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La soluzione è il Rosatellum

Ha fatto molto parlare di sé prima ancora di essere votato. Ora, alla Camera, previo voto di fiducia sui primi tre articoli e voto palese per il quarto e quinto articolo, abbiamo approvato le Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali, la legge elettorale di riforma che va sotto il nome di Rosatellum, dal nome del capogruppo Pd Ettore Rosato che l’ha proposta.

Cercherò di spiegarla bene, visto che non è mai semplicissimo capire i meccanismi della democrazia. Gli aspetti principali della nuova legge elettorale sono i candidati indicati con chiarezza sulle schede, sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali, con liste cortissime; un rapporto più stretto tra eletto ed elettore; un sistema elettorale misto identico per le due Camere; la possibilità di dare vita a coalizioni nazionali.

Nel dettaglio, 232 deputati alla Camera e 116 senatori sono eletti in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali. Le soglie di sbarramento nazionali sono del 10% per le coalizioni e del 3% per le liste. I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e i partiti coalizzati presentano candidati unitari nei collegi uninominali.

L’elettore può esprimere il voto solo per il collegio uninominale oppure il voto sia per il collegio uninominale sia plurinominale.

Ancora più nello specifico, vediamo come si applica il nuovo sistema alla Camera e come si eleggono i 630 deputati: 232 con sistema maggioritario dove vince chi ottiene più voti nei collegi uninominali (231 collegi uninominali, che comprendono 6 del Trentino Alto Adige/Sud Tirolo, 2 del Molise, 1 collegio uninominale in Valle D’Aosta); 386 con sistema proporzionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; 12 sono gli eletti nella circoscrizione estera.

Al Senato, sui 315 senatori, 116 sono eletti con sistema maggioritario dove vince chi ottiene più voti nei collegi uninominali (che comprendono 6 collegi uninominali del Trentino Alto Adige/Sud Tirolo, 1 collegio uninominale in Valle D’Aosta); 193 con sistema proporzionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento. Infine, 6 sono eletti nella circoscrizione estera.

Specifiche disposizioni sono dettate ai fini del rispetto del principio dell’equilibrio di genere. Innanzitutto, sia alla Camera, sia al Senato, a pena di inammissibilità, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali i candidati devono essere collocati secondo un ordine alternato di genere.

Alla Camera, nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione nei collegi uninominali a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all’unità più prossima. Nel complesso delle liste nei collegi plurinominali presentate da ciascuna lista a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all’unità più prossima, nella posizione di capolista.

Al Senato, le stesse previsioni sono stabilite a livello regionale ed è compito dell’ufficio elettorale regionale assicurarne il rispetto.

Al di là degli aspetti più tecnici, vorrei sottolineare che il Parlamento ha sempre chiesto un’ampia partecipazione al confronto e coloro che non hanno voluto seguirne l’iter lo hanno fatto per i propri interessi elettorali oltre a seminare il dubbio che il Parlamento fosse incapace di scrivere e promulgare una nuova legge elettorale.

Cristiani e politica

“Un dissidio rappacificato” è il titolo dell’incontro che propone alcune riflessioni a partire dal libro “Spiritualità e politica” di Mons. Mario Spezzibottiani, che si terrà domenica 22 ottobre, alle 19.30, al Refettorio Ambrosiano di piazza Greco, a Milano.

È questo il tema di un libro che raccoglie le riflessioni del compianto monsignor Spezzibottiani sulla spiritualità dei cristiani impegnati in politica. Il libro suscita domande attuali e decisive riguardo lo stile e il modo di stare in politica dei cattolici. Il momento sarà conviviale e, assieme a Fabio Pizzul che modererà l’incontro, ci saranno Daniela Mazzuconi e Alfredo Canavero, che hanno dato il loro contributo al volume.

Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi inviando una mail all’indirizzo: posta@noifuturoprossimo.it

Paolo Cova

Il Sicomoro

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Il numero del Sicomoro è dedicato all’arrivo del un nuovo arcivescovo a Milano. Una occasione di riflessione della comunità religiosa, ma credo abbia un significato anche dal punto di vista civile.
    Il mio saluto al nostro vescovo Mario Delpini.
Se vuoi leggere clicca su Sicomoro n.9 del 1 ottobre 2017

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Mai più barriere

Le Disposizioni per il coordinamento della disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche che abbiamo approvato, questa settimana, alla Camera, in prima lettura, elimineranno, finalmente, la frammentazione della normativa che detta prescrizioni tecniche per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati e negli spazi e servizi pubblici o aperti al pubblico, o di pubblica utilità.

La normativa, ora contenuta in diversi provvedimenti approvati negli ultimi trent’anni, sarà coordinata e aggiornata con un unico regolamento, emanato con decreto del Presidente della Repubblica, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore.

In questo modo, una disciplina per la progettazione e la realizzazione di strutture accessibili, disomogenea e frammentaria, assai complessa da applicare, con incertezze sulla norma applicabile nel concreto e difficoltà interpretative e applicative derivanti dalla diversa regolamentazione prevista per edifici e altri spazi pubblici e per residenze pubbliche e private, diviene una normativa uniforme e certa per gli utenti e gli operatori del settore.

Una Commissione avrà il compito di individuare la soluzione a eventuali problemi tecnici derivanti dall’applicazione della normativa, nonché di elaborare proposte di modifica e aggiornamento utili a implementare innovazioni tecnologiche per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle parti comuni degli edifici esistenti e nelle loro pertinenze.

La stessa Commissione dovrà adottare linee guida tecniche basate sulla progettazione universale contenuta nella Convenzione delle Nazioni unite del 13 dicembre 2006, garantendo il monitoraggio sistematico dell’attività delle pubbliche amministrazioni in materia di adozione di piani di eliminazione delle barriere architettoniche.

 

Stop alle mine antiuomo

Abbiamo approvato definitivamente un altro importante provvedimento: la proposta di legge Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo. La norma si inserisce nell’ambito di una serie di convenzioni internazionali, in particolare: la Convenzione di Ottawa, firmata da 127 Paesi nel dicembre 1997 e ratificata dall’Italia con legge del 1999, e la Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo, o cluster munition (Ccm), adottata a Dublino il 30 maggio 2008 e ratificata dall’Italia nel 2011. L’Italia partecipa attivamente all’applicazione di queste Convenzioni e, tra l’altro, ha istituito il Fondo per lo sminamento umanitario in modo da realizzare programmi integrati relativi allo sminamento.

Per quanto riguarda il contenuto della proposta vengono vietati totalmente il finanziamento di società, in qualsiasi forma giuridica costituite, aventi sede in Italia o all’estero, che, direttamente o tramite controllate o collegate, svolgono attività di costruzione, impiego, stoccaggio, distribuzione, trasferimento o trasporto di mine anti-persona, munizioni e submunizioni cluster, di qualunque natura o composizione, o di parti di esse; la ricerca tecnologica, la fabbricazione, la vendita e la cessione, a qualsiasi titolo, l’esportazione, l’importazione e detenzione di munizioni e submunizioni cluster, di qualunque natura o composizione, o di parti di esse; la partecipazione a bandi o programmi di finanziamento pubblico da parte di queste società.

Inoltre, individua i compiti delle Autorità di vigilanza, prevedendo che emani apposite istruzioni per l’esercizio di controlli rafforzati sull’operato degli intermediari abilitati, al fine di contrastare il finanziamento di ogni attività in ogni modo collegata alle mine antipersona.

Definisce i compiti per gli intermediari, i quali devono, entro novanta giorni dalla pubblicazione dell’elenco delle società operanti nel settore, escludere dai prodotti offerti ogni componente che costituisca supporto finanziario alle società incluse nell’elenco. Disciplina le verifiche dei divieti posti dalle norme in esame e le sanzioni in caso di inosservanza del divieto di finanziamento: la sanzione amministrativa pecuniaria da 150.000 a 1.500.000 euro, nei confronti delle persone giuridiche; la sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 250.000 euro nei confronti delle persone fisiche.

 

Ema uguale Milano

Sapete probabilmente tutti che Milano si è candidata a ospitare l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che sta per lasciare la Gran Bretagna, dopo la Brexit. Il presidente regionale ha messo a disposizione Palazzo Pirelli, oggi sede del consiglio, pur di avere in città questa importante presenza. D’accordo con lui anche il nostro sindaco Giuseppe Sala. E noi abbiamo dato una mano in questo senso approvando una mozione.

La premessa è che l’Italia rappresenta da anni il secondo Paese in Europa per produzione nel settore farmaceutico e il primo per capacità produttive per numero di addetti, dopo la Germania, con il 26 per cento della produzione totale e il 19 per cento del mercato. Si tratta di un sistema diffuso, con hub regionali ed eccellenze in diverse aree del Paese. La Lombardia, in particolare, è la prima regione italiana nel settore farmaceutico con 28.000 addetti, più altri 18.000 che lavorano nell’indotto, e investe ogni anno 7 miliardi di euro in ricerca e innovazione.

Anche nel campo biomedicale la Lombardia, con oltre 800 imprese, 30.000 dipendenti e il 49 per cento del fatturato nazionale, è la prima regione nel settore dei dispositivi medici. La provincia di Milano, in particolare, è l’area a maggiore concentrazione di imprese, con circa il 61 per cento delle imprese lombarde, e quasi l’80 per cento del fatturato prodotto nella regione. Milano e la sua provincia sono al primo posto per il numero degli addetti, ma anche le province di Monza-Brianza e Varese si attestano rispettivamente al quinto e al sesto posto nella classifica nazionale.

Secondo l’ufficio studi di Assolombarda, dalle università milanesi, dai suoi centri studi e dalle sue imprese nel 2015 sono stati pubblicati 11.600 articoli scientifici, di cui 6.200 nel campo della scienza della vita. Il 15 per cento della popolazione opera nelle università. La metà dei farmaci sperimentali per terapie avanzate al vaglio dell’Agenzia europea per i medicinali è stata concepita nel capoluogo lombardo.

Chi meglio di noi, dunque? La mozione impegna, perciò, il Governo a proseguire e intensificare l’azione di sostegno della candidatura di Milano a sede dell’Agenzia europea per i medicinali, ponendo in essere, ai più alti livelli e attraverso un’azione delle rappresentanze diplomatiche volta a raccogliere consensi da parte degli altri Stati membri dell’Unione europea, tutte le iniziative necessarie in tal senso, rappresentando questa scelta una grande opportunità culturale, economica ed occupazionale, nonché uno stimolo per la valorizzazione del patrimonio scientifico nel campo sanitario del nostro Paese.

 

Tutte le novità del Def

Via libera anche alla risoluzione sul Documento di economia e finanzia, dopo l’esame della Nota di aggiornamento. I punti principali impegnano il Governo a provvedere con la prossima legge di bilancio alla completa sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette per l’anno 2018; al sostegno degli investimenti, incentivando gli investimenti privati in beni strumentali e immateriali, nonché allocando maggiori risorse per gli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali, anche attraverso l’individuazione delle misure più idonee per consentire un maggiore utilizzo dell’avanzo di amministrazione di ciascun ente per la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche; alla promozione dell’aumento dell’occupazione, in particolare a tempo indeterminato per i giovani, mediante nuovi interventi di decontribuzione del lavoro; al potenziamento degli strumenti di l otta alla povertà e all’esclusione sociale, incrementando le risorse destinate a finanziare il reddito di inclusione; al finanziamento delle politiche invariate, inclusive delle risorse per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego.

Inoltre si intende favorire, nella legge di bilancio 2018-2020, un complesso di interventi in materia sanitaria, volti a incrementare nel tempo le risorse di conto capitale destinate ad investimenti nel settore della sanità, rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico, a prorogare la riduzione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti abitativi ed eventualmente estendere il sistema della tassazione sostitutiva anche sui redditi derivanti dagli affitti di immobili ad uso non residenziale, a proseguire la politica di sostegno alle famiglie e di contrasto alla prolungata tendenza al calo demografico, valutando altresì la possibilità di potenziare il sistema degli assegni per i figli a carico, anche procedendo alla necessaria razionalizzazione degli attuali istituti.

 

Un successo chiamato Ecomaratona

Come avevo anticipato, questa settimana ho organizzato, a Palazzo Chigi, la conferenza stampa di presentazione dell’Ecomaratona del Chianti ed è stato un successo, perché questa gara piace a partecipanti ed esperti.

Erano presenti il Ministro per lo Sport Luca Lotti, che ha avuto parole di grande elogio per la manifestazione, assieme a Fabrizio Nepi, presidente della Provincia di Siena e sindaco di Castelnuovo Berardenga, Mauro Clarichetti, in rappresentanza del Comitato Ecomaratona del Chianti, Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio vino Chianti Classico, Giorgio Calcaterra, maratoneta e campione del mondo 100 chilometri, e Fabio Fiaschi, giornalista e direttore di “Runners e benessere”. Ricordo che l’11esima edizione della corsa si svolgerà domenica 15 ottobre in provincia di Siena, sul territorio di Castelnuovo Berardenga.

Saranno un evento e una giornata di sport e cultura, immersi nella bella natura della campagna senese dove si potranno degustare tutti i prodotti dell’agricoltura locale. Il territorio e le sue eccellenze rappresenteranno un ottimo viatico per gli sportivi, che correranno sui diversi percorsi, e per gli accompagnatori e i famigliari. Si tratta di un patrimonio che non può essere delocalizzato, ma piuttosto valorizzato anche con eventi come questa corsa. Un grazie al Ministro Lotti che ha voluto essere presente in segno di sostegno a queste competizioni che contribuiscono a rendere grande lo sport italiano.

 

Ius soli: sciopero anche io

Avrete sentito parlare dello sciopero della fame a staffetta per lo Ius soli. È un evento simbolico, evidentemente, ma di grande significato: sappiamo tutti che i tempi per approvare la legge ci sono, ma forse il tempo per aspettare ancora non ce l’hanno tanti ragazzi che si sentono italiani come chiunque di noi.

Ebbene, ho deciso convintamente di aderire alla proposta. Lo sento proprio come un dovere nei confronti di tanti piccoli che nascono e crescono in Italia.

Paolo Cova

On. Cova: “Ecomaratona del Chianti: occasione per valorizzare lo sport, la cultura, la natura e l’agricoltura della campagna senese”

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Si è tenuta stamattina, a Palazzo Chigi, a Roma, la conferenza stampa di presentazione dell’Ecomaratona del Chianti, organizzata dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd. Presente il Ministro per lo Sport Luca Lotti, assieme a Fabrizio Nepi, presidente della Provincia di Siena e sindaco di Castelnuovo Berardenga, Mauro Clarichetti, in rappresentanza del Comitato Ecomaratona del Chianti, Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio vino Chianti Classico, Giorgio Calcaterra, maratoneta e campione del mondo 100 chilometri, e Fabio Fiaschi, giornalista e direttore di ‘Runners e benessere’, l’incontro con i giornalisti ha presentato l’11esima edizione della corsa che si svolgerà domenica 15 ottobre in provincia di Siena, sul territorio di Castelnuovo Berardenga.
“Saranno un evento e una giornata di sport e cultura, immersi nella bella natura della campagna senese dove si potranno degustare tutti i prodotti dell’agricoltura locale. Il territorio è le sue eccellenze rappresenteranno un ottimo viatico per gli sportivi, che correranno sui diversi percorsi, e per gli accompagnatori e i famigliari”, commenta Cova al termine della presentazione.

 

“Si tratta di un patrimonio che non può essere delocalizzazione, ma piuttosto valorizzato anche con eventi come questa corsa. Un grazie al Ministro Lotti che ha voluto essere presente in segno di sostegno a queste competizioni che contribuiscono a rendere grande lo sport italiano”.

 

Roma, 5 ottobre 2017

Category: News, News

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Antimafia più efficace

 

Dopo quello che è venuto alla luce questa settimana in Lombardia – e non era la prima volta che si scopriva che la Brianza è ormai in mano all’ndrangheta –, ha avuto ancora più valore l’approvazione, alla Camera, delle Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni con Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate.

La riforma del Codice Antimafia nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2013 da 120mila cittadini e promossa da diverse associazioni con l’obiettivo di dare maggiore efficacia alle norme sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Dopo discussioni, confronti e audizioni e dopo che il testo originario è stato arricchito dai contributi nelle Commissioni Antimafia e Giustizia, la nuova legge rende finalmente organica la normativa antimafia relativa ai beni confiscati e sequestrati. La frammentarietà delle norme e le criticità emerse nel corso degli anni, infatti, portava più del 90% delle imprese sottratte alla criminalità organizzata a fallire dopo la confisca o il sequestro.

La nuova legge si muove su un doppio binario: da una parte presenta misure di contrasto sistematico alle organizzazioni criminali per colpirle dritte al cuore, cioè nelle imprese illecite; dall’altra prevede misure economiche di sostegno alle imprese stesse affinché continuino la propria attività anche dopo la confisca o il sequestro.

Tra le misure, le modifiche al ruolo e alle funzioni dell’Agenzia nazionale per i Beni confiscati; l’istituzione di un nuovo Fondo per il credito delle aziende sequestrate; l’ampliamento dei soggetti attivi e passivi; la tutela dei terzi creditori; la trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari; la delega al Governo per individuare specifici incentivi e ammortizzatori sociali per i lavoratori delle aziende confiscate e sequestrate; le misure contro il caporalato.

Gli obiettivi sono di rendere più efficace, tempestiva e trasparente l’adozione delle misure di prevenzione patrimoniale; istituire presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello sezioni o collegi specializzati; favorire la ripresa delle aziende sottoposte a sequestro; garantire una maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari; riorganizzare e rafforzare l’Agenzia nazionale per i beni confiscati; estendere i casi di confisca allargata; garantire in modo sempre più efficace i terzi di buona fede che risultano da atti anteriori al sequestro.

 

 

Regole per far cultura

 

E un altro bel passo avanti nella tutela delle nostre eccellenze è l’approvazione della Disciplina e promozione delle imprese culturali e creative. Un testo finalizzato a rafforzare e qualificare l’offerta culturale nazionale e a promuovere e sostenere l’imprenditorialità e l’occupazione, in particolare giovanile, mediante il sostegno delle imprese culturali e creative.

Innanzitutto, vengono stabiliti i requisiti che devono essere posseduti da un’impresa, pubblica o privata, per essere qualificata come culturale e creativa, ovvero avere per oggetto sociale l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali; avere sede in Italia, in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva, una unità locale o una filiale in Italia; svolgere un’attività stabile e continuativa.

Si dispone, poi, che per lo svolgimento delle attività di perseguimento dell’oggetto sociale, le imprese culturali e creative possano chiedere la concessione di beni demaniali dismessi, con particolare riferimento a caserme e scuole militari inutilizzate, non utilizzabili per altre finalità istituzionali e non trasferibili agli enti territoriali.

 

Via libera ai conti

 

Via libera, in settimana, anche al Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2016 e alle Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2017. Provvedimenti che fanno una sorta di fotografia dello stato dei conti. I numeri indicano un percorso positivo e di crescita, in questi anni, che si assesta attorno all’1,6 per cento. E poiché avevamo il segno meno fino a pochi anni fa, significa che ogni anno abbiamo ottenuto dei miglioramenti.

Altri parametri importanti sono, ad esempio, l’indebitamento netto, calato al 2,4 per cento del Pil rispetto all’anno precedente, quindi il 2016 attesta un risultato migliore rispetto all’anno precedente di 0,3 punti percentuali. Gli altri elementi che meritano di essere sottolineati sono l’avanzo primario e gli interessi. L’avanzo primario si stabilizza intorno all’1,5 per cento nei tre anni – l’1,6 nel 2014, l’1,5 nel 2015 e ancora l’1,5 nel 2016 – e dimostra una solidità di questo dato a valere nel tempo; la riduzione della pressione fiscale consente di dire che anche tra il 2015 e il 2016, grazie alle politiche di questi tre anni, si è riusciti ad arrivare a un 42,9 per cento nel 2016 che è un buon risultato.

 

 

Federalismo in ritardo

 

A più di quindici anni dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, il percorso attuativo del federalismo fiscale appare ancora in una fase di transizione. Il legislatore si era posto l’obiettivo di introdurre nell’ordinamento un nuovo assetto dei rapporti economico-finanziari tra lo Stato e le autonomie territoriali, basato sul superamento del sistema di finanza derivata e sull’attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa agli enti decentrati, nel rispetto dei principi di solidarietà, riequilibrio territoriale e coesione sociale sottesi al nostro sistema costituzionale.

Ma proprio poiché siamo rimasti indietro su questo progetto di riforma, abbiamo approvato una mozione concernente iniziative in ordine ai criteri di ripartizione del fondo di solidarietà comunale, anche nell’ottica dell’attuazione della riforma del federalismo fiscale, che impegna il Governo a riconsiderare il percorso attuativo del federalismo fiscale, in coerenza con l’articolo 119 della Costituzione, attraverso iniziative per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni; la previsione di un apporto di finanziamento statale nell’alimentazione del fondo di solidarietà comunale, legato al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni e degli obiettivi intermedi di servizio, nel rispetto dei vincoli aggregati di finanza pubblica; l’attivazione degli opportuni strumenti di ricognizione e di valutazione; il superamento progressivo del tax gap tra valori di mercato e valori catastali.

 

 

Via libera a nuove ratifiche

 

Siamo tornati ad approvare ratifiche, questa settimana, come quella per l’esecuzione del Protocollo addizionale di Nagoya-Kuala Lumpur, in materia di responsabilità e risarcimenti, al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, fatto a Nagoya il 15 ottobre 2010. O come la Ratifica ed esecuzione dei seguenti protocolli: Protocollo n. 15 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, fatto a Strasburgo il 24 giugno 2013; Protocollo n. 16 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, fatto a Strasburgo il 2 ottobre 2013, e dell’abbinata proposta di legge Schullian.

Abbiamo approvato anche il disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dell’Atto di Ginevra dell’Accordo dell’Aja concernente la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, fatto a Ginevra il 2 luglio 1999, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno; Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Zagabria il 5 luglio 2011; Ratifica ed esecuzione del Protocollo recante modifiche alla Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l’evasione fiscale del 5 dicembre 1980, fatto a Manila il 9 dicembre 2013.

 

 

 

Vi presento l’Ecomaratona del Chianti

Giovedì 5 ottobre, alle 12.30, nella Sala stampa di Palazzo Chigi, in largo Chigi 19, a Roma, ho organizzato la conferenza stampa di presentazione dell’Ecomaratona del Chianti, l’11esima edizione della corsa che si svolgerà domenica 15 ottobre in provincia di Siena, sul territorio di Castelnuovo Berardenga, e che prevede anche iniziative collaterali che animeranno le giornate di venerdì 13 e sabato 14 ottobre.

 

Alla conferenza stampa, assieme a me ci saranno il Ministro per lo Sport Luca Lotti, Fabrizio Nepi, presidente della Provincia di Siena e sindaco di Castelnuovo Berardenga, Mauro Clarichetti, in rappresentanza del Comitato Ecomaratona del Chianti, Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio vino Chianti Classico, Giorgio Calcaterra, maratoneta e campione del mondo 100 chilometri, Fabio Fiaschi, giornalista e direttore di “Runners e benessere”.

 

Ci tenevo particolarmente a organizzare la presentazione di questo importante evento, non solo come maratoneta di lungo corso, ma anche perché, oltre a valorizzare la corsa e il contatto con la natura, porta all’attenzione del grande pubblico un territorio spettacolare, la sua gastronomia, il suo paesaggio e i prodotti agricoli locali.

 

Se volete saperne di più www.ecomaratonadelchianti.it

 

 

Paolo Cova

L’Ecomaratona del Chianti presentata con il Ministro per lo Sport Luca Lotti​, il territorio​ e il campione del mondo Giorgio Calcaterra

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Giovedì 5 ottobre, alle 12.30, nella Sala stampa di Palazzo Chigi, in largo Chigi 19, a Roma, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’Ecomaratona del Chianti, organizzata dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd. L’11esima edizione della corsa si svolgerà domenica 15 ottobre in provincia di Siena, sul territorio di Castelnuovo Berardenga, e prevede anche iniziative collaterali che animeranno le giornate di venerdì 13 e sabato 14 ottobre.

Alla conferenza stampa parteciperanno, oltre all’on. Cova, il Ministro per lo Sport Luca Lotti, Fabrizio Nepi, presidente della Provincia di Siena e sindaco di Castelnuovo Berardenga, Mauro Clarichetti, in rappresentanza del Comitato Ecomaratona del Chianti, Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio vino Chianti Classico, Giorgio Calcaterra, maratoneta e campione del mondo 100 chilometri, Fabio Fiaschi, giornalista e direttore di ‘Runners e benessere’.

“Ci tenevo particolarmente a organizzare la conferenza stampa di questo importante evento, non solo come maratoneta di lungo corso, ma anche perché, oltre a valorizzare la corsa e il contatto con la natura, porta all’attenzione del grande pubblico un territorio spettacolare, la sua gastronomia, il suo paesaggio e i prodotti agricoli locali”, commenta Cova, rinviando per ogni dettaglio al sito www.ecomaratonadelchianti.it

 

Roma, 29 settembre 2017

 

“Sarò all’Ortica per l’inaugurazione dei murales, testimonianza di storia, cultura e museo a cielo aperto”

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Da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre 2017, in via San Faustino 5, nel quartiere dell’Ortica, a Milano, si terrà un evento dal titolo “Orme – Ortica memoria”, con l’inaugurazione di murales che renderanno tutta l’area una sorta di museo a cielo aperto.

 

“Sarò presente all’iniziativa che considero un progetto innovativo per rendere il quartiere un luogo di cultura e di conoscenza alla portata di chiunque”, fa sapere l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd.

 

Per Cova, infatti, “tutto ciò che intende preservare la memoria e l’importanza della vita del quartiere del presente e del passato va valorizzato e conservato. L’attenzione alla nostra città parte anche da questi progetti che, nel caso specifico, intendono sottolineare anche il ruolo e l’importanza della cooperazione come strumento di coesione tra cittadini che vivono la comunità”.

 

Roma, 27 settembre 2017

Il Sicomoro

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Carissime e carissimi,

riprende, dopo la pausa estiva, la pubblicazione de “Il Sicomoro” con articoli sui vaccini, la violenza sulle donne ed una intervista all’On. Richetti. Se vuoi leggere clicca qui.

 

 

Paolo Cova

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Come cambia la pesca

 

Una decisione importante quella presa questa settimana alla Camera, dove abbiamo approvato gli Interventi per il settore ittico e deleghe al Governo per il riordino e la semplificazione normativa e in materia di politiche sociali nella pesca professionale. Il testo passa ora all’esame del Senato.

Il provvedimento contiene misure attese dal comparto che da anni vive una crisi strutturale, causata dagli elevati costi di produzione, dalla diminuzione della capacità di pesca dovuta a ragioni di sostenibilità ambientale e dalla crisi di mercato, prevedendo una serie di deleghe al Governo. L’esecutivo dovrà ora occuparsi del riordino e dell’aggiornamento della normativa vigente in materia di pesca ed acquacoltura; di politiche sociali nel settore della pesca professionale, per garantire agli operatori della pesca, armatori e imbarcati, l’equo indennizzo o ristoro in caso di sospensione dell’attività di pesca; del riassetto della normativa nazionale vigente in materia di pesca sportiva; del riordino della normativa in materia di concessioni demaniali per la pesca e l’acquacoltura e di licenze di pesca.

Altre misure riguardano l’istituzione del Fondo per lo sviluppo della filiera ittica, con una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro per il 2018; le nuove disposizioni sui distretti di pesca; la disciplina dei Centri di assistenza per lo sviluppo della pesca e dell’acquacoltura; l’inclusione degli organismi promossi dalle associazioni di categoria tra i soggetti abilitati a predisporre i programmi per la promozione della cooperazione e dell’associazionismo delle imprese di pesca; la modifica della disciplina della rappresentanza delle associazioni della pesca nelle commissioni di riserva delle aree marine; il ripristino delle funzioni della Commissione consultiva centrale della pesca e dell’acquacoltura; le nuove disposizioni in materia di prodotti della pesca; l’adeguamento della normativa primaria in materia di pescaturismo e ittiturismo; l’estensione ai settori della pesca e dell’acquacolt ura dell’esenzione dall’imposta di bollo; l’introduzione della disciplina della vendita diretta dal pescatore al consumatore finale; la ripartizione di ogni eventuale incremento annuo del contingente di cattura di tonno rosso; le modifiche al sistema sanzionatorio.

 

 

Coni, c’è un limite ai mandati

 

Un’altra proposta di legge che era necessaria e che ha avuto il via libera della Camera è quella che contiene le Modifiche al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e delle federazioni sportive nazionali, e al decreto legislativo 27 febbraio 2017, n. 43, in materia di limiti al rinnovo delle cariche nel Comitato italiano paralimpico (Cip), nelle federazioni sportive paralimpiche, nelle discipline sportive paralimpiche e negli enti di promozione sportiva paralimpica, già approvata dal Senato.

In sostanza, la nostra proposta di legge interviene sui mandati degli organi del Coni, delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva, degli organi del Cip e definisce nuovi limiti al rinnovo dei mandati degli stessi.

Si fissa un tetto massimo di tre mandati quadriennali per il presidente e gli altri componenti della Giunta nazionale del Coni e – in mancanza di adeguamento – si prevede che il Comitato possa nominare un commissario ad acta tenuto a disporre queste modifiche. Si dispone anche che il presidente e i membri degli organi direttivi delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva non possano svolgere più di tre mandati, limite che può essere abbassato dai singoli statuti.

Si introduce, inoltre, una disposizione sugli organi del Cip (il Consiglio nazionale, la Giunta nazionale, il presidente, il segretario generale e il collegio dei revisori dei conti) prevedendo, anche per questi organi, il limite di 3 mandati quadriennali. Di rilievo, il principio introdotto in sede referente in Commissione Cultura sul tema della promozione delle pari opportunità per le donne e gli uomini nell’accesso agli organi di direttivo.

 

 

Nessuno tocchi gli anziani

 

Questa settimana abbiamo messo uno stop anche alle frodi nei confronti dei soggetti deboli, le più odiose, approvando le Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, concernenti i delitti di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili e di circonvenzione di persona incapace. Il provvedimento nasce dall’esigenza di arginare il sempre più dilagante ed allarmante fenomeno criminale delle frodi in danno di persone che sono vulnerabili in ragione dell’età avanzata.

La nuova norma dice che chiunque, con mezzi fraudolenti, induce una persona che versi in situazioni di vulnerabilità psicofisica, in ragione dell’età avanzata, a dare o promettere indebitamente a sé o ad altri denaro, beni o altra utilità, commettendo il fatto nell’abitazione della persona offesa o in altro luogo di privata dimora, all’interno o in prossimità di uffici postali o di sedi di istituti di credito, di luoghi di cura o di ritrovo di persone anziane o di case di riposo, ovvero simulando un’offerta commerciale di beni o servizi, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 400 a euro 3.000.

L’innalzamento della pena è previsto per il delitto di circonvenzione di incapace, mentre l’aggravante si ha se il fatto è commesso con strumenti telefonici, informatici o telematici o avvalendosi di dati della vita privata della persona offesa, acquisiti fraudolentemente o senza il suo consenso.

In caso di condanna, viene prevista la confisca, anche per equivalente, dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, mentre la custodia cautelare in carcere si può applicare anche se il giudice ritiene che, all’esito del giudizio, la pena detentiva irrogata non sarà superiore a 3 anni.

 

 

 

Al bando il nucleare

 

Sappiamo tutti ciò che sta accadendo in Corea del Nord. Un dittatore sta mettendo a rischio la comunità internazionale che si deve confrontare con nuove e gravi sfide alla pace e alla sicurezza internazionale, incluso il concreto rischio di una ulteriore proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei vettori ad esse associati. Le catastrofi umanitarie e i danni irreversibili che possono essere prodotti dalle armi nucleari le rendono inconciliabili con il diritto internazionale umanitario e hanno indotto la comunità internazionale a rendere prioritari gli obiettivi della non proliferazione e del disarmo generale. Lo sforzo volto alla riduzione degli armamenti nucleari ha dato buoni frutti negli anni passati, soprattutto attraverso la conclusione di fondamentali trattati internazionali.

Ecco perché abbiamo voluto approvare una mozione concernente iniziative in materia di dislocazione, trasporto e acquisizione di armi nucleari in Italia, che impegna il Governo a continuare a perseguire l’obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, attraverso un approccio progressivo e inclusivo al disarmo, che riconosca la centralità del Trattato di non proliferazione nucleare, e attraverso modalità che promuovano la stabilità internazionale, valutando in questo contesto, compatibilmente con l’obiettivo delineato, con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica e con l’orientamento degli altri alleati, la possibilità di aderire al trattato giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione, approvato a New York il 7 luglio 2017 dall’Assemblea generale dell’Onu appositamente convocata.

Inoltre, ad attivarsi, insieme con gli altri partner della comunità internazionale, per favorire l’universalizzazione e il rafforzamento delle disposizioni del Trattato di non proliferazione nucleare, l’entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, la conclusione di un Trattato sulla messa al bando del materiale fissile idoneo alla fabbricazione di armi nucleari, il consolidamento e la creazione di zone libere da armi nucleari, soprattutto in Medio oriente, e altre misure di trasparenza e costruzione della fiducia tra Stati che possano condurre all’obiettivo del disarmo generale.

 

 

Una mano allo Yemen

 

La situazione di crisi nello Yemen, con particolare riferimento all’emergenza umanitaria e all’esportazione di armi verso i Paesi coinvolti nel conflitto, contenuta in alcune mozioni, mi ha portato a votare favorevolmente sia per il testo proposto dal Pd, sia per quello, che ritengo di assoluto buon senso, proposto da un collega di SI.

L’esigenza di prendere posizione sulla vicenda, nasce dalla situazione in Yemen, che è stato culla di civiltà millenarie e anche per questo custodisce un patrimonio immenso in termini di arte, cultura, storia. Oggi purtroppo, dopo anni di instabilità politica, lo Yemen è diventato uno dei Paesi più poveri del mondo. Stante questa situazione è necessaria e urgente una presa di responsabilità da parte dei Paesi e soprattutto delle organizzazioni internazionali.

Lo scontro in atto, una guerra civile che si protrae da più di due anni ma che vede la partecipazione anche di diverse potenze regionali, ha generato un alto numero di vittime, l’anno scorso si stimavano 10mila, delle quali circa un terzo sarebbero civili e 1.540 bambini, con accuse alle parti in conflitto di condotte che configurerebbero crimini di guerra. La guerra in atto è peraltro all’origine di un gravissimo deterioramento delle condizioni umanitarie nello Yemen, classificato come la peggiore crisi del mondo dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari che indica in 18,8 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria o di protezione, di queste 10,3 milioni necessitano di assistenza immediata a causa della grave carestia e dell’epidemia di colera che ha già fatto più di 1.500 vittime e che potrebbe diffondersi rapidamente mettendo a rischio la vita di oltre 300mila persone.

Nella nostra mozione impegniamo il Governo a continuare nel monitoraggio della crisi umanitaria in corso nello Yemen sensibilizzando gli altri donatori sulla gravità della situazione e sostenendo gli sforzi in corso da parte delle Nazioni Unite, affinché vengano mobilitate le necessarie risorse per finanziare l’azione di soccorso internazionale; a proseguire e a rafforzare le attività di assistenza umanitaria alla popolazione; a continuare ad attivarsi presso il Consiglio di sicurezza dell’Onu e negli altri fori internazionali per promuovere iniziative volte a fare rispettare il diritto umanitario e i diritti umani e a favorire le condizioni per una soluzione negoziata del conflitto; a favorire una linea di azione condivisa in materia di esportazioni di materiali di armamento dando sostegno concreto alle iniziative internazionali per la cessazione delle ostilità.

 

 

Un incontro per capire il Libano

E martedì 26 settembre, nella sala del Concilio, nella parrocchia San Nicolao della Flue, in via Dalmazia 11, a Milano, si parlerà di un altro grosso nodo umanitario internazionale. Sarà, infatti, presente mons. Mounir Khairallah, vescovo maronita di Batroun, in Libano, che racconterà la situazione di quella regione.

Qui la locandina.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Il fascismo è reato
Voglio esprime tutta la mia solidarietà all’On.Emanuele Fiano per le minacce ricevute per essere stato il primo firmatario di questa legge. Una proposta di legge molto dibattuta, in questo momento, in Italia, ma che noi, alla Camera, non abbiamo avuto alcun dubbio a votare e senza ulteriori perdite di tempo: l’Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. La norma, punisce la propaganda del regime fascista e nazifascista e viene aggiunta ai delitti contro la personalità interna dello Stato.
Ecco cosa prevede. Viene punita la condotta di chi propaganda immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, o delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, o ne richia ma pubblicamente la simbologia o la gestualità. La punizione avviene con la reclusione da sei mesi a due anni.
Si tratterà di un delitto perseguibile d’ufficio: da un lato, la propaganda attiva e quella che si manifesta anche solo nei diversi passaggi della filiera produttiva (dalla produzione alla distribuzione, alla diffusione, alla vendita) di immagini, oggettistica, gadget di ogni tipo che comunque sono chiaramente riferiti all’ideologia fascista o nazifascista o ai relativi partiti; dall’altro (per mezzo del richiamo alla gestualità, oltre che alla ideologia) comportamenti quali il saluto romano o nazifascista fatto in pubblico e l’ostentazione pubblica di simboli che a questi partiti o ideologie si riferiscano.
La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici, che costituiscono, dunque, un’aggravante.
Qualcuno si è chiesto se ce n’era proprio bisogno: noi rispondiamo convintamente sì, perché nel tempo si è dovuta riconoscere l’insufficienza degli strumenti predisposti dal legislatore per la repressione di questi comportamenti individuali di propaganda. È sotto gli occhi di tutti che, non soltanto in altri Paesi d’Europa, ma anche nel nostro Paese, sono sempre più frequenti gli episodi e le manifestazioni che richiamano apertamente concezioni apologetiche del fascismo e del nazifascismo. Gesti, condotte e comportamenti spesso violenti, intolleranti, razzisti.

 

Stato-Regioni: tempo di revisione


Con una risoluzione, questa settimana, alla Camera, abbiamo anche approvato la Relazione all’Assemblea sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali e sull’attuazione degli statuti speciali, approvata dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
La Commissione ha avviato una riflessione sullo stato del regionalismo e, più in generale, sull’assetto degli enti territoriali del Paese, dopo l’esito non confermativo del referendum costituzionale del dicembre 2016. La strada indicata dalla riforma costituzionale, con il superamento del bicameralismo paritario e la configurazione del Senato quale Camera delle autonomie e con la revisione del titolo V, non risulta più percorribile. Restano peraltro sul tappeto i problemi a cui il nuovo assetto istituzionale intendeva dare una risposta, in primis l’individuazione di forme di raccordo tra Stato ed autonomie territoriali che consentano un più rapido ed efficace raggiungimento di posizioni condivise, una semplificazione del quadro dei relativi rapporti ed il superamento del contenzioso istituzionale.
La Commissione ha perciò portato a compimento il percorso intrapreso negli ultimi due anni con lo svolgimento di due indagini conoscitive sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al sistema delle conferenze, e sulle problematiche concernenti l’attuazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale. Inoltre, ha svolto un’ulteriore breve indagine conoscitiva mirata all’individuazione di proposte concrete e operative per completare il quadro istituzionale delineato dalla riforma costituzionale del 2001, che può ritenersi consolidato, adeguando finalmente le procedure parlamentari.

 

Blocchiamo la contraffazione sul web
Via libera anche a una seconda relazione, quella sul fenomeno della contraffazione sul web, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Il fenomeno della contraffazione che si perpetra attraverso i sistemi telematici di e-commerce e via web in generale è forse uno dei più delicati e complessi nella prospettiva della definizione delle strategie di contrasto di questi fenomeni illeciti. La contraffazione via web è sempre più rilevante per la crescita esponenziale delle transazioni commerciali. La Commissione ha deciso pertanto di approfondire il tema, analizzando le modalità con le quali si manifesta oggi il commercio illecito di beni contraffatti con la lesione dei diritti di proprietà industriale e la pirateria digitale, particolarmente nel campo dei media audiovisivi in violazione del diri tto d’autore, che si realizzano in forme svariate, palesi od occulte, nei siti e nelle piattaforme di e-commerce e nei social forum su Internet. Il quadro che è emerso da questa ampia ricognizione è molto complesso.
Gli strumenti con cui intervenire sono diversi: ad esempio, un maggior coordinamento possibile a livello internazionale; una revisione delle normative sull’e-commerce in sede europea, per accrescere il livello di responsabilizzazione dei fornitori di servizi sulla rete; un’azione per rendere i consumatori consapevoli del disvalore dei prodotti contraffatti; programmi per intercettare la circolazione di beni e dei servizi illegali; ma anche una black list utile a bloccare la riapertura di nuovi profili per soggetti già bloccati.

 

Bolkestein non deve danneggiare
Con un decreto legislativo del 2010, il legislatore italiano ha dato attuazione alla direttiva Bolkestein, relativa ai servizi nel mercato interno e che ha il fine di facilitare la creazione di un libero mercato di servizi in ambito europeo. Secondo quanto stabilito dalla direttiva, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali. Inoltre, vi è l’obbligo di prevedere procedure selettive, la limitazione della durata delle autorizzazioni, il divieto di rinnovare automaticamente le concessioni e di accordare vantaggi al prestatore uscente.
Il provvedimento ha esteso la Bolkestein anche al settore del commercio ambulante su aree pubbliche. Ma applicato alla lettera, il recepimento della direttiva, introducendo limitazioni temporali, ostacola la programmazione degli investimenti o il recupero di quelli già realizzati, danneggiando soprattutto i piccoli operatori del settore.
Ecco perché abbiamo approvato una mozione concernente iniziative relative all’applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein che impegna il Governo a promuovere proposte in sede di Unione europea per meglio definire la portata e gli effetti della direttiva rispetto al commercio ambulante e, considerando anche la situazione in essere, studiare interventi volti a contenere le potenziali ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale, anche mediante l’individuazione di criteri che, nell’ottica della valorizzazione delle finalità sociali, tengano conto delle diverse caratteristiche, delle dimensioni e dei requisiti professionali acquisiti dagli operatori, della tutela dell’occupazione nel settore e dei luoghi in cui si svolge il commercio ambulante a questo fine costituendo, rapidamente, un tavolo di confronto con gli operatori del commercio su aree pubbliche e i rappresentanti degli enti locali.

 

Medicine in dono
E la seconda, importante mozione della settimana ha riguardato, invece, le iniziative in materia di raccolta e donazione dei farmaci non utilizzati. Questo perché lo sperpero di alimenti e di medicine determina un fortissimo impatto dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Per la prima volta, con la legge Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, del 19 agosto 2016, n. 166, si definiscono, in Italia, i termini come spreco o eccedenza alimentare e si interviene al fine di indirizzare il recupero e la donazione di questi beni all’interno di un programma più vasto di politiche contro la povertà.
Ma per meglio specificarne l’applicazione in campo farmaceutico, appunto, abbiamo impegnato il Governo, nella stesura del decreto applicativo così come previsto dall’articol o 15 della legge n. 166 del 2016 e dalle disposizioni previste dalla legge n. 155 del 2003, che equipara gli enti che svolgono attività assistenziale, nei limiti del servizio prestato, al consumatore finale in termini di responsabilità civile rispetto alla detenzione e alla conservazione dei medicinali, ad assumere iniziative affinché i requisiti di tracciabilità del anno siano coerenti con la finalità perseguite della stessa legge; a prevedere, ai fini di una migliore tracciabilità del farmaco a cura dei donatori, l’aggiornamento della banca dati centrale mediante definizione della specifica causale donazione; a prevedere le specificità legate alle differenti tipologie di soggetti, donatari esistenti, le associazioni che svolgono attività di pura distribuzione di confezioni integre e nel periodo di validità e le associazioni che ricevono in donazione questi beni e li somministrano, fermo restando che tutte dispongano di personale sanitario; a favorire il recupero e la donazione di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale in tutte le fasi della filiera; a definire in via preliminare quali siano i medicinali inutilizzati e quindi cedibili; a ribadire, ai fini della fiscalità, che trattasi di cessioni a titolo gratuito.

 

Paolo Cova