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Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

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COMUNICATO STAMPA

 

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

 

“Ricordo al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla”, interviene anche l’on. Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, nella discussione che si sta facendo in questi giorni sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro.

“La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione – prosegue Cova –. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita”.

Questo, secondo l’ex parlamentare dem, “dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme”.

 

Milano, 8 ottobre 2021

News dal Parlamento

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Un Augurio di Buona Pasqua

Questa News vi arriva con qualche ora di anticipo e ne approfitto per farvi i miei migliori Auguri di una Santa Pasqua.

Pensando alla giornata odierna voglio anche ricordare quanto avvenuto a Bruxelles; nelle difficoltà e nei momenti più cupi c’è sempre la via di luce che ci porta fuori dalle nostre paure ed angosce. Ora serve solo una unità nazionale ed europea di contrasto al terrorismo, cosa che abbiamo già sperimentato negli anni ’70-’80 in Italia.

Il resto serve solo ad interessi personali e di certo non al “bene comune”.

Un nuovo credito cooperativo

Questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato la conversione in legge del decreto legge sulle misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio, che ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.

Questo nuovo provvedimento si inserisce nel più ampio disegno di ristrutturazione della normativa che regola il sistema bancario, con l’obiettivo di rafforzare gli istituti bancari e sostenere più efficacemente l’economia reale e la crescita.

Quattro gli ambiti di intervento: la riforma delle Banche di credito cooperativo; la garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze; le disposizioni fiscali relative alle procedure di crisi; le norme in materia di gestione e di tutela del risparmio.

Attesa, dunque, la riforma che ridisegna il sistema del Credito cooperativo italiano, introducendo forti elementi di innovazione e al tempo stesso mantenendone integra l’identità, lo spirito mutualistico e il rapporto con il territorio di appartenenza. Nodo centrale della riforma – che recepisce largamente il progetto di autoriforma proposto dallo stesso sistema del Credito cooperativo – è l’obbligo di aderire a un gruppo bancario cooperativo che abbia come capogruppo una società per azioni. La società capogruppo svolgerà attività di direzione e coordinamento sulle singole Bcc, in base agli accordi definiti dal cosiddetto “contratto di coesione”, che stabilirà anche il complesso delle garanzie solidali. Prevista la possibilità di non adesione al gruppo attraverso la cosiddetta wayout, ovvero la “clausola d’uscita”, e di creare sottogruppi territoriali.

Lo stesso provvedimento contempla, inoltre, importanti misure a beneficio dei consumatori: viene disinnescato l’invio di 50mila cartelle esattoriali agli italiani attraverso un emendamento che estende lo sconto del 30% sul pagamento delle multe anche quando vengono pagate in via telematica (home banking, ecc.) alla scadenza dei 5 giorni previsti per il saldo; per il 2016 si riduce drasticamente l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, delle vendite di immobili in esito a procedure esecutive (misura fissa di 200 euro anziché il 9% del valore di assegnazione); viene definitivamente chiarito il divieto di anatocismo, ovvero l’odiosa pratica bancaria, cui viene messo fine, che, facendo pagare interessi su interessi, gonfia progressivamente la somma da restituire alla banca in caso di prestiti.

Migranti, prorogata la Commissione

In Aula abbiamo anche votato la modifica della delibera del 17 novembre 2014, con la quale la Camera ha istituito la Commissione monocamerale d’inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione e di espulsione. In particolare, si è approvata una proroga della durata dei lavori fino alla fine della legislatura e un’integrazione dei compiti della Commissione, motivata sia dall’esigenza di approfondire maggiormente un fenomeno che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni crescenti, sia dalla necessità di tener conto delle novità introdotte successivamente all’istituzione della Commissione, in particolare con il decreto legislativo che ha riformato il sistema di accoglienza dei migranti.

In particolare, viene previsto che l’inchiesta abbia ad oggetto non solo il sistema di accoglienza e di identificazione, ma anche il sistema di espulsione dei migranti.

Latte: il prezzo dell’arroganza

Alcuni industriali del latte hanno deciso di sottoporre ai loro allevatori un prezzo del latte al litro per il contratto di fornitura per la nuova campagna produttiva, inferiore a quanto stabilito dagli accordi. Un’arroganza inaccettabile che arriva fino a stracciare quanto deciso da tutta la filiera, a gennaio, alla presenza del Ministro Martina. Le lettere mandate ai conferenti con il contratto da sottoscrivere, infatti, prevedono proprio una indicizzazione diversa da quella di Ismea e un calcolo del prezzo del latte legato ai mercati europei, senza considerare la tipicità italiana.

Insomma, è come se costoro si fossero inventati una propria indicizzazione, senza rispettare il costo di produzione. Perciò, ho proposto provocatoriamente al Governo e al Ministro di trasferire i fondi del pacchetto latte, destinato a questi industriali, agli allevatori che sono penalizzati dal loro atteggiamento. Perché chi garantisce ancora la produzione italiana di qualità deve avere tutto il nostro sostegno, mentre chi pensa solo di ‘fare cassa’, penalizzando la produzione primaria, non deve avere il nostro aiuto.

Industriali del latte propongono contratti sotto i costi di produzione. È un’inutile provocazione e non serve a nessuno

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“Alcuni industriali del latte stanno proponendo contratti palesemente sotto i costi di produzione: non lo possono fare e comunque danneggiano tutta l’importante filiera lattiero-casearia”, denuncia l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd e componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, a proposito di quanto sta succedendo nel mondo della produzione lattiero-casearia.

“Il percorso fatto finora da parte della filiera, con l’accordo sottoscritto dalle parti interessate al Ministero delle Politiche agricole, deve essere la strada per darle valore. Filiera che, unita, può ottenere buoni risultati”, ribadisce, non per la prima volta, il parlamentare Pd.

“Resta il fatto che, rispetto a come si stanno comportando certi industriali, l’art. 62 e il Decreto 51 non consentono di fissare prezzi sotto i costi di produzione e il Garante della concorrenza e del mercato ora ha tutti gli strumenti per vigilare e sanzionare, come è avvenuto all’estero – conclude Cova –. L’invito è quindi a tenere un comportamento consono a quanto deciso, per il bene non solo dei produttori, ma di tutta questa importante filiera che termina – e gli industriali lo sanno bene – con il consumatore finale”.

Roma, 26 febbraio 2016