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“Matteo Richetti in Lombardia incontrerà iscritti, simpatizzanti e cittadini per costruire insieme il programma”

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Nel fine settimana sarà in Lombardia, Matteo Richetti, il senatore che sostiene Maurizio Martina nelle primarie del Partito democratico. “Saranno due giorni intensi di incontri e ragionamenti attorno al partito e all’Italia che vogliamo”, fa sapere Paolo Cova, ex parlamentare e referente del Comitato ‘Diversamente per Richetti’ per la Lombardia e per la città metropolitana di Milano.

Si comincia sabato 8 dicembre, alle 10.30, nella sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, dove Richetti incontrerà simpatizzanti e cittadini, oltre ai vertici del Pd locale. Alle 13, pranzerà, invece, al ristorante Jonas di Monza, in viale Lombardia 210, con tutti quelli che vorranno conoscere da vicino il senatore dem e il suo programma. Infine, alle 17.30, sarà al ristorante 180 Gradi, in via San Zeno 168, a Brescia, per un aperitivo con i sostenitori dell’est Lombardia.

Domenica 9 dicembre, il tour lombardo inizierà alle 10, nella sala del Museo civico di Morbegno, in via Cortivacci 2. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18, importante appuntamento a Milano, in via Freguglia 2, dove si terrà l’incontro Diversamentemilano. “Per noi sarà un momento per costruire insieme il programma assieme a Matteo Richetti – fa sapere ancora Cova –. Si terranno perciò dei tavoli di lavoro e incontri e dibattiti con esperti sui vari temi”.

Milano, 7 dicembre 2018

Sicomoro

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Con il nuovo numero del Sicomoro torniamo sul ruolo dell’Europa e della sua importanza. Affrontiamo anche il tema del trasporto pubblico in Lombardia e poi spunti di riflessione sulla maternità surrogata e affido condiviso.

Se vuoi leggere clicca su Sicomoro n.13 del 22 novembre 2018

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Rigenerarsi per Crescere

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Richetti 22 ott 18 – Fonderia

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Le Sfide e i Valori del Partito Democratico

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Nei prossimi mesi gli iscritti PD si troveranno a rinnovare, attraverso l’iter congressuale, i segretari dei diversi livelli del partito. E’ questa una straordinaria occasione per fermarsi a riflettere e per promuovere una attenta e accurata discussione sui temi e argomenti che potrebbero rilanciare una politica progressista e riformista nel Paese. Temi e parole che caratterizzano i tratti di un partito e diventano cifra di un futuro da costruire. Per questo, con alcuni amici abbiamo preparato un documento che potrebbe offrire lo spunto per questa verifica e strumento per un confronto vero ed efficace.

Se lo vuoi leggere clicca su Le-sfide-e-i-valori-del-Partito-Democratico-per-pubblicazione

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Cova: “Ottimo il progetto di parco di Porto di Mare. Ma Regione intervenga sulle tossicodipendenze”

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Cova: “Ottimo il progetto di parco di Porto di Mare. Ma Regione intervenga sulle tossicodipendenze”

Si è tenuto ieri sera nel quartiere del Corvetto l’incontro in cui Italia Nostra ha presentato ai cittadini il progetto di recupero dell’area di Porto di Mare. “Un lavoro intenso che in questo primo anno ha consentito di ripristinare ampie parti di territorio. Restano alcune criticità, ma sono ormai limitate a pochi ettari, rispetto ai 65 di tutto il parco”, commenta Paolo Cova, ex parlamentare ed esponente del Pd, presente all’incontro.

“Ho trovato poi molto positivo il lavoro di pulizia che è stato fatto e che ha riportato alle origini il grande valore ambientale, naturalistico e di pregio di questo parco – aggiunge Cova –. Con la fame di verde che abbiamo in città, non può che essere un ottimo progetto, anche se ora va valorizzato: è necessaria un’opera di sensibilizzazione dei cittadini che possono fruire dell’area verde e godere di uno spazio ricco di biodiversità”.

Sicuramente, però, per l’ex deputato Pd non bastano un ottimo progetto e una zona di pregio: “In questa situazione, con una parte di Porto di Mare soggetta a problematiche di ordine pubblico come quelle del boschetto della droga, serve anche un intervento serio di prevenzione e di assistenza sul tema della tossicodipendenza. E in questo caso bisogna chiamare in causa direttamente Regione Lombardia, attraverso l’Ats”.

Milano, 11 ottobre 2018

Il Sicomoro

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Su questo numero del Sicomoro affrontiamo il tema dell’Europa,politica virtuale, la proposta ANCI sull’educazione civica.
Approfondimenti anche su altri temi che stanno emergendo in questi mesi.
Buona lettura.
Se vuoi leggere clicca su Sicomoro n.11 del 4 Ottobre 2018

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Cova: “Sul Piano periferie Lega e M5S abbandonano i loro elettori. Lo sforzo del Governo Pd vanificato”

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“Sul Piano periferie Lega e M5S abbandonano i loro elettori. Lo sforzo del Governo Pd vanificato”

“Quello che è successo in consiglio comunale a Milano è sintomatico di quanto sta avvenendo a livello nazionale: Lega e M5S preferiscono abbandonare l’Aula comunale che votare una mozione a sostegno del Piano nazionale per le periferie. Una vergogna”, è tranciante Paolo Cova, ex parlamentare ed esponente del Pd milanese, dopo quanto accaduto in consiglio comunale a Milano.

“Quel bando e quel piano li abbiamo votati in Parlamento con convinzione e sicuri che avrebbero dato un apporto al recupero di tante nostre periferie italiane – prosegue l’ex deputato –. Ci siamo impegnati per trovare le risorse, abbiamo semplificato il più possibile gli iter. E ora arrivano quelli che erano all’opposizione e distruggono tutto”.

Per Cova ciò che è peggio è il fatto che “proprio Lega e Cinquestelle sono andati a cercare e a prendere voti nelle periferie, come pure Forza Italia, che ha votato contro la mozione comunale. E sono stati premiati. Ora è questo il ringraziamento che rivolgono ai loro elettori”.

Un dato politico che l’esponente Pd sente fortemente: “Noi, per le periferie italiane, avevamo messo soldi, risorse e progetti che sarebbero serviti a riqualificare case popolari degradate, infrastrutture di quartieri, centri sportivi. Ma pur impegnandoci ci è stato detto che le avevamo abbandonate. Alla prova dei fatti sono invece Lega e M5S che lasciano a se stesse le periferie, togliendo fondi e progetti”.

Milano, 14 settembre 2018

Cova (Pd): “Ancora incidenti nelle case Aler. E Regione non fa nulla”

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Cova (Pd): “Ancora incidenti nelle case Aler. E Regione non fa nulla”

Prima un balcone, ora un cornicione. Non finiscono gli incidenti nelle case Aler del Corvetto. “Dopo alcune settimane dal crollo di un balcone, ora cade un pezzo di cornicione di un palazzina Aler di piazza Gabrio Rosa”, segnala Paolo Cova, ex parlamentare ed esponente del Pd milanese.

“Sono anni che aspettiamo la sistemazione di queste case. Regione Lombardia investa sul proprio patrimonio e dimostri che vuole veramente contrastarne il degrado”, aggiunge Cova.

“Fino a vent’anni fa era un onore abitare nelle case Aler. Ora vediamo abbandono, crolli, case vuote e occupazioni abusive. E il totale disinteresse di chi dovrebbe occuparsene”, conclude l’esponente Pd.

Milano, 2 settembre 2018

Pensieri Democratici

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Queste settimane sono state caratterizzate da due eventi che hanno colpito e scosso l’opinione pubblica: la caduta del Ponte Morandi a Genova e il blocco della nave Diciotti. Dopo aver ascoltato tanti discorsi mi permetto di proporre le mie semplici osservazioni.

Genova e Ponte Morandi

La prima considerazione nasce dal constatare che, di fronte a situazioni di criticità, si tende sempre a cercare di rimediare aggiustando alla meglio l’esistente per mantenere lo statu quo della situazione. Prendere decisioni, assumersi responsabilità non è da tutti, più semplice attivare interventi conservativi ed esporsi meno. Mi rendo conto che questa è una affermazione forte ma la criticità del ponte era chiara, un monitoraggio continuo, interventi erano stati fatti, si era arrivati a dire che la manutenzione costava di più che ricostruirlo, eppure nulla è stato attivato fino al bando di gara per la Gronda Nord fatto circa due anni fa..
Leggere e ascoltare la voce di chi abitava sotto quel ponte e si sentiva minacciato ogni giorno, mi fa dire che in questi anni ha sbagliato la politica con le sue polemiche, veti a proposte, posizioni di comodo. La decisione, presa anni fa, di rivedere globalmente la viabilità cittadina e di avviare opere nuove che avrebbero fortemente limitato il flusso dei veicoli su quel ponte, doveva essere perseguita con decisione senza farsi intimorire da proteste o minacce.
Io stesso ho preso parte a comitati che contrastavano la costruzione di strade, inceneritori o impianti di smaltimento e so la fatica di trovare mediazioni a idee, proposte ed esigenze. Tuttavia occorre tenere presente ciò che è necessario per la comunità, oltre ai bisogni dei singoli, perseguendolo anche se questo non porterà consenso o voti alle elezioni che verranno. Questo fa la differenza tra una Politica che tutela tutti e la politica che cura solo gli interessi di pochi.
La seconda considerazione riguarda un tema a me caro in questi anni: adoperarsi per attuare una “Economia riparativa o sostenibile”. Il dibattito, seguente alla tragedia di Genova relativo alle concessioni autostradali, apre una possibilità al governo per adoperarsi in tal senso. Si cominci con l’attribuire le concessioni a quelle imprese che hanno a cuore la sostenibilità ambientale, i diritti dei lavoratori, la lotta contro le diseguaglianze. Premiamo le imprese che offrono concretamente dei benefici ai propri lavoratori, con benefit sui trasporti, sulle spese mediche, su salari adeguati, sulla presenza limitata di contratti a tempo determinato. Ci è data una opportunità: usiamola!

Nave Diciotti

L’altro fatto che ha turbato l’opinione pubblica, in queste settimane, è la vicenda dei migranti bloccati sulla nave Diciotti.
Molto ci sarebbe da dire sulla gestione umanitaria di questi migranti che è stata più volte sottolineata dai media e che è terminata solo l’intervento della Magistratura da un lato e della Chiesa italiana dall’altro. Tuttavia utilizzo queste brevi righe per soffermarmi sul grave conflitto tra poteri dello Stato di cui abbiamo avuto dimostrazione.
Una prima anticipazione l’avevamo avuta proprio successivamente alla tragedia di Genova. In tale occasione il Presidente del Consiglio e alcuni ministri, indicavano, dopo poche ore dalla tragedia, responsabili e colpevoli dimostrando così di non avere nessuna fiducia sull’operato dei Magistrati che prontamente si erano attivati per definire cause e soggetti coinvolti. “Non possiamo attendere i tempi lunghi della giustizia” questa la frase che risuonava in quelle tristi giornate.
A Catania, dopo pochi giorni, il ministro Salvini decideva autonomamente quali fossero le persone che avevano diritto alla protezione internazionale e quali no, definiva quali accordi rispettare incurante della Carta Costituzionale che ben definisce i diritti e i doveri dei cittadini italiani e di chi nello Stato Italiano si viene a trovare. Possono sembrare queste, banalità o sottigliezze ma in gioco c’è davvero molto. Non può essere il politico di turno a decidere senza rispondere a leggi o accordi, magari rilasciando dichiarazioni che minacciano la Magistratura o il Capo dello Stato. Per questo i Padri Costituenti avevano previsto norme di garanzia, pesi e contrappesi tra i diversi poteri dello Stato. Quando in un Paese è uno solo che pensa di fare ciò che vuole in nome di un popolo presunto che lo approva, la democrazia è in affanno e lo sono anche i diritti di tutti. C’&egr ave; da riflettere attentamente su questo aspetto perchè oggi, forse qualcuno può compiacersi di tale comportamento, ma domani potrebbe ritrovarsi ad essere giudicato da questi politici/giudici che decidono a piacimento incuranti di tutto e tutti.

Festa Unità a Milano

Vi segnalo questo evento che mi vede coinvolto il 30 agosto alle ore 18.30 a Cassina Anna in via S.Arnaldo 17 Milano. Si parla della figura di Bonomi e la nascità di Coldiretti ma è anche una occasione per riflettere sui prossimi passi della nostra agricoltura.

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La forza del consumatore

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Dopo il tragico incidente della scorsa settimana, un altro camioncino pieno di lavoratori stranieri impegnati nella raccolta dei pomodori è rimasto coinvolto in un drammatico scontro con un camion. Questi fatti sono di per sé gravissimi e dovrebbero far indignare tutti, perché i lavoratori coinvolti non avevano nessun tipo di tutela e faticavano anche per 12 ore al giorno per un salario inesistente
Vittime del caporalato per contrastare il quale, nella scorsa legislatura, era stata fatta una legge che ora deve essere applicata senza nessuna eccezione
Ma non è sufficiente. Serve che la nostra indignazione si trasformi in una azione attiva di contrasto a questi fenomeni. Come?
Noi consumatori abbiamo la possibilità di richiedere alla GDO e ai commercianti che i prodotti agricoli, che arrivano sulla nostra tavola, siano stati pagati rispettando i costi di produzione degli agricoltori e che siano stati raccolti da lavoratori assunti con salari rispettosi del proprio lavoro.
Diffidiamo quando comperiamo prodotti a prezzi troppo bassi, se ciò accade è perché, nella filiera del prodotto, qualcuno non ha rispettato proprio tutte le regole.
Una utopia? Non credo, la forza del consumatore è fortissima, è già avvenuto con le norme sul benessere animale e non vedo perché non possa accadere nel richiedere anche il rispetto dei lavoratori agricoli