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Il Sicomoro

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Carissime e carissimi,

    il Sicomoro esce affrontando ancora il tema del Referendum con un mio articolo sulla responsabilità al voto. Ma trovate anche approfondimenti su alternanza scuola-lavoro, ambiente.

Se lo vuoi leggere clicca Sicomoro

  Con alcune persone dell’Associazionismo e delle istituzioni abbiamo preparato anche un Appello al voto con alcune motivazioni.

Sperando di poterti essere di aiuto se lo vuoi leggere clicca su Appello

  Ciao

Paolo Cova

 

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News dal Parlamento

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Più chiarezza in etichetta

Questa settimana, alla Camera, abbiamo continuato l’esame della legge di bilancio 2017. Con 348 voti a favore e 144 contrari abbiamo votato la questione di fiducia posta, a nome del Governo, dalla Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, sull’approvazione dell’articolo 1 del disegno di legge. Abbiamo, quindi, concluso l’esame degli articoli e degli ordini del giorno presentati. Lunedì 28 novembre è previsto il voto finale.

Intanto, con grande soddisfazione, annuncio che il Decreto su etichettatura del latte e dei prodotti lattiero-caseari è arrivato alla Camera, dove verrà espresso il parere delle Commissioni competenti. Si tratta di un passo avanti notevole e importante che era stato richiesto da anni dai produttori di latte. Ed è un intervento strutturale sulla tracciabilità del prodotto e a garanzia dei consumatori. Questo Governo e questo Parlamento hanno fatto un grande servizio agli allevatori e ai consumatori perseguendo l’obiettivo assieme all’Unione europea. Ora siamo vicini alla sua applicazione, dopo il parere della Camera e del Senato.

Tecnicamente è previsto un periodo di prova fino al 2019 ed entro 180 giorni l’industria di trasformazione deve mettersi in regola con il sistema di etichettatura. Più nel dettaglio, l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari prevede l’utilizzo in etichetta di alcune diciture: dovranno essere indicati il Paese di mungitura e il Paese di condizionamento o di trasformazione. Nel caso in cui coincidano, basterà scrivere “origine del latte” e, accanto, il nome del Paese. Nel caso in cui le operazioni avvengano in più Paesi, bisogna indicare se fanno parte o meno della Ue.

E per favorire una migliore informazione dei consumatori, il Ministero delle Politiche agricole può fare campagne di promozione dei sistemi di etichettatura, ma soprattutto le indicazioni sull’origine devono essere indelebili e riportate in etichetta in modo da essere visibili e facilmente leggibili, cioè non devono essere in nessun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni. Insomma, la massima trasparenza alla base di tutto.

 

Gli ultimi appuntamenti sul referendum

Giovedì 1 dicembre, dalle 21 alle 23, sarò alla parrocchia San Giovanni Laterano, in piazza Bernini, a Milano, per partecipare all’incontro “Le ragioni del Sì e le ragioni del No – Capire per scegliere”. Assieme a me, a parlare di referendum costituzionale, ci sarà Matteo Forte, consigliere comunale. Coordinerà la serata Caterina Antola, presidente del Municipio 3.

Qui la locandina

 

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

Dal Presidente della Repubblica al Cnel

E infine l’ultima parte della riforma letta passaggio per passaggio.

 

Testo vigente art.83 Testo modificato art.83
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. identico
All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. Abrogato
L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea.

Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

 

 

 

 

Testo vigente art.99 Testo modificato art.99
Il Consiglio nazionale dell’economia edel lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa Abrogato
È organo di consulenza delle Cameree del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Abrogato
Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge. Abrogato

 

 

 

Commento

Presidente della Repubblica

L’articolo 21 del testo di legge costituzionale interviene sull’elezione del Presidente della Repubblica, ovvero l’articolo 83 della Costituzione, da parte del Parlamento in seduta comune. In particolare, viene soppressa la vigente previsione che dispone che all’elezione del Presidente della Repubblica partecipino anche tre delegati regionali (uno per la Valle d’Aosta), alla luce della nuova composizione del Senato di cui fanno parte i rappresentanti delle Regioni e degli enti locali. Inoltre, viene modificato il sistema dei quorum per l’elezione del Capo dello Stato da parte del Parlamento in seduta comune, prevedendo la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi tre scrutini; la maggioranza dei tre quinti dei componenti dal quarto scrutinio; la maggioranza dei tre quinti dei votanti dal settimo scrutinio. Attualmente, per i primi tre scrutini è necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti, mentre dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. Il testo approvato dal Senato in prima lettura prevedeva sempre la maggioranza dei due terzi dell’assemblea fino al terzo scrutinio, dal quarto la maggioranza dei tre quinti e, a partire dal nono scrutinio, la maggioranza assoluta.

L’articolo 22 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 85 della Costituzione sopprimendo, in primo luogo, il riferimento alla convocazione dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica, in linea con il nuovo articolo 83. Inoltre, è confermata la vigente previsione costituzionale che stabilisce che quando il Parlamento si riunisce in seduta comune il Presidente e l’Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati (art. 63 della Costituzione). Al contempo, peraltro, è attribuito al Presidente del Senato il compito di convocare e presiedere il Parlamento in seduta comune per l’elezione, quando il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della Repubblica, nel caso in cui questi non possa adempierle. Infine, si interviene sulla disciplina della convocazione del Parlamento in seduta comune per procedere all’elezione del Presidente del la Repubblica nel caso di scioglimento o quando manchino meno di tre mesi alla sua cessazione, facendo riferimento allo scioglimento della sola Camera dei deputati, in quanto per il nuovo Senato, in considerazione della nuova composizione, non è previsto scioglimento.

L’articolo 23 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 86 della Costituzione in materia di esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, in caso egli non possa adempierle, e di convocazione del collegio elettorale per l’elezione del nuovo Presidente, in caso di impedimento permanente, morte o dimissioni. In particolare, è novellato il primo comma, prevedendo che l’organo chiamato ad assumere la supplenza sia non più il Presidente del Senato, ma quello della Camera. È modificato, di conseguenza, il secondo comma attribuendo al Presidente del Senato (e non più a quello della Camera come previsto nella formulazione vigente) il compito di convocare il Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica in caso di impedimento permanente, morte o dimissioni di quest’ultimo.

 

Scioglimento della Camera e rapporto di fiducia

L’articolo 24 del testo di legge costituzionale novella l’articolo 88 della Costituzione riferendo il potere di scioglimento del Presidente della Repubblica alla sola Camera dei deputati, in quanto il Senato diviene organo a rinnovo parziale, non sottoposto a scioglimento. L’articolo 25 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 94, che disciplina la fiducia al Governo. In considerazione delle modifiche apportate dall’articolo 1 del disegno di legge all’articolo 55, che attribuiscono alla sola Camera dei deputati la titolarità del rapporto di fiducia con il Governo, vengono di conseguenza adeguate le previsioni dell’articolo 94 che attualmente fanno riferimento ad entrambe le Camere. Il Senato della Repubblica resta quindi esterno al rapporto di fiducia, che si instaura solo tra il Governo e la Camera dei deputati.

 

Reati ministeriali

L’articolo 26 del testo di legge costituzionale novella l’articolo 96 della Costituzione, limitando alla sola Camera il potere di autorizzare la sottoposizione del Presidente del Consiglio e dei Ministri alla giurisdizione ordinaria per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni.

 

Principi sull’amministrazione

L’articolo 27 del testo di legge costituzionale modifica il secondo comma dell’articolo 97 della Costituzione: il testo vigente afferma che le leggi sull’amministrazione (attività e organizzazione dei pubblici uffici) debbono assicurare il rispetto del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione. L’intervento emendativo aggiunge a questi due principi anche quello della trasparenza.

 

Soppressione del Cnel

L’articolo 28 del testo di legge costituzionale abroga integralmente l’articolo 99 che prevede, quale organo di rilevanza costituzionale, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Le disposizioni finali e transitorie definiscono i profili amministrativi della soppressione del Cnel, prevedendo la nomina di un commissario straordinario entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, a cui affidare la gestione per la liquidazione e la riallocazione del personale presso la Corte dei Conti.

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Come cambia il fisco

La Conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n.193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, più noto come Decreto fiscale, collegato alla Legge di bilancio 2017, è stato approvato, in prima lettura, questa settimana, alla Camera.

Numerose le misure rilevanti, tra cui l’abolizione di Equitalia e la possibilità di “rottamare” le cartelle esattoriali, oltre a consistenti interventi di semplificazione fiscale e la tanto attesa abolizione degli studi di settore.

Andiamo per ordine. Abolizione di Equitalia: le competenze e il personale di Equitalia passeranno all’Agenzia delle Entrate-riscossione, ente di natura pubblica controllato dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Il nuovo ente agirà nel rispetto dello Statuto del contribuente e del principio di leale collaborazione tra fisco e cittadini.

Rottamazione delle cartelle: vengono definiti nel dettaglio tempi e modi per la rottamazione delle cartelle esattoriali. Allargata la platea: la possibilità di rottamazione viene estesa anche alle cartelle notificate nel 2016 (quindi il periodo ammesso è 2000-2016). Diluiti i pagamenti: i pagamenti legati alla definizione agevolata possono essere pagati in 5 rate anziché 4, fermo restando che dovranno essere pagati per il 70% nell’anno 2017 e per il restante 30% nel 2018. Più tempo per presentare la domanda: si allungano poi i tempi entro i quali sarà possibile presentare la dichiarazione all’agente della riscossione, che slitta dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017. Clausola di salvaguardia: viene prevista per i contribuenti che hanno già richiesto la definizione agevolata secondo le vigenti, meno favorevoli, condizioni.

Pacchetto semplificazioni fiscali. Molte le novità del decreto che riguardano le semplificazioni di natura fiscale, tra cui la moratoria estiva, con lo stop ai versamenti fiscali derivanti da accertamenti automatici tra il 1° agosto e il 4 settembre; l’utilizzo dell’F24 cartaceo per operazioni fino a 1.000 euro e per i contribuenti non titolari di partiva Iva; Tax day: spostate le scadenze dal 16 al 30 giugno di ogni anno di Ires, Irpef e Irap (i versamenti Imu e Tasi restano al 16 giugno); Certificazione unica: spostato dal 28 febbraio al 30 marzo il termine per l’invio della Cu, il vecchio “Cud”, da parte dei datori di lavoro;

Rimodulate scadenze 730: spostata al 23 luglio la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite 730 precompilato; anche i Caf potranno inviare i modelli 730 ordinari fino al 23 luglio a patto che abbiano processato almeno l’80% delle dichiarazioni entro il 7 luglio; taglio agli adempimenti: eliminati diversi adempimenti informativi, dalla cedolare secca agli immobili detenuti all’estero alla scelta dei regimi contabili opzionali;

Partite Iva: chiuse d’ufficio, da parte dell’Agenzia delle entrate, se inattive per tre anni; esteso il ricorso alla Pec per notifiche e atti catastali; prelievi bancari delle imprese: non innescano accertamenti i prelievi disposti dalle imprese fino a 1.000 euro al giorno e 5.000 al mese; trasferte professionisti: diventano deducibili le spese sostenute in trasferta dai professionisti.

Inoltre, dal 2017 vengono aboliti gli studi di settore e al loro posto arrivano gli “indici sintetici di affidabilità fiscale” che premiano i contribuenti più seri e affidabili. A questi indici del contribuente saranno collegati anche meccanismi premiali per le imprese più affidabili, come l’esclusione o la riduzione dei termini per gli accertamenti, oltre a vantaggi come rimborsi più veloci.

 

Crediti e debiti agricoli: ok alla moratoria

E nelle more del decreto fiscale, è stato approvato anche un mio ordine del giorno sulla semplificazione per accedere alla moratoria sui crediti e sui debiti in agricoltura. Un atto che prende le mosse dal fatto che l’indebitamento delle aziende zootecniche italiane è cresciuto a causa della lunga crisi del settore lattiero-caseario e del settore suinicolo. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero, anche in relazione al superamento del regime europeo delle quote latte e al miglioramento della qualità del latte bovino, la legge di stabilità 2015 ha istituito, presso il Ministero delle Politiche agricole, il Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, con una dotazione iniziale pari a 8 milioni di euro per il 2015 e a 50 milioni di euro per il 2016 e il 2017. Sono state ripartite le risorse disponibili del Fondo (15 milioni di euro per il 2016, oltre a 3 milioni di euro agg iuntivi in conto residui, e 38 milioni di euro per il 2017) e sono stati definiti i criteri e le modalità di accesso da parte delle aziende del settore.

Il Decreto Enti locali, approvato ad agosto 2016, prevede di intervenire per superare l’emergenza e favorire la ripresa economica, alle imprese operanti nei settori suinicolo e della produzione del latte bovino, con la concessione di un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti per interessi sui mutui bancari negli anni 2015 e 2016. Il decreto legge approvato a ottobre sempre in tema fiscale, autorizza la spesa di 30 milioni di euro per la concessione di garanzie.

Ma i criteri restrittivi introdotti nell’applicazione dei provvedimenti precedenti, oltre alle complesse procedure e modalità di erogazione, rischiano di limitare fortemente il campo delle imprese beneficiarie e di escludere dal beneficio proprie le imprese più indebitate e a rischio di chiusura. Ecco perché ho chiesto di impegnare il Governo a provvedere a semplificare le modalità di presentazione e di erogazione dei Fondi a disposizione di Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, per le aziende agricole per consentire a quest’ultime di accedere al credito finalizzato agli investimenti sia per il consolidamento dei debiti che dei crediti.

 

Solidarietà a Rosy Bindi

Questa settimana è stata segnata anche da un episodio spiacevole che ha visto protagonisti due esponenti del Pd. Come avrete letto, il presidente di Regione Campania Vincenzo De Luca ha offeso gravemente l’on. Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia. Mi sono sentito di esprimere piena solidarietà all’on. Bindi per le gravi parole espresse nei suoi confronti. I toni che si devono usare in politica sono quelli della sobrietà, anche perché dobbiamo essere i primi a dare l’esempio.

Altri appuntamenti sul referendum

“Referendum costituzionale: le ragioni del Sì, le ragioni del No – Conoscere per scegliere” è il titolo dell’incontro organizzato dalla Civica Dairago, lunedì 21 novembre 2016, alle 21, in biblioteca comunale, in via Damiano Chiesa 14, a Dairago, appunto. Io intervengo per le ragioni del Sì, Jonathan Chiesa, di Sinistra italiana, per quelle del No. Modera Carlo Colombo, giornalista de La Prealpina.

 

“Referendum costituzionale – Una scelta responsabile” è il titolo del dibattito cui parteciperò martedì 22 novembre 2016, alle 21, al Centro Nocetum, in via San Dionigi 77, a Milano. Assieme a me ci sarà l’on. Elena Centemero, parlamentare Fi. Qui la locandina.

 

Le Parrocchie dell’Unità pastorale Forlanini organizzano una conferenza, lunedì 28 novembre 2016, alle 21, alla parrocchia San Nicolao della Flue, salone Concilio Vaticano II, in via Dalmazia 11, a Milano, sul referendum costituzionale. Assieme a me sempre l’on. Elena Centemero. Moderatore Francesco Sdraiati. Qui la locandina.

 

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

Ancora le nuove funzioni della Camera

Ecco gli ultimi articoli che verranno modificati per le ultime, nuove funzioni della Camera.

 

Testo vigente art. 81 Testo modificato art. 81
Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. identico
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione della Camera dei deputati adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte identico
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. La Camera dei deputati ogni anno approva con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. identico
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale. Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti della Camera dei deputati, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.

 

 

 

 

Testo vigente art. 82 Testo modificato art. 82
Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. La Camera dei deputati può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica può disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.
A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della autorità giudiziaria. A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione è formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

 

 

Commento

L’articolo 38 del testo di legge costituzionale reca una serie di disposizioni consequenziali e di coordinamento che novellano più articoli della Carta costituzionale e due leggi costituzionali.

Il comma 6 modifica i commi secondo, quarto e sesto dell’articolo 81 della Costituzione, che disciplinano l’equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio e la legge di bilancio. Il testo di legge costituzionale riferisce alla sola Camera dei deputati le previsioni riferite, nel testo vigente, ad entrambe le Camere. Come conseguenza della riforma costituzionale, dunque, il ricorso all’indebitamento è consentito previa autorizzazione della sola Camera dei deputati adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. È la Camera dei deputati ogni anno ad approvare con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabi liti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti della sola Camera dei deputati, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.

L’articolo 20 del testo di legge costituzionale interviene sull’articolo 82 della Costituzione, in tema di istituzione di Commissioni di inchiesta. Il nuovo testo stabilisce, al primo comma, che la Camera dei deputati può disporre inchieste su materie di pubblico interesse, mentre il Senato della Repubblica può disporre inchieste su materie di pubblico interesse “concernenti le autonomie territoriali”. Il novellato secondo comma dell’articolo 82 Cost. prevede quindi che, a tale scopo, ciascuna Camera nomini fra i propri componenti una commissione. Soltanto per la Camera si stabilisce che la commissione di inchiesta sia formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. Analogamente a quanto già oggi previsto, le commissioni d’inchiesta procederanno alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. In via generale , infine, potrà essere definito in sede applicativa se e in quale misura nel nuovo sistema di bicameralismo differenziato possano trovare spazio organi bicamerali.

 

 Paolo Cova

 

News dal Parlamento

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Il valore delle cooperative

Il valore sociale della cooperazione e la sua funzione ha trovato spazio in una mozione che abbiamo approvato, alla Camera, questa settimana. Nell’atto impegniamo il Governo ad adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a raccordare i soggetti pubblici deputati a svolgere il controllo mutualistico nei confronti delle cooperative; a costituire appositi organismi paritetici con le associazioni cooperative nazionali per il coordinamento delle attività ispettive e la messa a punto di appositi protocolli operativi; a definire programmi di revisioni che abbiano per oggetto prioritario le cooperative che non siano state sottoposte da lungo tempo alle revisioni o alle ispezioni, così come le cooperative appartenenti ai settori più a rischio; a riprendere e rilanciare lo strumento dell’autocertificazione o, ancora meglio, della “dichiarazione sostitutiva”, inserendo voci coerenti c on l’obiettivo di identificare le false cooperative; a modernizzare le metodologie ispettive attraverso procedure informatizzate e la condivisione delle banche dati al fine di favorire la costruzione delle basi informative a supporto dei processi-revisionali; a verificare la congruità, alla luce dell’evoluzione del fenomeno cooperativo, dei requisiti dimensionali per la costituzione delle associazioni, escludendo la possibilità della pluri-iscrizione della medesima società cooperativa a più organizzazioni associative della cooperazione; a rafforzare la partecipazione dei soci ai processi decisionali delle loro imprese, anche per fornire loro gli adeguati strumenti volti a garantire il ricambio degli amministratori, anche attraverso la fissazione di limiti per gli incarichi di vertice; ad assicurare la regolarità dell’erogazione delle risorse finanziarie necessarie per la gestione delle attività ispettive del Ministero dello sviluppo econ omico, valutando la possibilità di un loro incremento in linea con quanto versato dalle società cooperative con l’apposito tributo.

 

Siria: Governo in prima fila

I numeri della guerra civile in Siria sono da brividi: oltre 5 anni di conflitto, 470mila morti, 54mila feriti, 11,4 milioni senza casa, 4,8 rifugiati all’estero, 6,6 sfollati, 250 miliardi di dollari di danno, 69.180 raid, 37.501 barili bomba sganciati sulla popolazione, 18 località assediate. Per questo abbiamo approvato anche una mozione sulla situazione in Siria, con particolare riferimento all’emergenza umanitaria e alla condizione dei bambini nella città di Aleppo.

In questo caso, il Governo deve rafforzare il proprio impegno sia in sede comunitaria, sia presso le sedi internazionali e raggiungere urgentemente un accordo tra le parti in conflitto nella città di Aleppo volto a consentire la cessazione dei raid aerei e dei bombardamenti terrestri, in particolare verso gli obiettivi più sensibili, quali scuole, ospedali e mercati; il divieto di utilizzo delle bombe a grappolo, delle bombe anti-bunker e delle barrel bomb; l’apertura di accessi umanitari ad Aleppo, destinati a dare attuazione ai piani dell’Onu per soccorrere la popolazione civile e ad allontanare dal teatro degli scontri, sotto la copertura dell’Onu e con tutte le garanzie necessarie, i civili bisognosi di cure e i minori rimasti privi del sostegno familiare e le famiglie che volontariamente intendano lasciare la parte della città nelle mani degli insorti; lo svolgimento delle attività scolastiche per tutta la popo lazione in età scolare che ancora risiede nella città di Aleppo, garantendo la sicurezza degli edifici e la regolarità delle lezioni, al fine di restituire ai bambini una dimensione di vita normale e senza traumi.

Inoltre, abbiamo impegnato il Governo ad assumere iniziative per contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci e forzati che vengono usati in Siria come arma di guerra e di ricatto per diffondere il panico, intimidire e disperdere la popolazione; a portare avanti la riflessione, con i partner europei, sulle modalità di applicazione delle sanzioni nei confronti della Siria; ad assumere iniziative per rafforzare i corridoi umanitari dalla Siria già in essere; a individuare specifiche risorse destinate al sostentamento e alla messa in sicurezza dei profughi interni e degli sfollati; a valutare l’opportunità di attivare specifiche campagne di comunicazione istituzionale volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli eventi in corso in Siria.

 

Renzi fa il punto sul sisma

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto, alla Camera, per informarci sulla situazione del centro Italia dopo il terremoto. Le persone assistite sono oggi oltre 30mila. Di queste, circa un terzo, 11mila, sono alloggiate in alberghi e in strutture ricettive, sia nei territori direttamente interessati, sia lungo la costa marchigiana e nell’entroterra umbro, mentre le altre persone sono ospitate in strutture pubbliche rese disponibili a livello comunale. Gli operatori in campo sono oltre 6.500, dispiegati sul territorio, tra i vari appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle forze di polizia, alle forze armate, ai servizi sanitari regionali, ai centri di competenza tecnica scientifica, alle organizzazioni di volontariato nazionale.

Le forme di assistenza garantita alla popolazione sono state diverse rispetto a quelle di fine agosto, intanto per un fatto semplicemente climatico e, in secondo luogo, perché vi è un elemento innovativo, oggettivamente legato all’ampiezza dei territori coinvolti. Si è pensato, perciò, a soluzioni alloggiative di prossimità, che sono però provvisorie e precedenti l’arrivo delle casette di legno, con le quali si dovrà affrontare l’intera fase della ricostruzione. Ma Renzi ha ammesso anche che non è semplice affrontare un’emergenza che durerà mesi.

Esiste, poi, la particolarità dell’attenzione agli edifici scolastici. Gli eventi sismici hanno ulteriormente aggravato i danni. Si sta facendo una nuova analisi puntuale, edificio per edificio, per verificare quali sono, anche per quelli che erano già stati dichiarati agibili dopo il 24 agosto, gli eventuali danni in tutte le realtà delle quattro regioni. Si prevede la sistemazione provvisoria della popolazione scolastica in altri istituti dello stesso comune o di comuni limitrofi, eventualmente ricorrendo ai doppi turni o di ricorrere, anche in questo caso, a moduli temporanei.

Per quanto riguarda i beni culturali, sono stati effettuati importanti recuperi di opere d’arte e collocati in depositi sicuri.

Particolare attenzione è stata posta sul tema del comparto zootecnico e dell’agroalimentare. Un grande lavoro è stato fatto da tutte le regioni. In particolar modo, Lazio e Umbria hanno effettuato gare per la fornitura di stalle e di fienili e per il noleggio di moduli abitativi provvisori rurali. Il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina si è recato più volte in visita e ha già annunciato una serie di interventi di sostegno, anche fiscale ed economico, nei confronti degli agricoltori.

Rogoredo: grazie a chi non molla

Avrete letto tutti cosa è accaduto questa settimana attorno a Rogoredo. Nel boschetto della droga un blitz delle forze dell’ordine ha portato a una vasta retata di spacciatori e consumatori e chissà cos’altro ne è saltato fuori. Una situazione non più tollerabile che, per fortuna, si sta provando ad arginare.

Me ne ero interessato anche io, già diversi mesi fa, e sono molto soddisfatto per la brillante operazione ultimata.

Ringrazio le forze dell’ordine per l’intervento perché la nostra fiducia nel loro operato e nel risultato delle indagini è grande, anche se richiede tempi lunghi, ma alla fine paga e torna a dare sollievo ai cittadini. Ringrazio il Prefetto per il suo interessamento e la sua continua attenzione al problema. Ringrazio la Polizia locale e l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Carmela Rozza che non hanno mai desistito e fanno l’impossibile per assicurarci una città vivibile.

 

Un po’ di appuntamenti

Vi informo su una serie di appuntamenti sul tema della riforma costituzionale che mi vedranno tra i protagonisti.

 

Lunedì 14 novembre 2016 , alle 20.45, all’auditorium Atrion di Carugate, parteciperò a un incontro pubblico sul referendum costituzionale. Assieme a me, per portare avanti le ragioni del Sì, ci sarà Roberto Cenati, presidente Anpi della provincia di Milano, che parlerà delle ragioni del No. Introduce Claudio Sangalli, presidente dell’associazione culturale “Carugate in Movimento”, coordina Paolo Molteni, consigliere comunale di Carugate in Movimento. Qui la locandina.

 

Giovedì 17 novembre 2016 , alle 21.00, a Palazzo Kuster, in via Roma 2, a Cuggiono, intervengo all’incontro “Referendum costituzionale: le ragioni per votare Sì o No”, con l’on. Daniela Santanchè, il sen. Mario Mantovani, il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti. Parteciperanno amministratori comunali dell’Altomilanese.

 

 Venerdì 18 novembre 2016, alle ore 21.00, sala consigliare a Vermezzo,“Le ragioni del SI e le ragioni del NO” con Giulio Gallera Assessore Regione Lombardia e Fabrizio Cecchetti vicepresidente del Consiglio regionale. Introduce Andrea Cipullo, sindaco del comune di Vermezzo. Qui la locandina.

Domenica 20 novembre 2016 , alle 10.00, all’auditorium biblioteca di via Dante 4, a Cassano d’Adda, sono all’incontro “Basta un Sì – Tante voci per il Sì”, con Ada Lucia De Cesaris, avvocato, già vicesindaco di Milano, l’on. Flavia Malpezzi, parlamentare del Pd,  Alessandro Rota della Coldiretti,  Gianbattista Armelloni, Acli e Fondazione Enaip Lombardia. Modera il sindaco Roberto Maviglia.

Martedì 22 novembre 2016 alle ore 21.00 presso Nocetum a Milano in via San Dionigi confronto “Le ragioni del Si e del No” con On. Paolo Cova per il Si e On. Elena Centemero per il No.

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

 

 

Altre funzioni della nuova Camera

 

Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta della riforma costituzionale, andando a vedere altre funzioni delle due Camera che verrebbero modificate.

 

 

Testo vigente art. 78 Testo modificato art. 78
Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.

 

La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari.

 

Testo vigente art. 79

 

Testo modificato art. 79
L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.

 

L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera dei deputati, in ogni suo articolo e nella votazione finale.

 

La legge che concede l’amnistia o l’indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.

 

identico
In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.

 

identico

 

 

 

 

Testo vigente art. 80 Testo modificato art. 80
Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

 

La Camera dei deputati autorizza con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi. Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere.

 

 

 

Commento

L’articolo 17 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 78 della Costituzione, che disciplina la deliberazione dello stato di guerra, attribuendo alla sola Camera dei deputati la competenza ad assumere tale deliberazione ed a conferire al Governo i poteri necessari, modificando il quorum richiesto. Tale deliberazione deve infatti avvenire a maggioranza assoluta dei componenti della Camera.

L’articolo 18 del testo di legge costituzionale interviene sul primo comma dell’articolo 79 della Costituzione, stabilendo che l’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera dei deputati – e non di ciascuna Camera, come attualmente previsto – in ogni suo articolo e nella votazione finale.

L’articolo 19 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 80 della Costituzione che disciplina l’autorizzazione con legge alla ratifica dei trattati internazionali inerenti alle cinque categorie di materie indicate dal medesimo articolo: trattati di natura politica; che prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari; che importano variazioni del territorio; che comportano oneri alle finanze; che comportano modificazioni di leggi. Il testo di riforma riferisce alla sola Camera dei deputati le previsioni (nel testo vigente relative ad entrambe le Camere) in ordine alla competenza ad autorizzare con legge la ratifica dei trattati internazionali. Nel caso di ratifica di trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea è attribuita al Senato della Repubblica una competenza paritaria con la Camera per l’esame dei relativi disegni di legge. Ai disegni di legge di amnistia e ind ulto e a quelli di ratifica di trattati internazionali (con l’eccezione dei trattati di appartenenza all’Ue) si applicherà dunque il procedimento legislativo monocamerale.

 

 Paolo Cova

 

News dal Parlamento

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Una mano al cinema

Abbiamo lavorato per la cultura del nostro Paese, questa settimana, alla Camera, approvando il disegno di legge sulla Disciplina del cinema e dell’audiovisivo, già approvato dal Senato. Il provvedimento è finalizzato a definire i principi fondamentali dell’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo, in quanto attività di rilevante interesse generale, e a disciplinarne le modalità.

Tra le principali novità, l’istituzione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, con una dotazione minima di 400 milioni annui, che verrà alimentato direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva, di distribuzione cinematografica, di proiezione cinematografica e dall’erogazione di servizi di accesso a Internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Nessuna nuova tassa, dunque, ma un virtuoso meccanismo di autofinanziamento della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare.

Le risorse del Fondo saranno ripartite fra diverse tipologie di intervento, la prima delle quali è costituita dagli incentivi fiscali. La seconda dai contributi automatici che saranno assegnati secondo parametri oggettivi che terranno conto dei risultati economici, artistici e di diffusione, dei premi ricevuti e del successo in sala. La terza tipologia di intervento è l’introduzione dei contributi selettivi, equivalenti al 18% del Fondo che sarà destinato, in particolare, alle opere prime e seconde, alle opere realizzate da giovani autori, alle opere di particolare qualità artistica, alle start-up, alle piccole sale, ai festival e alle rassegne di qualità e per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia. Una quarta tipologia è costituita dai contributi per attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiv a da parte di enti pubblici e privati, università, Istituzioni Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica), enti di ricerca, fondazioni, comitati e associazioni culturali e di categoria.

Nell’ambito del Fondo sono previste, poi, due sezioni destinate a finanziare due Piani straordinari per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Altro importante intervento è l’istituzione del Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo.

 

In memoria di Grazia

Quest’anno ricorrono sia il 90esimo anniversario del conferimento del premio Nobel per la letteratura, sia l’80esimo della morte della scrittrice Grazia Deledda. Per questo, in settimana, alla Camera, abbiamo approvato una mozione concernente iniziative per celebrare le ricorrenze.

Voglio solo ricordare che Grazia Deledda nacque a Nuoro il 28 settembre 1871, quarta di sette figli di una famiglia della piccola borghesia locale. Per la dura condizione femminile dell’epoca, che non dava alle donne accesso a un’istruzione superiore, Grazia non poté andare oltre la quarta elementare perché solo ai maschi allora era consentito di proseguire gli studi, se vi erano portati. Si formò quindi soprattutto da autodidatta, leggendo tutti i libri della biblioteca paterna, iniziando già a 13 anni a scrivere le prime novelle, a 18 il primo romanzo, a cui seguì una copiosa produzione di novelle e di romanzi destinati a riscuotere apprezzamento nella critica italiana e internazionale e successo di pubblico.

Grazia Deledda è stata una donna forte e anticonformista, che ha saputo sfidare e superare fin da ragazza i pregiudizi e le ostilità del suo ambiente e del suo tempo verso il suo impegno letterario, da molti ritenuto inappropriato e fuori luogo perché era una giovane donna barbaricina e autodidatta.

E noi abbiamo impegnato il Governo a individuare opportune iniziative per celebrare degnamente gli anniversari, anche con il coinvolgimento delle istituzioni culturali del Paese, della regione Sardegna e dei comuni facenti parte del parco letterario Grazia Deledda, e a promuovere e sostenere iniziative presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado volte a favorire lo studio e la conoscenza dell’opera dell’autrice sarda e delle altre donne insigni nel campo della letteratura, della cultura, delle scienze, dell’economia, anche in coincidenza con il 70esimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne italiane.

 

 

 

Il riparto di competenza

Questa settimana faccio un salto “temporale” andando subito a spiegare le novità dell’articolo 117, su una parte del quale girano le solite bufale, ma abbastanza pericolose, per quanto riguarda i rapporti con l’Unione europea. Ma basta fare il raffronto fra i due testi, leggendo il primo capoverso, per capire che, sostanzialmente, non cambia nulla sul tema dei vincoli verso la Ue. Il resto, invece, comporta delle grandi novità.

 

 

Testo vigente art. 117

 

Testo modificato art. 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

 

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.

 

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

 

       identico
a)    politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;

 

a)    identico
b)     immigrazione b)    identico
c)     rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; c)    identico
d)     difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; d)    identico
e)    moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;

 

e)    moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi; tutela e promozione della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; perequazione delle risorse finanziarie;

 

f)      organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; f) identico
g)    ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale;
h)    ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; h) identico
i)      cittadinanza, stato civile e anagrafi; i) identico
j)      giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; j) identico
k)    determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; k) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare;
l)      norme generali sull’istruzione; l) disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica;
m) previdenza sociale; m) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa; tutela e sicurezza del lavoro; politiche attive del lavoro; disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale;
n)    legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; n) ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di principio sulle forme associative dei comuni;
o)    dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; o) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; commercio con l’estero;
p)    pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno; p) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
q)    tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. q) tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; ambiente ed ecosistema; ordinamento sportivo; disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo;
  r)     ordinamento delle professioni e della comunicazione;

s)     disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;

t)       produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;

u)     infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di cr edito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. abrogato
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale; salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni finanziarie tra gli enti territoriali della Regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali e locali di finanza pubblica, nonché in ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

 

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. La potestà regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative. È fatta salva la facoltà dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potestà nelle materie di competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto della legge statale o regionale.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. identico
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. identico
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato. identico

 

 

 

Commento

L’articolo 31 del testo di legge costituzionale riscrive l’articolo 117 della Costituzione, in tema di riparto di competenza legislativa e regolamentare tra Stato e Regioni.

L’elenco delle materie è ampiamente modificato ed è soppressa la competenza concorrente, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. Nell’ambito della competenza esclusiva statale, sono introdotte materia nuove e sono enucleati casi di competenza esclusiva, in cui l’intervento del legislatore statale è circoscritto ad ambiti determinati (quali “disposizioni generali e comuni” o “disposizioni di principio”). Nell’ambito della competenza regionale, una novità è l’individuazione di specifiche materie attribuite a tale competenza, che allo stato è individuata solo in via residuale (essendo ascrivibile ad essa tutte le materie non espressamente riservate alla competenza statale). Di significativo rilievo è inoltre l’introduzione di una “clausola di supremazia”, che consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale. Anche i criteri di riparto della potestà regolamentare sono modificati, introducendo un parallelismo tra competenze legislative e competenze regolamentari. La potestà regolamentare spetta infatti allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative (nel sistema vigente invece la potestà regolamentare statale è limitata alle materie di competenza esclusiva, mentre nelle materie di competenza concorrente e regionale è riconosciuto il potere regolamentare delle regioni).

APPUNTAMENTO

Proseguono gli incontri pubblici sul referendum: lunedi 14 novembre ore 20.45 sarò a Carugate, qui la locandina

Paolo Cova

 

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News dal Parlamento

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Minori, ma mai più soli

Agevolare la protezione dei minori stranieri non accompagnati è il compito che si prefigge la proposta di legge che abbiamo approvato questa settimana alla Camera e che prevede alcune precise disposizioni. Frutto di un costante confronto, durante l’iter parlamentare, con Anci e le associazioni attive nel settore, il testo, che ora passa all’esame del Senato, si pone come obiettivo l’aumento dei controlli e della tutela sui minori non accompagnati per evitare che questi finiscano nelle mani delle mafie e del racket, ma anche per favorire gli affidi.

Intanto, va detto che il minore straniero non accompagnato è un minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea, che si trova per qualsiasi causa nel territorio di giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte di genitori o adulti per lui legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano. E secondo le stime del Ministero dell’Interno nell’ultimo anno sono stati circa 10mila questi bambini e ragazzi, fuggiti da guerre e carestie per salvarsi la vita e per aiutare le famiglie rimaste nel Paese di origine. Di questi il 20% ha fatto perdere le sue tracce. A causa di una condizione particolarmente vulnerabile, spesso vengono arruolati dalla criminalità organizzata che promette loro lavoro o il viaggio per raggiungere i parenti in Europa, ma finiscono vittime di abusi, nel racket della prostituzione e nello spaccio.

Per evitare questa dispersione la legge introduce la riduzione dei tempi di attesa dei termini nelle strutture di prima accoglienza dai 60 giorni attuali, a 30; la separazione dei minori dagli adulti per evitare promiscuità e ridurre la possibilità di reclutamento nella criminalità organizzata o di essere vittime di abusi; la presenza di tutori presso ogni Tribunale per i minorenni; le disposizioni per favorire l’affido presso gli istituti della tutela e dell’affidamento temporaneo, con preferenze per le famiglie; il rilascio di sole 2 tipologie di permesso di soggiorno: per minore età, nel caso di straniero non accompagnato, o per motivi famigliari, valido fino alla maggiore età; misure specifiche per l’inserimento dei minori non accompagnati nelle istituzioni scolastiche per favorire l’adempimento dell’obbligo scolastico e formativo.

 

Anche i cosmetici siano sostenibili

Le Disposizioni concernenti il marchio italiano di qualità ecologica dei prodotti cosmetici, o della cosmesi sostenibile, approvate all’unanimità alla Camera e che ora passeranno al Senato, rappresentano il provvedimento che vuole garantire maggiori tutele per l’ambiente e per la salute dei consumatori, introducendo nuovi strumenti di trasparenza garantiti dalle istituzioni pubbliche e in linea con quanto previsto nei Paesi europei più avanzati. Si istituisce il marchio italiano di qualità ecologica che sarà rilasciato a quei prodotti che risponderanno a oggettivi parametri qualitativi sulla composizione e sul ciclo produttivo. Inoltre, si introduce il divieto, a partire dal 1° gennaio 2020, della commercializzazione di cosmetici contenenti microplastiche, che sono pericolosissime per l’ecosistema marino. Grazie a questa legge, l’Italia diventa il primo Paese europeo ad avere assunto questa scelta.

L’obiettivo è andare nella direzione di una maggiore tutela dell’ambiente, della pelle e della salute delle persone, riconoscendo la scelta consapevole dei cittadini, sempre più sensibili alle tematiche ambientali e alla loro salute, e intervenendo in un comparto molto importante per l’economia italiana. L’Italia è, infatti, all’avanguardia nella produzione dei cosmetici, un primato conquistato grazie agli investimenti di questi anni in ricerca e innovazione.

 

Più risorse, più salute

Secondo l’ultimo rapporto Eurostat del marzo 2016, l’Italia spende il 7,2 per cento del prodotto interno lordo per la salute. Un dato che ci colloca nella media europea. Ma per quanto riguarda la spesa pubblica per la sanità, essa dovrebbe crescere dell’1,2 per cento sul prodotto interno lordo al 2060, meno di quanto è stimata la crescita nell’Unione europea, ovvero +1,6 per cento sul prodotto interno lordo. Ecco perché abbiamo discusso, votato e approvato una mozione sulla salvaguardia del Servizio sanitario nazionale e sulle politiche in materia di salute che impegna il Governo ad assumere iniziative affinché nel prossimo disegno di legge di bilancio siano confermate le risorse come quantificate nell’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-regioni in relazione al riparto delle risorse per il finanziamento del servizio sanitario nazionale; ad agire in modo da garantire il superamento delle differenze ingiustif icate tra i diversi sistemi regionali e a procedere in modo da migliorare progressivamente i livelli di assistenza nelle aree del Paese in maggior difficoltà; ad inserire nel bilancio anche misure volte a dare un’adeguata soluzione al problema del precariato in sanità; a prevedere adeguate risorse per il finanziamento dei farmaci innovativi in campo oncologico; a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché nell’organizzazione dei sistemi sanitari regionali si preveda l’obbligo di controllare e garantire l’attuazione del diritto della donna alla scelta libera e consapevole.

 

Impegnati contro la crisi

Un’altra mozione, approvata nei giorni scorsi, impegna il Governo sul fronte dei sostegni per i cittadini in difficoltà a causa del difficile momento storico che stiamo vivendo, anche in relazione all’imponente coinvolgimento italiano nella gestione dei migranti.

Cinque i punti, densi di significato: proseguire nel rafforzamento degli strumenti di contrasto della povertà e del disagio sociale, a cominciare dal prossimo disegno di legge di bilancio, favorendo una rapida conclusione dell’iter parlamentare dell’esame del disegno di legge di delega che introduce il reddito minimo come misura nazionale fondata sull’inclusione attiva; valutare l’opportunità di predisporre interventi di incentivazione, anche finanziaria, nei confronti delle amministrazioni comunali che aderiscono al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; valutare la possibilità di sperimentare, d’intesa con le amministrazioni comunali interessate, nuove forme di gestione dei servizi di accoglienza ed assistenza che vedano un maggiore coinvolgimento e la partecipazione più attiva dei migranti stessi; rafforzare il sistema degli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali nei settori e nei territori maggiormente colpiti dalla crisi economica; potenziare, con adeguate risorse, gli interventi a favore delle politiche attive di ricollocamento e a favore dei centri per l’impiego, al fine di renderli sempre più efficaci nell’azione di sostegno ai disoccupati nella ricerca di occupazione.

 

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

La decretazione d’urgenza

Delega legislativa e decretazione d’urgenza sono i nuovi due articoli che leggeremo questa settimana per prepararci meglio al referendum costituzionale.

Testo vigente art. 76 Testo modificato art. 76
L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.

 

identico
Testo vigente art. 77

 

Testo modificato art. 77
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

 

Il Governo non può, senza delegazione disposta con legge, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

 

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

 

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alla Camera dei deputati, anche quando la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

La Camera dei deputati, anche se sciolta, è appositamente convocata e si riunisce entro cinque giorni.

 

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

 

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione o, nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a norma dell’articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni dalla loro pubblicazione. La legge può tuttavia regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza di legge: disciplinare le materie indicate nell’articolo 72, quinto comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina dell’organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; ripristinare l’efficacia di norme di legge o di atti aventi forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per vizi non attinenti al procedimento.

I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. L’esame, a norma dell’articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni di legge di conversione dei decreti è disposto dal Senato della Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno di legge di conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla presentazione. Nel corso dell’esame di disegni di legge di conversione dei decreti non possono essere approvate disposizioni estranee all’oggetto o alle finalità del decreto.

 

 

 

Commento

L’articolo 16 del testo di legge costituzionale stabilisce che i disegni di legge di conversione dei decreti-legge siano presentati alla Camera dei deputati e “costituzionalizza” i limiti alla decretazione di urgenza, attualmente previsti solo a livello di legislazione ordinaria e dalla giurisprudenza costituzionale.

Al fine di garantire il rispetto dei termini per la conversione, il testo prevede che il termine di efficacia dei decreti-legge sia pari a 90 giorni in caso di rinvio da parte del Presidente della Repubblica e che il procedimento legislativo segua la disciplina generale dell’articolo 70. Sono altresì individuati i termini per l’esame da parte del Senato dei decreti-legge monocamerali. In particolare, l’esame è disposto dal Senato entro 30 giorni dalla presentazione alla Camera e le proposte di modificazione possono essere deliberate dallo stesso entro 10 giorni dalla trasmissione del testo. È infine previsto che la trasmissione del disegno di legge da parte della Camera deve avvenire non oltre 40 giorni dalla presentazione.

 

 

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Stop al caporalato

Una legge di civiltà che viene per la prima volta affrontata dal Parlamento: si tratta delle Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo, insomma, il cosiddetto caporalato. L’abbiamo approvata, alla Camera, proprio questa settimana e ciò che ci prefiggiamo è di fermare una delle piaghe più gravi che affliggono la nostra agricoltura.

Il fenomeno dell’intermediazione illegale e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura coinvolge circa 400mila lavoratori in Italia, sia italiani che stranieri, ed è diffuso in tutte le aree del Paese e in tutti i settori dell’agricoltura. La norma incide con significative modifiche al quadro normativo penale attuale, con un nuovo articolo che riscrive la condotta illecita del caporale, indicando per la fattispecie base del reato (chi recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, e il datore di lavoro che utilizza, assume o impiega manodopera reclutata anche, ma non necessariamente, con l’utilizzo di caporalato, sfruttando i lavoratori e approfittando del loro stato di bisogno) la pena della reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. Il datore di lavoro risponde del reato di caporalato, a prescindere dall’intervento del caporale, solo se sfrutta e approfitta dello stato di bisogno dei lavoratori.

La fattispecie aggravata del reato prevede la reclusione (da cinque a otto anni e multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato) quando il reato di caporalato è compiuto mediante violenza o minaccia. Nel caso in cui il numero dei lavoratori coinvolti sia superiore a tre, uno o più di essi siano minore di età o siano stati esposti a situazioni di grave pericolo, sono previste aggravanti con aumento della pena da un terzo alla metà.

Si introduce, inoltre, il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tra i reati per i quali è sempre disposta la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato.

Ancora, viene integrato e rafforzato il quadro normativo che ha istituito nel 2014 la Rete finalizzata a rafforzare le iniziative di contrasto dei fenomeni di irregolarità che caratterizzano le condizioni di lavoro nel settore agricolo, e vengono introdotte misure per favorire il regolare trasporto dei lavoratori agricoli e l’adozione di un apposito piano di interventi per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori stagionali.

Mai più abusi sui deboli

La cronaca ci mette sotto gli occhi sempre più spesso casi di violenza ai danni dei più deboli nelle strutture dove dovrebbero essere protetti. Ecco perché la seconda, importante norma che abbiamo approvato in questi giorni contiene le Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale. Il testo ora passa al Senato.

Il provvedimento prevede, innanzitutto, una delega al Governo in materia di formazione del personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, per la definizione delle modalità della valutazione attitudinale per l’accesso alle professioni educative e di cura, oltre alle modalità di formazione obbligatoria iniziale e permanente. La delega prevede inoltre che il Governo individui adeguati percorsi di sostegno e ricollocamento del personale dichiarato non idoneo.

Vengono poi puntualmente disciplinati i sistemi di videosorveglianza: dovranno essere conformi a un regolamento del Garante della privacy che definirà gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione all’installazione di questi sistemi e al trattamento dei dati personali. La loro presenza dovrà essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono alle aree videosorvegliate e potranno essere installati solo previo accordo collettivo con le rappresentanze sindacali. Nelle medesime strutture viene espressamente vietato l’uso di webcam.

Altrettanto importante è la partecipazione delle famiglie alle decisioni relative all’installazione e all’attivazione dei sistemi di video-sorveglianza. In base al testo che giunge in Aula, l’accesso alle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza è vietato, salvo il caso di notizia di reato.

Il clima val ben un accordo

Di solito vi elenco le ratifiche senza dare tante spiegazioni, perché spesso si tratta di testi tecnici che rischiano solo di annoiare. Ma voglio darvi conto, invece, della Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015.

E questo perché con l’approvazione di questo disegno di legge l’Italia si prepara ad affrontare una delle più grandi sfide del futuro, cioè quella del contrasto al cambiamento climatico e delle relative misure di mitigazione e adattamento. Una questione planetaria che incrocia tutti i più grandi temi globali del nostro tempo: dallo sviluppo sostenibile alla green economy, dalla lotta al dissesto idrogeologico all’adattamento ai fenomeni meteorologici sempre più estremi, dall’alternarsi di siccità e alluvioni ai migranti climatici.

Senza contare che il cambiamento climatico può contribuire allo sviluppo economico, anche nella prospettiva di avere sistemi energetici a zero emissioni. Ecco: questo accordo mette le basi affinché anche l’Italia, in tutti i suoi settori, rispetti ciò che è stato deciso a Parigi. Sarà difficile? Pazienza: ne va del nostro futuro, ma ancora di più di quello dei nostri figli e dei nostri nipoti.

 

Lattiero-caseario, quei criteri restrittivi

Ho presentato ancora un’interrogazione, a risposta immediata in Commissione Agricoltura, al Ministro delle Politiche agricole, sul tema della produzione lattiero-casearia. L’indebitamento delle aziende zootecniche italiane è, infatti, cresciuto a causa della lunga crisi del settore, una piaga che se non sarà debellata è destinata a decimare le imprese attive e a incidere sulla capacità produttiva nazionale di latte e prodotti caseari.

Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero, anche in relazione al superamento del regime europeo delle quote latte e al miglioramento della qualità del latte bovino, la legge di stabilità 2015 ha istituito il Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, con una dotazione iniziale pari a 8 milioni di euro per il 2015 e a 50 milioni di euro per il 2016 e il 2017. Ad aprile scorso, sono state ripartite le risorse disponibili e sono stati definiti i criteri e le modalità di accesso da parte delle aziende del settore.

Criteri, tuttavia, talmente restrittivi, oltre alle complesse procedure e modalità di erogazione, che rischiano di limitare fortemente il campo delle imprese beneficiarie e di escludere dal beneficio proprie le imprese più indebitate e a rischio di chiusura. Per questo chiedo di sapere quante risorse del Fondo sono state distribuite alle aziende dall’entrata in vigore del decreto, sia per la misura relativa al credito finalizzato agli investimenti, sia per il consolidamento delle passività.

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

Il referendum

Affrontiamo questa volta il tema del referendum e vediamo come cambia con la proposta di riforma costituzionale.

Testo vigente art. 75 Testo modificato
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali identico
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto,o se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum. identico

 Commento

L’articolo 15 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 75 della Costituzione sul referendum abrogativo, introducendo un nuovo quorum per la validità del referendum, ossia la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera, nel caso in cui la richiesta sia stata avanzata da 800.000 elettori. Nel caso in cui la richiesta provenga da un numero di elettori compreso tra 500.000 e 800.000, resta fermo il quorum di validità attualmente previsto, ossia la maggioranza degli aventi diritto al voto. Va ricordato inoltre che, in base al nuovo quarto comma dell’articolo 71, sono introdotti nell’ordinamento i referendum propositivi e di indirizzo.

 

Paolo Cova

News dal Parlamento

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Furto di rame: pene più aspre

Il titolo della proposta di legge che abbiamo approvato questa settimana, alla Camera, potrebbe non suggerire niente di specifico: Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di furto di materiale appartenente a infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici. Ma se dico che intende contrastare il fenomeno del furto di rame, sappiamo tutti di cosa si sta parlando. Non è un reato indifferente perché ha delle pesanti conseguenze sull’economia del paese, causando decine di milioni di euro di danni e disservizi nella fornitura di energia elettrica e nelle telecomunicazioni.

Per avere un’idea, nel 2015 Enel Spa ha segnalato disservizi nell’erogazione di energia elettrica per 697.581.423 minuti; Fs ha dovuto disporre il rallentato della circolazione di 6.761 treni, accumulando un totale di 138.525 minuti di ritardo, con danni per decine di milioni di euro. In totale, l’anno scorso i furti di rame registrati sono stati 14.448.

Episodi addebitabili non solo a singoli soggetti, ma anche a criminalità organizzata, che è solita poi rivendere nel mercato nero il metallo rubato. Quindi, il furto di rame è diventato business e la legge prevede, per questo, la punibilità espressa con pena detentiva più aspra se il reato è commesso in forma associata. In generale, la proposta di legge aumenta ulteriormente il contrasto al fenomeno: la nuova disposizione stabilisce, in particolare, che chi compie questo tipo di furto è punito con la reclusione da un anno a sei anni e con la multa da mille a 5mila euro. Inoltre, reclusione da 3 a 8 anni quando a commettere furto o ricettazione di rame sia l’associazione a delinquere.

 

Una mano ai vigili fuoco e comparto sicurezza

Dopo che la grave crisi economica a livello europeo e internazionale ha determinato perdita di posti di lavoro nel privato e una forte contrazione delle dinamiche salariali nel settore pubblico, sono finalmente in corso interlocuzioni tra il Governo, le associazioni sindacali e datoriali al fine di definire in modo concorde l’atto di indirizzo che formalmente riavvierà la stagione della contrattazione nel comparto pubblico. In questo quadro, un’attenzione particolare va certamente riconosciuta al personale dei vigili del fuoco, delle forze armate e delle forze di polizia, in considerazione non solo della particolare delicatezza del lavoro svolto dagli appartenenti al comparto sicurezza, ma anche in considerazione del fatto che il loro lavoro incide direttamente sui bisogni della collettività.

Per questo abbiamo approvato una mozione che impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile, anche attraverso la previsione dello stanziamento di risorse finanziarie nel disegno di legge di bilancio in corso di presentazione, per proseguire e rafforzare le iniziative già messe in campo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, con specifica attenzione al rinnovo dei contratti nel settore del comparto sicurezza.

Temi caldi in Europa

Mercoledì mattina il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è venuto alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre e ha presentato quali siano i temi caldi del futuro dibattito. Intanto, ha ricordato che il 25 marzo del 2017, sessant’anni dopo la firma dei Trattati istitutivi delle Comunità europee, i 27 Paesi che fanno parte dell’Unione europea si riuniranno a Roma e proveranno a immaginare il futuro. L’incontro può essere uno spartiacque rilevantissimo, cruciale, decisivo, ha detto Renzi.

Si tornerà, poi, ancora sulla questione dell’immigrazione: l’Unione europea si accinge a discutere del prossimo bilancio. Per Renzi l’Italia deve essere promotrice di una posizione durissima nei confronti di quei Paesi che fanno parte dell’Unione europea, che hanno ricevuto molti denari dalla comune appartenenza, che hanno ricevuto molti fondi per rilanciare i propri territori e che, in questa fase, si stanno smarcando dai propri impegni assunti formalmente di ricollocazione degli immigrati.

Si parlerà, infine, della questione di politica internazionale. La discussione verterà sulla Russia, di conseguenza sulla Siria, sulla situazione drammatica del Medio Oriente e sulla necessità per i nostri Paesi di svolgere un ruolo finalmente propositivo di politica europea estera. Appuntamento che per l’Italia sarà preceduto da un importante e rilevante meeting internazionale: la visita di Stato che il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto e che vedrà Renzi a Washington da lunedì a mercoledì. Fatto particolarmente significativo perché avviene dopo un numero considerevole di anni, ma anche perché testimonia un rapporto molto forte tra gli Stati Uniti e l’Italia che il Presidente Obama ha definito come un rapporto che conosce oggi il livello più alto della sua storia.

Al termine delle comunicazioni e del dibattito che ne è seguito, abbiamo approvato una articolata risoluzione nella quale, in estrema sintesi, abbiamo impegnato il Governo sui temi della migrazione e a promuovere conclusioni ambiziose sulla politica commerciale europea, ribadendo l’importanza strategica delle relazioni transatlantiche.

 

 

Tutti i numeri dell’Italia

L’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2016, fatto in settimana, con lo scopo di aggiornare, appunto, le previsioni macroeconomiche, di finanza pubblica e gli obiettivi programmatici, ha dato un quadro del momento che stiamo vivendo. Per capirci, è emerso che la crescita in Italia è tornata positiva nel 2014, ha accelerato nel 2015 e si sta rafforzando nel 2016. Il ritmo della ripresa, tuttavia, è rallentato dalla durezza della doppia e profonda recessione che ha caratterizzato il periodo 2009-2013. In particolare, l’Eurozona appare esposta al rischio di prolungata bassa crescita più di altre regioni.

Il Governo, fin dal suo insediamento, ha perseguito una strategia orientata al rilancio degli investimenti, pubblici e privati e, in modo particolare, al sostegno dei consumi interni, attraverso l’aumento del reddito disponibile delle famiglie e la riduzione della pressione fiscale, scesa dal 43,6 del 2013 al 42,1 del 2016.

Ancora qualche dato contenuto nella Nota che presenta una revisione al ribasso della stima di crescita del Pil per l’anno in corso rispetto alle previsioni formulate nel Def, dall’1,2 per cento allo 0,8 per cento; in relazione alle incertezze che caratterizzano il quadro macroeconomico, anche le previsioni di crescita tendenziale per il 2017 sono ridimensionate allo 0,6 per cento rispetto all’1,2 per cento previsto ad aprile; vengono invece confermate le stime per il 2018 e il 2019, che si attestano all’1,2 e all’1,3 per cento.

Dopo l’illustrazione, abbiamo approvato una risoluzione che impegna il Governo su vari fronti, ma in particolare a proseguire con il programma di dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico e di privatizzazione delle partecipazioni societarie; a realizzare un programma di interventi di adeguamento antisismico del territorio e del patrimonio abitativo, artistico e culturale del Paese; a predisporre gli interventi necessari a far risalire nel periodo di riferimento il rapporto tra investimenti pubblici e Pil, con particolare riguardo agli investimenti in infrastrutture, in campi quali l’edilizia scolastica e ospedaliera, la riqualificazione urbana, il contrasto al dissesto idrogeologico, l’innovazione e la ricerca; a sostenere la competitività delle imprese e a favorirne lo sviluppo; a promuovere politiche orientate alla famiglia e al sostegno dei carichi familiari; a garantire una dotazione finanziaria del Fondo sanitario nazionale idonea ad assicurare l’erogazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza in campo sanitario; a prorogare ulteriormente le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico.

 

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

Il procedimento legislativo

Parliamo ancora di questa importante fase della vita parlamentare, quando le leggi passano dal Presidente della Repubblica e quando viene chiamata in causa la Corte costituzionale.

 

 

Testo vigente art. 73 Testo modificato
Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione. identico
  Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall’approvazione della legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito. Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso. identico

 

 

Testo vigente art. 74 Testo modificato
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. identico
  Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto adottato a norma dell’articolo 77, il termine per la conversione in legge è differito di trenta giorni.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. Se la legge è nuovamente approvata, questa deve essere promulgata.

 

Commento

L’articolo 13 del testo di legge costituzionale introduce un nuovo secondo comma all’articolo 73 della Costituzione, che prevede che le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possano essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale della Corte costituzionale. Affinché ciò avvenga occorre che almeno un terzo dei componenti del Senato o un quarto dei componenti della Camera presentino – entro 10 giorni dall’approvazione della legge – un ricorso motivato. La nuova previsione stabilisce che la Corte costituzionale si pronunci entro il termine di 30 giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.

L’articolo 14 del testo di legge costituzionale modifica, invece, l’articolo 74 della Costituzione in materia di rinvio delle leggi da parte del Presidente della Repubblica, stabilendo che, qualora il rinvio riguardi i disegni di legge di conversione di decreti-legge, è contemplato un differimento di 30 giorni rispetto al termine costituzionale di 60 giorni per la conversione. Con una seconda modifica, viene adeguata la formulazione dell’articolo al nuovo procedimento legislativo delineato dall’articolo 70, specificando che se “la legge” è nuovamente approvata, questa deve essere promulgata.

 

Appuntamento

 

Lunedì 17 ottobre 2016 alle ore 10.45 interverrò ad un interessante dibattito sulla filiera del latte alla 533^ Fiera Agricola di Abbiategrasso.

Paolo Cova

Il Sicomoro

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Carissime e carissimi,

 

la nostra newsletter del Sicomoro affronta problematiche sociali come il cyberbullismo, malattie rare e teoria del gender; riprende il tema di forte attualità del referendum e comprende un mio articolo sugli stili di vita e la legge contro lo spreco alimentare. Aiutaci a diffonderlo.

Se vuoi leggere clicca qui.

 

Ciao

Paolo Cova

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News dal Parlamento

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Come cambia l’informazione

Questa settimana abbiamo approvato un testo atteso: l’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, assieme alla Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

Il provvedimento prevede una ridefinizione della platea che può accedere ai contributi del sostegno pubblico all’editoria secondo due linee di fondo: maggiore trasparenza e migliore definizione della piccola editoria. Si vuole privilegiare in particolare il tema del no profit e delle cooperative di giornalisti, mentre si escludono, in maniera molto chiara, sia i fogli di partito sia le società quotate in Borsa.

Gli obiettivi sono plurimi: si vuole assicurare diritti, libertà, indipendenza e pluralismo dell’informazione a livello locale e nazionale; incentivare l’innovazione nell’informazione e nella rete di distribuzione e vendita e le imprese del settore a investire e acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo; portare sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione digitale. Perciò, vogliamo garantire che al contributo pubblico corrispondano capacità economica e imprenditoriale, una reale esistenza sulla base delle copie vendute, e la capacità di raccogliere fondi diretti.

Questi fondi sono destinati, dunque, alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti non aventi fini di lucro; editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche; enti senza fini di lucro; cooperative giornalistiche; associazioni dei consumatori a condizione che risultino iscritte nell’elenco istituito dall’articolo 137 del codice del consumo; quotidiani e periodici in lingua italiana editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero; imprese ed enti che editano periodici per non vedenti e per ipovedenti.

Non riceveranno i fondi organi di informazione di partiti, movimenti politici e sindacali; tutte le imprese editrici di quotidiani e periodici facenti capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa; periodici specialistici di carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico.

Altro punto importante del provvedimento è la revisione dell’ordine dei giornalisti e del suo consiglio nazionale secondo un principio di razionalizzazione delle competenze. Si interviene anche sul tema dei prepensionamenti di questo settore con un criterio di razionalità, che dice che laddove c’è bisogno di un intervento pubblico e, quindi, di contributi, ci deve essere rigore, un accompagnamento verso una condizione simile a quella di tutti i lavoratori.

Per quanto riguarda la Rai, viene introdotto il limite massimo retributivo di 240mila euro annui per dipendenti, collaboratori e consulenti del soggetto affidatario della concessione. Inoltre, la durata della concessione per l’emittente pubblico è fissata ora in 10 anni contro i 20 precedentemente previsti.

 

Altri passi sulla giustizia

Altro provvedimento importante approvato nei giorni scorsi, la Conversione in legge del decreto-legge recante misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per l’efficienza degli uffici giudiziari, nonché per la giustizia amministrativa.

Il testo interviene su più punti. Intanto, si occupa dell’organico della Corte di cassazione per potenziarlo e consentire il mantenimento in servizio dei vertici; modifica il procedimento in Cassazione; introduce misure di efficienza per gli uffici giudiziari, volte principalmente a garantire la celere copertura degli uffici vacanti; introduce misure per potenziare gli uffici di sorveglianza.

Poi, si supera la farraginosità dell’attuale “procedimento-filtro” in Cassazione (inammissibilità e manifesta fondatezza o infondatezza) prevedendo, sul modello della Cassazione penale, che sia il presidente della sezione con decreto, in sede di fissazione dell’adunanza, a indicare eventuali ipotesi filtro. Viene modificata la disciplina del concorso per magistrato ordinario, prevedendo una forma di immissione in servizio più rapida, consentendo la nomina degli idonei anche al di là del numero di posti banditi a concorso, in ragione delle effettive esigenze di copertura degli uffici. Viene poi aumentato da 3 a 4 anni il periodo di permanenza nella sede cui è subordinata la richiesta di trasferimento dei magistrati ordinari.

Ulteriore finalità del provvedimento d’urgenza è il potenziamento degli uffici di sorveglianza che nel corso della legislatura hanno visto ampliate le proprie funzioni. Mentre per quanto riguarda le misure urgenti a sostegno della giustizia amministrativa, si parla del miglior funzionamento del processo amministrativo telematico.

Infine, si è deciso di consentire il trattenimento in servizio fino al 31 dicembre 2017 dei magistrati che svolgono funzioni direttive in Consiglio di Stato o alla Corte dei Conti e degli avvocati dello Stato che dovrebbero altrimenti essere collocati a riposo per sopraggiunti limiti di età.

 

Mineo, un Cara diverso

Abbiamo sentito tutti nominare, forse anche più volte, il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo, in provincia di Catania. Una struttura nata nel 2011, a seguito della proclamazione, da parte del Governo italiano, dello stato di emergenza per far fronte all’eccezionale afflusso di migranti sulle coste italiane a seguito degli sconvolgimenti politici avvenuti nei Paesi arabi del nordafrica. Non vi racconto la storia di come si è sviluppato, ma posso dire che dai sopralluoghi effettuati nel 2015 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate, sono emerse criticità accentuate nella gestione in termini di qualità dei servizi resi agli ospiti: abitazioni degradate e talora fatiscenti, sovraffollamento, precarie condizioni igienico sanitarie, prese nza insufficiente in relazione al numero degli ospiti di operatori qualificati per il sostegno educativo, psicologico, sanitario, linguistico. Altre gravi carenze sono state riscontrate anche sul piano della trasparenza della gestione amministrativa, in relazione al rapporto coi fornitori, all’assunzione del personale, al sistema di registrazione delle presenze.

Il centro oggi è commissariato, ma ciò non ci ha impedito di approvare una mozione in cui si impegna il Governo a ridurre progressivamente le presenze all’interno del Cara, proseguendo nel ridimensionamento della struttura avviato dopo il commissariamento; a garantire la necessaria discontinuità nel modello di gestione, proseguendo nell’opera di riqualificazione dei servizi offerti al fine di una migliore qualità dell’accoglienza nel rispetto della dignità dei soggetti ospitati; ad escludere l’ipotesi di adibire il Cara di Mineo alla funzione di hotspot; a destinare appositi lotti all’ospitalità e all’assistenza di categorie vulnerabili, quali donne in difficoltà, famiglie e minori non accompagnati; a indire, per la futura gestione, gare di appalto separate per singoli lotti corrispondenti alle diverse tipologie di servizi, in modo da favorire la concorrenza ed elevare la qualità e l’economicità della gestione.

Le ragioni del “sì”

Questa settimana un primo appuntamento sul referendum a cui interverrò con l’On. E. Rosato e il consigliere B. Ceccarelli avrà luogo venerdì 14 ottobre, ore 18.00, presso la Biblioteca Calvairate a Milano, qui la locandina.

 

 

A Vimodrone “Basta un Sì”

Un secondo appuntamento, Il Comitato “Basta un sì” di Vimodrone organizza per domenica 16 ottobre 2016, a partire dalle 10, in piazza Unità d’Italia, l’incontro “Un Sì per cambiare l’Italia”. Sarò presente e interverrò assieme a Sara Valmaggi, Vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia e componente della Commissione Sanità e assistenza, Stefano Gibilisco, consigliere comunale di Vimodrone, Alessandro Iobbi, coordinatore del Comitato “Basta un Sì” di Vimodrone.

Qui la locandina

 

 

LA RIFORMA PASSO PASSO

 

Il procedimento legislativo

Non avevamo ancora terminato di capire come cambia il nuovo procedimento legislativo. Ecco gli altri due articoli della riforma che se ne occupano.

 

 

Testo vigente art. 71 Testo modificato
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale identico
Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica.
 

 

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.
Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione.

 

 

Testo vigente art. 72 Testo modificato
Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale. Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo comma, presentato ad una Camera, è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Ogni altro disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati e, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza. I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in tal modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni. Possono altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. I regolamenti determinano le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.
 

 

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

 

 

 

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, e per quelli di delegazione legislativa, per quelli di conversione in legge di decreti, per quelli di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e per quelli di approvazione di bilanci e consuntivi. Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalità di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai sensi dell’articolo 70. Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto comma, il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneità del disegno di legge.

 

 

 

Commento

L’articolo 11 del testo di legge costituzionale modifica l’articolo 71 della Costituzione che disciplina l’iniziativa legislativa in generale, lasciando inalterato il primo comma che attribuisce il potere di iniziativa legislativa al Governo, a ciascun membro delle due Camere e agli organi ed enti ai quali sia stata conferito con legge costituzionale.

Più in generale, nel nuovo testo costituzionale, la presentazione dei disegni di legge risulta così disciplinata: i disegni di legge ad approvazione bicamerale sono presentati alla Camera o al Senato; tutti gli altri disegni di legge devono necessariamente essere presentati alla Camera; i disegni di legge di conversione dei decreti-legge devono essere presentati alla Camera; i disegni di legge di iniziativa dei Consigli regionali devono essere presentati alla Camera. Viene attribuito al Senato il potere di richiedere alla Camera di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera deve esaminare il disegno di legge e pronunciarsi entro il termine di sei mesi.

 

 

 Paolo Cova