Pensieri Democratici

Il Pd e il successo delle sue misure

Nei giorni scorsi l’Istat ha presentato le stime relative alla riduzione della povertà in Italia. Da essi emerge che gli interventi fatti dai Governi di centrosinistra, e a guida Pd, con l’assegno unico familiare e con alcuni interventi sull’Irpef, hanno contribuito a ridurre nelle famiglie con figli l’indice di povertà. Questo è un dato positivo. In particolare, la riforma dell’assegno unico, che è strutturale e di cui più volte ho parlato, ha svolto bene il suo compito. Dispiace che il Pd e il centrosinistra non abbiano saputo spiegare il valore di questa riforma. Perché, su questo importante tema, ha ottenuto risultati significativi e maggiori di altri interventi, come ho già commentato nei giorni scorsi, che venivano indicati come in grado di ridurre la povertà.

Il lavoro non è certamente terminato: c’è un margine di manovra per le famiglie senza figli o per quelle persone singole a rischio di povertà. Su queste le nostre misure non hanno potuto incidere.

Adesso, è forse importante incentivare la quota proprio per ridurre ulteriormente l’indice di povertà e per consentire ai più giovani di accedere a forme di istruzione per migliorare il proprio futuro.

 

Meno poveri e più uguali

In uno dei suoi ultimi report, l’Istat ha analizzato la redistribuzione del reddito in Italia nell’anno in corso. E ha concluso che nel 2022 l’insieme delle politiche sulle famiglie ha ridotto la diseguaglianza da 30,4% a 29,6% e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%.

Le stime includono gli effetti dei principali interventi sui redditi familiari adottati nel 2022: la riforma Irpef, l’assegno unico e universale per i figli a carico, le indennità una tantum di 200 e 150 euro, i bonus per le bollette elettriche e del gas, l’anticipo della rivalutazione delle pensioni.

La riforma dell’Irpef, l’assegno unico e gli altri interventi hanno ridotto il rischio di povertà per le famiglie con figli minori, sia coppie, sia monogenitori, soprattutto in seguito all’introduzione dell’assegno unico. Per le famiglie monocomponenti e per gli ultrasessantacinquenni soli la riduzione è dovuta prevalentemente ai bonus e all’anticipo della rivalutazione delle pensioni. Per le famiglie senza figli o solo con figli adulti il rischio di povertà rimane quasi invariato o aumenta lievemente.

L’assegno unico ha determinato, nel 2022, una riduzione del rischio di povertà di 3,8 punti percentuali per i giovani da 0 a 14 anni, di 2,5 per quelli da 15 a 24 anni e di 2,4 per gli adulti fra i 35 e i 44 anni. Se si considerano anche le altre politiche, la riforma Irpef, i bonus e la rivalutazione delle pensioni, il rischio di povertà si riduce ulteriormente per tutte le classi di età al di sopra dei 24 anni.

 

Agricoltura: in arrivo 35 miliardi

La Commissione europea ha dato il via libera al Piano strategico nazionale dell’Italia sulla Politica agricola comune (Pac). Questo significa che dal 2023 al 2027 gli agricoltori e le zone rurali del Paese potranno contare su un sostegno di oltre 35 miliardi di euro tra contributi Ue e nazionali. In particolare, dal bilancio dell’Unione arriveranno 26,6 miliardi, da quello nazionale 8,5 miliardi.

Degli aiuti Pac, 672 milioni andranno ai giovani agricoltori, quasi 3 miliardi alle misure ambientali nei piani di sviluppo rurale, 4,4 miliardi a pagamenti diretti per pratiche ecosostenibili, 413 milioni per progetti di sviluppo locale partecipativo (i cosiddetti Leader), 1,8 miliardi di sostegno supplementare alle aziende più piccole. Il Piano dedica inoltre circa 2,2 miliardi di euro alla promozione e alla condivisione della conoscenza, dell’innovazione e della digitalizzazione. L’Italia utilizzerà oltre 518 milioni di euro per promuovere sistemi di agricoltura integrata su 2,14 milioni di ettari (quasi il 17% della superficie agricola del Paese), per ridurre l’inquinamento delle acque, del suolo e dell’aria. Oltre agli aiuti diretti convenzionali, settori considerati strategici come il grano duro, il latte di bufala o il pomodoro da industria riceveranno 2,64 miliardi di euro per migliorare la loro competitività, e la qualità e sostenibilità delle produzioni.

Voglio ricordare che gli obiettivi del Piano strategico della Pac sono il potenziamento della competitività del sistema agro-alimentare e forestale in ottica sostenibile, il rafforzamento della resilienza e della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità e la sicurezza sui posti di lavoro, il sostegno alla capacità di attivare scambi di conoscenza, ricerca e innovazioni e l’ottimizzazione del sistema di governance.

 

La Lega aumenta i biglietti

Come ormai sapete, il 9 gennaio scatterà l’adeguamento Istat per il trasporto pubblico locale milanese, ma solo su biglietti singoli e titoli occasionali e settimanali, non sugli abbonamenti. Il nostro sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato che il rincaro è frutto di una delibera dell’Agenzia di Bacino dello scorso 26 agosto e del mancato incremento dei trasferimenti regionali. D’altra parte, la Regione leghista ha cercato di sostenere che fosse una decisione del Comune di Milano.

Fontana e la sua Giunta di centrodestra hanno imposto l’aumento, sicuramente scaturito dall’adeguamento all’inflazione certificato da Istat, a tutti i gestori della Lombardia, ovviamente con il voto contrario del PD. Infatti, se è vero che la Regione impegna ogni anno 420 milioni di euro, è altrettanto vero che la metà dei fondi va al trasporto ferroviario – per altro gestito malissimo direttamente dalla Regione stessa –, che ha un quarto degli utenti del trasporto pubblico di autobus, tram, metropolitane e collegamenti extraurbani.

Adesso che governano anche a Roma, i leghisti e i loro colleghi chiedano più soldi a Salvini e Giorgetti, ma dopo che li hanno ottenuti, se ne sono in grado, devono investirli dove serve. Ne dubitiamo: al trasporto pubblico Lega e centrodestra hanno sempre preferito autostrade e mobilità privata.

 

Allo IEO con il 24

Passo avanti per il prolungamento della tranvia 24, dal quartiere Selvanesco all’Istituto europeo di oncologia. È stato approvato il Progetto di fattibilità tecnico-economica necessario per l’inserimento nel prossimo programma triennale delle opere. Questo passaggio permetterà di programmare la gara d’appalto già nel 2023 e immaginare la fine dell’opera per il 2026.

Il progetto, del costo di 25,82 milioni di euro, è finanziato con fondi complementari al PNRR per grandi città e prevede un prolungamento di circa 1,3 chilometri che, a partire dall’esistente anello di inversione a Selvanesco, arriva in prossimità dell’Istituto. L’opera comprende anche la realizzazione del collegamento verticale con la passerella prevista nel progetto di ampliamento dello Ieo.

Il tracciato tranviario, con una sola nuova fermata, si inserisce lungo via Ripamonti, in sede protetta al centro strada. Il progetto complessivo prevede anche delle modifiche alla viabilità, sia per inserire i parterre nel primo tratto, sia per migliorare i flussi di traffico. Questo prolungamento consentirà di alleggerire viale Ripamonti dal traffico veicolare, consentendo di raggiungere con un solo mezzo pubblico un importante centro ospedaliero milanese di eccellenza.