00€.
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