Pensieri Democratici

Contro la mafia “Mai più stragi”

Martedì 5 luglio ero presente, in stazione Centrale, a Milano, all’importante manifestazione “Mai più stragi”, organizzata da Vincenzo Linarello di Goel – il consorzio cooperativo nato nel 2003 nella Locride in opposizione attiva alla ‘ndrangheta –, l’associazionismo cattolico, associazioni del terzo settore, le Associazioni antimafia italiane, la Conferenza Episcopale Italiana, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, a sostegno del procuratore Nicola Gratteri e contro ’ndrangheta, la mafia e la malavita.

Un sostegno quanto mai necessario, in quanto abbiamo ormai imparato cosa accade a chi viene lasciato da solo contro la malavita. Ce lo insegnano gli omicidi e le stragi di questi anni, anche se a volte sentiamo dire che potrebbe anche sembrare superfluo ricordarli. Invece la Memoria vive e cresce anche grazie ai gesti che sembrano scontati ai più e scuote le coscienze di chi non vede o non vuole vedere. Dalla piazza un chiaro messaggio: dopo le stragi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli omicidi dei magistrati Rocco Chinnici, Rosario Livatino, e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e le loro scorte, non è più possibile pensare che la malavita riguardi solo il sud Italia. Spetta alla politica, alla Magistratura, alle forze dell’ordine, ai servizi di intelligence, prevenire ogni possibilità di infiltrazione dell’organizzazione mafiosa nei gangli della nostra società e impedire altr e stragi. Non è più possibile pensare di arrivare impreparati di fronte alla velocità con cui questa piaga si sta propagando.

Anche i comuni cittadini hanno, però, un compito e una responsabilità: vigilare affinché nei luoghi della vita quotidiana, non trovi spazio la malavita, in particolare l’ndrangheta. Questa è un’organizzazione che ha molto denaro che facilmente viene “ripulito” in attività commerciali, piccoli appalti e imprese: richiediamo spesso trasparenza dalle amministrazioni locali, ma non solo, e vigiliamo su quanto avviene attorno a noi, nei nostri posti di lavoro, nelle nostre attività quotidiane. L’unione degli sforzi di tutti fa la differenza, questo in estrema sintesi il messaggio della Manifestazione.

 

Riforma fiscale: l’iter procede

La Camera ha approvato il disegno di legge delega per la riforma fiscale che ora passa al Senato. Il testo concede al Governo il potere di riformare il sistema fiscale, seguendo una serie di principi generali tracciati dal Parlamento. La riforma fiscale è tra le azioni chiave individuate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese. Questi sono i principali punti cardine che guidano la riforma.

La revisione del catasto : la riforma prevede che dal 2026 le attuali rendite catastali saranno accompagnate da una nuova rendita, che comunque non potrà essere usata a fini fiscali.

Iva e Irap : Il testo dà al Governo il potere di intervenire per razionalizzare l’Iva e altre imposte indirette. Per l’Iva l’obiettivo è di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta e di contrastare la sua evasione. Per il superamento dell’Irap, il disegno di legge delega stabilisce che la priorità sia assegnata alle società di persone, agli studi associati e alle società tra professionisti.

L’Ires e la tassazione del reddito d’impresa: il testo stabilisce che la riduzione graduale delle aliquote dell’Irpef, già in parte introdotta con la legge di Bilancio per il 2022, dovrà avvenire a partire da quelle relative ai redditi medio-bassi.

Niente aumenti di tasse : nelle coperture finanziarie della riforma, il testo stabilisce che dai provvedimenti che il Governo prenderà per riformare il fisco non potranno derivare né nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né un aumento della pressione fiscale rispetto a quella determinata dalle leggi già attualmente in vigore.

 

Basta liste d’attesa

Il Partito democratico lombardo ha lanciato una raccolta firme sull’abbattimento dei tempi di attesa per visite ed esami sanitari. Sono otto gli interventi da fare in tempi brevi e meno brevi per riportare la sanità pubblica lombarda a tempi ragionevoli – da un vero ampliamento degli orari degli ambulatori al potenziamento del personale, passando dall’accesso facile al fascicolo sanitario elettronico – e il Pd li ha messi nero su bianco per raccogliere la sottoscrizione dei cittadini e poi portarli in Regione al presidente Fontana e all’assessore al Welfare Moratti. La raccolta è in corso alla festa regionale di Melzo, ma lo sarà presto in tutte le feste e nelle piazze lombarde grazie ai circoli.

“Prima è salute” è il titolo della campagna, perché la salute è anche questione di tempo: una cura che arriva dopo mesi può incidere sull’esito della patologia e, comunque, comporta dover sopportare un disagio, una condizione di dolore fisico o anche uno stato di incertezza e magari di ansia molto a lungo. Questa situazione è ben nota a tutte le persone che entrano in contatto con il nostro sistema sanitario regionale, con l’aggravante che in Lombardia c’è sempre un’alternativa, ma a pagamento. Pagando si passa da attese di mesi ad attese di giorni, se non di ore, e questa è una situazione che le giunte Maroni e Fontana hanno lasciato incancrenire per anni. Bisogna intervenire subito, per la salute delle lombarde e dei lombardi. Le liste d’attesa vanno tagliate nettamente. Ridurre le liste d’attesa consente ai cittadini di avere un risparmio economico oltre che un migliore servizio sanitario

 

Spostiamoci senza inquinare

Il Comune di Milano ha approvato la proroga della durata della sperimentazione della micromobilità elettrica fino al 26 luglio 2023, dopo che era iniziata nel 2019.

Attualmente il numero complessivo di dispositivi elettrici ammessi alla circolazione è di 6mila mezzi, con il limite massimo dei 750 mezzi per flotta. Al momento a Milano sono attivi 7 operatori per un totale di 5.250 monopattini. L’obiettivo è promuovere ancora di più queste forme di mobilità, complementari al trasporto pubblico, che offrono maggiori possibilità di spostamento ai cittadini milanesi, contribuendo a diminuire l’utilizzo dell’auto e il tasso di inquinamento.