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“Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

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On. Cova: “Caso Schwazer: dico da anni che serve l’agenzia antidoping terza rispetto a Coni e federazioni”

 

“La sentenza in primo grado del tribunale di Bolzano mette ancora una volta in luce come sia assolutamente necessaria una agenzia antidoping terza rispetto al Coni e alle federazioni, come prevede esplicitamente il codice antidoping della Wada”, lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, noto per la sua battaglia contro il doping nello sport a tutti i livelli, condotta dentro l’Aula della Camera negli ultimi 5 anni di legislatura. E Cova interviene a proposito della condanna inflitta dal tribunale di Bolzano ai medici della Federazione italiana di atletica leggera accusati di favoreggiamento nell’ambito del caso Schwazer.

 

“Certo si tratta, appunto, di un primo grado e la storia giudiziaria di queste persone deve essere ancora scritta completamente, ma di sicuro ci dice già che separare chi deve controllare da chi è controllato è fondamentale, come vado ripetendo ormai da molto tempo – conclude Cova –. Ancora una volta, mentre lo sport assolve, la magistratura condanna. Ma lo sport che giudica se stesso non può funzionare, anche e soprattutto se si considerano i grandi interessi economici in ballo”.

 

Roma, 25 gennaio 2018

News dal Parlamento

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Concorrenza vuol dire crescita

 

Se la concorrenza è un fattore essenziale per la crescita, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza che abbiamo approvato, questa settimana, alla Camera dovrebbe servire davvero a rendere mercati aperti e concorrenziali, quindi destinati ad accrescere l’efficienza del sistema economico, aumentare la competitività delle imprese e offrire ai consumatori una scelta più ampia di prodotti e servizi di qualità e a prezzi competitivi. Il testo passa ora all’esame del Senato.

Oltre a sostenere la crescita, le misure messe a punto hanno il merito di andare nella direzione dell’equità e della giustizia sociale, perché ridurre le rendite derivanti da posizioni di monopolio significa offrire nuove opportunità a chi prima era escluso o penalizzato. Quindi, vuol dire, appunto, anche garantire la libertà di scelta dei consumatori. Gli obiettivi della legge sono rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati; promuovere lo sviluppo della concorrenza; garantire la tutela dei consumatori, sulla base delle specifiche indicazioni dell’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato.

Gli ambiti di maggiore interesse contenuti nel provvedimento riguardano le assicurazioni, i fondi pensione, le comunicazioni, i pagamenti digitali, i servizi postali, l’energia, la distribuzione dei carburanti, l’ambiente, i servizi bancari, le professioni, la sanità, il turismo, i trasporti.

Voglio, a questo proposito, precisare che in merito alle polemiche legate al tacito rinnovo delle assicurazioni, il divieto di tacito rinnovo per quelle obbligatorie viene mantenuto e nel caso delle polizze Rc auto obbligatorie viene esteso anche ai rischi accessori. Al Senato è stata inserita l’abolizione del divieto di tacito rinnovo per le assicurazioni non obbligatorie. Mantenere il divieto, infatti, avrebbe danneggiato i consumatori poiché questo tipo di assicurazioni sono costruite sulle specifiche esigenze dell’assicurato che intende, volontariamente, tutelare beni di particolare interesse come gli immobili, le attività, la salute. Con il divieto si sarebbe imposta la rinegoziazione annuale delle previsioni dei contratti e la sostanziale impossibilità di rinnovo alle medesime condizioni dell’anno precedente, a causa dell’eventuale peggioramento del profilo di rischi o, come nel caso di una malattia nelle polizze sanitarie.

Aggiungo anche che in tema di servizi bancari, sono state innovate le disposizioni sulla trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie a contratti di finanziamento e a mutui, e sono state introdotte nuove disposizioni in tema di tutela della concorrenza e della trasparenza nel settore della locazione finanziaria.

 

 

 

Una rete contro i tumori

 

L’Istituzione e la disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione è l’altro importante provvedimento che abbiamo votato questa settimana. Il testo, frutto di più proposte di legge, istituisce e disciplina la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza nonché il referto epidemiologico. Si tratta di due istituti solo in parte previsti da altri atti legislativi e regolamentari che perciò necessitavano di un adeguato assetto organizzativo e di norme attuative.

La Rete nazionale dei registri è il primo atto di organizzazione di un fenomeno di studio interessante, nato per lo più in modo spontaneo. I registri tumori sono stati attivati a partire dagli anni Settanta in diversi ambiti territoriali italiani con funzioni di monitoraggio delle malattie oncologiche al fine di promuovere appropriate azioni di prevenzione primaria e secondaria. Nei registri, i tumori sono classificati su base territoriale e in relazione a un tempo specifico, e sono codificati tenendo conto dell’incidenza, della prevalenza e della sopravvivenza dei malati. I dati servono anche per avere una chiara identificazione delle risorse che sono necessarie per affrontare questa patologia. Il referto epidemiologico è invece un dato aggregato, che corrisponde alla valutazione dello stato di salute complessivo di una comunità e si ottiene da un esame delle principali informazioni relative a tutti i malati e a tu tti gli eventi sanitari di una popolazione in uno specifico ambito territoriale.

Diverse le finalità dell’istituzione della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza: prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure, valutazione dell’assistenza sanitaria; messa in atto di misure di controllo epidemiologico delle malattie oncologiche e infettive; studio dell’incidenza e della prevalenza delle malattie oncologiche e infettive, per poterne monitorare la diffusione e l’andamento; sorveglianza epidemiologica per ridurre il rischio di introduzione o reintroduzione di malattie infettive, anche eliminate o sotto controllo; prevenzione primaria e secondaria; studio di morbosità e mortalità per malattie oncologiche e infettive; semplificazione delle procedure di scambio dati, facilitazione della trasmissione degli stessi e loro tutela; studio e monitoraggio dei fattori di rischio delle malattie sorvegliate; promozion e della ricerca scientifica in ambito oncologico, anche nel campo dei tumori rari; monitoraggio dei fattori di rischio di origine professionale, anche attraverso forme di connessione e di scambio di dati con i sistemi informativi esistenti, con particolare riferimento al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.

 

 

 

Elezioni, la regola e il caso

 

A mente fredda, a distanza di una settimana dai ballottaggi, voglio sottoporvi una mia breve riflessione sulle elezioni amministrative. I risultati parlano da sé: dove ci sono stati sindaci e coalizioni che hanno lavorato bene, abbiamo vinto; dove i sindaci non hanno lavorato bene o non si sono confrontati con i cittadini, abbiamo perso. Dove c’è stata sintonia e abbiamo dato segnali positivi, abbiamo vinto; dove abbiamo litigato in coalizione o nei circoli, abbiamo perso.

Poi c’è l’eccezione che conferma la regola e che si sostanzia nel “voto contro”: puoi aver lavorato bene e in sintonia, ma ti votano contro a prescindere. Questo caso mi stupisce sempre perché gli stessi cittadini chiedono serietà alla politica e ai politici, ma poi votano senza guardare ai fatti.

 

 

 

Schwazer, ora il Ministro intervenga

 

Questa settimana sono nuovamente intervenuto sul caso Schwazer, sollecitando il Ministro a dare una risposta alla mia interrogazione di febbraio. Ricorderete che nell’atto parlavo del procedimento penale che si sta svolgendo a Bolzano sul caso di doping di Alex Schwazer. Il giudice aveva disposto l’analisi del Dna delle urine dell’atleta entro il 31 gennaio 2017. A oggi, però, c’è ancora un’opposizione da parte della Iaaf (l’International association of athletics federations) a concedere queste urine per le analisi che dovrebbero essere eseguite dal Ris di Parma.

Avevo già chiesto al Ministro di intervenire per poter far eseguire le analisi, ma non si è mosso nulla. Credo che sia un caso grave ed è da affrontare soprattutto per fare chiarezza sul sistema dell’antidoping, sia a livello nazionale che internazionale, visto che anche proprio questa settimana, in Italia, hanno trovato tracce di doping su un ciclista appena quattordicenne.

 

 

 

Qui il video del mio intervento

 

 

 

Primarie per la Lombardia

 

Vi riporto di seguito un comunicato che abbiamo fatto uscire in settimana a proposito delle primarie per la Lombardia:

 

Il risultato elettorale delle amministrative indica la difficoltà del PD in Lombardia a imporsi rispetto a un Centro Destra unito. Non risulta indifferente il ruolo dei Cinquestelle, i cui simpatizzanti nei ballottaggi si sono orientati a Destra, in una rinnovata alleanza di ‘tutti contro il PD’.

Cosa significa questo per la Lombardia? Per l’avvicinarsi della sua scadenza elettorale? Si può ricreare e consolidare un rapporto fiduciario fra PD, territorio, mondi vitali capace di trasformarsi in un consenso elettorale?

Crediamo innanzitutto occorra una riflessione profonda, non rassegnata alla sconfitta.

Occorre allora elaborare contenuti e prospettive e andare al di là delle sole critiche spicciole alla Giunta Maroni per lanciare un progetto credibile, comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Occorre tessere una tela, costruire rapporti, ascoltare i soggetti che nel quotidiano lavorano per dare risposta ai problemi dei cittadini e ai loro bisogni reali. Non esiste più una cinghia di trasmissione scontata fra società e consenso: l’elettorato è più libero, più mobile e, di conseguenza, celermente ‘smarribile’, ma anche realisticamente più ricontattabile e ‘recuperabile’. Questo elettorato potenziale vuole però potersi esprimere, rifiutando prodotti pre-confezionati.

Per questo crediamo che le primarie siano uno strumento valido, anche se non scontato. Quando diventano modalità di resa dei conti interni o formalità di decisioni già prese dal ceto politico, possono risultare addirittura controproducenti; ma quando le primarie si allargano creano reale partecipazione. Ogni candidato può parlare a pezzi di società e partiti con l’obiettivo di convergere, lealmente, con chi vincerà la consultazione. In questo modo le primarie, come si è visto, ad esempio, nelle ultime amministrative milanesi (con l’elezione di Giuseppe Sala), sono strumento efficace. Lo spirito di squadra e il senso del gruppo rigenerano la fiducia di potercela fare.

A questa prospettiva vogliamo contribuire sollecitando le primarie in Lombardia: i tempi ci sono.

Primarie aperte, quindi, senza aspettare le decisioni di Maroni, a cui non possiamo concedere di dettare i tempi delle elezioni con l’unico obiettivo di difendere il proprio interesse personale e di rendere difficoltosa la riorganizzazione dell’area progressista.

Ogni scadenza ha le sue regole elettorali: per la Regione si voterà con un proporzionale con forte correzione maggioritaria, in un solo turno. Le primarie possono aiutare a costruire la coalizione larga indispensabile per poter vincere. Le si convochi subito, senza attendere i tatticismi di Maroni.

Senza timori, si allarghi l’ambito dell’ascolto, del confronto, del dibattito serrato ma rispettoso nel centrosinistra.

Per noi la Lombardia si può e si deve vincere.

 

Paolo Cova

On. Cova: “Il Ministro intervenga e faccia eseguire le analisi al Ris sulle urine di Schwazer”

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Un sollecito a ottenere una risposta alla sua interrogazione sul caso Schwazer: è quello che ha fatto, intervenendo alla Camera, l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che da sempre segue il caso del marciatore altoatesino.

“Intervengo per sollecitare la risposta alla mia interrogazione del febbraio scorso che riguarda il procedimento penale che si sta svolgendo a Bolzano sul caso di doping di Alex Schwazer – ha detto Cova –. Voglio ricordare che il giudice aveva disposto l’analisi del Dna delle urine dell’atleta entro il 31 gennaio 2017. A oggi, però, c’è ancora un’opposizione da parte della Iaaf (l’International association of athletics federations) a concedere queste urine per le analisi che dovrebbero essere eseguite dal Ris di Parma”.

Cova aveva già sollecitato il Ministro a intervenire per poter far eseguire le analisi, “ma non si è mosso nulla – ha detto in Aula –. Credo che sia un caso grave ed è da affrontare soprattutto per fare chiarezza sul sistema dell’antidoping, sia a livello nazionale che internazionale, visto anche il caso di doping rilevato in Italia su un ciclista appena quattordicenne proprio questa settimana”.

Roma, 30 giugno 2017
Se vuoi vedere il video del mio intervento clicca su https://www.youtube.com/watch?v=iTDzhljO3-Q

News dal Parlamento

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Una Eredità per progettare il futuro

 

Sabato si è tenuto un incontro sulla vita politica di Aldo Moro e al termine di questo incontro vorrei fare alcune brevi considerazioni scaturite dal dibattito.

Nel secolo scorso in Italia e in Europa ancora adesso, una sconfitta politica non porta al cambio di partiti o a scissioni e la stabilità degli stessi è garanzia di mediazione tra la politica istituzionale e i corpi intermedi.

Quanto avveniva nella DC anni ’50-’60-’70 testimonia che il dibattito interno era motivo di confronto tra “correnti” o “famiglie” che avevano però una storia radicata di studi e approfondimenti, cosa scomparsa in questo nuovo secolo con i partiti e i movimenti che nascono e muoiono senza un retroterra culturale duraturo.

E’ tutt’oggi fondamentale e urgente indicare una strada lungimirante, come fece Moro con l’idea di costruire una democrazia matura,  che non si faccia travolgere da richieste immediate che trovano risposte semplici a problemi più complessi.

 

 

 

Crisi d’impresa, cambia il diritto

La riforma del diritto fallimentare è stato il provvedimento approvato questa settimana alla Camera. Il disegno di legge prevede esattamente la Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza e con esso si intende tutelare i creditori e ridare chance all’impresa.

Molti i profili innovativi. Nel generale quadro di favore per gli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, viene introdotta una fase preventiva di allerta finalizzata all’emersione precoce della crisi d’impresa e a una sua risoluzione assistita. Inoltre sono previste una facilitazione dell’accesso ai piani attestati di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti, e una semplificazione delle regole processuali. Nei casi in cui si arrivi a un esito giudiziario della crisi, è prevista l’unicità della procedura destinata all’esame di tutte le situazioni di crisi e di insolvenza.

Altre novità sono la revisione della disciplina dei privilegi; l’individuazione del tribunale competente in relazione alle dimensioni e alla tipologia delle procedure concorsuali; l’eliminazione della procedura fallimentare e la sua sostituzione con quella di liquidazione giudiziale; una rivisitazione della normativa sul concordato preventivo; la sostanziale eliminazione come procedura concorsuale della liquidazione coatta amministrativa; la previsione di una esdebitazione di diritto per le insolvenze di minori dimensioni; modifiche alla normativa sulle crisi da sovraindebitamento; l’introduzione di una specifica disciplina di crisi e insolvenza dei gruppi di imprese.

 

Nuove regole contro le minacce cibernetiche

Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha illustrato alla Camera un’informativa urgente del Governo sulle recenti notizie circa la violazione di sistemi informatici utilizzati dallo Stato, da altri enti pubblici e da un ampio spettro di personalità istituzionali. È in corso un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma che ha già portato all’arresto dei fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero in relazione ai reati di accesso e intercettazione abusiva ai danni di sistemi informatici e telematici.
La Procura ha avviato una rogatoria internazionale al fine di acquisire il contenuto dei server utilizzati dai fratelli Occhionero e, quindi, accertare la qualità e la quantità di notizie da loro acquisite illecitamente. Un passaggio importante, ha detto Minniti, in quanto i dati finora ottenuti grazie alla decrittazione del traffico Internet sono serviti ad individuare gli obiettivi oggetto di intrusione, ma non i contenuti.
Inoltre, ci ha fatto sapere il Ministro, è stata elaborata una serie di interventi in grado di determinare un salto di qualità nella capacità di risposta del sistema Italia, sia sotto l’aspetto della prevenzione, che sotto quello della gestione di eventuali attacchi informatici. E ha aggiunto che il tema dell’innalzamento degli standard di sicurezza cibernetica del nostro Paese, sia nel settore pubblico che in quello privato, costituisce uno degli obiettivi prioritari del Governo. I contenuti del nuovo progetto nazionale di cybersecurity daranno luogo, a breve scadenza, all’aggiornamento del piano nazionale già esistente. Gli interventi previsti sono imperniati da un lato sull’affermazione del ruolo strategico del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica nelle crisi di sicurezza nazionale, e dall’altro nella semplificazione e razionalizzazione della catena di comando nella risposta alle minacce cibernetiche.
Altri punti qualificanti, ha detto ancora Minniti, sono costituiti dalla introduzione di meccanismi di certificazione della sicurezza e dallo sviluppo di tecnologie capaci di accrescere l’affidabilità delle reti e dei sistemi utilizzati per funzioni di interesse strategico. Previsto, infine, anche il pieno coinvolgimento di operatori privati titolari di infrastrutture critiche nell’attuazione di politiche di sicurezza informatica.

Su Schwazer intervengano i Ministri
Un organismo internazionale che si rifiuta di rispondere a una rogatoria di un giudice italiano. È quello che sta succedendo nel caso Schwazer. Per questo ho presentato un’interrogazione, rivolta al Ministro della Giustizia e a quello dello Sport, in cui metto sotto la lente il comportamento che sta tenendo la Iaaf (l’Associazione internazionale delle Federazioni di atletica)  nei confronti della magistratura italiana.
Nell’atto ricordo che al Tribunale di Bolzano si sta svolgendo il processo riferito al caso di doping di Alex Schwazer, dopo la positività riscontrata all’atleta poco prima delle Olimpiadi di Londra 2012 e alla successiva in occasione del test antidoping del 1 gennaio 2016. Nei giorni scorsi il giudice Pelino del Tribunale di Bolzano ha incaricato il Ris di Parma di effettuare l’esame del Dna del campione di urina di Schwazer del 1 gennaio 2016, attualmente conservato nel Laboratorio Antidoping di Colonia, indicando la data del 31 gennaio 2017. Secondo notizie giornalistiche il Laboratorio ha bloccato l’invio del campione di urina dell’ex marciatore italiano in quanto il direttore Geyer ritiene di dover aspettare l’autorizzazione dei propri legali e della giustizia tedesca. Nei giorni scorsi le richieste della Iaaf di effettuare le analisi presso il Laboratorio stesso sono state rigettate dal giudice Pelino. In questi giorni il Tas, il Tribunale arbitrale dello sport, ha diffuso le motivazioni della sentenza di squalifica per Schwazer, in cui dichiara che non ci sono prove concrete di complotto nei confronti dell’atleta.
Ai Ministri chiedo se siano a conoscenza di questo grave fatto e che il Laboratorio non stia rispettando quanto chiesto dal giudice con rogatoria internazionale per fare chiarezza nell’indagine sul fenomeno del doping, che vede coinvolti anche strutture internazionali dello sport. E anche quali passi intendano fare per il rispetto degli accordi internazionali sulla giustizia e per il rispetto delle norme sportive e dell’antidoping.

Tre anni di Governo da rivalutare: Perché?

Venerdì 10 febbraio 2017 alle ore 21.00 sarò al Circolo Pd Caponnetto via Gran San Bernardo 1 Milano a parlare di questi ultimi tre anni di governo.

Se vuoi leggere locandina clicca su.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Maternità surrogata, prima i bambini

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato una mozione su un tema delicato, ovvero le iniziative, in ambito nazionale e sovranazionale, per il contrasto di tutte le forme di surrogazione di maternità. Vi ricordo che con questa terminologia, altrimenti detta “gestazione per altri” o GPA, come la definisce la Corte europea dei diritti umani, si intende una pratica fondata sulla disponibilità di una donna a portare a termine la gravidanza per realizzare un progetto di genitorialità altrui. La pratica è vietata in Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Austria, Francia, Spagna, Portogallo e consentita, se gratuita e con un articolato livello di restrizioni, in Canada, Inghilterra, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Australia e alcuni Stati Usa e dell’est Europa come Armenia, Georgia, Ungheria, Bielorussia, Ucraina e Russia, ammessa in Asia India, Nepal, Thailandia, Hong Kong e in Sudafrica. In Grecia &egr ave; consentita in forma gratuita e previa autorizzazione di un tribunale.

Relazioni recenti hanno mostrato un incremento diffuso di questa pratica, documentando il flusso della domanda verso i Paesi che ne consentono l’attuazione a condizioni economiche e giuridiche più vantaggiose. Ricerche che hanno evidenziato anche l’inserimento della maternità surrogata in un sistema di produzione gestito da agenzie di intermediazione, in cui il processo della gestazione e il neonato sono oggetto di sfruttamento.

Per quanto riguarda l’Italia, il Comitato nazionale di bioetica, il 18 marzo 2016, ha approvato una mozione sulla maternità surrogata a titolo oneroso, in cui si afferma che la commercializzazione e lo sfruttamento del corpo della donna nelle sue capacità riproduttive sotto qualsiasi forma di pagamento sia in contrasto con i principi bioetici fondamentali e ha rimandato ad una successiva trattazione l’argomento della surrogazione di maternità senza corrispettivo economico.

Inoltre, la Corte costituzionale definisce la scelta di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli come espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi, libertà riconducibile agli articoli 2, 3 e 31 della Costituzione: conseguentemente le limitazioni di questa libertà sono ragionevolmente giustificate dalla impossibilità di tutelare altrimenti interessi di pari rango. La riforma della normativa sulle adozioni appare, dunque, sempre più urgente e necessaria al fine di superare i meccanismi farraginosi che la rendono spesso poco accessibile.

La mozione impegna, perciò, il Governo, a fronte del divieto della maternità surrogata, ad avviare un confronto sulla base della risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell’Unione europea in materia. Inoltre, ad attivarsi nelle forme e nelle sedi opportune, per il pieno rispetto, da parte dei Paesi che ne sono firmatari, delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino e a promuovere a livello nazionale e internazionale, iniziative che conducano al riconoscimento del diritto dei bambini alla identità personale e alla loro tutela, indipendentemente dalla modalità con cui sono venuti al mondo. Infine, ad attivarsi per completare il recepimento della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

 

Schwazer un campione. Ma quella maglia…

Alex Schwazer è un campione. Su questo non c’era e non c’è dubbio. Alla Coppa del mondo di marcia di Roma non ha praticamente mai abbandonato la testa della corsa. Un atleta forte, dunque, che ha sbagliato e, nella capitale, è rientrato per la prima volta in gara dopo la squalifica per doping, dimostrando che è il migliore anche senza “aiuti”.

Quindi, il progetto di recuperare l’altoatesino allo sport pulito si è rivelato ottimo. Ogni iniziativa volta a reinserire le persone che hanno sbagliato, nella vita ​come​ nello spor​t​, troverà sempre il mio appoggio.

Ma c’è un “ma”: da sportivo mi lascia l’amaro in bocca​ il fatto che Schwazer sia stato convocato in Nazionale e abbia vestito la maglia azzurra.

Avevo già detto in settimana che nessun regolamento o norma impedisce a un atleta che ha subito una squalifica di ricominciare a gareggiare anche con la maglia azzurra, una volta terminato lo stop. È anche giusto affermare che Alex Schwazer è uno dei pochissimi che ha ammesso l’uso del doping senza nascondersi dietro a improbabili giustificazioni​ e ha intrapreso un percorso di pulizia, cosa che tantissimi altri non hanno mai fatto. Di questo va dato atto. Mentre in altri casi mi sono espresso in modo netto contro il rientro in nazionale di campioni dopati, in questo caso proprio il fatto che ha ammesso la propria colpa e la netta volontà di fare un nuovo corso pulito da farmaci rende giustificato il suo rientro in nazionale.

Non posso che ripetere un ennesimo invito alla grande opera di prevenzione che serve per ripulire lo sport italiano dalla piaga del doping ed evitare il ripetersi di simili situazioni. Bisogna essere più severi con ​​la certezza di controlli antidoping fatti bene​, piuttosto che nella fase successiva.

Paolo Cova

On. Cova: “Recuperare allo sport chi ha sbagliato con il doping è giusto. Ma facendogli indossare la maglia azzurra​?​”

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CAMERA DEI DEPUTATI

 

On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

 

COMUNICATO STAMPA

 

On. Cova: “Recuperare allo sport chi ha sbagliato con il doping è giusto. Ma facendogli indossare la maglia azzurra​?​”

La partecipazione alla Coppa del mondo di marcia, che si tiene a Roma domenica 8 maggio 2016, dell’atleta altoatesino Alex Schwazer, che rientra per la prima volta in gara dopo la squalifica per doping, sta sollevando polemiche e perplessità. I risultati che il marciatore potrebbe ottenere, infatti, saranno validi per una sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio.

“Il progetto di recuperare Schwazer allo sport ‘pulito’ è ottimo. Ogni iniziativa volta a reinserire le persone che hanno sbagliato nella vita ​come​ nello spor​t​, troverà sempre il mio appoggio. ​Ma da sportivo mi lascia l’amaro in bocca​ il fatto che sia convocato in Nazionale”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, in prima linea nella lotta al doping.

“Chiaramente, nessun regolamento o norma impedisce a un atleta che ha subito una squalifica di ricominciare a gareggiare anche con la maglia azzurra, una volta terminato lo stop – aggiunge Cova –.  Per sgomberare il campo da ogni polemica, è anche giusto affermare che Alex Schwazer è uno dei pochissimi atleti che ha ammesso l’uso del doping senza nascondersi dietro a improbabili giustificazioni​ e ha intrapreso un percorso di pulizia, cosa che tantissimi altri non hanno mai fatto. Di questo va dato atto”.

Tuttavia, il parlamentare Pd si sente di fare un ennesimo invito “alla grande opera di prevenzione che serve per ripulire lo sport italiano dalla piaga del doping ed evitare il ripetersi di simili situazioni. Bisogna essere più severi con ​​la certezza di controlli antidoping fatti bene​, piuttosto che nella fase successiva”.

Roma, 5 maggio 2016