Tag Archives: indicizzazione prezzo latte

Pensieri Democratici

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Un Paese in subbuglio

Dopo il lungo periodo di chiusura e restrizioni, che in questi lunghi mesi ci hanno limitato negli spostamenti, nel lavoro e nella vita sociale, iniziamo un periodo nuovo, impensabile se pensiamo che solo l’autunno scorso assistevamo all’istituzione delle zone a colori in modo definitivo. Chiunque auspicava l’arrivo del vaccino per poter ricominciare, evitare blocchi e lasciarsi tutto alle spalle.

Ora che la campagna vaccinale sta dando risultati innegabili rileviamo che per una parte di cittadini c’è ancora una netta opposizione alla vaccinazione e al rispetto delle regole di distanziamento. Questo atteggiamento stride con l’accresciuto desiderio di comunità, assumendosi, anche con qualche timore e preoccupazione, la volontà di essere corresponsabile della propria salute e di quella altrui. Così mentre tanti hanno cercato di essere artigiani di una comunità, dedicandosi agli altri sotto tantissime forme, una parte di paese è ancora ferma al proprio individualismo, interesse, non disponibile a mettersi in gioco per gli altri.

Viviamo un tempo in cui è chiesto ad ognuno di accettare la sfida dell’incontro e dell’uscita da sé, non dovremmo dimenticarlo.

 

È l’ora del Green Pass

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale e ha deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni. E dal 15 ottobre 2021 è scattato l’obbligo di certificazione verde per i lavoratori pubblici e privati. Ricordiamo i contenuti del Decreto legge 127 del 21 settembre 2021, che stabilisce l’obbligo per il personale delle amministrazioni pubbliche; i soggetti titolari di cariche elettive e di cariche istituzionali di vertice; lavoratori nel settore privato; personale amministrativo e magistrati.

Nel settore pubblico e nel settore privato spetta al datore di lavoro il duplice obbligo di riscontrare il rispetto delle prescrizioni e di individuare i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Per i lavoratori che non hanno il Green Pass la sospensione dello stipendio scatta dal 1° giorno. Nelle imprese o fabbriche con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal 5° giorno.

Per accedere ai luoghi in cui vige l’obbligo Green Pass è necessario possedere uno dei seguenti documenti: green pass comprovante la somministrazione del vaccino Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2; risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido per il virus Sars-CoV-2; certificato di esenzione alla vaccinazione oppure appartenenza a categorie esenti. La certificazione non è richiesta ai bambini fino ai 12 anni di età e ai soggetti esenti, appunto.

Per quanto riguarda l’accesso agli istituti scolastici sono esenti gli alunni, gli studenti e i bambini che frequentano scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado, scuola dell’infanzia. L’esenzione vale anche per i frequentanti dei sistemi regionali di formazione. L’obbligo è escluso nei tribunali anche ad avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della Giustizia, testimoni e parti del processo.

In caso di violazione delle norme sull’obbligo di Green Pass si rischiano una multa da 400 a 1000 euro, sia a carico dell’esercente o datore di lavoro che dell’utente; chiusura dell’esercizio da 1 a 10 giorni, nel caso di violazioni ripetute per 3 volte in 3 giorni diversi; gli impiegati nelle Rsa che non rispettano l’obbligo vaccinale verranno sospesi dal lavoro senza ricevere stipendio; per il personale universitario e scolastico, docenti e Ata il non rispetto dell’obbligo viene considerato come una assenza ingiustificata e a partire dal 5° giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso senza né retribuzione, né altro compenso; i lavoratori che accedono al luogo di lavoro sprovvisti di Green Pass sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della certificazione e dopo 5 giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e rischia una sanzione pecuniari a da 600 a 1.500 euro. Non è previsto licenziamento.

 

Una sanità a misura di cittadino

In consiglio regionale della Lombardia è iniziata la discussione degli emendamenti alla riforma della sanità predisposta dal presidente Fontana e dalla vicepresidente Moratti. Una riforma che inizia con una mancata discussione, per un atteggiamento di grande chiusura e di mancato confronto da parte del centrodestra e dalle scelte del presidente leghista della commissione.

Come Pd chiediamo impegni precisi a Regione Lombardia, perché per noi è l’occasione per mettere mano a temi come la medicina territoriale o le liste di attesa. Proponiamo servizi sanitari più vicini ai cittadini con attenzione a tutti i territori, anche quelli periferici allestendo case della comunità accessibili a tutti e sempre aperte; infermieri di comunità per cure e assistenza domiciliare; più servizi sanitari e sociali a casa delle persone. Una sanità senza tempi di attesa lunghi che consenta a tutti di avere servizi sanitari adeguati e in tempi certi. Questi mesi ci insegnano che si deve potenziare la prevenzione e la vigilanza epidemiologica e una maggiore collaborazione con il terzo settore per stare vicino ai più deboli.

 

 

Per il latte c’è la legge

C’è una grande discussione, in questi giorni, sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro. Vorrei, infatti, ricordare al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla.

La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita.

Questo dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme.

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

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COMUNICATO STAMPA

 

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

 

“Ricordo al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla”, interviene anche l’on. Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, nella discussione che si sta facendo in questi giorni sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro.

“La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione – prosegue Cova –. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita”.

Questo, secondo l’ex parlamentare dem, “dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme”.

 

Milano, 8 ottobre 2021

“Prezzo del latte al ribasso? Allora i fondi statali destinati agli industriali vengano subito trasferiti agli allevatori”

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“L’arroganza di alcuni industriali della trasformazione del latte è arrivata a stracciare gli accordi sottoscritti da tutta la filiera, a gennaio, alla presenza del Ministro Martina: le lettere mandate oggi ai conferenti con il contratto da sottoscrivere prevedono una indicizzazione diversa da quella di Ismea e un calcolo del prezzo del latte legato ai mercati europei, senza considerare la tipicità italiana”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, a proposito delle proposte formulate da alcuni industriali per il contratto di fornitura del latte per la nuova campagna produttiva.

“Che cosa hanno fatto costoro? Si sono inventati una propria indicizzazione? Non vogliono rispettare il costo di produzione? Chiedo immediatamente al Governo e al Ministro di trasferire i fondi del pacchetto latte, destinato a questi industriali, agli allevatori che sono penalizzati dal loro atteggiamento – incalza Cova, con una controproposta provocatoria –. Chi garantisce ancora la produzione italiana di qualità deve avere tutto il nostro sostegno. Chi pensa solo di ‘fare cassa’, penalizzando la produzione primaria, non deve avere il nostro aiuto”.

Roma, 25marzo 2016

Collegato agricolo e indicizzazione del prezzo del latte

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Sabato 12 marzo 2016 alle ore 10.30 sarò a Vicenza in via Turra 70 con On. Filippo Crimì e la consigliera regionale Cristina Guarda a parlare di ” Collegato Agricolo e Indicizzazione del prezzo del latte”.

 

Se vuoi leggere volantino clicca su A512Marzo

News dal Parlamento

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Stop ai conflitti d’interesse

Importante approvazione questa settimana, alla Camera: con 218 voti favorevoli, 94 contrari (M5s e Sel) e 8 astenuti, abbiamo approvato le Disposizioni in materia di conflitti di interessi, che ora passano all’esame del Senato. Il provvedimento interviene a disciplinare la risoluzione dei conflitti di interesse dei titolari di cariche di governo nazionale e i titolari di cariche di governo regionale, sostituendo la normativa vigente.

Ecco quali sono le principali disposizioni introdotte. Intanto, sono previsti puntuali obblighi dichiarativi in capo ai titolari delle cariche di Governo, e conseguenti sanzioni, differenziate nelle ipotesi di incompleta o mancata dichiarazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, o di dichiarazioni tardive o ancora mendaci. Poi, viene introdotto un rafforzamento del regime delle incompatibilità per le cariche di Governo.

Ma la vera novità rispetto alla legge Frattini, che valeva fino a ora, è la possibilità, nelle ipotesi più rilevanti, di risolvere la propria posizione conflittuale, anche in via preventiva, attraverso le misure tipiche per la soluzione del conflitto di interessi, ossia mediante l’affidamento in gestione dei beni e delle attività patrimoniali, attraverso la sottoscrizione di un contratto di gestione, oppure, se non sussistono altre misure possibili per evitare il conflitto di interessi, la vendita su richiesta dell’Autorità, dei beni e delle attività rilevanti. Questo avviene quando il titolare della carica di governo nazionale possieda, anche per interposta persona o tramite società fiduciarie, partecipazioni rilevanti nei settori della difesa, del credito, dell’energia, delle opere pubbliche di preminente interesse nazionale, delle comunicazioni e dell’editoria di rilevanza nazionale,dei servizi pubblici erogati in concessione o autorizzazione, in imprese operanti nel settore pubblicitario, oppure quando la concentrazione degli interessi patrimoniali e finanziari in capo al titolare della carica di governo siano tali da condizionare l’esercizio delle funzioni pubbliche ad esso attribuite o da alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza.

Per i membri del Parlamento viene rivista la disciplina della ineleggibilità, prevedendola per coloro che hanno il “controllo”, e non la rappresentanza legale, di società che risultino vincolate allo Stato con contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di notevole entità economica, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica. Per i consiglieri regionali viene introdotta una normativa di principio in questo senso.

Una risoluzione contro il doping

La mia personale lotta al doping sta per prendere il volo: mercoledì 2 marzo, la risoluzione che mette le basi per regole diverse e più stringenti, comincerà a essere esaminata nelle Commissioni congiunte Cultura e Sanità della Camera dei Deputati.

È arrivato il momento di chiedere al Governo l’impegno a creare un’Agenzia nazionale antidoping terza, ossia indipendente sia dal Coni che dallo stesso Governo, con una propria autonomia finanziaria. Questo sarà il primo e fondamentale passo per combattere e fermare una volta per tutte il malcostume del doping, sia nello sport professionistico, sia giovanile che amatoriale. Fenomeno che non falsa solo i risultati sportivi, ma danneggia gravemente la salute degli atleti e alimenta anche il malaffare. La vicenda dei whereabouts che ha coinvolto l’atletica italiana, ha mostrato come l’attuale sistema di controllo non abbia funzionato e debba essere riformato con un Agenzia terza.

Tra i punti più importanti, la risoluzione impegna il Governo a superare la norma che conferisce a Coni-Nado l’attività di controllo antidoping sulle attività sportive agonistiche di livello nazionale e internazionale, a creare un’Agenzia nazionale antidoping indipendente, appunto, che assorba la Commissione di vigilanza e l’Agenzia Coni-Nado,​ a conferire a questa Agenzia terza l’organizzazione dei controlli e degli esami​ e i procedimenti disciplinari, a nominare un commissario autonomo​ che realizzi questa agenzia​.

Le provocazioni degli industriali

Alcuni industriali del latte stanno proponendo contratti palesemente sotto i costi di produzione. Ebbene, non solo non lo possono fare, ma danneggiano tutta l’importante filiera lattiero-casearia. Invece, il percorso fatto finora da parte di questa filiera, con l’accordo sottoscritto dai soggetti interessati al Ministero delle Politiche agricole, deve essere la strada per darle valore. Filiera che, unita, può ottenere buoni risultati.

Resta il fatto che, rispetto a come si stanno comportando certi industriali, l’art. 62 e il Decreto 51 non consentono di fissare prezzi sotto i costi di produzione e il Garante della concorrenza e del mercato ora ha tutti gli strumenti per vigilare e sanzionare, come è avvenuto all’estero. Il mio invito è davvero quello di tenere un comportamento consono a quanto deciso, per il bene non solo dei produttori, ma di tutta questa importante filiera che termina – e gli industriali lo sanno bene – con il consumatore finale.

Il futuro del latte

Venerdì 4 marzo 2016, alle 20, all’Itas di Codogno, in provincia di Lodi, interverrò alla tavola rotonda “Latte italiano: quale futuro?”, organizzata dagli allevatori lodigiani con il patrocinio del Comune. Assieme a me ci saranno Angelo Rossi, responsabile del Clal, Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad Italia, Marco Minardi, del Consorzio latte italiano “Sogno o realtà”, e i rappresentanti degli industriali del latte e delle organizzazioni di categoria. Nell’occasione verrà presentata la campagna informativa rivolta al consumatore e intitolata “100% latte italiano”. Se vuoi leggere la locandina clicca qui

Scoprire Milano

Mi fa piacere segnalare che l’Associazione musicale MusicalMente di Landriano (Pavia) propone “Milano ritrovata”, un percorso di tre visite guidate per scoprire aspetti sconosciuti della metropoli.

La prima si terrà domenica 20 marzo 2016, con partenza alle 15, durata della visita 90 minuti con meta il Museo del Teatro alla Scala. Il gruppo minimo deve essere di 20 persone e il costo è di 13 euro, comprensivo del biglietto d’ingresso.

Domenica 17 aprile 2016, sempre alle 15, si visiterà la Milano nuova, ovvero il rinnovato quartiere Garibaldi, sempre per una durata di 90 minuti e un gruppo minimo di 20 persone. Costo della visita 10 euro. C’è tempo fino al 14 marzo per confermare e pagare.

Infine, domenica 22 maggio 2016, alle 15, la visita, della durata di 140 minuti, sarà al Cimitero monumentale. Sempre 10 euro, tempo per prenotarsi entro il 14 aprile.
Le visite guidate sono a cura di Milano Guida. Per conferme e prenotazioni contattare Antonia Pallottini cell. 347 9297376 o scrivere a musicalmentelandriano@hotmail.it, clicca qui per la locandina.

Cari lettori,

vi anticipo che, come ogni anno, ho programmato nel mese di marzo due incontri di rendicontazione del lavoro svolto in Parlamento, per maggiori informazioni clicca qui.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Sostengo e voto Beppe Sala

Carissime e carissimi,

Milano, grazie a questi anni di buon governo cittadino, ha riscoperto il suo ruolo di grande metropoli, riferimento certo a livello nazionale ma anche internazionale.

Ora è arrivato il momento di fare un nuovo salto di qualità. La nostra città deve crescere ancora di più da un punto di vista dell’innovazione, del lavoro, dell’inclusione.

Per fare ciò è necessaria una rafforzata capacità di guardare al domani in chiave strategica, costruendo progetti e politiche che proiettino la nostra città – dalla sfida del dopo Expo alla realizzazione della Città metropolitana – nel futuro. Il tutto con lo sguardo e l’attenzione rivolto alle nuove generazioni che in Milano nascono o arrivano per studiare e costruire il proprio futuro.

Per questi motivi sostengo e voto alle primarie del centrosinistra Beppe Sala.

 

Tantissimi hanno apprezzato le sue capacità nella gestione di EXPO e l’occasione che Milano ha avuto, anche grazie al suo operato, di essere una porta aperta alle diverse realtà del mondo presentandosi come città accogliente, bella, capace di gestire eventi straordinari con serietà e sicurezza.

Tuttavia, solo se uscirà vincitore dalle primarie potrà candidarsi e continuare questo progetto.

Per questo ti invito a votarlo e sostenerlo già alle primarie che si terranno il prossimo 7 febbraio 2016. Ogni voto, ogni presenza è importante anche la Tua!

Se vuoi leggere il volantino clicca su

 

 

 

 

Doping: basta parole, servono fatti

“Più veloce del doping – Istruzione e prevenzione prima di tutto” è il titolo del convegno che si è tenuto a Sesto San Giovanni, organizzato dal Centro sportivo Libertas Sesto con il patrocinio del Comune, al quale ho partecipato come relatore assieme al campione Stefano Mei e al medico Alessandro Da Ponte.

Ho sottolineato che se tutti sono contro il doping a parole, poi, però, non si realizza l’agenzia terza come previsto dalla legge e se controllore e controllato sono le stesse persone, non c’è chiarezza di intervento, i controlli non possono essere veramente super partes. Invece, se vogliamo candidarci a Roma 2024, dobbiamo arrivare con questo fiore all’occhiello da offrire al Cio per vincere l’assegnazione. Adesso serve un segnale di sport pulito, piuttosto che un medagliere ricco, ma senza valore.

Inoltre, ho aggiunto, bisogna fare una grande azione di prevenzione e di ricerca. Nel 2015 tre marciatori di vertice sono stati fermati perché trovati positivi a un farmaco dopante non ancora autorizzato al commercio. Questo significa che abbiamo atleti che sono delle vere e proprie cavie, oltre tutto non sapendo ancora se il farmaco fa bene o male o provoca danni più o meno gravi. Se l’antidoping non fa ricerca, non riesce a individuare questi farmaci e trovare quelle molecole che difficilmente sappiamo che vengono usate.

Una battaglia dura da combattere perché vincere una medaglia comporta che la federazione guadagni soldi e prestigio e qualcuno chiude gli occhi. Questo è il livello di alcuni dirigenti e allenatori, che poi dalle vicende escono sempre puliti, ma sono proprio quelli che non fanno la lotta al doping perché vivono di luce riflessa rispetto ai risultati ottenuti dal loro atleta.

Infine, ho espresso il mio rammarico per la mancata assegnazione della delega allo sport in questo rimpasto di Governo: avrebbe dato slancio sia alla lotta al doping, sia a una ripresa dell’attività agonistica di vertice che ora latita.

 

Finalmente l’indicizzazione

Questa settimana si è tenuta la prima riunione del Comitato consultivo previsto dall’accordo di filiera per il sostegno al comparto lattiero caseario siglato al Ministero delle Politiche agricole a novembre. Il lavoro svolto da tutta la filiera ha portato a fare un altro passo in avanti per rendere più stabile il settore lattiero caseario, in particolare gli allevatori che stanno vivendo una grave crisi, e verso una maggiore ridistribuzione dei guadagni su tutta la filiera.

Finalmente dopo un decennio si è arrivati a un sistema base di indicizzazione del prezzo del latte, attraverso un meccanismo oggettivo che tiene conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero. L’indicizzazione consentirà di indicare un prezzo di riferimento che consente agli allevatori di vedersi riconosciuto il proprio lavoro e i propri investimenti sulla produzione di latte di qualità.

Altri punti molto importanti, la firma di un contratto che ha durata annuale per consentire ai produttori di programmare i propri investimenti e di non vivere alla giornata, e l’impegno preso dalla Gdo di investire sulla promozione dei prodotti lattiero caseari fatti con latte 100% italiano che consentirà di valorizzare sempre più la nostra qualità.

 

Obiettivo Mezzogiorno

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato una mozione per il rilancio del Mezzogiorno. L’atto impegna il Governo, tra l’altro, a conseguire un miglioramento complessivo della qualità del sistema dei trasporti e mobilità; a promuovere piani di rigenerazione urbana, partendo dalla messa in sicurezza e valorizzazione dei centri storici; a prevedere per l’anno 2016 un piano straordinario di interventi pubblici a sostegno dell’alfabetizzazione digitale; a supportare e tutelare le produzioni agricole di qualità; ad attivare in via prioritaria le misure di contrasto all’indigenza; a rafforzare i piani e i progetti in materia di edilizia scolastica ed impiantistica sportiva; a promuovere ulteriori investimenti nell’ambito della manutenzione e messa in sicurezza del territorio; ad investire nella valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico e culturale; a proseguire nell’azione di rafforzamento degli organ ici; ad investire in un rafforzamento delle attività di orientamento per i giovani che intendono intraprendere studi universitari; a proseguire nell’azione di bonifica e caratterizzazione di aree industriali dismesse; ad investire nella promozione turistica; ad avviare un’attività di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario.

 

Risarcimenti sanitari: cosa cambia

Alla Camera abbiamo dato il via libera anche alle disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario che ora passa al Senato. L’obiettivo è il mantenimento dell’equilibrio tra la tutela del professionista e la possibilità per il cittadino di avere un risarcimento in tempi più brevi.

Nato da un disegno di legge del Parlamento, il provvedimento riguarda non solo i medici, ma tutti gli operatori sanitari e fa riferimento a tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie.

Viene prevista, dunque, l’introduzione della disciplina per l’organizzazione delle strutture sanitarie che riguarda la riforma del sistema di auditing, l’allargamento ad altre figure professionali della carriera manageriale, l’assicurazione per tutti i professionisti.

Il cittadino mantiene la possibilità di richiedere il danno alla struttura, ma vengono introdotte norme per aiutare ad avere in tempi più rapidi la risposta relativa al danno subito. Sul modello Rc auto, ci si potrà rivolgere direttamente all’assicurazione della struttura o del libero professionista.

Altre novità, l’accertamento tecnico preventivo, il fondo di garanzia, linee guida sulla condotta del medico.

 

Autovelox, ma per prevenzione

Le iniziative in merito al corretto utilizzo dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità e alla destinazione dei proventi derivanti dal relativo sistema sanzionatorio sono contenute nell’altra mozione approvata, in questi giorni, dall’Aula. La premessa è tragica: nella circolazione stradale l’Italia ha il tasso di incidentalità e di mortalità più elevato tra i grandi Paesi europei e sopra la media comunitaria. Nel 2014, in crescita nel 2015, sono stati registrati 177.031 incidenti con 251.147 feriti e ben 3381 morti, in aumento rispetto al 2013.

Che fare? La mozione impegna il Governo a promuovere l’uso di strumenti telematici di controllo delle infrazioni al codice della strada, con particolare attenzione all’accertamento delle infrazioni più pericolose e ai tratti stradali dove si registra il maggior numero di incidenti. Ma anche ad assumere iniziative per effettuare un’attenta verifica sul corretto impiego dei sistemi automatici di controllo sulle strade e, in particolare, per accertare che questi sistemi siano efficaci ai fini della prevenzione dei sinistri. E a fare in modo che le risorse destinate agli enti locali per la manutenzione, la sicurezza e i controlli sulle strade siano inquadrate nell’ambito di piani coordinati con obiettivi misurabili di sicurezza stradale.

 

Le regole contro il terrorismo

Tra le approvazioni importanti, questa settimana, anche quella del disegno di legge sulle Norme per il contrasto al terrorismo che ha autorizzato la ratifica di cinque atti internazionali finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno, dettando norme di adeguamento interno. Si tratta della ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, fatta a Varsavia il 16 maggio 2005, della Convenzione internazionale per la soppressione di atti di terrorismo nucleare, fatta a New York il 14 settembre 2005, del Protocollo di Emendamento alla Convenzione europea per la repressione del terrorismo, fatto a Strasburgo il 15 maggio 2003, della Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, sempre a Varsavia il 16 maggio 2005, del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, fatto a Riga il 22 ottobre 2015.

Questi atti sono degli strumenti giuridici che possono aiutare a monitorare e prevenire meglio le forme di terrorismo. E per farlo era necessario dotarsi, sul piano internazionale, di regole comuni. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

 Paolo Cova

 

 

 

“Grazie al lavoro di filiera, più stabile il settore lattiero caseario. Ecco il meccanismo di indicizzazione e tutte le novità”

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Si è svolta oggi, giovedì 28 gennaio 2016, l​a prima riunione del Comitato consultivo previsto dall’accordo di filiera per il sostegno al comparto lattiero caseario siglato al Ministero delle Politiche agricole a novembre. ​ “Il lavoro svolto da tutta la filiera ha portato a fare un altro passo in avanti per rendere più stabile il settore lattiero caseario, in particolare gli allevatori che stanno vivendo una grave crisi, e verso una maggiore ridistribuzione dei guadagni su tutta la filiera”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd.

 

“Finalmente dopo un decennio si è arrivati a un sistema base di indicizzazione del prezzo del latte, attraverso un meccanismo oggettivo che tiene conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero – continua Cova –. ​L’indicizzazione ​consentirà di indicare un prezzo di riferimento che consente agli allevatori di vedersi riconosciuto il proprio lavoro e i propri investimenti sulla produzione di latte di qualità”.

Altro punto molto importante, che al parlamentare preme sottolineare, “la firma di un contratto che ha durata annuale per consentire ai produttori di programmare i propri investimenti e di non vivere alla giornata”.

 

Importante, per Cova, anche “l’impegno​ preso​ dalla Gdo di investire sulla pro​mozione dei prodotti lattiero caseari fatti con latte 100% italiano che consentirà di valorizzare sempre più la nostra qualità”.

E da un punto di vista concreto, il parlamentare Pd ricorda che “il Ministero ha dato mandato di erogare 1centesimo al litro per i mesi da dicembre 2015 a febbraio 2016, con un preciso meccanismo di indicizzazione”.

 

Il meccanismo di indicizzazione del prezzo del latte

 

Il sistema base elaborato da Ismea prende in considerazione 4 gruppi di riferimento selezionati:

 

1 – prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone, Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico)

2 – prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura)

3 – prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania)

4 – input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).

 

All’interno delle 4 componenti sono stati scelti i primi 5 prodotti con il coefficiente più alto, per un totale di 20 prodotti. L’ampiezza dei panieri e la loro articolazione rappresenta un elemento importante in termini di stabilità dell’indicatore in quanto evita che fluttuazioni impreviste o indotte di singoli componenti possano determinare variazioni consistenti.

Il sistema individuato è oggettivo , in quanto elaborato attraverso l’applicazione di tecniche statistiche che escludono ogni criterio di soggettività nella scelta dei parametri di ponderazione e dei prodotti che compongono i singoli componenti;

affidabile, perché costruito attraverso l’individuazione di fonti non influenzabili dalle parti in causa, con un aggiornamento dei dati immediato (il mese successivo a quello di riferimento) e continuativo;

articolato, in modo da comprendere tutte le variabili in grado di influire su costi di produzione del latte e i suoi derivati e sufficientemente complesso da non subire “shock” da parte di fluttuazioni repentine e improvvise di prezzi puntuali;

neutrale, in quanto elaborato e implementato da una parte terza al sistema di contrattazione;

trasparente, in termini di disponibilità dei dati di partenza, delle elaborazioni e dell’indice stesso.

 

Roma, 28 gennaio 2016

On. Cova: “Bene l’accordo sul latte, ma ora proseguiamo sulla strada dell’indicizzazione”

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“Un primo passo importante è stato fatto. Ora bisogna concludere sulla questione dell’indicizzazione del prezzo del latte”, commenta così l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, l’accordo raggiunto, stamattina, tra Lactalis e le organizzazioni agricole sul prezzo del latte, fissato a 36 centesimi al litro per i prossimi tre mesi.   Il Ministero si impegna anche ad aggiungere 1 centesimo agli allevatori per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio.

 

“L’accordo sul prezzo del latte sottoscritto oggi tra organizzazioni sindacali e Lactalis consente agli allevatori di recuperare alcuni centesimi per i prossimi mesi – continua Cova –. È solo un primo passo che deve proseguire con l’indicizzazione del prezzo del latte come previsto dal decreto 51/2015”, insiste il parlamentare Pd.

 

“​L’indicizzazione, condivisa anche dagli industriali,​ è un intervento strutturale che, con il contratto annuale, serve a dare garanzie agli allevatori e toglie il mercato del latte dalla speculazione, dalla volatilità e da un’idea di prodotto inteso come commodities”, sottolinea Cova, secondo il quale “l’indicizzazione rappresenterà un aiuto anche per gli allevatori da latte per conoscere i propri costi di produzione”.

 

Roma, 26 novembre 2015

News dal Parlamento

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Diciamo “no” all’odio

Quanto avvenuto a Parigi ci lascia sgomenti e con un senso di preoccupazione. Ma questo non deve suscitare né in me e, spero, nemmeno in voi, un sentimento di odio.

Questi settant’anni di pace in Europa dimostrano come si possano superare le diversità e le distanze tra popoli per arrivare a costruire insieme una nazione unica senza conflitti.

Ci sono poi persone che possono esistere solo seminando odio e violenza, perché non hanno altre capacità. Non seguiamo in questa strada, che porta unicamente alla distruzione, chi ha facile vita solo nell’odio e nulla nella costruzione del bene, del bello e della pace. Sicuramente dobbiamo vigilare tutti affinché non ci venga rapinata questa lunga stagione di pace.

 

Uranio impoverito: entro in Commissione

Un’importante novità mi riguarda: sono stato chiamato a far parte della “Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico”. Un lungo nome per dire quanto sia complicato il lavoro che ci attende. Per quanto mi riguarda, sono pronto ad andare a fondo a questa ormai datata vicenda.

 

Antimafia, sui beni si cambia

Alla Camera abbiamo approvato il nuovo Codice antimafia. La riforma nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2013 da 120mila cittadini e promossa da diverse associazioni, con l’obiettivo di dare maggiore efficacia alle norme sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Dopo due anni di discussioni, confronti e audizioni e dopo che il testo originario è stato arricchito dai contributi nelle Commissioni Antimafia e Giustizia, la nuova legge rende, dunque, finalmente organica la normativa antimafia relativa ai beni confiscati e sequestrati. La frammentarietà delle norme e le criticità emerse nel corso degli anni, infatti, portava più del 90 per cento delle imprese sottratte alla criminalità organizzata a fallire dopo la confisca o il sequestro.

La nuova legge si muove su un doppio binario: da una parte presenta misure di contrasto sistematico alle organizzazioni criminali per colpirle dritte al cuore, cioè nelle imprese illecite; dall’altra prevede misure economiche di sostegno alle imprese stesse affinché continuino la propria attività anche dopo la confisca o il sequestro.

Tra le misure previste le modifiche al ruolo e alle funzioni dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati; l’istituzione di un nuovo Fondo per il credito delle aziende sequestrate; l’ampliamento dei soggetti attivi e passivi; la tutela dei terzi creditori; la trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari; la delega al Governo per individuare specifici incentivi e ammortizzatori sociali per il lavoratori delle aziende confiscate e sequestrate; le misure contro il caporalato.

 

La voluntary salva l’accisa

Il secondo provvedimento votato questa settimana, è stato il decreto legge sulle misure urgenti per la finanza pubblica. Composto da tre articoli, disattiva la clausola di salvaguardia, prevista dalla legge di stabilità 2015, per la mancata autorizzazione Ue al meccanismo Iva di reverse charge nella grande distribuzione alimentare, la quale avrebbe previsto l’aumento dell’accisa dei carburanti per il 2015.

Al fine di garantire la copertura finanziaria ed evitare questo aumento, viene prorogato il termine per accedere alla voluntary disclosure al 30 novembre 2015, con possibilità di integrare l’istanza con documenti ed informazioni entro il 30 dicembre 2015. Si prevede inoltre che l’ammontare di tutte le prestazioni corrisposte dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità svizzera, in qualunque forma erogate, siano assoggettate, ai fini delle imposte dirette, su istanza del contribuente, all’aliquota del 5 per cento.

 

Quei ricarichi esagerati della grande distribuzione

Come avrete visto, gli allevatori lombardi – e non solo loro – stanno aspramente manifestando sempre per lo stesso motivo: un prezzo equo del latte al litro. Ho partecipato, perciò, sia al presidio della Coldiretti, che a quello di Cia e Confagricoltura Lombardia. E ho ripetuto alcuni dei concetti che vado dicendo da anni: la grande distribuzione organizzata e gli industriali vogliono indicizzare il prezzo del latte ai produttori come quello tedesco? Allora i consumatori italiani devono pagare il latte fresco al consumo dimezzato rispetto al prezzo attuale, come in Germania.

D’altra parte, il Garante per la concorrenza ha segnalato che il prezzo ai produttori è stato diminuito del 28%, quello ai trasformatori di circa il 12%, ma il consumatore ha pagato circa l’1% in più. Già attualmente la grande distribuzione e gli industriali hanno un ricarico sui prodotti lattiero-caseari del 300-350% rispetto al costo, con dei margini e dei benefici esagerati. Questo ci dimostra che oggi, in Italia, chi vuole affamare i produttori di latte, in realtà continua a fare bilanci stratosferici. A chiusura di settimana una nota positiva è arrivata dal tavolo del latte durante il quale gli industriali hanno optato per un prezzo indicizzato al costo di produzione, come previsto dal decreto Legge 91/2015, anziché al prezzo tedesco.

 

 

Doping, la Russia non è così lontana

E un altro dei temi che seguo sempre con attenzione, è stato al centro di una notizia preoccupante degli ultimi giorni: l’agenzia mondiale antidoping (Wada) ha invitato la Federatletica internazionale (Iaaf) a sospendere gli atleti della Russia da qualsiasi competizione di atletica leggera. Secondo le indagini della stessa Wada diversi atleti russi farebbero uso di sostanze dopanti da anni, alterando i risultati delle gare.

Ma a ben vedere questo è un fatto non del tutto nuovo nel mondo dello sport, anzi, è già accaduto anche in Italia con i 65 atleti segnalati dalla Procura di Bolzano per la mancata indicazione della reperibilità per i controlli “out of competition”, e dalla Procura antidoping. Ma mentre ora la Wada interviene e chiede di sospendere gli atleti russi dalle competizioni, in Italia la Procura antidoping, dopo ben quattro anni, ancora tace.

In realtà, c’era stato un po’ di attivismo quando è stata fatta l’interpellanza parlamentare, ma poi siamo tornati al silenzio assoluto. Mi chiedo se alla Procura antidoping sperino che ci siamo dimenticati.

 

Le novità per i cittadini

Sabato 21 novembre, alle 16, nella sala consiliare di piazza della Resistenza, a Pessano con Bornago, parteciperò, assieme al sindaco Giordano Mazzurana e al segretario metropolitano del Pd milanese Pietro Bussolati, a un interessante dibattito pubblico, organizzato dal Circolo locale, per cercare di capire “Cosa cambia per i cittadini” rispetto alla riforma della Costituzione, alla legge di stabilità 2016 e ai nuovi cinque ecoreati.

 

Qui la locandina

Paolo Cova

 

On. Cova: “Indicizzazione del prezzo: finalmente la filiera del latte unita porterà valore aggiunto per tutti”

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“La prima risoluzione sul latte che chiedeva l’indicizzazione del prezzo l’ho presentata nell’autunno del 2013 e la sua approvazione da parte della Commissione Agricoltura della Camera ha consentito che venisse recepita anche nel decreto 51 approvato poche settimane fa. Perciò sono soddisfatto dell’ulteriore passo avanti fatto con l’accordo tra le organizzazioni agricole e l’industria lattiera per la definizione di un parametro condiviso da utilizzare per l’indicizzazione del prezzo del latte, sottoscritto assieme al Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che se ne è fatto promotore”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, alla notizia dell’importante novità.

 

“Gli allevatori chiedevano e aspettavano questo momento da tantissimi anni – prosegue Cova –. Adesso è necessario passare in fretta all’operatività, vista anche la disponibilità degli industriali che hanno chiesto di trovare velocemente dei criteri per stabilire l’indicizzazione. E una volta identificati, poi sarà possibile individuare il prezzo”, spiega il parlamentare.

 

I vantaggi non sono da poco, insiste Cova: “Penalizzare sempre e solo i produttori non è stato di aiuto, anzi, tutta la filiera, che parte dall’allevatore e arriva alla commercializzazione, può ottenere solo degli enormi vantaggi dall’indicizzazione del prezzo. Mi auguro che il percorso giunga a buon fine e che si arrivi a una valorizzazione del prodotto sia sulle tavole italiane che del resto del mondo”.

 

Roma, 3 settembre 2015