Category Archives: Comunicati Stampa

Uova contaminate: urgente porre in sede Ue la questione dell’etichettatura degli alimenti

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CAMERA DEI DEPUTATI

On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

COMUNICATO STAMPA

On. Cova: “Uova contaminate: urgente porre in sede Ue la questione dell’etichettatura degli alimenti”

La notizia che anche in Italia vi sarebbero due campioni positivi di uova contaminate con l’insetticida Fipronil, ha spinto l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, a sollecitare la questione etichettatura anche a livello europeo.

“È quanto mai urgente porre in sede Ue la questione dell’etichettatura dei prodotti alimentari che contengono uova, per giungere alla definizione di un nuovo sistema di tracciabilità maggiormente trasparente e vincolante, che certifichi ai consumatori la provenienza e la qualità delle materie prime impiegate – invita Cova –. Già è stato fatto per alcuni alimenti, ora questo campanello d’allarme deve indurci a intervenire per le uova​. Anche il rispetto dell’uso dei farmaci deve essere omogeneo in tutta Europa, come noi ci impegniamo per la tracciabilità del nostro farmaco”.

Roma, 21 agosto 2017

Uranio impoverito: approvata la relazione intermedia. Ora continuiamo a lavorare per tutelare militari e civili

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CAMERA DEI DEPUTATI

On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

COMUNICATO STAMPA

On. Cova: “Uranio impoverito: approvata la relazione intermedia. Ora continuiamo a lavorare per tutelare militari e civili”

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito ha approvato questa mattina la relazione intermedia. “Nel confronto, in Commissione, tra deputati e membri della amministrazione della Difesa è risultato chiaro che ci siano margini di manovra per migliorare le condizioni di lavoro nell’ambiente militare – commenta a caldo l’on Paolo Cova, parlamentare del Pd e componente dell’organismo di inchiesta –. È assolutamente necessario tutelare la salute ​e la sicurezza sul lavoro ​dei militari e dei civili nell’ambito della Difesa e mettere in atto tutti gli interventi per salvaguardare anche l’ambiente in cui operano, come, ad esempio, i poligoni militari​”.

Per questo Cova auspica di “continuare a lavorare come fatto finora e soprattutto far proseguire l’iter legislativo per dare maggiori e migliori garanzie a chi lavora nell’ambito di questa importante amministrazione”.

Roma, 17 luglio 2017

On. Cova: “Aler: Maroni intervenga subito nelle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate, invece di buttare i soldi nel referendum”

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On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

COMUNICATO STAMPA

On. Cova: “Aler: Maroni intervenga subito nelle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate, invece di buttare i soldi nel referendum”

Una ‘mini riforma’ delle Aler che rischia di essere solo fumo negli occhi, soprattutto per le case dei quartieri più periferici. Lo teme l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che dei problemi della zona Salomone-Mazzini-Calvairate si sta occupando da tempo: “Quelli annunciati dal presidente lombardo Maroni sembrano essere i soliti interventi di facciata – dice, a proposito del nuovo regolamento approvato da Regione Lombardia e dei contributi stanziati a favore di Aler –. Se fino adesso la Lega si è limitata alle passerelle senza scucire un soldo, ora si occupa di sistemare i regolamenti, ma non interviene mai concretamente sulle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate. Aspettiamo Maroni e i suoi al varco”.

E in linea con quanto sostiene tutto il Pd lombardo, Cova ribadisce: “I 50 milioni di euro che rischiano di essere letteralmente buttati via per il referendum per l’autonomia, mettiamoli nella manutenzione di questi caseggiati invece che in una consultazione del tutto inutile, visto che quanto la Lega vorrebbe chiedere si può ottenere in altro modo e senza dispendio di soldi che servono ai nostri cittadini, i primi contribuenti del sistema delle case pubbliche”.

Roma, 22 giugno 2017

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Sullo ius soli grave ciò che è avvenuto a Roma, ma anche a Milano c’è chi non vuole riconoscere i diritti

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“Quello che è avvenuto ieri a Roma è grave, ma purtroppo anche a Milano c’è chi non vuole riconoscere i diritti”, è il commento dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, allo striscione appeso vicino alla Cooperativa Ortica e al Circolo del Pd nell’omonimo quartiere, contro lo ius soli, in discussione in queste ore in Parlamento, e firmato da una nota forza politica di destra.

“Chi nasce in Italia ha diritto a essere italiano – prosegue Cova –. Episodi come questi sono assolutamente deprecabili, sia per quanto riguarda le istituzioni, perché non vorremmo vedere mai più niente del genere nelle Aule parlamentari, sia per quanto riguarda i partiti, alcuni dei quali si stanno comportando in modo ingiustificabile e incivile”.

Roma, 16 giugno 2017

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Mercoledì 7 giugno, sala stampa Camera: a due anni dalla legge, presentiamo una guida all’agricoltura sociale

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Mercoledì 7 giugno 2017, alle 16, nella sala stampa della Camera (accesso da via della Missione), l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, assieme al collega on. Massimo Fiorio, presenterà il volume ‘L’agricoltura è sociale – Le radici nel cielo: fattorie sociali e nuove culture contadine’. Alla presentazione intervengono Roberto Brioschi, autore e curatore, Carlo Triarico, presidente Associazione agricoltura biodinamica e Andrea Bomprezzi, sindaco di Arcevia (An).

Il libro è una sorta di guida, cui Cova ha contribuito scrivendo un capitolo, all’agricoltura sociale in Italia e alle sue storie: studiosi, attivisti della terra e contadini raccontano un modello economico e culturale innovativo, che restituisce senso all’esistenza, in base al principio che la terra non discrimina, ma concede i suoi frutti a chi se ne prenda cura.

 

“Nell’agosto del 2015 abbiamo approvato in via definitiva la prima legge nazionale sull’agricoltura sociale – ricorda Cova –. A distanza di due anni, facciamo una sorta di punto su un mondo che rappresenta non solo un’opportunità economica, ma anche e soprattutto uno strumento di riabilitazione e inclusione che rimette al centro la tutela della persona e della sua dignità, creando una sinergia virtuosa”.

 

 

Per poter partecipare è necessario richiedere l’accredito alla email del deputato paolocova.cova@gmail.com

 

Roma, 5 giugno 2017

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Apa Lombardia: il Governo vigili sulla riorganizzazione

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In Italia sono in corso le riorganizzazioni delle sedi delle Associazioni provinciali  allevatori, in un’ottica di razionalizzazione dei costi, conseguente anche al ridimensionamento delle risorse pubbliche stanziate, avvenuto a inizio 2010. In Lombardia, che è la regione in cui si controlla la metà dei capi italiani iscritti ai libri genealogici, dove maggiore è la presenza di bovini da latte e si effettua il numero più elevato di analisi quantitative, le Apa hanno subito un taglio netto dei fondi, operato dalla Regione, che ha comportato problematiche e difficoltà. Per questo l’on. Paolo Cova e l’on. Veronica Tentori, parlamentari del Pd, avevano presentato un’interrogazione in merito al Ministro per le Politiche agricole, cui è stata data risposta stamattina, durante la seduta dedicata agli atti di indirizzo.

“Ho chiesto che il Ministro continui a garantire una ripartizione maggiore sui fondi per Regione Lombardia per le Apa, perché il 41% di tutti i controlli avvengono lì, mentre la ripartizione si ferma al 28% del nazionale – spiega Cova –. E in effetti la risposta da parte del Governo è stata positiva”.

E se bene ha fatto il Governo su questo fronte, al parlamentare rimangono dei dubbi in merito alla riorganizzazione: “L’efficientamento e la riorganizzazione messi in atto da Aia, l’Associazione italiana allevatori, non tiene conto dello sforzo fatto in Lombardia e della qualità del servizio che vi si svolge. Quindi si sta andando a penalizzare le organizzazioni provinciali lombarde che già si erano accorpate negli ultimi anni. Se a ciò si aggiunge il commissariamento dell’Apa di Cremona e dell’Associazione allevatori Lombardia Ovest (Aalo), il rischio di penalizzare gli agricoltori è alto”.

Per questo Cova ha chiesto al Ministero di “vigilare, perché ci sono di mezzo dei finanziamenti pubblici e perché accentrare non vuol dire un miglioramento del servizio per gli allevatori. Anzi, proprio prendendo l’esempio di Cremona che aveva un bilancio in positivo, vanno valorizzate realtà che danno reale efficienza e supporto agli agricoltori”.

Piuttosto, per il parlamentare Pd, “è meglio intervenire sui comparti di Aia che non funzionano, come la parte di Inseme che continua a perdere soldi e produce pochi vantaggi per gli allevatori. Invece, avere dati certi e un lavoro fatto con qualità, significa un grande risultato non solo per la zootecnia, ma per tutta l’economia italiana”.

Roma, 23 maggio 2017

se vuoi vedere il mio intervento ​https://www.youtube.com/watch?v=eF3Q1o4kR14&t=98s

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Ok al mio ordine del giorno per la riforma dell’ippica italiana

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Via libera, alla Camera, nell’ambito della discussione sul Decreto in materia di proroga dei termini, il cosiddetto Milleproroghe, a un ordine del giorno dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che impegna il Governo ad attuare la Riforma del settore dell’ippica italiana.
Della necessità di un intervento e dei problemi che attanagliano la categoria, Cova si era già occupato con un’interrogazione a risposta immediata, in Commissione Agricoltura.
 
Nell’atto votato Cova ricorda che “il Parlamento ha approvato la Delega di riforma del settore dell’ippica italiana nel Collegato all’Agricoltura ed è in attesa dei decreti attuativi che il Milleproroghe estende per altri 6 mesi. Ma il settore dell’ippica sta vivendo un periodo di grande difficoltà, iniziata a fine anni Novanta, e dovuta a una mancata riforma del gioco delle scommesse ippiche, dell’ammodernamento degli ippodromi, della competitività delle corse, degli allevamenti di puledri da trotto e galoppo. A questo si aggiunge il fatto che l’European Pattern Committee dello scorso gennaio ha penalizzato ulteriormente l’ippica italiana portando all’esclusione dal Gruppo 1 di tre Gran Premi italiani, a causa del ritardato pagamento dei premi entro il termine di 90 giorni da parte dei Ministeri interessati”.
 
Per questo l’ordine del giorno di Cova impegna il Governo “ad attuare la riforma del settore emanando i decreti attuativi per arrivare a riordinare le competenze ministeriali in materia di ippica e per prevedere le modalità di individuazione del soggetto incaricato della costituzione dell’organismo a cui demandare le funzioni di organizzatore entro il termine di sei mesi, oltre ad attivarsi perché i pagamenti dei premi delle corse ippiche siano effettuati tempestivamente”.
 
Roma, 23 febbraio 2017
 

On. Cova: “Migliorare la farmaco vigilanza veterinaria per contrastare  l’antibiotico resistenza e la commercializzazione di farmaci in nero”

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On. Cova: “Migliorare la farmaco vigilanza veterinaria per contrastare  l’antibiotico resistenza e la commercializzazione di farmaci in nero”

 

Migliorare l’organizzazione dei servizi di farmaco vigilanza in generale e veterinaria in particolare, per evitare che vengano controllati solo gli allevamenti che cercano di stare in regola . E verificare come mai si parla di carenza di veterinari pubblici quando sono sette volte superiori, per numero, che in altre nazioni dove vi sono il doppio degli animali rispetto all’Italia. Sono le richieste dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che ha presentato un’interpellanza al Ministro della Salute dopo che su tema analogo – la distruzione dei farmaci veterinari e il rapporto con la loro immissione sul mercato nero – aveva già depositato un’interrogazione, rivolta anche al Ministro dell’Interno.

Il punto è sempre lo stesso: “Nella relazione annuale al Piano nazionale integrato 2015 del Ministero della Salute sulla farmacosorveglianza vengono indicate tutte le attività svolte per verificare la tracciabilità del farmaco veterinario e l’uso corretto negli animali da reddito e da compagnia. Ma la relazione indica un livello minimo di controlli/annuo diversificato a seconda delle strutture interessate per verificare la tracciabilità del farmaco prima di arrivare all’utilizzatore finale e questa relazione indica un livello minimo di controlli/annuo pari al 33% per gli allevamenti di animali da reddito senza detenzione di scorte, mentre deve essere fatto un controllo/annuo per gli allevamenti zootecnici di animali da reddito con scorta di farmaci veterinari”, ribadisce Cova nell’interpellanza.

“La giustificazione del mancato raggiungimento del numero minimo di controlli è attribuita a carenze croniche di personale veterinario e amministrativo e a difficoltà di riorganizzazione territoriale”, fa sapere il parlamentare Pd.

Eppure, “In Italia risultano assunti circa 6.500 medici veterinari pubblici dipendenti e altri circa 1.500 medici veterinari assunti come convenzionati dalle Regioni con un patrimonio zootecnico composto da circa 5.800.000 capi bovini, 400.000 capi bufalini, 8.600.000 capi suini, 6.700.000 capi ovini. In Francia, con una popolazione identica alla nostra, risultano assunti circa 900 medici veterinari pubblici dipendenti, con un patrimonio zootecnico composto da circa 19 milioni di capi bovini, 13 milioni capi suini, 7 milioni di capi ovini”.

Ecco perché, numeri alla mano (tutti nel documento allegato, ndr), Cova chiede al Ministro della Salute se “non ritenga che la tracciabilità del farmaco veterinario negli allevamenti di animali da reddito senza scorte sia troppo bassa visto che i dati indicano che si arrivi a verificare solo il 21% di allevamenti bovini e il  7% di allevamenti di capi suini. Invece, sono stati controllati l’89% di allevamenti bovini con scorte e l’85% di allevamenti suini. A queste verifiche sfuggono il numero maggiore di aziende zootecniche e il maggior numero di capi. Inoltre, se tutti gli allevamenti senza detenzione di scorte siano stati controllati almeno una volta ogni tre anni e se le aziende controllate rappresentano almeno il 40% degli animali da reddito a seconda delle specie ogni anno. Infine, se il Ministero, anche alla luce di questi dati, non ritenga sia necessaria una migliore organizzazione dei servizi di farmaco vigilanza e farmaco sorveglianza veterinaria, visto la diversa consistenza dei numeri di veterinari pubblici dipendenti assunti in Italia rispetto a quello di altre nazioni”.

In questa battaglia Cova è appoggiato da tutta la Camera: pochi giorni fa i deputati hanno approvato una mozione sul tema dell’antibiotico resistenza in cui c’è anche “l’impegno per una maggiore tracciabilità e controllo dei farmaci veterinari nelle aziende zootecniche di animali da reddito”, ricorda il parlamentare Pd.

 

Roma, 9 febbraio 2017

On. Cova: “Fava non vuole combattere il commercio dei farmaci in nero?”

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On. Cova: “Fava non vuole combattere il commercio dei farmaci in nero?”

 L’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd e veterinario buiatra, risponde ad alcune affermazioni, su un’interrogazione da lui presentata ai Ministri della Salute e dell’Interno, fatte dall’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia:
“Fava non ha nemmeno letto la mia interrogazione sui farmaci in nero e la dimostrazione è che confonde i controlli nelle stalle con quelli della distribuzione illecita dei farmaci. Forse teme che si facciano queste verifiche? Con le sue affermazioni sembrerebbe far capire di non voler combattere un fenomeno che è il vero danno degli allevatori onesti che rispettano la legge e dell’agricoltura italiana”.

Roma, 17 gennaio 2017

 

 

On. Cova: “Farmaci in nero usati nelle stalle: servono più controlli”

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On. Cova: “Farmaci in nero usati nelle stalle: servono più controlli”

Farmaci veterinari in nero usati nelle stalle, dichiarati distrutti e reimpiegati come normali medicinali. E chi controlla, forse non lo fa con le dovute attenzioni. È l’ennesima denuncia dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che sulla questione ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dell’Interno e a quello della Salute.

“L’ European surveillance of veterinary antimicrobial consumption (Esvac), nella sua ultima relazione sul consumo di farmaci veterinari, indica l’Italia come terzo Paese europeo per consumo in Europa – fa sapere Cova nell’interrogazione –. Nella relazione annuale al Piano nazionale integrato (Pni) 2015 del Ministero della Salute sulla farmacosorveglianza vengono indicate tutte le attività svolte per verificare la tracciabilità del farmaco veterinario e l’uso corretto negli animali da reddito e da compagnia. La relazione indica un livello minimo di controlli annui diversificati a secondo delle strutture interessate per verificare la tracciabilità del farmaco prima di arrivare all’utilizzatore finale. In particolare, nelle attività di commercio all’ingrosso viene effettuata una ispezione annua; nelle farmacie e parafarmacie i controlli annui sono pari al 33%; nelle ditte produttrici di medicinali veterinari e nelle attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso si fa una ispezione annua”.

In questi anni i media riportano che “diverse attività giudiziarie hanno mostrato l’uso di farmaci veterinari e umani in nero negli allevamenti da animali da reddito, mercato creato dalla complicità tra i diversi attori della filiera”, ma soprattutto, sottolinea il parlamentare Pd, “un punto di debolezza nella catena della tracciabilità dei farmaci è la loro possibile distruzione occasionale, se questa non viene realmente monitorata, in particolare nella fase di distribuzione, quando abbiamo grandi quantitativi di farmaci che transitano”.

Ai Ministri Cova chiede se “siano a conoscenza di attività di commercio all’ingrosso, ditte produttrici di medicinali veterinari e attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso, farmacie o parafarmacie, segnalate per avere una anomala distruzione occasionale di farmaci”. E “se gli organi preposti alle ispezioni previste dal Pni abbiano verificato nelle varie strutture che distruzioni di confezioni di medicinali veterinari non siano anomale o siano superiori alla media e superiori alla distruzione occasionale di farmaci umani e possano configurare una possibile commercializzazione nel mercato del nero dei medicinali veterinari”.

Roma, 13 gennaio 2017