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La prima legge di stabilità così favorevole all’agricoltura. Ecco i principali interventi

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“Non c’è mai stata prima, in nessuna altra legge di stabilità, tanta agricoltura come in questa appena approvata”, è soddisfatto l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, al termine della maratona di approvazione degli ultimi provvedimenti dell’anno, il più importante dei quali la legge di stabilità, appunto. “È una norma molto favorevole al mondo dell’agricoltura e prevede interventi strutturali”.

In questo modo, per Cova “il Parlamento raccoglie l’eredità e la sfida di Expo e investe sul sistema dell’agricoltura e sulla biodiversità tipica italiana. I nostri prodotti agroalimentari sono di pregio e di valore e non vanno smarriti, come è chiaramente emerso nei sei mesi dell’esposizione universale. Ecco perché sono state messe in atto misure strutturali, alcune delle quali danno immediato sostegno agli agricoltori e agli allevatori italiani”.

Eccone lasintesi:

Niente più Imu sui terreni per le imprese agricole

Dal 2016 nonsi pagherà più l’Imu agricola.

Esenzione Irap per agricoltura e pesca

I settoridell’agricoltura e della pesca, dal 2016, godranno di una esenzione Irap riguardante i soggetti che esercitano un’attività agricola; gli imprenditori agricoli, le cooperative e i loro consorzi; le cooperative della piccola pesca e loro consorzi.

Rinnovo impianti, macchine e attrezzature agricole

La legge distabilità stanzia 45 milioni di euro, che confluiranno in un apposito Fondo, creato presso l’Inail, per il rinnovo delle macchine agricole, trattori agricoli o forestali, puntando su tecnologie innovative, sicure e sostenibili. La misura ha l’obiettivo di favorire l’innalzamento degli standard di sicurezza a favore dei lavoratori, l’abbattimento delle emissioni inquinanti e l’aumento dell’efficienza delle prestazioni.

Produzione bieticolo-saccarifera

È statoistituito un Fondo presso l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, per la razionalizzazione e la riconversione del settore bieticolo-saccarifero.

Misure fiscali a favore del settore agricolo

Vengonoaumentate le compensazioni Iva per le cessioni di latte fresco (dall’8,8 al 10 per cento) e per le cessioni di animali vivi della specie bovina (in misura non superiore al 7,7 per cento) e di quella suina (in misura non superiore all’8 per cento). Estese anche le agevolazioni per la piccola proprietà contadina: al coniuge o ai parenti in linea retta del coltivatore diretto e dell’imprenditore agricolo; agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze, posti in essere afavore di proprietari di masi chiusi dagli stessi abitualmente coltivati.

Interventi Ismea per i settori della pesca e dell’acquacoltura

Estesi alleimprese della pesca e dell’acquacoltura gli interventi di competenza dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), a garanzia dei finanziamenti a favore delle imprese agricole.

Sviluppo di un sistema informatico delle produzioni agricole

Demandata alConsiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) la promozione di un Piano di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica,meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica. A questo scopo è autorizzata una spesa di 5 milioni di euro per 2016, di 8 milioni per ciascun anno del biennio 2017-2018.

Roma, 23 dicembre 2015

 

Il Sicomoro Novembre

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Il numero di novembre del Sicomoro,uno sguardo d’insieme tra politica e società. Se lo vuoi leggere clicca su Sicomoro_12_novembre_2014

 

On. Cova: “Reddito più basso per il bonus bebè e risparmi a disabilità e non autosufficienza”

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“Riduciamo la soglia dei 90mila euro per il bonus bebè e destiniamo i risparmi per le disabilità gravi e la non autosufficienza”, è la proposta dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, per la legge di Stabilità, che ha iniziato il suo iter a Montecitorio.

 

“Gli interventi e il sostegno alle famiglie sono sempre un’ottima iniziativa per consentire di dare futuro anche al nostro Paese – sottolinea Cova –. Ma forse è più opportuno rimodulare il contributo ‘bebè’ su un reddito più basso degli attuali 90mila euro previsti e ripensarlo tenendo presente anche le famiglie monoreddito”.

 

E ribadisce la sua idea: “Fare questo intervento ci consentirebbe di accantonare dei fondi da destinare alle famiglie che vivono esperienze di disabilità gravi e di non autosufficienza, riequilibrando gli aiuti verso chi oggi si trova in situazione di difficoltà”, conclude Cova.

 

Roma, 30 ottobre 201 4

On.Cova: “Legge di stabilità: il Tfr in busta paga non generi ingiustizie”

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On.Cova: “Legge di stabilità: il Tfr in busta paga non generi ingiustizie”

 

Anche l’on.Paolo Cova, parlamentare del Pd, lombardo, entra a gamba tesa nei distinguo rispetto al Governo sulla Legge di stabilità che oggi il collega Matteo Richetti fa in un’intervista: “Ottimo l’intervento di Matteo Richetti, proprio perché specifica la bontà dei grossi interventi, in particolare quelli che vanno a stabilizzare gli 80 euro, la decontribuzione delle assunzioni e il taglio dell’Irap, ma è importante sottolineare che nella manovra voluta dal Presidente Renzi e dal suo esecutivo restano degli evidenti punti critici”, sottolinea Cova.

Quindi,continua il parlamentare Pd, “pur nella convinzione che la legge di stabilità sia una manovra che sicuramente mira alla ripresa e alla crescita del Paese, trovo giusto, però, soffermarmi sulla questione del Tfr, ovvero soldi dei lavoratori che vengono accantonati durante gli anni di lavoro. Se si decide che i dipendenti possono eventualmente richiedere di averne una parte, ogni mese, in busta paga, non si possono poi creare differenze tra lavoratori pubblici e privati, proprio come ha detto Richetti. Non bisogna, cioè, generare disparità e soprattutto ingiustizie”.

Interventi,dunque, a livello nazionale, ma anche regionale: “Faccio un esempio che conosco bene: in Italia abbiamo più facoltà di veterinaria che in tutta Europa e uno sbocco occupazionale sempre più ridotto. A che scopo mantenerle? Le facoltà inutili vanno ridotte o chiuse, addirittura – sostiene Cova –. Altro aspetto: la Lombardia ha più unità cardiochirurgiche che tutta la Francia e la maggior parte di queste sono convenzionate. Anche in questo caso, visto quanto sostengono Maroni e la Lega a proposito dei tagli alla sanità, bisogna intervenire dove ci sono sprechi e situazioni insostenibili”.

Roma, 18ottobre 2014