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Cova (Pd): “Ancora incidenti nelle case Aler. E Regione non fa nulla”

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Cova (Pd): “Ancora incidenti nelle case Aler. E Regione non fa nulla”

Prima un balcone, ora un cornicione. Non finiscono gli incidenti nelle case Aler del Corvetto. “Dopo alcune settimane dal crollo di un balcone, ora cade un pezzo di cornicione di un palazzina Aler di piazza Gabrio Rosa”, segnala Paolo Cova, ex parlamentare ed esponente del Pd milanese.

“Sono anni che aspettiamo la sistemazione di queste case. Regione Lombardia investa sul proprio patrimonio e dimostri che vuole veramente contrastarne il degrado”, aggiunge Cova.

“Fino a vent’anni fa era un onore abitare nelle case Aler. Ora vediamo abbandono, crolli, case vuote e occupazioni abusive. E il totale disinteresse di chi dovrebbe occuparsene”, conclude l’esponente Pd.

Milano, 2 settembre 2018

News dal Parlamento

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La natura più protetta

Questa settimana, alla Camera, abbiamo dato il via libera alla proposta di legge sulle Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette, che, per come è impostata, intende rendere i parchi protagonisti dello sviluppo del Paese, coniugando la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con la buona economia.

La conservazione dei territori naturali che ancora mantengono inalterate le matrici ecosistemiche rappresenta il principale obiettivo dell’istituzione di aree naturali protette.

Tra le novità, i parchi nazionali comprendenti aree marine protette sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare cui si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree marine protette. Si stabilisce che dal 1 gennaio 2018, le riserve statali che già ricadono o che vengano a ricadere all’interno di un parco nazionale o di un parco regionale, saranno affidate ai relativi enti gestori. C’è poi l’istituzione di un Sistema nazionale delle aree naturali protette costituito dai parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali, dalle aree marine e dalle aree naturali protette, e di un Piano nazionale triennale di sistema, uno strumento di programmazione nazionale finanziato da 30 milioni per gli anni 2018-2020 e da cofinanziamenti regionali da destinare, almeno al 50%, ai parchi regionali e alle aree marine protette. Inoltre è stato chiarito che nel territorio dei parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi.

Infine, vengono istituiti i Parchi nazionali del Matese e di Portofino, si delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per l’istituzione di un unico Parco del Delta del Po, vengono ridenominate le aree marine di reperimento di Capo d’Otranto e di Capo Spartivento.

Un’inchiesta sulle banche

Abbiamo proceduto anche ad approvare, in via definitiva e all’unanimità, la proposta di legge di Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

La commissione, che avrà i poteri propri dell’autorità giudiziaria con i commissari che saranno vincolati al segreto, sarà costituita da venti senatori e da venti deputati nominati dai presidenti delle Camere e sarà chiamata a verificare, con attenzione particolare alla tutela dei risparmiatori, gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e le conseguenze dell’aggravamento del debito sovrano. Inoltre, dovrà occuparsi di verificare la gestione di quegli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o posti in risoluzione, e di valutare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari, controllando quanto sia stato fatto ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie.

Sugli istituti bancari la commissione sarà chiamata a valutare un’ampia serie di aspetti che vanno dalle operazioni in conflitto di interesse alla correttezza delle pratiche adottate, con particolare riferimento al collocamento presso i piccoli risparmiatori di prodotti ad alto rischio. Verranno verificate le modalità di raccolta della provvista e gli strumenti utilizzati; i criteri di remunerazione dei manager e la realizzazione di operazioni con parti correlate suscettibili di conflitto di interesse; la correttezza del collocamento presso il pubblico, con riferimento ai piccoli risparmiatori e investitori non istituzionali, dei prodotti finanziari, soprattutto quelli ad alto rischio, e con particolare riferimento alle obbligazioni bancarie. Per quanto riguarda i rapporti con le imprese, verranno valutate le forme di erogazione del credito a imprenditori di particolare rilievo e la diffusione di pratiche scorrette di abbinamento tra erogazione del credito e vendita di azioni o altri strumenti finanziari della banca.

Il nuovo organismo avrà a disposizione un anno dalla sua costituzione e, in ogni caso, entro la fine di questa legislatura dovrà portare a compimento i suoi lavori. I risultati dell’inchiesta verranno presentati alle Camere con una relazione, nella quale verrà illustrata anche l’attività svolta.

Questioni aperte in Europa

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato ospite da noi, alla Camera, per illustrare le posizioni dell’Italia in vista del Consiglio europeo che si sarebbe tenuto da lì a poche ore. È stata l’occasione per fare il punto della situazione a un anno dal referendum britannico. Doveva essere un anno orribile per l’Unione europea, ha ricordato Gentiloni, ma le previsioni non sono state del tutto rispettate, viviamo in un clima complicato, ma molte delle preoccupazioni si sono rivelate infondate.

Ora, piuttosto, c’è da preoccuparsi della crescita dell’Eurozona che è migliore del previsto, ma a maggior ragione questo significa che non può essere soffocata da regole che sono state concepite in un periodo diverso e di difficoltà. L’Ue ha bisogno di una vera unione monetaria, di politiche del lavoro e degli investimenti, non bastano i numeri e i decimali: Europa significa lavoro, welfare, inclusione, crescita. Quindi, oggi, per il nostro presidente, l’edificio dell’Unione ha bisogno di essere cambiato.

Per quanto riguarda, poi, i temi scottanti, Gentiloni ha detto che la minaccia del terrorismo è comune e ha bisogno di risposte comuni. Va perfezionato lo scambio di informazioni tra forze dell’ordine, va aumentata la pressione sui grandi player del web perché i fenomeni di radicalizzazione possono essere contrastati da chi detiene le chiavi di un numero così impressionante di dati.

E poiché a margine del Consiglio europeo si discuterà anche dei criteri da adottare per il trasferimento da Londra ad altri Paesi dell’Unione di due grandi agenzie, quella che si occupa di banche e quella del farmaco, Gentiloni ha speso una parola di sostegno alla candidatura di Milano: la città ha tutte le carte in regola non solo dal punto di vista dell’importanza della filiera farmaceutica, ma anche della qualità della vita, della logistica, dei trasporti, della sede.

Infine, una parola sul clima – abbiamo in parte sulle nostre spalle, non da soli, il compito di tenere aperta la strada che porta a contrastare il cambiamento climatico secondo una linea che abbiamo condiviso immediatamente con Macron e la Merkel poche ore dopo la decisione Usa di non riconoscersi

più negli accordi di Parigi e la linea è della non negoziabilità – e soprattutto una sui migranti. In questo caso, per Gentiloni la velocità dell’Europa è drammaticamente al di sotto delle esigenze di governo e di gestione del fenomeno. Abbiamo bisogno di andare rapidamente verso una politica comune.

I beni culturali non si toccano

Le Disposizioni in materia di delitti contro il patrimonio culturale, approvato in prima lettura dalla Camera, è l’altro importante provvedimento di questa settimana. Con esso vengono riformate le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, inserendo un apposito titolo nel codice penale.

L’esigenza di questo intervento normativo si muove nell’ottica di un adeguamento del sistema sanzionatorio rispetto al valore che la Costituzione assegna al nostro patrimonio culturale, in quanto gli articoli 9 e 42 evidenziano come la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione siano degni di un livello di tutela superiore rispetto alla mera difesa del diritto all’integrità del patrimonio individuale. Inoltre, il disegno di legge, si innesta a pieno titolo nel quadro internazionale, dove si registra un’accresciuta sensibilità per la protezione dei beni culturali.

In sintesi, il disegno di legge favorisce la coerenza sistematica del quadro sanzionatorio penale, attualmente ripartito tra codice penale e codice dei beni culturali; assicura l’omogeneità terminologica di tutte le disposizioni incriminatrici, riconducendole al concetto di reati contro il patrimonio culturale; introduce nuove fattispecie di reato; innalza le pene edittali vigenti, così da attuare pienamente il disposto costituzionale in forza del quale il patrimonio culturale e paesaggistico necessita di una tutela differenziata e preminente rispetto a quella offerta alla tutela della proprietà privata; introduce aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali.

Minacce, sindaci più tutelati

È accaduto anche di recente a diverse sindache dei nostri comuni: sono state oggetto di minaccia, spesso di genere. Ecco perché abbiamo approvato, in via definitiva, una proposta di legge di Modifica al codice penale, al codice di procedura penale e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, a tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti.

La legge intende rafforzare gli strumenti penali contro le intimidazioni ai danni degli amministratori locali, che negli ultimi anni hanno assunto dimensioni preoccupanti. La proposta ha origine dal lavoro svolto dalla apposita Commissione parlamentare di inchiesta che ha evidenziato come gli illeciti, pur realizzandosi con modalità diverse (aggressioni, minacce via email, via telefono o sui social network, danneggiamenti, recapito o ritrovamento di proiettili o carcasse di animali) abbiano in comune la qualità soggettiva della vittima nel suo ruolo di amministratore locale. Si tratta infatti di atti tutti volti a intimidire l’amministratore prevalentemente in relazione all’integrità della sua persona e dei suoi beni, minacciando, al tempo stesso, il buon andamento della pubblica amministrazione.
La novità più significativa della legge è l’allargamento della tutela ai singoli componenti dei corpi politici, amministrativi e giudiziari, che sono quindi tutelati in quanto tali, anche quando operano al di fuori dell’organo collegiale.

Maroni intervenga sulle Aler
Il presidente della Lombardia fa campagna elettorale a spese di tutti i cittadini che abitano in una casa Aler e annuncia una sorta di mini riforma che rischia di essere solo fumo negli occhi, soprattutto per le case dei quartieri più periferici. Quelli annunciati da Maroni a proposito del nuovo regolamento approvato da Regione Lombardia e dei contributi stanziati a favore di Aler, sembrano, infatti, essere i soliti interventi di facciata. Se fino adesso la Lega si è limitata alle passerelle senza scucire un soldo, ora si occupa di sistemare i regolamenti, ma non interviene mai concretamente sulle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate. Bene: aspettiamo Maroni e i suoi al varco.
Ma intanto, i 50 milioni di euro che rischiano di essere letteralmente buttati via per il referendum per l’autonomia, mettiamoli nella manutenzione di questi caseggiati invece che in una consultazione del tutto inutile, visto che quanto la Lega vorrebbe chiedere si può ottenere in altro modo e senza dispendio di soldi che servono ai nostri cittadini, i primi contribuenti del sistema delle case pubbliche.

Le 12 vittorie di Calcaterra alla 100 km del Passatore

Per chi fosse interessato può vedere il video del mio intervento in aula per ricordare la grande impresa di Giorgio Calcaterra e che spero venga valorizzata e premiata anche dalle istituzioni sportive.

Qui puoi vedere il video https://www.youtube.com/watch?v=-tWvfmbRMy0

Paolo Cova

On. Cova: “Aler: Maroni intervenga subito nelle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate, invece di buttare i soldi nel referendum”

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On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

COMUNICATO STAMPA

On. Cova: “Aler: Maroni intervenga subito nelle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate, invece di buttare i soldi nel referendum”

Una ‘mini riforma’ delle Aler che rischia di essere solo fumo negli occhi, soprattutto per le case dei quartieri più periferici. Lo teme l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che dei problemi della zona Salomone-Mazzini-Calvairate si sta occupando da tempo: “Quelli annunciati dal presidente lombardo Maroni sembrano essere i soliti interventi di facciata – dice, a proposito del nuovo regolamento approvato da Regione Lombardia e dei contributi stanziati a favore di Aler –. Se fino adesso la Lega si è limitata alle passerelle senza scucire un soldo, ora si occupa di sistemare i regolamenti, ma non interviene mai concretamente sulle case dei quartieri Salomone-Mazzini-Calvairate. Aspettiamo Maroni e i suoi al varco”.

E in linea con quanto sostiene tutto il Pd lombardo, Cova ribadisce: “I 50 milioni di euro che rischiano di essere letteralmente buttati via per il referendum per l’autonomia, mettiamoli nella manutenzione di questi caseggiati invece che in una consultazione del tutto inutile, visto che quanto la Lega vorrebbe chiedere si può ottenere in altro modo e senza dispendio di soldi che servono ai nostri cittadini, i primi contribuenti del sistema delle case pubbliche”.

Roma, 22 giugno 2017

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News dal Parlamento

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Senza muri è accoglienza

Quella di sabato 20 maggio è stata una manifestazione di un successo straordinario: una fiumana di persone, di tutte le provenienze, mille colori assieme, proprio come quelli dell’arcobaleno che idealmente si voleva rappresentare. A dire sì all’accoglienza non soltanto tanti cittadini milanesi, lombardi e italiani, ma soprattutto i tanti rappresentanti delle comunità che in città vivono da anni e si sono integrate perfettamente, a dimostrazione che un mondo plurale è possibile.

Una questione di civiltà che nel 2017 non può mancare in nessun caso perché accogliere la persona è attenzione a tutte le persone e l’egoismo chiude sempre ogni strada.

Il cyberbullismo si combatte con la prevenzione

E un’altra, imprescindibile questione di civiltà è stata l’approvazione, avvenuta in settimana alla Camera, della proposta di legge sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Il provvedimento pone al centro la tutela dei minori, sia autori, sia vittime di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo-educativo rispetto a un’impostazione maggiormente repressiva e sanzionatoria.

Le principali novità consistono, innanzitutto nel prevenire e contrastare il cyberbullismo, inteso come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi a oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

In secondo luogo, ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità genitoriale può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo. Viene, poi, istituito un tavolo tecnico di lavoro, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, e la stessa presidenza promuoverà campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione. In ogni istituto scolastico verrà individuato fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del fenomeno. A questi scopi, vengono stanziati 203mila euro per gli anni 2017, 2018 e 2019 per lo svolgimento di attività di formazione.

Infine, viene mutuata dalla disciplina dello stalking la procedura dall’ammonimento, prevedendo che il questore convochi il minore, unitamente a un genitore, e procedendo con l’ammonizione.

Hotspot decorosi e ospitali

L’evento di Milano sull’accoglienza trova radici in quello che continua a succedere nei nostri mari: nei primi mesi del 2017 si è registrata una netta crescita, con un incremento di circa il 30 per cento rispetto all’anno precedente, di sbarchi di migranti sulle coste italiane, lasciando presagire la possibilità che, per la prima volta, quest’anno si possa sfiorare il tetto delle 200.000 persone giunte via mare sul nostro territorio.

La complessa questione della gestione dei flussi migratori, e in particolare degli sbarchi, è stata oggetto, negli ultimi anni, di un forte impegno dei Governi in questa legislatura, con l’adozione di misure che garantissero anzitutto l’accoglienza, nel rispetto della dignità e dei diritti umani di ciascuno, ma anche efficaci modalità di espletamento delle pratiche di identificazione e gestione delle richieste di protezione internazionale.

Per questo abbiamo approvato una mozione relativa al funzionamento dei cosiddetti centri hotspot per i migranti che impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile per rilanciare una politica europea condivisa sull’asilo attraverso la revisione del regolamento Dublino III e l’adozione di nuovi e più efficaci accordi di relocation per un’equa distribuzione dei richiedenti protezione internazionale fra gli Stati membri dell’Europa; a proseguire negli sforzi intrapresi per rendere effettivi i rimpatri e le espulsioni dei migranti privi di titolo per restare nel nostro Paese, ferma restando la garanzia del pieno rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti; ad adottare ogni iniziativa utile a garantire che gli hotspot siano strutture decorose e ospitali; ad assumere iniziative per rafforzare i servizi di mediazione linguistico-culturale e di informativa legale all’interno degli hotspot; ad adottare ogni iniziativa utile a consentire un più rapido trasferimento dei migranti dagli hotspot alle strutture di accoglienza, garantendo il rispetto della dignità umana e l’effettivo accesso all’esercizio del diritto di asilo.

Imprese, il Governo salvaguarda

Al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori ritenuti strategici e di interesse nazionale, con una legge del 2012 è stata disciplinata la materia concernente i poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, oltre che in alcuni ambiti definiti di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. L’obiettivo del provvedimento era di rendere compatibile con il diritto europeo la disciplina nazionale dei poteri speciali del Governo. Per questo, alla Camera, abbiamo approvato una mozione concernente iniziative volte all’estensione dei cosiddetti poteri speciali del Governo al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica.

Il testo impegna il Governo a valutare, per quanto di competenza, la possibilità di assumere iniziative per rafforzare i poteri speciali allo scopo di permettere una più incisiva azione governativa nella fase iniziale dei processi di cessione; introdurre un’apposita disciplina finalizzata a incrementare gli obblighi di trasparenza a carico degli acquirenti esteri di partecipazioni societarie in società italiane; a cooperare con i gruppi parlamentari per lo sviluppo di iniziative legislative che promuovano l’estensione della normativa sui poteri speciali dello Stato anche alle società nazionali operanti nel settore finanziario.

Inoltre, l’atto impegna l’esecutivo ad assumere iniziative per aggiornare i decreti di individuazione delle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale, delle reti e degli impianti, dei beni e dei rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Lega in passerella, ma da vent’anni non interviene

L’ho definita una “bella passerella”: è il sopralluogo che il presidente del Municipio 4 di Milano ha fatto con il presidente di Aler al quartiere Mazzini, in zona Corvetto, nelle case popolari. E cos’altro è se non questo? Un modo per mettersi in luce a scopo, forse, elettorale? Da vent’anni la Lega governa Regione Lombardia assieme al centrodestra, perciò è inutile che faccia finta di niente. Non posso credere che si accorga solo ora del disastro delle case popolari.

I leghisti vogliono fare un referendum consultivo per una presunta richiesta di autonomia, spendendo decine di milioni di euro, e non investono in un patrimonio abitativo che è dei lombardi, ma anzi lo abbandonano completamente. Il centrodestra ha avuto 20 anni per intervenire, risolvere i problemi e bloccare le occupazioni. I soldi li avevano, erano tanti ed erano dei cittadini, ma hanno preferito fare altro e lasciare nel degrado i propri inquilini.

E non è nemmeno la prima volta che si vedono queste passerelle, ma poi nessuno ha fatto mai nulla. Invece, Regione, che è il livello di governo responsabile delle case popolari, e Aler facciano finalmente partire i lavori e Maroni cominci a stanziare i soldi. Solo allora i cittadini lombardi crederanno che la Lega e il centrodestra hanno davvero a cuore il loro patrimonio.

Infiltrazioni mafiose: se ne parla al Corvetto

Nei prossimi giorni siamo a 25 anni dall’anniversario della strage di Capaci con la morte di Falcone di sua moglie e della sua scorta.

Come Circolo PD Corvetto vogliamo continuare a tenere viva questa memoria e questa lotta alla mafia con un incontro informativo e formativo sul tema della mafia.

Lunedì 29 maggio , alle 21, al Circolo Pd del Corvetto, in via Mompiani 10, a Milano (citofono 60), si terrà un incontro dal titolo “ Le infiltrazioni mafiose a Milano e al Corvetto” .

Relatori saranno Marco Satariano, estensore di una tesi di studio sulle infiltrazioni mafiose nel quartiere Corvetto, e David Gentili, consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano.

Paolo Cova

“Municipio 4 e Aler al quartiere Mazzini: solo una bella passerella, ma la Lega non stanzia soldi da vent’anni”

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Per l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, è stata solo una “bella passerella” quella che il presidente del Municipio 4 di Milano Bassi, con il presidente di Aler Sala, ha fatto al quartiere Mazzini, in zona Corvetto, nelle case popolari. “Da vent’anni la Lega governa Regione Lombardia assieme al centrodestra, perciò è inutile che faccia finta di niente​. Si accorge solo ora del disastro delle case popolari?​”, commenta caustico il parlamentare Pd.
 
“Vogliono fare un referendum consultivo per una presunta richiesta di autonomia, spendendo decine di milioni di euro, e non investono in un patrimonio abitativo che è dei lombardi, ma anzi lo abbandonano completamente – insiste Cova –. È inutile che il presidente del Consiglio di zona chiami adesso Aler: il centrodestra ha avuto 20 anni per intervenire ​e risolvere i problemi e bloccare le occupazioni​. I soldi li avevano, erano tanti ed erano dei cittadini, ma hanno preferito ​fare altro e lasciare nel degrado i propri inquilini​”.
 
Per Cova non è nemmeno la prima volta che si vedono “queste passerelle, ma poi nessuno ha fatto mai nulla. Invece, Regione, che è il livello di governo responsabile delle case popolari, e Aler facciano finalmente ​partire i ​lavori e Maroni cominci a stanziare ​i soldi​. Solo allora i cittadini lombardi crederanno che la Lega​ e il centrodestra​ hanno davvero a cuore ​il​ loro patrimonio”.
 
Roma, 16 maggio 2017

News dal Parlamento

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I nostri impegni per il Def

Consumi privati in ripresa dal 2014 e in crescita dell’1,3 per cento nel 2016; pressione fiscale scesa dal 43,6 nel 2013 al 42,3 per cento nel 2016; un numero di occupati che ha superato di 734 mila unità il punto di minimo toccato nel settembre 2013; una significativa revisione al rialzo della previsione di crescita del Pil per il 2017. Sono queste le premesse su cui il Governo ha formulato il ragionamento che sta alla base del Def, il Documento di economia e finanza 2017. Questa settimana, alla Camera, e contestualmente al Senato, abbiamo approvato la risoluzione di maggioranza con la quale abbiamo impegnato l’esecutivo su precise questioni e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Il nostro atto impegna, perciò il Governo a conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al Pil; a continuare a promuovere una strategia di riforma degli orientamenti di politica economica e finanziaria; a sostenere con maggior forza l’introduzione di uno strumento comune di stabilizzazione macroeconomica; a dare piena attuazione ai contenuti del Programma nazionale di riforma; a disattivare l’incremento delle aliquote Iva e delle accise sugli olii minerali; a rafforzare gli investimenti pubblici, con priorità per quelli riguardanti la cura del territorio e il contrasto del dissesto idrogeologico e per quelli delle aree del Mezzogiorno; a migliorare il percorso di programmazione, progettazione, effettiva realizzazione e valutazione delle opere; a favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali; a incentivare il ruolo attivo degli enti territoriali nelle attività di recupero dell’evasione fiscale; a garantire l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane; a sviluppare politiche per una maggiore crescita inclusiva volta a ridurre le disuguaglianze; a rafforzare le politiche attive del lavoro, rendendo effettivo l’assegno di ricollocazione; a dare seguito agli impegni assunti nell’accordo del pubblico impiego; a promuovere interventi volti a rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro; a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile; a garantire l’universalità e l’equità del servizio sanitario nazionale; a proseguire la politica di sostegno alle famiglie e di contrasto alla prolungata tendenza al calo demografico; in materia fiscale, a proseguire nell’azione di semplificazione del sistema tributario, nell’efficientamento del rapporto tra l’amministrazione finanziaria e i contribuenti, nell’ulteriore riduzione della pressione fiscale; a proseguire nell’azione di riforma della giustizia già avviata; ad aprire una nuova fase della spending review; a proseguire nell’azione di rafforzamento della capacità competitiva delle imprese italiane; a valutare il processo di avanzamento del programma di privatizzazioni; a proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici e dei contesti urbani; a proseguire nel percorso di sviluppo sostenibile del Paese.

 

È l’ora della Brexit

In vista del consiglio europeo straordinario sulla Brexit che si è tenuto nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha fatto una comunicazione alla Camera sui contenuti dell’incontro. Dopo dieci mesi dal voto referendario nel Regno Unito, si avvia, infatti, formalmente il processo, previsto dall’articolo 50 dei Trattati di Lisbona, di separazione del Regno Unito dall’Unione europea.

In questi dieci mesi, dati economici e risultati politici hanno alimentato la speranza di poter conservare il progetto europeo, ma anche di poter lavorare per una Unione più forte, in grado di affrontare i problemi che ha di fronte e che sono all’origine della sua difficoltà. Non sarebbe, del resto, la prima volta nella storia dell’Unione europea che un momento di evidente, conclamata, crisi, si traduce in una capacità di reazione. Ma Gentiloni è stato chiaro: non siamo ancora a questo punto.

Tuttavia, l’incontro di Roma di un mese fa, per la celebrazione dei sessant’anni dell’Unione, ha avuto in quest’ottica un certo interesse per un paio di ragioni. La prima è stata il fatto che i 27 Stati membri dell’Ue hanno sottoscritto una dichiarazione comune impegnativa e non scontata per i prossimi dieci anni: per la prima volta, si introduce la possibilità di avere, nell’ambito della costruzione europea, una prospettiva di livelli differenziati di integrazione.

Cosa significa? Che dall’Austria all’Olanda e soprattutto dalla Francia, sono venuti dei messaggi chiari, non che negano l’esistenza di problemi, ma che registrano il fatto che le forze che ritengono che da questi problemi si debba uscire abbandonando l’Unione europea, sono delle minoranze. E questo è un segnale molto positivo e incoraggiante.

La maggioranza dei cittadini europei, cioè, tuttora si schiera per una società aperta e ritiene che, attraverso il dialogo, gli scambi commerciali, il confronto culturale e il dialogo interreligioso, ci sia la possibilità di costruire il progresso, il benessere, il futuro del nostro continente.

E nel documento approvato sabato ci sono proprio le linee guida per il negoziato con il Regno Unito, dentro il quale la Ue si muove con alcuni principi ispiratori: il primo è che noi siamo e restiamo amici e alleati del Regno Unito. Inoltre, siamo anche fermi sull’idea che si debbano distinguere due fasi: la prima nella quale si negoziano le modalità del recesso; la seconda nella quale si definisce il quadro nuovo dei rapporti tra Regno Unito e Ue.

Il Governo confida che si arrivi a un accordo positivo, nell’interesse del nostro sistema economico, delle nostre imprese, degli scambi che abbiamo con questo grande Paese. Come pure è interessato al fatto che tra le priorità di questo negoziato ci sia il destino dei cittadini dei diversi Paesi dell’Unione europea che attualmente risiedono nel Regno Unito: si tratta di 3.200.000 persone, il 15 per cento circa dei quali sono italiani. Abbiamo il dovere e il diritto di pretendere per questi nostri concittadini diritti e tutele amministrative certe, immediatamente applicabili, non discriminatorie e basate su un principio di reciprocità con i cittadini britannici, ha detto Gentiloni.

 

Negozio occupato, Aler non pervenuta

Il fatto di cronaca è noto a tutti coloro che vivono in zona: un negozio di piazza Gabriele Rosa, a Milano, di proprietà dell’Aler, a marzo è stato occupato, con due conseguenze: la persona che lo doveva prendere in affitto e gestire si è ritrovata in una situazione kafkiana – non è così semplice cacciar via gli usurpatori – e tutti gli abitanti della zona sono costretti a subire le intemperanze degli occupanti.

In tutto questo, Aler ci ha messo un mese prima di sporgere denuncia, rallentando così un auspicabile intervento delle forze dell’ordine.

Per questo, ho detto che è facile chiedere di riportare l’ordine pubblico, ma se chi è proprietario dell’immobile non denuncia che è stato occupato diventa complicato agire. Inoltre, Regione Lombardia, così attenta ai problemi di sicurezza, cosa pensa del proprio Ente e del comportamento che tiene?

Se Aler aspetta sempre così tanto prima di segnalare questi casi, è evidente che dopo è praticamente impossibile intervenire. È chiaro che Aler e Regione Lombardia non si rendono conto che si tratta di un patrimonio appartenente a tutti i cittadini e come tale va tutelato e preservato. Invece, sembra importi poco degli inquilini e degli abitanti di quei quartieri. Forse perché quel patrimonio non rientra nelle cosiddette eccellenze.

Paolo Cova

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Casa: Cova (Pd), Attacco a circolo favorisce solo chi vuol creare tensione

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“Condanniamo fermamente l’attacco di oggi al Circolo Pd di piazzale Corvetto a Milano. Si tratta di un circolo che ha sempre prestato attenzione alle persone che vivono nel territorio in situazioni disagiate e di difficoltà”. Lo dichiara Paolo Cova, deputato del Partito Democratico e appartenente al circolo colpito.

“In tutti questi anni – spiega Cova – siamo stati a fianco degli inquilini delle case popolari perché le condizioni abitative potessero migliorare, e la situazione di degrado venisse superata. L’obiettivo è sempre stato quello di favorire la possibilità di avere una casa per tutti, ma la nostra posizione è ovviamente contraria alle occupazioni abusive e alle forme di illegalità”.

“Queste azioni sono, invece, a supporto proprio di chi vuole creare tensione nel quartiere e non consentire la legalità”, conclude il deputato democratico.

 

Roma, 11 novembre 2014