Category Archives: Commissione Agricoltura

Dal 19 aprile indicazione di origine in etichetta per i prodotti lattiero caseari italiani. Successo del Parlamento e del Ministro

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È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia, che scatterà dal 19 aprile 2017, dovrà apparire su tutte le confezioni e si applicherà al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

 

“Non posso che apprezzare un intervento che aspettavo da molto. Dopo anni di attesa questo Parlamento e il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina hanno fatto un passo importante per i produttori lattiero caseari italiani e a garanzia dei consumatori”, commenta l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd.

 

Il decreto, ricorda Cova, “prevede che il latte o i suoi derivati debbano avere obbligatoriamente l’origine della materia prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile. E se il sistema è una sperimentazione, consente, però, di indicare con chiarezza la provenienza delle materie prime di molti prodotti come il latte Uht, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. Siamo finalmente sulla strada della tutela del vero Made in Italy, come ho auspicato per tanti anni, da quando siedo al Parlamento”, conclude l’esponente Pd.

 

Roma, 21 gennaio 2017

 

Ottimo l’accordo sul prezzo del latte. Ora via all’interprofessione

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“Ottima notizia l’accordo sottoscritto tra organizzazioni sindacali degli allevatori, cooperative e organizzazioni dei produttori con Italatte”, lo dichiara l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, dopo la notizia dell’intesa siglata tra le parti.

 

“Il lavoro svolto dal Parlamento e dal Ministro delle Politiche agricole in questi anni per fare interventi strutturali sta cominciando a dare i primi risultati – prosegue Cova –. Voglio ricordare solo due provvedimenti: l’inserimento dell’indicizzazione nella contrattazione e i contratti annuali, intesi a evitare di vedere il latte finire oggetto di speculazioni”.

 

Per Cova anche “favorire le aggregazioni dei produttori e dare la possibilità alle organizzazioni sindacali di trattare il latte ha accentrato in parte l’offerta e consentito di togliere gli allevatori dalla pressione degli industriali”.

Infine, “l’etichettatura e la tracciabilità del latte e dei prodotti lattiero caseari, attese da decenni, hanno dato la svolta”.

 

Ora, conclude il parlamentare Pd, “spero che si vada ancora di più verso una aggregazione dei produttori di latte e la capacità di entrare direttamente nella filiera con la trasformazione e la creazione dell’interprofessione”.

 

Roma, 15 dicembre 2016

 

Ex Apa lombarde: l’assessore leghista blocca le risorse. A rischio un servizio utilissimo e di qualità

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È ancora scontro tra le ex Apa lombarde​, le associazioni degli allevatori, e l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia. L’Associazione allevatori Milano-Lodi ha lamentato il mancato trasferimento di risorse da parte della Regione, costringendo a tagliare ​i controlli funzionali per la tenuta del libro genealogico e per la selezione​ genetica,​ proprio perché le risorse regionali non sono arrivate. “Inoltre, l’assessore è riuscito a far chiudere il servizio di assistenza tecnica agli allevatori – denuncia l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd –. Per Fava, però, la colpa è del Ministero delle Politiche agricole”.

Ma Cova precisa: “Niente di più sbagliato, considerato che già a giugno il Ministero ha emanato la circolare sul sistema di consulenza aziendale in agricoltura. Invece di attaccare il dirigente dell’Apa che ha denunciato pubblicamente la situazione, l’assessore avrebbe fatto bene a leggere la circolare e a provvedere a finanziare la consulenza aziendale”.

Inoltre, “la Conferenza Stato-Regioni ha stabilito un riparto di​ più di​ 6 milioni di euro – fa sapere ancora Cova –. Siamo passati da un riparto del 23% dei fondi con i governi di centrodestra al 28,2% dell’attuale Governo, mentre l’assessore ha fatto solo un’opera di ostruzionismo in Conferenza Stato-Regioni, opponendosi alle decisioni delle altre Regioni per un unico obiettivo: far chiudere il​ Sata, il sistema di assistenza tecnica delle Apa”.
Anzi, rincara il parlamentare Pd, “Fava si preoccupi di dare la quota regionale per i controlli funzionali e non trovi altre scuse. A meno che l’obiettivo sia proprio quello di far decadere queste associazioni lombarde così importanti per il mondo degli allevatori nostrani”.

Infine, un commento al modo con cui “l’assessore apostrofa il dirigente Apa, definendolo un ‘funzionario incauto’. Non è altro che un modo per intimidire chi sta facendo solo il proprio mestiere, per altro molto bene, da anni”.

Roma, 30 novembre 2016

Pubblicato Decreto Etichettatura Latte

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Il Decreto su etichettatura del latte e dei prodotti lattiero caseari è arrivato alla Camera dove verrà espresso il parere delle Commissioni competenti.
Un notevole passo in avanti che è stato richiesto dai produttori latte da anni. Questo Governo e questo Parlamento hanno perseguito questo obiettivo con l’Unione Europea ed ora siamo ad un passo dalla sua applicazione dopo il parere della Camera e del Senato.
Se vuoi leggere testo del Decreto clicca su 161125-decreto-etichettatura

Ok al mio ordine del giorno: più semplice accedere alla moratoria su crediti e debiti in agricoltura

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Via libera, questo pomeriggio, alla Camera, a un ordine del giorno dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, sulla semplificazione per accedere alla moratoria sui crediti e sui debiti in agricoltura. L’atto è stato presentato e votato nelle more della Conversione in legge del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, ovvero il Decreto fiscale.

“L’indebitamento delle aziende zootecniche italiane è cresciuto a causa della lunga crisi del settore lattiero-caseario e del settore suinicolo, una piaga che, se non sarà debellata, è destinata a decimare le imprese attive e a incidere sulla capacità produttiva nazionale di latte, prodotti caseari e della trasformazione della carne suina – spiega Cova nell’odg –. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero, anche in relazione al superamento del regime europeo delle quote latte e al miglioramento della qualità del latte bovino, la legge di stabilità 2015 ha istituito, presso il Ministero delle Politiche agricole, il Fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario, con una dotazione iniziale pari a 8 milioni di euro per il 2015 e a 50 milioni di euro per il 2016 e il 2017. Sono state ripartite le risorse disponibili del Fondo (15 milioni di euro per il 2016, oltre a 3 milioni di euro aggiuntivi in conto residui, e 38 milioni di euro per il 2017) e sono stati definiti i criteri e le modalità di accesso da parte delle aziende del settore”.

D’altra parte, il Decreto Enti locali, approvato ad agosto 2016, prevede di intervenire per superare l’emergenza e favorire la ripresa economica, alle imprese operanti nei settori suinicolo e della produzione del latte bovino, con la concessione di un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti per interessi sui mutui bancari negli anni 2015 e 2016. E il decreto legge approvato a ottobre sempre in tema fiscale, autorizza la spesa di 30 milioni di euro per la concessione di garanzie.

“Ma i criteri restrittivi introdotti nell’applicazione dei provvedimenti precedenti, oltre alle complesse procedure e modalità di erogazione, rischiano di limitare fortemente il campo delle imprese beneficiarie e di escludere dal beneficio proprie le imprese più indebitate e a rischio di chiusura”, fa presente Cova.

Ecco perché “ho chiesto di impegnare il Governo a provvedere a semplificare le modalità di presentazione e di erogazione dei Fondi a disposizione di Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, per le aziende agricole per consentire a quest’ultime di accedere al credito finalizzato agli investimenti sia per il consolidamento dei debiti che dei crediti”.

Roma, 16 novembre 2016

Pacchetto latte anticrisi è la soluzione migliore per la nostra produzione, ricca di valore aggiunto

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“Quello che è uscito dal piano europeo di contenimento della produzione lattiera è la situazione migliore per i nostri allevatori perché viene tolto dal mercato il latte estero, mentre il nostro, di pregio e con valore aggiunto, continua a essere prodotto”, è la risposta che dà l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd e componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, alle critiche dell’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia al Pacchetto latte anticrisi.

“Gli altri Paesi producono latte senza valore aggiunto. Il nostro invece ce l’ha. Allora, meglio mantenere la filiera che ridurre le produzioni. Anzi, la decisione di fare un bando unico europeo ha aiutato la nostra produzione – conclude Cova –. Invece, l’assessore Fava ha un’idea di Stato assistenziale e pensa ancora che il sistema migliore sia dare i soliti contributi a pioggia, prendendo il denaro dall’Europa a prescindere, senza fare una valutazione del mercato”.

Roma, 28 settembre 2016

Il Tavolo della suinicoltura sulla strada giusta: moratoria dei debiti, promozione della filiera, marchio unico nazionale

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“Il tavolo di filiera del settore suinicolo ha cominciato oggi il suo lavoro e le proposte del Ministro Martina intendono iniziare a dare alcune risposte”, lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, al termine del Tavolo della suinicoltura, convocato dal Ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina alla Camera di Commercio di Brescia.

“Mi sembra importante ricordare gli interventi già previsti di compensazione Iva sulle carni e di moratoria dei debiti – continua Cova –. Anche la promozione dei prodotti della filiera ai consumatori ha un ruolo fondamentale per il settore. Accanto a questo, va nella giusta direzione la proposta di un marchio unico nazionale per i regimi di qualità che aiuti a valorizzare tutti i tagli di carne suina, come avevo richiesto anche nella mia risoluzione in Commissione Agricoltura della Camera, così da aumentare il valore di tutta la carcassa e una maggiore entrata agli allevatori”.

Per Cova, quindi, “siamo sulla strada giusta e fa bene il Ministro a fissare un tavolo di verifica e per proseguire su questa linea anche con interventi strutturali da concordare”.

Roma, 14 giugno 2016

Allevamenti. Cova (Pd), molto bene impegno a sostenere filiera suinicola Lo ha detto ministro Martina al question time della Camera

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“Siamo molto soddisfatti per l’impegno assunto oggi dal ministro Martina ad intervenire sul sistema di funzionamento della commissione unica nazionale suini (CUN), per ridare slancio alla filiera attraverso, soprattutto, un rafforzamento delle gestioni aziendali”. Lo ha detto Paolo Cova, deputato del Pd, durante il question time di Montecitorio dove il ministro delle Politiche agricole ha risposto alla interrogazione del Pd. Cova ha spiegato che “La filiera nazionale suinicola, con circa 4000 allevamenti, 70 macelli e 200 prosciuttifici è un settore di forte rilevanza economica ma sta vivendo, negli ultimi anni, un periodo di grande difficoltà con continue chiusure di allevamenti; si è assistito anche ad una contrazione della consistenza delle scrofe attive nel circuito tutelato, dovuta in parte all’adeguamento alle normative europee in materia di protezione e benessere animale introdotte dalla direttiva 2008/120/Ce. Tuttavia, l’istituzione della CUN non sta dando i risultati attesi e il prezzo viene fissato in modo unilaterale da parte degli allevatori e non viene poi rispettato, soprattutto da parte dei macellatori e dei trasformatori. Per questo è molto importante l’intervento annunciato dal ministro martina”.

In Lombardia un terzo delle risorse dell’ultima misura del Psr finito in provincia di Mantova. E pochi soldi per le zone svantaggiate

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“Un terzo delle risorse previste nell’ultima misura del Psr, il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Lombardia, sono andate alle aziende della provincia di Mantova”. Lo denuncia l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che, raccolti i malumori di parte della categoria, ha deciso di andare fino in fondo alla vicenda.

“Si tratta degli ‘Incentivi per investimenti per la redditività, competitività e sostenibilità delle aziende agricole’, la cui approvazione degli esiti di istruttoria e suddivisione delle risorse finanziarie è appena stata pubblicata sul Burl del 10 maggio 2016 – racconta Cova –. La misura prevedeva la

suddivisione delle risorse per un importo complessivo di 60 milioni di euro che sono state distribuite in oltre 54 milioni per 261 domande finanziate relative a imprese o società ubicate in Zone non svantaggiate, e in 5 milioni e 800mila euro per 26 domande per aziende situate in Zone svantaggiate di montagna. E già questo è parecchio strano: con tutta la montagna che ha la Lombardia e i problemi che porta con sé, si poteva prestare maggiore attenzione a questi territori”.

Ma quello che fa specie, secondo Cova, è l’attribuzione delle risorse della fetta più grande, quella relativa appunto alle zone cosiddette non svantaggiate, dove Mantova, la provincia da cui proviene l’assessore regionale all’Agricoltura, fa la parte del leone: “Dei 54 milioni, oltre 20 vanno alle aziende mantovane, ciò significa oltre il 37% dei fondi della misura e, se calcoliamo il totale, un terzo di tutte le risorse”.

Come può essere successo? “Sono certo che è avvenuto per puro caso, ma vedere che oltre il 37% dei fondi del Psr sono finiti nella provincia dell’assessore Fava lascia un po’ di amaro in bocca e dispiace per gli altri agricoltori lombardi che vivono le stesse difficoltà di quelli mantovani, ma tutti assieme devono spartirsi i rimanenti due terzi – commenta sarcastico il parlamentare –. Vorrà dire che li manderemo a imparare come accedere ai fondi dello sviluppo rurale in provincia di Mantova”.

Per Cova “stupisce anche che in un momento di crisi come questo le 261 aziende che accedono al Psr hanno previsto investimenti per oltre 150 milioni di euro, circa 600mila euro per azienda. Forse servono misure che siano veramente utili agli agricoltori e che possano aiutare chi ha veramente bisogno e non solo chi fa investimenti notevoli”.

Roma, 18 maggio 2015

Industriali del latte propongono contratti sotto i costi di produzione. È un’inutile provocazione e non serve a nessuno

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“Alcuni industriali del latte stanno proponendo contratti palesemente sotto i costi di produzione: non lo possono fare e comunque danneggiano tutta l’importante filiera lattiero-casearia”, denuncia l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd e componente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, a proposito di quanto sta succedendo nel mondo della produzione lattiero-casearia.

“Il percorso fatto finora da parte della filiera, con l’accordo sottoscritto dalle parti interessate al Ministero delle Politiche agricole, deve essere la strada per darle valore. Filiera che, unita, può ottenere buoni risultati”, ribadisce, non per la prima volta, il parlamentare Pd.

“Resta il fatto che, rispetto a come si stanno comportando certi industriali, l’art. 62 e il Decreto 51 non consentono di fissare prezzi sotto i costi di produzione e il Garante della concorrenza e del mercato ora ha tutti gli strumenti per vigilare e sanzionare, come è avvenuto all’estero – conclude Cova –. L’invito è quindi a tenere un comportamento consono a quanto deciso, per il bene non solo dei produttori, ma di tutta questa importante filiera che termina – e gli industriali lo sanno bene – con il consumatore finale”.

Roma, 26 febbraio 2016