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Sicomoro

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Il nuovo numero del Sicomoro vuole approfondire alcune tematiche: usura, giornata della Pace, bilancio dello Stato, Europa, pendolari e biglietto unico.

Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su Sicomoro n.1 del 18 Gennaio 2019

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Sicomoro

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Autorizzati a Pensare è stata la frase che ha colpito di più nel Discorso alla Città da parte dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini e noi vogliamo darvi spunti di riflessione anche sul tema dell’accoglienza, della solidarietà e della situazione economica italiana.

Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su Sicomoro n.14 del 14 Dicembre 2018

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Martina-Richetti sabato a Milano

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Sabato 15 Dicembre 2018 alle ore 15.00 presso La Fonderia Napoleonica via Thaon di Revel 21 a Milano, Maurizio Martina e Matteo Richetti presenteranno la mozione congressuale per la segreteria nazionale del Partito Democratico.

Ti aspettto.

se vuoi vedere locandina clicca su richetti martina

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“Matteo Richetti in Lombardia incontrerà iscritti, simpatizzanti e cittadini per costruire insieme il programma”

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Nel fine settimana sarà in Lombardia, Matteo Richetti, il senatore che sostiene Maurizio Martina nelle primarie del Partito democratico. “Saranno due giorni intensi di incontri e ragionamenti attorno al partito e all’Italia che vogliamo”, fa sapere Paolo Cova, ex parlamentare e referente del Comitato ‘Diversamente per Richetti’ per la Lombardia e per la città metropolitana di Milano.

Si comincia sabato 8 dicembre, alle 10.30, nella sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, dove Richetti incontrerà simpatizzanti e cittadini, oltre ai vertici del Pd locale. Alle 13, pranzerà, invece, al ristorante Jonas di Monza, in viale Lombardia 210, con tutti quelli che vorranno conoscere da vicino il senatore dem e il suo programma. Infine, alle 17.30, sarà al ristorante 180 Gradi, in via San Zeno 168, a Brescia, per un aperitivo con i sostenitori dell’est Lombardia.

Domenica 9 dicembre, il tour lombardo inizierà alle 10, nella sala del Museo civico di Morbegno, in via Cortivacci 2. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18, importante appuntamento a Milano, in via Freguglia 2, dove si terrà l’incontro Diversamentemilano. “Per noi sarà un momento per costruire insieme il programma assieme a Matteo Richetti – fa sapere ancora Cova –. Si terranno perciò dei tavoli di lavoro e incontri e dibattiti con esperti sui vari temi”.

Milano, 7 dicembre 2018

Le Sfide e i Valori del Partito Democratico

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Nei prossimi mesi gli iscritti PD si troveranno a rinnovare, attraverso l’iter congressuale, i segretari dei diversi livelli del partito. E’ questa una straordinaria occasione per fermarsi a riflettere e per promuovere una attenta e accurata discussione sui temi e argomenti che potrebbero rilanciare una politica progressista e riformista nel Paese. Temi e parole che caratterizzano i tratti di un partito e diventano cifra di un futuro da costruire. Per questo, con alcuni amici abbiamo preparato un documento che potrebbe offrire lo spunto per questa verifica e strumento per un confronto vero ed efficace.

Se lo vuoi leggere clicca su Le-sfide-e-i-valori-del-Partito-Democratico-per-pubblicazione

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Pensieri Democratici

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Queste settimane sono state caratterizzate da due eventi che hanno colpito e scosso l’opinione pubblica: la caduta del Ponte Morandi a Genova e il blocco della nave Diciotti. Dopo aver ascoltato tanti discorsi mi permetto di proporre le mie semplici osservazioni.

Genova e Ponte Morandi

La prima considerazione nasce dal constatare che, di fronte a situazioni di criticità, si tende sempre a cercare di rimediare aggiustando alla meglio l’esistente per mantenere lo statu quo della situazione. Prendere decisioni, assumersi responsabilità non è da tutti, più semplice attivare interventi conservativi ed esporsi meno. Mi rendo conto che questa è una affermazione forte ma la criticità del ponte era chiara, un monitoraggio continuo, interventi erano stati fatti, si era arrivati a dire che la manutenzione costava di più che ricostruirlo, eppure nulla è stato attivato fino al bando di gara per la Gronda Nord fatto circa due anni fa..
Leggere e ascoltare la voce di chi abitava sotto quel ponte e si sentiva minacciato ogni giorno, mi fa dire che in questi anni ha sbagliato la politica con le sue polemiche, veti a proposte, posizioni di comodo. La decisione, presa anni fa, di rivedere globalmente la viabilità cittadina e di avviare opere nuove che avrebbero fortemente limitato il flusso dei veicoli su quel ponte, doveva essere perseguita con decisione senza farsi intimorire da proteste o minacce.
Io stesso ho preso parte a comitati che contrastavano la costruzione di strade, inceneritori o impianti di smaltimento e so la fatica di trovare mediazioni a idee, proposte ed esigenze. Tuttavia occorre tenere presente ciò che è necessario per la comunità, oltre ai bisogni dei singoli, perseguendolo anche se questo non porterà consenso o voti alle elezioni che verranno. Questo fa la differenza tra una Politica che tutela tutti e la politica che cura solo gli interessi di pochi.
La seconda considerazione riguarda un tema a me caro in questi anni: adoperarsi per attuare una “Economia riparativa o sostenibile”. Il dibattito, seguente alla tragedia di Genova relativo alle concessioni autostradali, apre una possibilità al governo per adoperarsi in tal senso. Si cominci con l’attribuire le concessioni a quelle imprese che hanno a cuore la sostenibilità ambientale, i diritti dei lavoratori, la lotta contro le diseguaglianze. Premiamo le imprese che offrono concretamente dei benefici ai propri lavoratori, con benefit sui trasporti, sulle spese mediche, su salari adeguati, sulla presenza limitata di contratti a tempo determinato. Ci è data una opportunità: usiamola!

Nave Diciotti

L’altro fatto che ha turbato l’opinione pubblica, in queste settimane, è la vicenda dei migranti bloccati sulla nave Diciotti.
Molto ci sarebbe da dire sulla gestione umanitaria di questi migranti che è stata più volte sottolineata dai media e che è terminata solo l’intervento della Magistratura da un lato e della Chiesa italiana dall’altro. Tuttavia utilizzo queste brevi righe per soffermarmi sul grave conflitto tra poteri dello Stato di cui abbiamo avuto dimostrazione.
Una prima anticipazione l’avevamo avuta proprio successivamente alla tragedia di Genova. In tale occasione il Presidente del Consiglio e alcuni ministri, indicavano, dopo poche ore dalla tragedia, responsabili e colpevoli dimostrando così di non avere nessuna fiducia sull’operato dei Magistrati che prontamente si erano attivati per definire cause e soggetti coinvolti. “Non possiamo attendere i tempi lunghi della giustizia” questa la frase che risuonava in quelle tristi giornate.
A Catania, dopo pochi giorni, il ministro Salvini decideva autonomamente quali fossero le persone che avevano diritto alla protezione internazionale e quali no, definiva quali accordi rispettare incurante della Carta Costituzionale che ben definisce i diritti e i doveri dei cittadini italiani e di chi nello Stato Italiano si viene a trovare. Possono sembrare queste, banalità o sottigliezze ma in gioco c’è davvero molto. Non può essere il politico di turno a decidere senza rispondere a leggi o accordi, magari rilasciando dichiarazioni che minacciano la Magistratura o il Capo dello Stato. Per questo i Padri Costituenti avevano previsto norme di garanzia, pesi e contrappesi tra i diversi poteri dello Stato. Quando in un Paese è uno solo che pensa di fare ciò che vuole in nome di un popolo presunto che lo approva, la democrazia è in affanno e lo sono anche i diritti di tutti. C’&egr ave; da riflettere attentamente su questo aspetto perchè oggi, forse qualcuno può compiacersi di tale comportamento, ma domani potrebbe ritrovarsi ad essere giudicato da questi politici/giudici che decidono a piacimento incuranti di tutto e tutti.

Festa Unità a Milano

Vi segnalo questo evento che mi vede coinvolto il 30 agosto alle ore 18.30 a Cassina Anna in via S.Arnaldo 17 Milano. Si parla della figura di Bonomi e la nascità di Coldiretti ma è anche una occasione per riflettere sui prossimi passi della nostra agricoltura.

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La forza del consumatore

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Dopo il tragico incidente della scorsa settimana, un altro camioncino pieno di lavoratori stranieri impegnati nella raccolta dei pomodori è rimasto coinvolto in un drammatico scontro con un camion. Questi fatti sono di per sé gravissimi e dovrebbero far indignare tutti, perché i lavoratori coinvolti non avevano nessun tipo di tutela e faticavano anche per 12 ore al giorno per un salario inesistente
Vittime del caporalato per contrastare il quale, nella scorsa legislatura, era stata fatta una legge che ora deve essere applicata senza nessuna eccezione
Ma non è sufficiente. Serve che la nostra indignazione si trasformi in una azione attiva di contrasto a questi fenomeni. Come?
Noi consumatori abbiamo la possibilità di richiedere alla GDO e ai commercianti che i prodotti agricoli, che arrivano sulla nostra tavola, siano stati pagati rispettando i costi di produzione degli agricoltori e che siano stati raccolti da lavoratori assunti con salari rispettosi del proprio lavoro.
Diffidiamo quando comperiamo prodotti a prezzi troppo bassi, se ciò accade è perché, nella filiera del prodotto, qualcuno non ha rispettato proprio tutte le regole.
Una utopia? Non credo, la forza del consumatore è fortissima, è già avvenuto con le norme sul benessere animale e non vedo perché non possa accadere nel richiedere anche il rispetto dei lavoratori agricoli

Pensieri Democratici

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Il tempo propizio delle idee

Anche se corro il rischio di essere facilmente smentito , mi sento di scrivere che questo che stiamo vivendo è un tempo propizio. Siamo chiamati infatti, ad elaborare nuove idee, coltivare il pensiero, immaginare percorsi, motivare scelte per contribuire alla rinascita del nostro Paese e per il futuro dell’Europa. Provo a spiegare perché la penso così.

Il liberismo e il neoliberismo, degli ultimi decenni, hanno messo in ginocchio l’economia mondiale aumentando in modo vertiginoso le disuguaglianze, il tutto nonostante continuassero a spiegarci che il mercato libero avrebbe reso tutti più soddisfatti e felici. Ora facciamo i conti con i loro effetti: un sistema che non regge più, che incrementa Il consumismo sfrenato, ma che lascia per strada un numero troppo alto di persone. I numeri delle persone in povertà o che ne sono a rischio, infatti, è in continua crescita e fa impressione se si considera che è costituito sì dalle fasce più fragili della nostra società , ma anche da giovani, da famiglie, da chi in questa corsa accelerata proprio non riesce a tenere il passo. .

Se consideriamo questa situazione tutto sembra portare alla delusione e alla paura e non è un caso che alcuni politici facciano leva proprio su questo per ottenere consensi. Ciò nonostante io credo che proprio ora ci sia terreno fertile per far nascere in noi e nella società nuove prospettive..

E’ il tempo per ricucire, per creare una comunità capace di tenere insieme: generazioni diverse, bisogni differenti, classi sociali apparentemente distanti. Una comunità capace di includere perchè nelle differenze e nel rispetto di esse trova la sua forza.

E’ tempo di affrontare a campo aperto la sfida del sovranismo e del populismo ripensando ad una rete sociale, fondata da relazioni solide, capace di dare risposte a chi resta da solo di fronte alle difficoltà. Dove non esistano diritti singoli ma ci sono doveri collettivi orientati alla promozione del bene comune.

E’ tempo di ripensare ad una economia sostenibile che contrasti l’accentramento del profitto, sostenibile perché contrasta le disuguaglianze, sostenibile per rispetto dell’ambiente. Su questi temi hanno lavorato per anni economisti più esperti di me e associazioni e movimenti, apriamo la discussione con loro e ricuciamo i rapporti con le persone che hanno a cuore il bene di tutto il Paese.

Le soluzioni al problemi che ci affliggono non stanno in un nome o in una identità che ci può rassicurare, neppure in chi pensa di rinchiudere tutto pensando solo a se stessi. La complessità dei problemi che viviamo richiede un supplemento di riflessione e questo è il momento propizio per attivarci in tal senso.

Io immagino un Partito Democratico così. Capace, con i suoi iscritti ed elettori e simpatizzanti, di aprirsi con chi nei diversi territori è già impegnato a migliorare la vita delle persone e ha molto da condividere. Un Partito capace di fare da collante valorizzando tutti e tutte le esperienze e capace di restituire al Paese un progetto nuovo, in cui tutti si possano riconoscere..

La Democrazia nel 2018

Credo sia opportuno rimarcare ancora una volta come la nostra Costituzione, e non solo la nostra, preveda, a garanzia di tutti noi, dei pesi e dei contrappesi tra i diversi poteri dello Stato. Non possiamo banalizzare su questo o pensare di semplificare ritenendo inutili alcune chiare competenze e responsabilità. Mi sento di ricordare queste cose perchè, in questi giorni, abbiamo assistito più volte ad un eccesso di protagonismo da parte del ministro Salvini, che incurante dei limiti dati dal suo ruolo, ha “invaso” senza nessuna remora ruoli di altri ministeri e della magistratura.

La separazione dei poteri dello Stato non sono semplici formalità, ma sono essenza della nostra democrazia. Il potere giudiziario è nettamente separato da quello esecutivo (il governo) e immaginare che chi governa possa decidere chi arrestare o meno potrebbe essere estremamente pericolosa: oggi riguarda gli migranti, domani ogni cittadino italiano. Questa storia l’abbiamo già vista!

Paolo Cova

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Pensieri Democratici

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Acquarius e migranti

Ho aspettato alcuni giorni prima di esprimere la mia opinione su questa vicenda ed ora, che la nave dell’ONG ha raggiunto il porto di Valencia scortata da una nave militare italiana e una della Guardia Costiera, vorrei fare alcune considerazioni su quanto avvenuto.

La mediaticità di questo evento è stata notevole contribuendo a dare moltissima visibilità a Salvini e al “Governo del cambiamento”. Grazie ad essa, inoltre, l’obiettivo di aumentare la percezione di maggiore sicurezza nel Paese e più decisione nell’affrontare i problemi è stato, in parte, raggiunto. Ora ci ritroviamo divisi, costernati, a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che ci vogliono far credere: l’Italia rischia un pericoloso isolamento a livello europeo, gli sbarchi continuano, i porti sono sempre stati aperti, cosa ribadita alla Camera dal Ministro Toninelli nella giornata di mercoledì 20 giugno…. “Da questa ricostruzione dei fatti emerge chiaramente come non vi è stato alcun atto formale di chiusura dei porti italiani. Ripeto, non c’è stato nessun atto di chiusura dei porti italiani, ma, piuttosto, si è ra ccolta la disponibilità manifestata all’apertura del porto di Valencia da parte del Governo spagnolo.”

Qui trovate il link con il resoconto stenografico della seduta e potete verificare voi stessi. http://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0018&tipo=stenografico#sed0018.stenografico.tit00060.sub00040.int00060

Di questa vicenda ho colto una grande assente. Mi riferisco alla Politica intesa come gestione della res publica, come impegno per il bene comune. A prevalere, nelle azioni dei Ministri come nei discorsi dei singoli cittadini, è sempre stato solo “l’io”, l’interesse personale, del singolo e non quello di una comunità che si riconosce in valori comuni come: la solidarietà, l’uguaglianza, il rispetto della vita e della dignità di ogni persona. Compito della Politica è quello di riaggregare le reti sociali, riscostituire l’idea di comunità che il neoliberismo sfrenato di questi anni ha contribuito, giorno dopo giorno, a far venir meno, lasciando le persone sempre più sole ad affrontare le difficoltà e le paure spesso indotte dai media. Una Politica capace di investire sulla comunità e su valori condivisi, e non sulla divisività tra le persone. Aggregare per rendere più solidi i rapporti personali, istituzionali. Aggregare perchè insieme è possibile trovare la soluzione ai tanti problemi che ha questo nostro Paese. Aggregare perchè si sviluppi l’idea che ai mercati senza frontiere faccia da contrappunto una fraternità senza frontiere.

Rapporto OXFAM

E’ uscito da qualche giorno, ma ha avuto poco risalto nelle cronache televisive, il rapporto OXFAM Italia sulla situazione dei lavoratori della filiera agroalimentare italiana e la scarsa redditività per la produzione primaria.

Leggendolo sono rimasto molto colpito soprattutto perchè questo studio fotografa le condizioni di grave sfruttamento subite dai lavoratori agricoli (soprattutto donne e migranti) nelle campagne del nostro Paese.

Nonostante in questi anni siano stati messi in atto provvedimenti per contrastare il fenomeno del caporalato e l’aggregazione delle filiere, il rapporto dimostra che molto ancora resta da fare a partire da una maggiore coscienza civica dei consumatori nell’acquisto dei prodotti alimentari.

Negli anni scorsi mi sono adoperato perchè venisse istituzionalizzata una corretta etichettatura dei prodotti agroalimentari, ora è necessario proseguire richiedendo anche una certificazione sul rispetto delle condizioni dei lavoratori in agricoltura. Tanto clamore e consenso ha nell’opinione comune il rispetto del benessere animale per le produzioni zootecniche, perchè non ci indignamo nel richiedere con uguale impegno una certificazione sulle condizioni di lavoro nei campi?

Se vuoi leggere il rapporto clicca su Sfruttati OXFAM.

Paolo Cova

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Cova: “Pertini ‘populista’: il presidente di Zona 4 rettifichi la definizione di un uomo che si è battuto per la nostra libertà”

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Una battuta infelice finita su Facebook, dopo una cerimonia in ricordo del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. E il presidente leghista di Zona 4, a Milano, finisce nella bufera. “Ha definito Pertini un ‘populista ante litteram’, aggiungendo che questo per lui è stato uno dei suoi aspetti positivi: non si possono proprio dire certe cose”, sbotta indignato Paolo Cova, ex parlamentare del Pd.

“Al di là del fatto che il presidente di Zona 4 dimostra di non aver capito chi è stato veramente Sandro Pertini per l’Italia, cioè un presidente che stava tra il popolo e da lui era amato, che non vuol dire essere populista, ma è la storia stessa di questo formidabile uomo a dimostrare il contrario – aggiunge Cova –. Basta solo ricordare quanto si sia battuto per la libertà di questa nazione e di ognuno di noi, contro il nazifascismo, contro gli estremismi, con rettitudine e sacrificando se stesso”.

Ma per l’ex parlamentare “se questa stessa libertà permette a chiunque di esprimere le proprie opinioni, la definizione di populista attribuita a Pertini è addirittura oltraggiosa. Spero in una rettifica, perché non si può dire qualsiasi cosa o esprimere qualunque giudizio, soprattutto quando ci si presenta su un palco e in veste ufficiale”.

Milano, 24 maggio 2018