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News dal Parlamento

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Tortura, in Italia è punita
Si aspettava da anni e questa settimana abbiamo finalmente approvato la proposta di legge “Introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano”, ovvero nel codice penale, così come richiesto dalla Convenzione Onu del 1984, ratificata dall’Italia con la legge n. 498/1988.
Sono pesanti le pene contro chi tortura. Il nuovo reato punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi o agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, o che si trovi in situazione di minorata difesa.
Pertanto, deve sussistere un nesso di causalità tra l’azione posta in essere da chi la compie e le acute sofferenza fisiche o il verificabile trauma psichico; la condotta deve essere stata connotata da almeno uno dei seguenti elementi: violenze, minacce gravi, crudeltà; la vittima deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni: essere persona privata della libertà personale, essere affidata alla custodia (o potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza) dell’autore del reato, trovarsi in situazione di minorata difesa; il fatto deve essere stato commesso secondo una pluralità di condotte oppure essere tale da comportare un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.
Costituiscono un’aggravante la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio dell’autore del reato, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio (la pena prevista è in questo caso la reclusione da 5 a 12 anni), e l’avere causato lesioni personali comuni, gravi o gravissime, ma anche la morte come conseguenza della tortura.
Inoltre, qualsiasi dichiarazione o informazione estorta sotto tortura non è utilizzabile in un processo, ma vale come prova contro gli imputati di tortura. Nessuno può essere espulso, respinto o estradato verso Paesi dove vi sia il fondato rischio che sia sottoposto a tortura. I cittadini stranieri imputati o condannati per tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale non possono godere di immunità. Se richiesto, saranno estradati.

La verità del Ministro sui flussi migratori
Dopo lo straordinario afflusso di persone salvate nel Mediterraneo centrale negli ultimi giorni di giugno, il Ministro dell’Interno Marco Minniti è venuto a informare la Camera su quanto accaduto e su come si sta comportando l’Italia. Intanto, ha ricordato i numeri: 22 navi, poi diventate 25 nel corso delle ore successive; più di 10.000 arrivi che fanno salire la cifra complessiva delle persone salvate a più di 85.000 nei primi sei mesi dell’anno, più 18,40 per cento rispetto allo scorso anno.
L’Italia ha immediatamente reagito sul terreno dell’accoglienza, ma anche sul terreno politico internazionale. Il nostro ambasciatore a Bruxelles si è recato in Commissione europea e ha chiesto esplicitamente che di fronte a una situazione così delicata e così impegnativa l’Europa si assuma chiare e limpide responsabilità. Successivamente il Governo si è recato a Parigi per incontrare i Ministri dell’Interno francese e tedesco e il Commissario per i problemi dell’immigrazione.
E Francia, Germania e Commissione europea hanno condiviso alcune proposte. La prima è quella di un codice di comportamento delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani. Le altre navi che operano nel Mediterraneo centrale sono navi militari. Nel momento in cui operano numerose navi civili, un Paese serio prende tutte le misure per coniugare la salvezza della vita con le esigenze della propria sicurezza e con l’indefettibile obiettivo di combattere i trafficanti di esseri umani. Inoltre, Unione europea, Francia e Germania hanno deciso di rafforzare il loro impegno, economico e politico, in Libia. L’importanza di ciò sta nel fatto che c’è un rapporto forte tra la stabilizzazione della Libia e la lotta ai trafficanti di esseri umani, i quali hanno bisogno di istituzioni fragili e di controllare il territorio. Combattere i trafficanti di esseri umani in Libia significa dare un contributo straordinario per la stabilizzazione della Libia. L’Italia è strategicamente interessata alla stabilizzazione della Libia e al fatto che la Libia si mantenga unita. Nei prossimi giorni, verrà fatta una riunione a Tripoli con i sindaci della Libia, per discutere, insieme con loro, di come liberarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani. Questo è il senso di una cooperazione forte tra Europa, Italia e quel Paese.
E per quanto riguarda le ricollocazioni, il punto più delicato, Minniti ha precisato, ancora una volta i numeri: alla fine dello scorso anno, l’Italia aveva ricollocato 2.600 persone in Europa, oggi ne ha ricollocate 7.500 – 405 sono in via di immediata definizione -, si tratta di circa 8.000 persone. Rispetto agli sbarchi è certamente insufficiente, ma per il Ministro il fatto che Commissione Europea, Francia e Germania abbiano deciso di aumentare la loro quota di rilocation nei confronti dell’Italia, è un piccolo ma importante passo avanti. Inoltre Minniti ha incaricato il capo del Dipartimento immigrazione e di pubblica sicurezza di chiedere a Frontex un confronto urgente sulle regole della missione Triton, affrontando il tema della regionalizzazione del soccorso in mare.

Cosa cambia per le Province
La legge approvata a giugno scorso che contiene varie disposizioni finalizzate a dare concreta attuazione al bilancio 2017 e agli accordi assunti dal Governo con gli enti locali, contiene anche disposizioni che interessano il comparto delle province e delle città metropolitane e consentono di gestire una fase finanziaria provvisoria e delicata. Rispetto a questo tema appare inevitabile una riflessione sul ruolo e sulle funzioni delle province delle regioni a statuto ordinario, alla luce del risultato del referendum del 4 dicembre 2016, fermi restando i punti di forza della riforma adottata nel 2014. Allora, si era passati da un’amministrazione locale basata su due livelli di governo separati a una concezione diversa, in cui i sindaci e gli amministratori comunali si fanno carico sia delle esigenze di governo di prossimità, sia delle esigenze di governo territoriale.
Per questo alla Camera abbiamo sentito la necessità di mettere un po’ di chiarezza sul tema, approvando una mozione concernente iniziative volte a garantire il funzionamento delle province, che impegna il Governo a proseguire nello sforzo intrapreso al fine di garantire le risorse necessarie ad assicurare l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane, anche promuovendo le opportune modifiche alla legislazione vigente; individuare le risorse adeguate a copertura delle funzioni statali assegnate; a verificare che il processo di riordino delle funzioni regionali assegnate dalle regioni alle province e città metropolitane sia garantito da una copertura finanziaria; ad adottare ogni iniziativa di competenza utile a favorire il ripristino dell’autonomia organizzativa degli enti; ad adottare ogni utile iniziativa di competenza che consenta, a partire dal 2018, di ristabilire la piena autonomia economica, finanziaria e organizzativa delle province e delle città metropolitane; a valorizzare il modello di cooperazione orizzontale tra istituzioni locali, nel riconoscimento a province e città metropolitane del compito di attivare pratiche di collaborazione che favoriscano un nuovo modello di cooperazione anche tra i comuni.

Un sostegno a Umbria Jazz
Come già avviene per altri importanti appuntamenti musicali e per andare incontro a un territorio connotato da sempre da una profonda vocazione culturale, ma messo a dura prova dai recenti eventi sismici, abbiamo approvato la proposta di legge per il sostegno e la valorizzazione del festival Umbria Jazz.
Il provvedimento intende sostenere e valorizzare il festival attraverso l’erogazione di un contributo annuale alla Fondazione di partecipazione Umbria Jazz pari a 1 milione di euro, come già previsto, dal 2013, per le Fondazioni Rossini Opera Festival, Festival dei due Mondi, Ravenna Manifestazioni, Festival Pucciniano Torre del Lago e, dal 2017, per le Fondazioni Teatro Regio di Parma e Romaeuropa Arte e Cultura.
La Fondazione Umbria Jazz, fondata nel 1973, ha lo scopo di assicurare la continuità della manifestazione Umbria Jazz, attraverso la realizzazione di tutte le iniziative necessarie per lo sviluppo e la diffusione del festival, che associa le sedici principali manifestazioni del settore nel mondo. Negli ultimi venticinque anni Umbria Jazz ha organizzato manifestazioni internazionali che hanno coinvolto i più grandi musicisti italiani, dando loro la possibilità di affermarsi ovunque come interpreti di una visione originale, legata alle tradizioni della musica italiana e, inoltre, durante l’edizione, in collaborazione con il Berklee College of music di Boston e con il Conservatorio di musica, si svolgono corsi di formazione che hanno permesso a migliaia di giovani musicisti di perfezionare il linguaggio e la cultura jazz.

Latte crudo, Ministero controlli
Ho presentato un’interrogazione a risposta in Commissione Agricoltura sui contratti per la cessione del latte crudo in cui ricordo che i contratti per la cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari sono stipulati obbligatoriamente in forma scritta e indicano la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. In particolare, per quanto riguarda il latte crudo, i contratti devono avere una durata non inferiore a dodici mesi, salvo rinuncia espressa e formulata per iscritto da parte dell’agricoltore cedente.
Una norma introdotta per proteggere e sostenere gli operatori del settore che, a seguito della fine del regime delle quote latte nel marzo 2015, si sono trovati esposti al crollo del prezzo del latte crudo, passato da 40 a 33 centesimi al litro – con un minimo di 30,47 centesimi/litro nell’agosto 2016 – anche per effetto del notevole aumento delle importazioni. Ma nell’ultimo anno si segnala una ripresa dei mercati internazionali e il prezzo si aggira attualmente intorno ai 39 centesimi, vicino quindi a quello dell’ultimo periodo delle quote latte. Tuttavia, la domanda di latte e derivati è in flessione e il rischio che le disposizioni non vengano applicate è alto, tanto che esistono appositi organi per il controllo.
Per questo chiedo al Ministro se vi siano dati aggiornati sullo stato dell’arte a livello nazionale nell’ambito dei contratti per la cessione del latte crudo, in particolare se siano presenti in forma scritta, e se il Ministro non ritenga utile e necessario un monitoraggio dei contratti stipulati tra i produttori di latte e l’industria di trasformazione.

Agricoltura alla Festa
Come ogni anno, dall’8 al 23 luglio, a Milano all’ex Scalo Farini, si tiene la Festa del Pd metropolitana. Qui troverete tutto il ricco programma di eventi, ma vi anticipo già che intervengo sabato 22 luglio, alle 18.30, in sala Marie Curie, sul tema “Coltivare la città. Agricoltura sociale, aree interne e agricoltura di prossimità”. Assieme a me ci saranno Paolo Festa, Dario Oliverio, Andrea Patrucco, Marco Porcaro e Francesco Prina.

On. Cova: “Origine del latte: un altro passo avanti per i nostri prodotti, per gli allevatori, ma anche per i consumatori”

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COMUNICATO STAMPA

 

On. Cova: “Origine del latte: un altro passo avanti per i nostri prodotti, per gli allevatori, ma anche per i consumatori”

  Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato stamattina, durante la Giornata nazionale del latte italiano, organizzato dalla Coldiretti alla Fiera di Milano, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, la firma del decreto sull’etichettatura dei prodotti per la salvaguardia del Made in Italy.  Un decreto interministeriale relativo alle informazioni da fornire ai consumatori che è già stato sottoscritto e inviato a Bruxelles.
Esulta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd: “Oggi si fa un altro passo avanti per valorizzare il nostro latte e i prodotti lattiero-caseari. Da anni chiedo, spingo e sostengo l’opportunità di una tracciabilità totale che deve essere chiara già dall’etichetta. Lo dobbiamo ai nostri allevatori, ma anche e soprattutto ai consumatori finali”. L’obiettivo, infatti, per Cova è proprio quello di “rafforzare il rapporto con i consumatori italiani, ma l’importante novità sarà un trampolino di lancio fondamentale anche per promuovere all’estero il latte italiano e i suoi derivati  e aprire nuovi mercati”.
Rimangono altri nodi che il parlamentare Pd sottolinea, “primo fra tutti quello del prezzo del latte alla stalla. Siamo sulla strada giusta e l’origine in etichettatura potrebbe rappresentare un tassello che manca per risolvere la questione di un prezzo che soddisfi tutte le parti”.
Roma, 31 maggio 2016

Ogni giorno entrano in Italia 5 milioni di litri di latte da trasformare. Il Ministero intensifichi i controlli

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“Quali iniziative il Ministro per le Politiche agricole intende adottare per tutelare il comparto lattiero caseario e il consumatore, in relazione all’etichettatura d’origine, predisponendo accurate verifiche per accertare la corrispondenza dei prodotti etichettati 100% latte italiano e verificando il rispetto della disciplina che vieta la sottoscrizione di contratti tra industriali del latte e allevatori al di sotto dei costi medi di produzione del latte elaborati da Ismea?”. Lo chiede un’interrogazione a risposta immediata in XIII Commissione Agricoltura della Camera a prima firma dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, cui verrà data risposta domani, mercoledì 11 maggio 2016.

 

Nel documento il parlamentare ricorda che la tutela della qualità delle produzioni agroalimentari rappresenta per l’Italia uno dei principali obiettivi della politica agroalimentare, considerato che “il nostro Paese vanta in Europa il maggior numero di prodotti a marchio registrato, oggetto di numerosi e sofisticati tentativi di contraffazione – spiega Cova –. La disciplina sull’etichettatura dei prodotti e sulle conseguenti informazioni ai consumatori costituisce quindi un aspetto centrale della tutela della qualità del prodotto e come tale viene perseguito dal Governo nelle politiche a tutela dei prodotti italiani”.

 

​L​’Italia​ è​ la prima nazione al mondo per il numero di prodotti Dop e Igp, riconosciuti a livello mondiale per la propria qualità​, ma accanto a questi ci sono tanti altri alimenti lattiero caseari che non sono Dop o Igp che arrivano sulle tavole degli italiani come prodotti trasformati con il 100% di latte italiano.​

​Su questi prodotti occorre una verifica seria in quanto, aggiunge il parlamentare, “secondo i dati delle associazioni di categoria, dalle frontiere italiane passerebbero ogni giorno 5 milioni di litri di latte sterile, concentrati, cagliate, semilavorati e polveri per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare mozzarelle, formaggi o latte italiani senza che i consumatori lo sappiano perché non è obbligatoria l’indicazione di origine in etichetta”.

 

​Cova ricorda anche ​che​ “è stato previsto che​ Ismea (Istituto dei servizi per il mercato agricolo alimentare) elabori mensilmente i costi medi di produzione del latte crudo, tenendo in considerazione la collocazione geografica dell’allevamento e della destinazione finale del latte crudo”. Tutto questo per evitare che siano sottoscritti contratti palesemente sotto i costi medi di produzione in quanto per l’art.62 “è vietato imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose”.

 

Tuttavia, i controlli, per Cova, “non solo non devono mai venire meno, ma vanno intensificati e l’accordo sul prezzo del latte, in questo senso, è fondamentale e va sempre monitorato”.

 

Roma, 10 maggio 2016

Decreto Latte n.51/2015

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Il Decreto n.51/2015 su “Emergenze in agricoltura” ha interessato il comparto del latte per la sua fase di chiusura dell’ultima campagna lattiero-casearia e per il futuro.

Ha introdotto alcune importanti novità:

  • La compensazione delle multe, previste dalla legge Zaia del 2009, viene ampliata consentendo a tutti gli allevatori da latte di vedersi compensato il 6% della quota prodotta in eccesso. La legge Zaia poneva il limite del 6% e chi produceva oltre questo quantitativo doveva pagare tutta la multa senza nessun “sconto”. Ora questo non avviene più e a tutti verrà concesso questo risparmio di multa. Inoltre nessuno si vedrà penalizzato da questa scelta, in quanto chi ha rispettato i limiti imposti dalla legge Zaia ( massima produzione compensata il 6%) non avrà ora sorprese di altri allevatori a cui è stato compensato un quantitativo maggiore.
  • Indicizzazione del prezzo del latte. Un passo molto importante per i produttori perché valorizza i costi di produzione alla stalla e la destinazione finale. Un ruolo fondamentale sarà giocato dalle cooperative lattiero-casearie che potranno sostenere i propri soci valorizzando il prodotto iniziale.
  • L’interprofessione del latte è lo strumento che deve facilitare l’aggregazione della filiera, il luogo dove si sviluppa una strategia per consentire a tutta la filiera di crescere ed incrementare la produzione, trasformazione e vendita dei prodotti lattiero-caseari.

Competitività: per la zootecnia ora c’è il consulente veterinario.

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On.Cova: “Competitività: per la zootecnia ora c’è il consulente veterinario. E niente più complicazioni e multe per il trasporto degli animali”

Tra i consulenti aziendali d’ora in poi saranno annoverati anche i veterinari, per quanto riguarda il comparto zootecnico. E nel contempo, in quest’ambito, c’è una buona notizia per gli allevatori: sarà presto più facile compilare il Modello 4, quello necessario per il trasporto degli animali. Due novità rese possibili dall’approvazione avvenuta oggi, mercoledì 6 agosto 2014, in Aula alla Camera, dei due ordini del giorno, in veste di raccomandazioni, sul tema, presentati dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, nell’ambito della discussione sul decreto competitività.

“Il primo dei miei ordini del giorno si occupa dell’aspetto della consulenza aziendale, per la quale ho chiesto di aggiungere quella zootecnica veterinaria e la figura del veterinario aziendale – spiega Cova –. Questa norma consentirà di garantire che l’attività di consulenza sia fatta dal veterinario aziendale, come, del resto, già previsto da una legge del 1999, specificandone anche i compiti”.

L’altro documento riguarda, appunto, “la dematerializzazione del Modello 4, quello usato per il trasporto degli animali, noto per le complicazioni che comportava nella compilazione e per le multe che scaturivano dagli errori. In sostanza, ho chiesto che quel documento sia realizzato all’interno del sistema Banca dati nazionali dell’Anagrafe zootecnica sul sito del Sistema informativo veterinario, e che eventualmente al solo trasportatore possa essere rilasciata una copia cartacea. Grazie all’ordine del giorno, il modello viene semplificato anche nella parte che impone di conoscere i trattamenti e le somministrazioni farmaceutiche effettuati sugli animali”, aggiunge Cova.

A questo punto, una volta approvato il decreto, “il Governo sarà tenuto ad attuare queste due raccomandazioni, agevolando una volta di più l’attività di chi vive e lavora nel comparto zootecnico”, conclude il parlamentare Pd.

Roma, 6agosto 2014

Quote latte, è caccia ai debitori….

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L’edizione Metropolitana de “Il Giorno” ha dedicato un articolo alle quote latte.

Riporta anche un mio intervento su questo tema che mi sembra importante focalizzare. Ad oggi ci sono indagini in atto che stanno verificando le false dichiarazioni sul latte prodotto in Italia, lo stesso GIP chiede di continuare l’attività investigativa su questo reato. Se vuoi leggere clicca su  articolo giorno quote latte