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Cova: “Auguri di buon lavoro al nuovo direttore di Coldiretti Lombardia Tino Arosio”

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Cova: “Auguri di buon lavoro al nuovo direttore di Coldiretti Lombardia Tino Arosio”

 

“Faccio i migliori auguri di buon lavoro a Tino Arosio, nuovo direttore di Coldiretti Lombardia, e saluto, ringraziandola per il lavoro fatto, Marina Montedoro, che ha ben operato in questi due anni di emergenza sanitaria. L’agricoltura lombarda vive un periodo non privo di difficoltà, ma con la guida di persone capaci, esperte e dall’alta professionalità ha saputo e saprà superare ogni ostacolo. Adesso è tempo anche per le nostre aziende agricole di ripartire: l’impegno che spetterà il nuovo direttore sarà tanto, ma sono certo che presto inizierà una stagione nuova per i nostri agricoltori”, commenta così l’on. Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, la notizia del cambio al vertice dell’associazione.

 

Milano, 3 novembre 2021

Pensieri Democratici

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Un Paese in subbuglio

Dopo il lungo periodo di chiusura e restrizioni, che in questi lunghi mesi ci hanno limitato negli spostamenti, nel lavoro e nella vita sociale, iniziamo un periodo nuovo, impensabile se pensiamo che solo l’autunno scorso assistevamo all’istituzione delle zone a colori in modo definitivo. Chiunque auspicava l’arrivo del vaccino per poter ricominciare, evitare blocchi e lasciarsi tutto alle spalle.

Ora che la campagna vaccinale sta dando risultati innegabili rileviamo che per una parte di cittadini c’è ancora una netta opposizione alla vaccinazione e al rispetto delle regole di distanziamento. Questo atteggiamento stride con l’accresciuto desiderio di comunità, assumendosi, anche con qualche timore e preoccupazione, la volontà di essere corresponsabile della propria salute e di quella altrui. Così mentre tanti hanno cercato di essere artigiani di una comunità, dedicandosi agli altri sotto tantissime forme, una parte di paese è ancora ferma al proprio individualismo, interesse, non disponibile a mettersi in gioco per gli altri.

Viviamo un tempo in cui è chiesto ad ognuno di accettare la sfida dell’incontro e dell’uscita da sé, non dovremmo dimenticarlo.

 

È l’ora del Green Pass

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale e ha deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni. E dal 15 ottobre 2021 è scattato l’obbligo di certificazione verde per i lavoratori pubblici e privati. Ricordiamo i contenuti del Decreto legge 127 del 21 settembre 2021, che stabilisce l’obbligo per il personale delle amministrazioni pubbliche; i soggetti titolari di cariche elettive e di cariche istituzionali di vertice; lavoratori nel settore privato; personale amministrativo e magistrati.

Nel settore pubblico e nel settore privato spetta al datore di lavoro il duplice obbligo di riscontrare il rispetto delle prescrizioni e di individuare i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Per i lavoratori che non hanno il Green Pass la sospensione dello stipendio scatta dal 1° giorno. Nelle imprese o fabbriche con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal 5° giorno.

Per accedere ai luoghi in cui vige l’obbligo Green Pass è necessario possedere uno dei seguenti documenti: green pass comprovante la somministrazione del vaccino Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2; risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido per il virus Sars-CoV-2; certificato di esenzione alla vaccinazione oppure appartenenza a categorie esenti. La certificazione non è richiesta ai bambini fino ai 12 anni di età e ai soggetti esenti, appunto.

Per quanto riguarda l’accesso agli istituti scolastici sono esenti gli alunni, gli studenti e i bambini che frequentano scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado, scuola dell’infanzia. L’esenzione vale anche per i frequentanti dei sistemi regionali di formazione. L’obbligo è escluso nei tribunali anche ad avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della Giustizia, testimoni e parti del processo.

In caso di violazione delle norme sull’obbligo di Green Pass si rischiano una multa da 400 a 1000 euro, sia a carico dell’esercente o datore di lavoro che dell’utente; chiusura dell’esercizio da 1 a 10 giorni, nel caso di violazioni ripetute per 3 volte in 3 giorni diversi; gli impiegati nelle Rsa che non rispettano l’obbligo vaccinale verranno sospesi dal lavoro senza ricevere stipendio; per il personale universitario e scolastico, docenti e Ata il non rispetto dell’obbligo viene considerato come una assenza ingiustificata e a partire dal 5° giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso senza né retribuzione, né altro compenso; i lavoratori che accedono al luogo di lavoro sprovvisti di Green Pass sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della certificazione e dopo 5 giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e rischia una sanzione pecuniari a da 600 a 1.500 euro. Non è previsto licenziamento.

 

Una sanità a misura di cittadino

In consiglio regionale della Lombardia è iniziata la discussione degli emendamenti alla riforma della sanità predisposta dal presidente Fontana e dalla vicepresidente Moratti. Una riforma che inizia con una mancata discussione, per un atteggiamento di grande chiusura e di mancato confronto da parte del centrodestra e dalle scelte del presidente leghista della commissione.

Come Pd chiediamo impegni precisi a Regione Lombardia, perché per noi è l’occasione per mettere mano a temi come la medicina territoriale o le liste di attesa. Proponiamo servizi sanitari più vicini ai cittadini con attenzione a tutti i territori, anche quelli periferici allestendo case della comunità accessibili a tutti e sempre aperte; infermieri di comunità per cure e assistenza domiciliare; più servizi sanitari e sociali a casa delle persone. Una sanità senza tempi di attesa lunghi che consenta a tutti di avere servizi sanitari adeguati e in tempi certi. Questi mesi ci insegnano che si deve potenziare la prevenzione e la vigilanza epidemiologica e una maggiore collaborazione con il terzo settore per stare vicino ai più deboli.

 

 

Per il latte c’è la legge

C’è una grande discussione, in questi giorni, sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro. Vorrei, infatti, ricordare al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla.

La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita.

Questo dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme.

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

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COMUNICATO STAMPA

 

Cova: “L’indicizzazione del prezzo del latte è nella legge: la filiera deve solo applicare la norma”

 

“Ricordo al Ministro Patuanelli che l’indicizzazione del prezzo del latte è già legge. Basta solo applicarla”, interviene anche l’on. Paolo Cova, ex parlamentare del Pd, nella discussione che si sta facendo in questi giorni sull’aumento del prezzo del latte di 3 centesimi al litro.

“La situazione dei produttori di latte bovino è complicata per l’aumento del costo della produzione – prosegue Cova –. Ma non c’è bisogno di arroccarsi su posizioni di muro contro muro: esiste già una legge che prevede l’indicizzazione del prezzo del latte e la stessa Ismea aveva fatto una proposta seria di indicizzazione che teneva presente i costi delle materie prime e il valore dei prodotti lattiero caseari alla vendita”.

Questo, secondo l’ex parlamentare dem, “dovrebbe stabilire già di per sé una base di partenza per mettere tutta la filiera attorno al tavolo e discutere senza alzare i toni, ma solo applicando le norme”.

 

Milano, 8 ottobre 2021

Sicomoro

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Dopo la pausa estiva riprendiamo con la pubblicazione del Sicomoro affrontando alcuni temi delle prossime elezioni amministrative e riportiamo la testimonianza di chi ha vissuto a Kabul.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.8_del_19_settembre_2021.pdf
Paolo Cova
Category: News, News

Afghanistan: una riflessione controcorrente

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Quanto sta succedendo in questo martoriato Paese è sotto gli occhi di tutti. I media e le televisioni ci inondano di immagini, di pareri e commenti più o meno critici: un continuo e incessante fluire di notizie a cui si fatica, a volte, stare dietro. Vorrei aggiungere a tutto questo la mia opinione sapendo, già fin da ora, che potrebbe essere, in qualche modo, considerata “stonata”, “fuori dal coro”.

Sono molti coloro che credono che nel corso di questi venti anni, in cui le forze occidentali erano stanziate nel Paese, siano stati spesi parecchi soldi, forse troppi, per controllare in qualche modo una guerra mai completamente terminata. Soldi, in ultima analisi, sprecati visto gli eventi di queste settimane e il ritorno, senza colpo ferire, dei Talebani.

Io credo che questo modo di vedere le cose sia in parte vero ma anche estremamente riduttivo e risultato di una eccessiva semplificazione della questione.

Nel corso di questi 20 anni, intere generazioni di ragazzi, giovani, donne hanno avuto l’occasione di sperimentare e toccare con mano una quotidianità con maggiori prospettive rispetto a quella dei loro genitori.

Numerose associazioni non governative o della cooperazione internazionale si sono spese perché potesse essere garantita una formazione ed istruzione diffusa, soprattutto alle donne. Una opportunità che ha consentito di generare nella popolazione il desiderio di impegnarsi in attività lavorative nuove o proibite fino a poco tempo prima.

Anni che hanno permesso di far crescere la cultura del rispetto e dei diritti, per le donne e per i bambini.  Di recuperare alla vita sociale intere tipologie di persone che i talebani avevano costrette ai margini o perseguitato.  Un modo di leggere il tentativo di fuga di molti, in questi giorni, è sì legato alla paura per la propria incolumità, ma anche al desiderio di non perdere ciò che si è sperimentato è al quale non si può più rinunciare: istruzione, libertà, rispetto, diritti.

Un seme è stato gettato e ha già iniziato a dare i suoi frutti.

Rispetto a vent’anni fa la gran parte della popolazione è diversa da quella precedente, più consapevole dei propri diritti. Il cambiamento è stato possibile grazie alla formazione, l’istruzione e la promozione dei diritti umani. Se vogliamo consentire alle persone di potersi determinare nella propria vita dobbiamo aiutarle con la conoscenza offrendo loro tutti gli strumenti possibili.

Anche in questo sarò, forse, controcorrente, ma tutto questo è stato possibile grazie alla presenza delle Forze Armate. Impensabile che Associazioni, ONG potessero lavorare in questi anni in quel territorio senza la presenza di militari che garantivano loro la sicurezza. Possiamo vedere con i nostri occhi cosa abbia significato la partenza delle Forze Armate, il caos e i disordini che si sono venuti a creare.

Certo, non tutte le presenze militari dei diversi Stati sono uguali. Alcuni avevano fini militari in senso stretto: interventi armati di repressione e controllo. Altre avevano mandati di organizzazione e supporto: meno evidenti, meno presenti sui giornali e nelle notizie, più lenti e faticosi ma garanzia di un impegno quotidiano nella costruzione di un futuro migliore.

In questi giorni ho sentito spesso ripetere la frase: “La democrazia non si esporta”. Condivido, tuttavia tutto ciò che contribuisce a far crescere ragazzi e giovani donne consapevoli e istruiti, non è da sottovalutare, anzi sono un ottimo motivo per dare Speranza ad un Paese. Mi domando cosa sarebbe successo se ci fossimo girati dall’altra parte, se non avessimo voluto vedere ed agire. La risposta a tutto ciò è per me terribile.

Pensieri Democratici

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Un assegno per la famiglia

Un provvedimento legislativo molto importante e che sarà fondamentale per le famiglie italiane dalla sua approvazione è l’Assegno unico familiare. E’ istituito con legge n. 46/2021 ed entrerà a pieno regime, dopo l’approvazione dei decreti delegati attuativi, a partire da gennaio 2022.E’ questo un provvedimento fortemente voluto dal Partito democratico che ha presentato il testo base, a prima firma Graziano Delrio, e che ha visto in Stefano Lepri uno dei relatori per la Commissione Affari sociali.

In attesa che diventi definitivo, è stato approvato il decreto legge n.79 intitolato “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”. In questo modo, il Consiglio dei Ministri ha introdotto un assegno ponte, utile a rendere operativa, dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2021, la misura in attesa dei decreti attuativi. In particolare, il provvedimento ponte si articola in 2 interventi: l’erogazione dell’assegno per autonomi e disoccupati; l’incremento dell’importo dell’Assegno nucleo familiare per i lavoratori dipendenti e pensionati.

Come funziona

L’assegno unico è un contributo mensile o un credito d’imposta di cui le famiglie possono beneficiare per ciascun figlio da zero fino ai 21 anni di età.

Dai 18 ai 21 anni l’importo dell’assegno è inferiore a quello per i minorenni ed è concesso soltanto con criteri stabiliti: ad esempio se il giovane frequenta un corso di laurea o un tirocinio, oppure svolge il servizio civile universale. Per favorirne l’autonomia, l’assegno può essere corrisposto direttamente al figlio maggiorenne.

L’assegno potrà avere un importo fino a 250 euro circa che potrà essere incrementato, dal 30 al 50 per cento, in caso di disabilità. In questi casi l’assegno viene corrisposto, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età del ragazzo.

L’ammontare dell’assegno è modulato in base all’Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio e va a tutte le famiglie, compresi incapienti, autonomi e partite Iva, finora escluse essendo gran parte dei sostegni alle famiglie legati al contratto di lavoro dipendente o a detrazioni.

A chi spetta

Per aver diritto all’erogazione dell’assegno unico devono essere rispettati alcuni requisiti: l’assegno è riconosciuto a tutti i lavoratori cittadini italiani, titolari di un reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato o determinato, autonomi o con partita Iva. Spetta anche ai genitori single con figli fiscalmente a carico.

Per i cittadini europei o extraeuropei è necessario avere il permesso di soggiorno, versare l’Irpef in Italia, vivere con i figli a carico nel nostro Paese; essere stati o essere residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi; essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale.

Come fare per ottenerlo

L’assegno mensile è determinato in base a una tabella che individua le soglie Isee e i corrispondenti importi mensili per ciascun figlio in relazione al numero dei figli minori. La domanda deve essere presentata a un patronato oppure telematicamente all’Inps. Il beneficio spetta a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa.

L’erogazione avviene mediante accredito sull’Iban del richiedente. Per i percettori di Reddito di cittadinanza, invece, l’Inps corrisponde d’ufficio l’assegno congiuntamente alla misura. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50 per cento sull’Iban di ciascun genitore.

Importante: l’assegno temporaneo non concorre alla determinazione del reddito familiare e non si computa nei trattamenti assistenziali.

Obiettivo natalità

L’assegno unico sarà una riforma epocale, perché la legge ha l’obiettivo di favorire la natalità, di potenziare la genitorialità, sostenere il welfare e la previdenza e supportare le famiglie numerose e quelle povere con figli a carico. Intende riordinare, semplificare e potenziare le misure già previste; diciamo che l’assegno unico è:

–        robusto , perché l’erogazione non è in nessun caso bassa;

–        equo , perché modulato sulle soglie dell’Isee e destinato a tutti a prescindere dalla condizione lavorativa;

–        semplice, perché finalmente si mette fine alla variegata e confusa giungla di sussidi, bonus e assegni; universale, proprio in quanto nessuno rimane escluso;

–        continuativo , perché è una misura strutturale, che inizia a decorrere dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni.

L’intenzione è, appunto, quella di contrastare la denatalità, favorire la genitorialità e sostenere le famiglie, ridurre le diseguaglianze e la povertà minorile, rafforzare la previdenza, i consumi, la crescita e dare una speranza al Paese.

 

Vi anticipo anche che se questo testo rappresenta una delle colonne delle iniziative legislative a favore della famiglia, l’altra è rappresentata dal Family Act, che si concentrerà sui servizi alle famiglie, ed è un provvedimento quadro di un anno fa, a prima firma dall’attuale Ministra per la Famiglia Elena Bonetti e che è ancora in discussione nelle commissioni parlamentari.

 

 

 

Elezioni comunali a Milano

 

E’ stata fissata la data del 3 e 4 ottobre per le prossime elezioni amministrative. Mi permetto di incominciare a segnalare dei candidati al consiglio comunale per il Partito Democratico a Milano di cui riporto la personale presentazione.

Roberta Osculati . Vivo a Milano da oltre 25 anni, con mio marito e i nostri due figli: uno gioiosamente atteso, l’altro felicemente adottato. Sempre a contatto coi giovani e le loro famiglie, sono insegnante di ruolo al liceo, attiva nel volontariato e nell’associazionismo ambrosiano. Cinque anni fa ho iniziato l’impegno politico a servizio della mia città come consigliera comunale e Presidente della Commissione Politiche Familiari e della Commissione Periferie. Pur continuando a insegnare, non sono mai mancata a una sola seduta e mi ricandido per generare nuove opportunità, in particolare per le famiglie, i giovani, la scuola, le periferie urbane e sociali .

 

Marco Granelli . Sono nato a Milano e vivo a Bruzzano con mia moglie e tre figli. Impegnato nel volontariato fin dagli anni del liceo classico Omero, ho lavorato in Caritas con don Virginio Colmegna. Nel 1990 eletto nel Cons. di Zona. Ho presieduto il Ciessevi, gestore del Centro Servizi per il Volontariato, fino al 2006, quando sono stato eletto in Comune per l’Ulivo. Sono tra i fondatori del PD e nel 2011 con Giuliano Pisapia assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, Protez. Civile e Volontariato. Nel 2016, terzo più votato del PD, con Beppe Sala assessore ad Ambiente e Mobilità. Dal 2019 a Mobilità e Lavori pubblici.

 

Valerio Pedroni. Sono laureato in filosofia e pedagogia. Milano è il luogo in cui vivo con mia moglie e i miei tre figli, ma è soprattutto la città per cui da vent’anni ho scelto di impegnarmi. Sono un dirigente del Forum del Terzo Settore e in questi anni ho dato vita a servizi per le persone più vulnerabili, progetti formativi per i giovani, centri di accoglienza per donne vittime di violenza, progetti per la riqualificazione di luoghi degradati ad uso sociale. Se una città è attenta ad ogni persona, può rendere migliore la vita di tutti.

Sicomoro

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Si avvicinano le prossime elezioni amministrative per diversi Comuni e alcuni articoli vogliono essere da stimolo per impegnarsi per il bene comune e per i cittadini.
Una attenzione sempre per i giovani e il loro futuro, al contrasto al gioco d’azzardo nei locali pubblici e la ripresa del turismo.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.7_del_22_luglio_2021.pdf
Category: Pubblicazioni

Sicomoro

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Nel nuovo numero del Sicomoro un mio articolo sull’Agricoltura del futuro.
Suggeriamo riflessioni anche sul futuro delle nostre città, cercando di cogliere quanto di positivo può essere fatto.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.6_18_giugno_2021.pdf

Sicomoro

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Il Sicomoro affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale, argomento che diventa sempre più attuale in una società e mondo che sta cambiando velocemente. L’impegno di Scarp dé Tennis arriva al 250° numero. Il tema della denatalità, del conflitto palestinesi e israeliani, il mondo degli adolescenti sono altre riflessioni che troverete nel nuovo numero.
Se vuoi leggere clicca su  Sicomoro_n.5_del_25_maggio_2021.pdf
Category: News, News

Sicomoro

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Il nuovo numero del Sicomoro riporta un mio articolo sulla situazione politica attuale, ricordiamo anche il 25 aprile con un articolo di Fabio Pizzul.
Poi si parla di ambiente a Milano, il viaggio in Iraq del Papa e di altro.
Se vuoi leggere il Sicomoro clicca su  Sicomoro_n.4_del_25_aprile_2021.pdf
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