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On. Cova: “Fava non vuole combattere il commercio dei farmaci in nero?”

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On. Cova: “Fava non vuole combattere il commercio dei farmaci in nero?”

 L’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd e veterinario buiatra, risponde ad alcune affermazioni, su un’interrogazione da lui presentata ai Ministri della Salute e dell’Interno, fatte dall’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia:
“Fava non ha nemmeno letto la mia interrogazione sui farmaci in nero e la dimostrazione è che confonde i controlli nelle stalle con quelli della distribuzione illecita dei farmaci. Forse teme che si facciano queste verifiche? Con le sue affermazioni sembrerebbe far capire di non voler combattere un fenomeno che è il vero danno degli allevatori onesti che rispettano la legge e dell’agricoltura italiana”.

Roma, 17 gennaio 2017

 

 

On. Cova: “Farmaci in nero usati nelle stalle: servono più controlli”

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On. Cova: “Farmaci in nero usati nelle stalle: servono più controlli”

Farmaci veterinari in nero usati nelle stalle, dichiarati distrutti e reimpiegati come normali medicinali. E chi controlla, forse non lo fa con le dovute attenzioni. È l’ennesima denuncia dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che sulla questione ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dell’Interno e a quello della Salute.

“L’ European surveillance of veterinary antimicrobial consumption (Esvac), nella sua ultima relazione sul consumo di farmaci veterinari, indica l’Italia come terzo Paese europeo per consumo in Europa – fa sapere Cova nell’interrogazione –. Nella relazione annuale al Piano nazionale integrato (Pni) 2015 del Ministero della Salute sulla farmacosorveglianza vengono indicate tutte le attività svolte per verificare la tracciabilità del farmaco veterinario e l’uso corretto negli animali da reddito e da compagnia. La relazione indica un livello minimo di controlli annui diversificati a secondo delle strutture interessate per verificare la tracciabilità del farmaco prima di arrivare all’utilizzatore finale. In particolare, nelle attività di commercio all’ingrosso viene effettuata una ispezione annua; nelle farmacie e parafarmacie i controlli annui sono pari al 33%; nelle ditte produttrici di medicinali veterinari e nelle attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso si fa una ispezione annua”.

In questi anni i media riportano che “diverse attività giudiziarie hanno mostrato l’uso di farmaci veterinari e umani in nero negli allevamenti da animali da reddito, mercato creato dalla complicità tra i diversi attori della filiera”, ma soprattutto, sottolinea il parlamentare Pd, “un punto di debolezza nella catena della tracciabilità dei farmaci è la loro possibile distruzione occasionale, se questa non viene realmente monitorata, in particolare nella fase di distribuzione, quando abbiamo grandi quantitativi di farmaci che transitano”.

Ai Ministri Cova chiede se “siano a conoscenza di attività di commercio all’ingrosso, ditte produttrici di medicinali veterinari e attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso, farmacie o parafarmacie, segnalate per avere una anomala distruzione occasionale di farmaci”. E “se gli organi preposti alle ispezioni previste dal Pni abbiano verificato nelle varie strutture che distruzioni di confezioni di medicinali veterinari non siano anomale o siano superiori alla media e superiori alla distruzione occasionale di farmaci umani e possano configurare una possibile commercializzazione nel mercato del nero dei medicinali veterinari”.

Roma, 13 gennaio 2017

 

On. Cova: “La denuncia fatta da Donati non è archiviata: il Ministro Lotti intervenga in modo deciso contro il doping”

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“L’archiviazione del procedimento della Procura Federale del Coni contro il prof. Sandro Donati non significa che è stata messa per sempre una pietra sopra a quello che l’allenatore ha segnalato sul fenomeno del doping anche nei gruppi sportivi militari durante le audizioni nelle Commissioni congiunte Istruzione e Affari sociali della Camera. Spero, cioè, che non si pensi che ora tutto possa tornare come prima e si possa fare finta che i nostri gruppi sportivi militari siano esenti dal fenomeno del doping”: è questo il senso dell’interrogazione appena presentata dall’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, rivolta al Ministro dello Sport Luca Lotti, al quale chiede di guardare cosa accade proprio in quei gruppi sportivi, in particolare quelli militari, di cui ha parlato Donati. Cova, senza usare mezzi termini, chiede al Ministro di intervenire per sanare le situazioni di doping. E nell’interrogazione riassume la situazione che si è creata.
 
“Le Commissioni Cultura, scienza e istruzione e quella Affari sociali della Camera stanno esaminando l​a risoluzione sull’istituzione di un’Agenzia nazionale antidoping – ricorda Cova –. Nel corso della discussione è intervenuto tra gli altri il dott. Gualtiero Ricciardi, direttore dell’Istituto superiore di sanità, il quale ha affermato che il doping in Italia è ormai un problema di salute pubblica. Inoltre, ha sostenuto che non vi sono argini alla diffusione delle sostanze dopanti nello sport a livello sia giovanile e dilettantistico, sia professionistico. Persino i genitori degli adolescenti impegnati nello sport spingono i figli ad accrescere le proprie potenzialità facendo ricorso a queste sostanze, tanto che il doping costituisce la prima causa di morte infantile e giovanile”.
 
Rivelazioni agghiaccianti, per Cova, che, appunto, hanno trovato conferma anche nell’audizione di Donati, il quale non solo ha confermato quanto esposto da Ricciardi, ma ha chiamato in causa precise responsabilità degli enti nazionali preposti. Cova stesso, del resto, aveva presentato due interpellanze urgenti sul tema, nel corso del 2015, e, nonostante gli impegni assunti dal Governo, “risulta che il fenomeno in Italia non stia arretrando e l’esposto presentato dal Coordinamento dei gruppi sportivi militari e di Stato nei confronti di Donati per il contenuto dell’audizione resa innanzi alle Commissioni riunite della Camera, e l’annessa richiesta alla Procura della Federazione italiana di atletica leggera di deferimento al Tribunale federale, sono un’evidente ammissione di incapacità di cogliere la gravità del problema. Invece di preoccuparsi di combattere il doping anche tra i proprio atleti hanno pensato di combattere chi lotta da sempre contro il doping”.
 
Roma, 11 gennaio 2017

On. ​ ​Cova: “Ennesima aggressione a veterinario pubblico nel mantovano. Intervengano i Ministri della Salute e dell’Interno”

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COMUNICATO STAMPA

 

On. Cova: “Ennesima aggressione a veterinario pubblico nel mantovano. Intervengano i Ministri della Salute e dell’Interno”

 

Ancora un episodio di intimidazioni nei confronti di un veterinario pubblico. E ancora una volta nell’ambito dell’Asl di Mantova, oggi confluita nell’Ats Val Padana. Per alcuni parlamentari del Partito democratico si è passato il segno e così gli on.i Paolo Cova, primo firmatario, Marco Carra e Giorgio Zanin hanno presentato oggi, mercoledì 4 gennaio 2017, un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute e a quello dell’Interno raccontando la situazione che si è venuta a creare.

“Il 12 dicembre una veterinaria pubblica dipendente è stata aggredita fisicamente e verbalmente, anche con minacce, nello svolgimento delle sue funzioni per conto della Asl di Mantova presso un macello del mantovano – fanno sapere –. Per la stessa azienda sanitaria lavora il veterinario pubblico dipendente che il 4 marzo 2016 è stato colpito, riportando gravi danni con una prognosi di 30 giorni, da persona rimasta ignota mentre si trovava nel parcheggio del macello nel quale doveva prestare servizio”.

Non si tratta di fenomeni isolati in Italia, spiega Cova: “I dati raccolti dal Sivemp, il Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica, dicono che ci sono state 31 aggressioni da luglio 2008 a luglio 2012 e comunque si tratta solo dei casi segnalati tra gli associati sulla base delle denunce presentate all’autorità giudiziaria o alle Asl. Il fenomeno, però, è molto più ampio. Perché molte aggressioni avvengono in luoghi isolati e privati, in totale mancanza di telecamere di sorveglianza o di personale addetto alla sicurezza, di conseguenza, privi di elementi probanti che sostengano la denuncia, a cui, quindi, nella maggior parte dei casi, si rinuncia a far seguito”.

Qualcosa aveva cominciato a muoversi, dicono i parlamentari Pd: “L’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull’attività di medicina veterinaria pubblica è stato convocato presso il Ministero della Salute il 24 gennaio 2014, ma da allora non si sono avuti ulteriori incontri nonostante altri fenomeni di minacce subite dai medici veterinari”.

Ecco perché Cova chiede, con l’interrogazione, “quali iniziative intendano mettere in atto i Ministeri interrogati per garantire la sicurezza dei medici veterinari pubblici dipendenti nello svolgimento del proprio lavoro e se il Ministero della Salute intenda riprendere i lavori dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli operatori e sull’attività di medicina pubblica per valutare quali iniziative mettere in campo per evitare ulteriori minacce e aggressioni”.

 

Roma, 4 gennaio 2017

 

 

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Al mondo dell’ippica serve chiarezza sulle ipotesi di riforma e gli interventi del Parlamento

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Le questioni del mondo dell’ippica italiano sono al centro di un’interrogazione a risposta immediata, in Commissione Agricoltura della Camera, presentata all’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd. Con un decreto ministeriale del 2016 è stata ridefinita la nuova classificazione degli ippodromi italiani, redatta sulla base dei criteri individuati circa un anno fa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ricorda Cova nel documento. “Questi criteri non furono sottoscritti dalle associazioni di categoria e dalle società di corse, mentre alcuni Comuni, proprietari degli ippodromi, presentarono anche ricorso al Tar di Roma”, precisa il parlamentare.

A luglio scorso, il Parlamento ha conferito una delega al Governo per il riassetto del settore ippico da attuare entro il 25 agosto 2017. “La nuova classificazione potrebbe, pertanto, inficiare il lavoro svolto dal Parlamento stabilendo criteri che sarebbero vincolanti anche dopo l’attuazione della delega sulla riforma del settore ippico e penalizzerebbe diversi ippodromi in termini economici ed occupazionali anche dopo l’attuazione della delega – fa presente Cova –. Numerose associazioni di categoria hanno sollevato rilievi e proteste su quella che si prospetta come una classificazione penalizzante in particolare per gli ippodromi che fino ad ora hanno avuto una buona partecipazione di pubblico e un’adesione qualificata nelle corse in programma”.

Classificazione che “non offre risposte alla richiesta del mondo dell’ippica di un intervento mirato e tempestivo del Governo sulla questione, anzi, al contrario la soluzione prospettata rischia di mettere una ipoteca sull’intera filiera produttiva non tenendo in alcun conto dell’indotto di alcuni dei più rinomati ippodromi”.

Per questo nell’interrogazione Cova chiede “quale sia la posizione del Ministero sulla questione e se ritenga opportuno modificare i criteri e il contenuto della nuova classificazione degli ippodromi nazionali, affinché ne scaturisca una nuova definizione che consenta di poter arrivare alla corretta applicazione della riforma del settore ippico italiano”.

Roma, 12 dicembre 2016

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Latte e caseari: arriva l’etichetta con l’indicazione di origine e di lavorazione. Tempi stretti per mettersi in regola

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Il Decreto su etichettatura del latte e dei prodotti lattiero-caseari è arrivato alla Camera, dove verrà espresso il parere delle Commissioni competenti. L’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, si dice soddisfatto del risultato raggiunto: “Si tratta di un passo avanti notevole e importante che era stato richiesto da anni dai produttori di latte – commenta –. Ed è un intervento strutturale sulla tracciabilità del prodotto e a garanzia dei consumatori. Questo Governo e questo Parlamento hanno fatto un grande servizio agli allevatori e ai consumatori, appunto, perseguendo questo obiettivo assieme all’Unione europea. Ora siamo vicini alla sua applicazione, dopo il parere della Camera e del Senato”.

Tecnicamente è previsto “un periodo di prova fino al 2019 ed entro 180 giorni l’industria di trasformazione deve mettersi in regola con il sistema di etichettatura”, sintetizza Cova.

Più nel dettaglio, l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari prevede l’utilizzo in etichetta di alcune diciture: “Dovranno essere indicati il Paese di mungitura e il Paese di condizionamento o di trasformazione – spiega ancora il parlamentare Pd –. Nel caso in cui coincidano, basta scrivere ‘origine del latte’ e, accanto, il nome del Paese. Nel caso in cui le operazioni avvengano in più Paesi, bisogna indicare se fanno parte o meno della Ue”.

E per favorire una migliore informazione dei consumatori, “il Ministero delle Politiche agricole può fare campagne di promozione dei sistemi di etichettatura, ma soprattutto le indicazioni sull’origine devono essere indelebili e riportate in etichetta in modo da essere visibili e facilmente leggibili, cioè non devono essere in nessun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni. Insomma, la massima trasparenza alla base di tutto”, conclude Cova.

​Se vuoi leggere testo clicca su ​

Pubblicato Decreto Etichettatura Latte

Roma, 25 novembre 2016

Solidarietà a Rosy Bindi. De Luca si scusi: siamo noi i primi a dare l’esempio

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“Esprimo piena solidarietà all’on. Rosy Bindi e rimango in attesa che il presidente De Luca le formuli le dovute scuse per le gravi parole espresse nei suoi confronti. I toni che si devono usare in politica sono quelli della sobrietà, anche perché dobbiamo essere i primi a dare l’esempio”. Lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, a proposito delle affermazioni fatte dal governatore campano nei confronti della presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Roma, 17 novembre 2016

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On. Cova: “Rogoredo: grazie alle forze dell’ordine e al Prefetto. Cittadini più sollevati”

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Si era interessato alla questione già diversi mesi fa e oggi non può che esultare l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, per la brillante operazione portata a termine dalle forze dell’ordine nel cosiddetto boschetto di Rogoredo, covo di spacciatori e malavita.
 
“Ringraziamo le forze dell’ordine per l’intervento – dice ora Cova –. La nostra fiducia nel loro operato e nel risultato delle indagini è grande, anche se richiede tempi lunghi, ma alla fine paga e torna a dare sollievo ai cittadini. Ringrazio anche il Prefetto per il suo intervento e la sua continua attenzione al problema”, conclude il parlamentare Pd.
 
Roma, 11 novembre 2016
 

L’accordo con Alibaba favorirà il vero ​Made in Italy. Ora i produttori si attivino per trasformare e commercializzare

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Esulta anche l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, alla notizia che il Governo ha siglato un accordo con Alibaba, la compagnia cinese attiva nel commercio elettronico, per promuovere prodotti agroalimentari italiani​ Dop e Igp​, combattendo il falso Made in Italy.

“È un ottimo accordo per la produzione dei marchi geografici ​italiani​ – commenta Cova –. Ed è un intervento importante perché in questo modo si favorisce l’esportazione dei nostri prodotti, consentendo di aumentare la richiesta di alimenti italiani trasformati​ con ottime ricadute sulla filiera”.

Cova invita,infine, gli interessati ad attivarsi: “Ora i produttori agricoli italiani devono prendere questa opportunità al volo per organizzarsi nella ​trasformazione dei propri prodotti e nella commercializzazione estera, in particolare gli allevatori del settore lattiero-caseario che devono ​assolutamente approfittare di questa importantissima occasione. Una opportunità che consente di trattenere alla produzione primaria parte del margine di guadagno che ora finisce solo all’industria e alla grande distribuzione organizzata”.

 

Roma, 5settembre 201 6

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La Fidal dà sostegno economico alle società che investono sugli stranieri e non sui giovani e sui vivai italiani

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Hanno pagato troppo gli atleti forti, spesso stranieri, e ora sono in dissesto​.​ Così, le società sportive della Fidal hanno bisogno del sostegno del Fondo di solidarietà, istituito dalla Federazione italiana di atletica leggera, ma questo penalizza poi quelle che invece hanno investito sui giovani e sui vivai.

Lo dice in un’interpellanza urgente l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, spiegando quello che accade e attendendosi una risposta dal Governo.

“Il Coni è la Confederazione delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate e si conforma ai principi dell’ordinamento sportivo internazionale, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Cio – racconta Cova nell’atto –. È un ente pubblico che cura l’organizzazione e il potenziamento dello sport nazionale e in particolare la preparazione degli atleti e l’approntamento dei mezzi idonei per le Olimpiadi e per tutte le altre manifestazioni sportive nazionali o internazionali. Lo Stato italiano finanzia con un fondo di circa 450 milioni di euro annui il Coni per svolgere le proprietà attività sportive”.

In tutto ciò, “la Fidal è una delle federazioni appartenenti al Coni, la quale, tenuto conto del difficile momento economico del mondo sportivo, ha istituito un Fondo di solidarietà a favore delle società affiliate: il contributo è di 50mila euro, da destinare a club storici che si trovino in un particolare momento di necessità e difficoltà. Un sostegno una tantum, motivato da situazioni di particolare necessità e urgenza e volto a sventare la riduzione delle attività agonistiche”.

Ma nella delibera del consiglio federale della Fidal di luglio che stabilisce i requisiti di assegnazione dei contributi, i criteri decisi lasciano perplesso il parlamentare Pd: “Vi è attenzione solo per società con un alto livello di risultati agonistici in campo femminile e maschile. Società che potrebbero aver investito fondi per poter competere ai campionati anche con atleti stranieri, ma i criteri di assegnazione del contributo​ non rispecchiano così nemmeno lo spirito dello Statuto della stessa Fidal che si ispira al Principio di democrazia e di partecipazione di chiunque in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità”.

Ma soprattutto, secondo Cova, “affidarsi ad atleti stranieri significa spendere molti soldi che poi in qualche modo vanno recuperati…”.

Per questo nell’interpellanza il parlamentare chiede di sapere “quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per rafforzare il sostegno, anche finanziario, alle società sportive che investono sui giovani e sui giovani talenti italiani, nonché per sviluppare i vivai nazionali, con particolare riferimento a discipline come l’atletica leggera che più di altre risentono del difficile momento economico”.

Roma, 4 agosto 2016