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Sicomoro

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Nel nuovo numero del Sicomoro affrontiamo il tema doloroso della guerra in Ucraina.
L’Assegno Unico è una legge strutturale importante che vuole andare ad affrontare il gravissimo tema della denatalità, ne parliamo con l’autore della legge.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.3_del_19_MARZO_2022.pdf
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Pensieri Democratici

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La guerra in Ucraina, l’importanza dell’Europa

Questi sono giorni colmi di preoccupazione per quanto sta avvenendo in Ucraina, mai avremmo immaginato che una superpotenza potesse scatenare una guerra sul suolo europeo. Putin sta riportando indietro l’orologio della storia immaginando un’Europa senza parole e futuro.

La guerra è un atto inconcepibile per risolvere le questioni tra stati. Per quanto la si pensi veloce, per quanto utilizzi “armi intelligenti”, stravolge la vita delle persone, priva i giovani del loro futuro, semina rancori e desiderio di vendetta, distrugge infrastrutture e città, già questi sarebbero motivi sufficienti per fermarla, per condannarla senza condizioni.

Poco conta se scoppia alle porte di casa nostra o in Paesi a noi più distanti: la guerra è sempre guerra drammaticamente uguale in tutti i luoghi: con il suo carico di dolori, orrori, uccisioni, drammi. Come singoli cittadini possiamo certamente accogliere ed essere solidali, far crescere la cultura della pace con mezzi di pace.

Tuttavia è importante notare che quello che stiamo assistendo è solo l’ultimo affondo, in ordine di tempo, all’idea di Europa che stiamo faticosamente costruendo: la brexit, i no euro, il nascere di tanti nazionalismi sono movimenti tristemente noti. E ancora temi caldi quali: l’assunzione di norme sanitarie dei cibi europei, la creazione del marchio CE, le garanzie richieste a chi vende prodotti, sono motivo di contrasto a chi vorrebbe produrre senza regole e vincoli. E’tempo che l’Europa compia una scatto e assuma consapevolmente un ruolo autorevole su piano internazionale esprimendosi con una sola voce e un solo programma.

 

 

Il biologico è legge

Con l’approvazione definitiva in Senato, è legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, la norma che regolerà e incentiverà questo tipo di produzione. Quali sono le novità?

Il provvedimento delinea una cornice normativa importante: definisce un sistema, un metodo, chiarisce le responsabilità in capo agli operatori che decidono di convertire le loro produzioni al biologico. Si definisce finalmente il Piano strategico nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici, il quale assieme al Fondo, che la legge stessa istituisce in modo strutturale, risponde alle esigenze dell’intero comparto. La norma assegna poi un ruolo molto rilevante alla ricerca, alla formazione tecnica e universitaria. Fornisce un quadro normativo alle imprese, valorizza gli accordi di filiera, le aggregazioni di produttori e il legame con i territori, attraverso i biodistretti. Istituisce il marchio nazionale quale strumento di tracciabilità e identificazione delle produzioni del Paese.

Un altro aspetto importante riguarda il Piano nazionale sulle sementi biologiche, da realizzare con la collaborazione del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Questo strumento sarà utile per aumentare la varietà delle sementi a disposizione.

Un aspetto importante prevede la delega al Governo per rivedere, armonizzare e razionalizzare le normative sui controlli per la produzione agricola biologica, che rafforzerà il sistema, assicurando maggiore trasparenza, tutela dei consumatori, informazioni precise sulla tracciabilità dei prodotti biologici e, in tema di tutela dalle frodi alimentari, fisserà sanzioni.

In sintesi, il provvedimento disciplina il sistema delle autorità nazionali e locali e degli organismi competenti; i distretti biologici e l’organizzazione della produzione e del mercato, compresa l’aggregazione tra i produttori e gli altri soggetti della filiera; le azioni per la salvaguardia, la promozione e lo sviluppo della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, compresa la semplificazione amministrativa, e i mezzi finanziari per il sostegno alla ricerca e alle iniziative per lo sviluppo della produzione biologica, la realizzazione di campagne di informazione e di comunicazione istituzionale, la promozione dell’utilizzo di prodotti ottenuti con il metodo biologico da parte degli enti pubblici e delle istituzioni; l’uso di un marchio nazionale che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia.

 

Milleproroghe per la crisi

Ed è via libera anche per il Decreto Milleproroghe, convertito in legge dopo i passaggi nelle due Camere, cioè quel provvedimento che viene varato in concomitanza con la legge di Bilancio e che si occupa di rinviare la scadenza di varie misure. Il Milleproroghe consente, in questo momento, di gestire le situazioni più esposte e più in crisi. L’obiettivo è, infatti, quello di superare la precarietà e privilegiare la stabilità del lavoro, e in questo senso vanno considerate la proroga per la validità delle graduatorie dei vigili del fuoco, per i lavori socialmente utili, quella per i lavoratori dei trasporti e aeroportuali.

Nel decreto, inoltre, ci sono proroghe e interventi che riguardano la cultura e la scuola, l’università e la prima casa, la sanità e il personale sanitario e ospedaliero. Ma vengono confermati anche gli sgravi alle imprese sull’impegno della salvaguardia ambientale per le necessarie bonifiche, in particolare nelle aree che hanno subito ingenti danni.

Novità importante è il bonus psicologo da 600,00 euro l’anno da utilizzare per iniziare un percorso terapeutico, soprattutto per i giovani e in particolare per le difficoltà legate alle conseguenze del Covid, delle chiusure, delle restrizioni. I nostri ragazzi ne hanno sofferto tanto e forse non solo loro. Questo è un primo aiuto per tutti coloro che si sentono oggi in difficoltà.

Tante le assunzioni nei vari livelli della pubblica amministrazione, tante le stabilizzazioni o le proroghe per chi già lavora in settori più precari. Segnalo il rinvio al 31 dicembre 2022 della facoltà di utilizzare le risorse in materia di potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività dei minori di età compresa tra zero e 16 anni.

 

Trasporto locale Lombardo: le proposte Pd

Servizio di qualità, incentivi per rilanciare il trasporto pubblico, politica tariffaria di abbonamenti, riorganizzazione dei servizi, flessibilità in grado di dare risposte rapide a un nuovo aumento della domanda, integrazione efficace del sistema ferro e gomma, nuovo materiale rotabile: queste le proposte del Pd per risollevare il trasporto pubblico locale in Lombardia. Si rendono necessarie considerato che questo era già allo stremo prima della pandemia, dopo un lungo periodo in cui sono state tagliate le corse con il lockdown, per lo smart working e della diminuzione dei viaggiatori.

In questi mesi tutte le rimostranze dei pendolari, le richieste dei gruppi di opposizione, i progetti in cantiere sono rimasti in sospeso, se non definitivamente archiviati. Ciò ha reso la ripartenza per il trasporto pendolare lombardo ancora più in salita.

Regione Lombardia dice di occuparsene e a più riprese fa promesse che spesso mantiene solo in parte, come i treni nuovi su determinate linee. Ma i disagi c’erano e ci sono ancora: ritardi, cancellazioni, affollamento, guasti. Nulla è cambiato da prima della pandemia, la differenza semmai la fanno gli utenti, che essendo inevitabilmente diminuiti, risolvono da soli alcuni problemi.

News dal Parlamento

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Immigrazione: un primo passo dell’Europa

Le notizie dell’ultima ora le conosciamo tutti: dopo una nottata di duro confronto, durante il Consiglio europeo svoltosi tra giovedì e venerdì, l’Italia è riuscita a portare a casa un primo accordo con gli altri Stati membri sulla questione dei migranti: l’Europa ha accettato la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche. Per Matteo Renzi, che come presidente del Consiglio ha partecipato in prima persona alla discussione, si è trattato di un primo passo, ma non sufficiente. L’importante, tuttavia, è aver superato il principio del Trattato di Dublino, che, in buona sostanza, fa ricadere la responsabilità dei migranti tutta sul Paese di primo approdo.

Del Consiglio europeo Renzi era venuto a parlarci in Aula, alla Camera, il giorno precedente. E aveva annunciato che uno dei temi caldi sarebbe stato proprio quello dell’immigrazione, sostenendo di vedere per la prima volta aprirsi una finestra di opportunità poiché, anche a livello europeo, viene riconosciuta la priorità del Mediterraneo. Il premier aveva chiesto quindi un sostegno comune allo sforzo del Governo per evitare in Europa il ritorno dei muri. Previsioni poi confermate dall’esito del Consiglio che ha posto le basi non solo al superamento dell’accordo di Dublino per la gestione delle quote, ma anche della creazione di centri di smistamento dell’Ue sulle coste africane e della solidarietà dei Paesi europei rispetto a un’emergenza che non è solo italiana.

Accenno solo al secondo tema che Renzi ci aveva anticipato in Aula: la crisi economico-finanziaria e il mantenimento della Grecia all’interno dell’area dell’euro, sottolineando che per la prima volta, dopo quattro anni, una crisi economica e finanziaria non vede l’Italia sul banco degli imputati e tra gli osservati speciali.

Il resto è storia: poche ore fa il Primo Ministro greco Alexis Tsipras ha annunciato di voler indire un referendum fra pochissimi giorni per sapere dal suo popolo, che ha già orientato per il “no”, se vuole davvero rispondere alla chiamata dei creditori internazionali.

 

Attenzione alla diffamazione

Con 295 sì, 3 contrari e 116 astenuti, alla Camera abbiamo approvato la legge sulla diffamazione che ora torna al Senato. Il punto che ha fatto più notizia è stata l’eliminazione del carcere per chi diffama a mezzo stampa e l’applicazione esclusiva di una multa che va dai 5mila ai 10mila euro. Se il fatto attribuito è consapevolmente falso, si applica la multa da 10mila a 50mila euro. Come conseguenza, rettifiche o smentite, purché non inequivocabilmente false o suscettibili di incriminazione penale, devono essere pubblicate senza commento e risposta, menzionando espressamente il titolo, la data e l’autore dell’articolo ritenuto diffamatorio.

Fuori dei casi di concorso con l’autore del servizio, il direttore o il suo vice rispondono a titolo di colpa se vi è un nesso di causalità tra omesso controllo e diffamazione, la pena è in ogni caso ridotta di un terzo. In caso di querela temeraria, il querelante può essere condannato anche al pagamento di una somma da mille a 10mila euro in favore della cassa delle ammende. Chi invece attiva in malafede o colpa grave un giudizio civile a fini risarcitori, rischierà di dover pagare a favore del convenuto un’ulteriore somma.

Infine, regola che vale per tutti noi, anche per l’ingiuria e la diffamazione tra privati viene eliminato il carcere, ma aumenta la multa fino a 5mila euro per l’ingiuria e a 10mila per la diffamazione, che si applica anche alle offese arrecate in via telematica. La pena pecuniaria è aggravata se vi è attribuzione di un fatto determinato.

 

Mafia capitale o nazionale?

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha parlato alla Camera per informarla sugli sviluppi dell’inchiesta “Mafia Capitale” o quanto meno su quanto le indagini gli permettevano di poter dire ad oggi. Orlando ha, dunque, ricostruito la vicenda partendo dai primi arresti, verso la fine del 2014, raccontando come si è dipanata la matassa di una storia che ancora ora, sotto molti aspetti, non è chiara fino in fondo. Tuttavia, con certezza, il Ministro ha sottolineato la natura mafiosa dell’organizzazione criminale che ha operato a Roma, capace di assoggettare a propri fini egemonici un territorio e un determinato settore di attività economica, avvalendosi del tipico metodo mafioso, dell’intimidazione e delle conseguenti condizioni di omertà. Mafia che aveva come obiettivo penetrare nella pubblica amministrazione per ottenere il controllo di lavori pubblici e di singole attività economiche.

A questo punto, al di là di come proseguiranno gli iter giudiziari, Orlando ci ha detto a chiare lettere che è evidente come una valutazione complessiva della vicenda imponga una profonda riflessione del Parlamento e di tutte le forze politiche in esso rappresentate, non solo su quanto è emerso rispetto ai fatti delittuosi come commessi nella capitale, ma anche, più in generale, sull’evoluzione, nel Paese, dei fenomeni corruttivi e sulle prospettive di più efficace contrasto, rese possibili dal progressivo arricchimento degli strumenti di prevenzione e di repressione.

 

Ucraina libera, via l’embargo

Questa settimana, alla Camera, abbiamo votato un’importante mozione sulle iniziative volte alla revoca delle sanzioni dell’Unione europea contro la Federazione russa e al raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina.

Il documento partiva dalla premessa che nella vicenda riguardante le sanzioni alla Russia bisogna avere la consapevolezza che esistono delle ragioni di natura geo-politica che prevalgono su quelle di carattere economico, perché esse hanno costituito la risposta più responsabile e contenuta alle iniziative politico-militari poste in essere dal Governo russo nei confronti dell’Ucraina. Questo perché la Russia ha palesemente violato la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina, sia attraverso l’illegittima annessione della Crimea, sia attraverso l’assistenza militare diretta e indiretta fornita nel Donbass a formazioni separatiste, in aperta violazione delle convenzioni internazionali.

Abbiamo così impegnato il Governo a intensificare e rafforzare la propria azione politico-diplomatica verso la Russia, al fine di spingere il Governo russo ad attuare gli accordi di Minsk, ad esercitare la propria influenza sui separatisti e a ripristinare il pieno rispetto del diritto internazionale in Ucraina; nello stesso tempo ad incentivare il Governo ucraino nella realizzazione delle riforme istituzionali richieste dall’accordo di Minsk, affinché possa trovare attuazione un ordinamento che assicuri una prospettiva di decentramento e uno status speciale alle aree russofone del Donbass; a sostenere con grande convinzione l’azione dell’Unione europea e qualsiasi ulteriore sforzo della comunità internazionale che vada nella medesima direzione e, in questo quadro, ad aprire in sede di Unione europea un confronto su possibili misure compensative adeguate a sostenere le imprese e i sistemi di filiera più colpiti dagli effetti dell’embargo russo; a fare esso stesso quanto in proprio potere per alleviare le condizioni di difficoltà che il settore agroalimentare italiano sta registrando a causa dell’embargo russo; a procedere in linea con le decisioni della comunità internazionale rispetto alle sanzioni contro la Russia, mantenendole in essere finché non vi sarà una diversa determinazione comunemente assunta sulla base di positivi sviluppi e di un ripristinato rispetto del diritto internazionale.

 

 Paolo Cova