Tag Archives: trattato TTIP

News dal Parlamento

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Costituiamo il Comitato del Si di Zona 4!

Il tema della Riforma Costituzionale ha attraversato questi primi anni della legislatura e dopo l’approvazione in Parlamento deve essere approvata anche con il Referendum confermativo. Invito tutte le persone interessate a sostenere la Riforma, alla nascita del Comitato del Si di Zona 4 che si terrà Sabato 25 giugno 2016 alle ore 10.00-12.00 presso il Circolo di via Mecenate 25 a Milano.

Se volete approfondire il tema della Riforma Costituzionale vi metto due link dove potete trovare materiale preparato dal centro studi della Camera.

 

Il link è  http://www.camera.it/temiap/d/leg17/ac0500n e questa la sintesi  http://www.camera.it/temiap/d/leg17/ac0500q

Ti aspetto.

 

   

Più sereni “Dopo di noi”

Era stato un impegno preso con i genitori e ora è diventato realtà: questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato il testo unificato delle proposte di legge sulle Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, il cosiddetto “Dopo di noi”.

Una vera e propria rivoluzione nelle politiche sociali, che si costruisce già oggi, quando i genitori ci sono ancora, con politiche di aiuto concreto e misure integrate che mettono la persona disabile al centro di un progetto individuale. L’obiettivo è, infatti, quello di una progressiva presa in carico della persona con disabilità già durante l’esistenza in vita dei genitori e con il suo pieno coinvolgimento nelle scelte di vita.

Ecco le principali novità finanziate con 270 milioni: l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio; la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà; la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili; l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni; la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte; l’istituzione presso il Ministero del Lavoro del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con una dotazione di 90 milioni di euro per quest’anno, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui da l 2018 in poi.

E quattro linee guida a supporto di soluzioni abitative o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare; interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte a eventuali situazioni di emergenza; forme innovative di residenzialità, come le soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, con sostegno al pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e alle forme di mutuo aiuto; accrescimento di consapevolezza, abilitazione e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana.

Infine, una nota che ho già espresso sui social: come nel primo passaggio, il M5s ha votato contro. Una pratica che mette in atto, ormai, a prescindere. Ma in questo specifico caso i grillini hanno dimostrato solo una cosa: non hanno la minima attenzione al bene delle persone e ciò solo in nome di un’opposizione fine a se stessa.

 

Un’amministrazione digitalizzata

Tra le iniziative approvate questa settimana, anche l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni statali e locali e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Una decisione che si basa sulla premessa che lo sviluppo di una società moderna è fortemente correlato alla capacità di utilizzare adeguatamente le tecnologie informatiche, sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Benché nella pubblica amministrazione si sia fatta avanti con sempre maggior forza la consapevolezza che la digitalizzazione sia uno strumento imprescindibile per il corretto funzionamento della macchina amministrativa, e nonostante le ingenti risorse destinate a questo scopo negli ultimi anni, i risultati a oggi conseguiti non sono adeguati agli obiettivi e alle aspettative di semplificazione e di riduzione degli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese, come pure di contenimento dei costi di funzionamento delle stesse amministrazioni.

Verrà, dunque, istituita una Commissione d’inchiesta monocamerale con il compito di verificare il livello di digitalizzazione raggiunto dalle amministrazioni centrali e locali, sia sotto il profilo della dotazione tecnologica, sia sotto quello, altrettanto rilevante, delle competenze dei soggetti responsabili del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni.

Lo scopo è quello di individuare possibili soluzioni, anche di carattere normativo, adeguate a portare il livello di digitalizzazione e informatizzazione delle pubbliche amministrazioni in Italia al livello di quello degli altri Paesi europei.

 

Ok all’intesa con la Soka Gakkai

Uno dei disegni di legge che abbiamo approvato alla Camera riguarda le Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione, già approvato dal Senato.

La Costituzione prevede, infatti, che i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose diverse dalla cattolica siano regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze ed esistono già numerosi altri accordi con istituti religiosi. La storia di questa intesa è molto lunga: il testo è stato elaborato dalla Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose dopo che l’Istituto Soka Gakkai ha ottenuto la personalità giuridica nel 2000 e già nel 2001 aveva avviato la discussione.

La Soka Gakkai riunisce coloro che in Italia aderiscono e praticano l’insegnamento fondato dal Buddha Nichiren Daishonin ed è stata fondata a Tokyo nel 1930. Lo statuto dell’istituto promuove in Italia i valori della pace, della cultura e dell’educazione, coessenziali alla concezione buddista, e per realizzare questo scopo si impegna nel dialogo interreligioso e organizza momenti di riflessione e approfondimento nella società. La sede nazionale è a Firenze.

Il provvedimento riconosce l’autonomia dell’istituto liberamente organizzato secondo i propri ordinamenti, la piena libertà religiosa e specifica che i ministri di culto godano del libero esercizio del loro ministero.

 

Malattie ereditarie, obbligatoria la diagnosi precoce

Via libera anche alle Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie, norma diretta a rendere obbligatoria, appunto, con l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza, l’effettuazione dello screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie ereditarie.

A questo scopo, la legge di stabilità 2015 aveva previsto, in via permanente, l’incremento, pari a 5 milioni di euro dell’autorizzazione di spesa prevista per lo screening neonatale, anche in via sperimentale, per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie.

Inoltre, la norma contenuta nella legge di stabilità 2014 ha disposto che il Ministro della Salute adotti un decreto ministeriale per l’avvio dello screening neonatale per questo tipo di diagnosi, per la cui terapia, farmacologica o dietetica, esistano evidenze scientifiche di efficacia terapeutica o evidenze scientifiche.

Ora, questa proposta di legge, ha messo in atto quanto già stabilito precedentemente, prevedendo anche un Centro di coordinamento sugli screening neonatali, istituito presso l’Istituto superiore di sanità, volto a favorire la massima uniformità nell’applicazione sul territorio nazionale della diagnosi precoce neonatale.

 

Un altro passo avanti sull’ambiente

In via definitiva abbiamo approvato, poi, il provvedimento volto a istituire il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente nonché a disciplinare l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, l’Ispra.

Ancora una volta, questa riforma si pone l’obiettivo di contrastare l’illegalità ambientale e tutelare le imprese più innovative. Con il provvedimento si dà, infatti, finalmente al Paese un’organizzazione efficace ed efficiente del sistema dei controlli che garantisca il rispetto delle norme, ma anche quella complessa attività di monitoraggio e di raccolta dati che serve per migliorare il grado di conoscenza dei numerosi fattori ambientali.

La nuova legge conferisce maggiore autonomia alle Agenzie e all’Ispra, definisce in maniera chiara il rapporto fra controllore e controllato, richiede un surplus di professionalità a chi dovrà dirigere le organizzazioni che, pur rimanendo strutture tecniche strumentali, formuleranno pareri che saranno vincolanti per le autorità competenti.

Si costruisce un vero e proprio sistema a rete coordinato dall’Ispra. Rimane la completa autonomia dei livelli regionali e si realizzano sinergie fra gli enti, che oggi sono lasciate alla buona volontà delle persone. Si mettono in rete i numerosi laboratori provinciali, si integrano le specializzazioni tecniche maturate all’interno delle singole agenzie. Si determinano livelli di prestazione tecnica ambientale uniformi per tutto il territorio nazionale.

Insomma, una legge che rappresenta una risposta importante nella direzione di un rafforzamento della credibilità del sistema pubblico dei controlli ambientali, garantendo maggiore omogeneità e certezza per i cittadini e per le imprese su tutto il territorio nazionale.

 

A che punto è il Ttip

Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha tenuto alla Camera un’informativa urgente del Governo relativa al negoziato tra l’Unione europea e gli Stati Uniti sull’accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, noto come Ttip che, ha detto, viene considerato come un punto di svolta nelle relazioni economiche internazionali, capace di portare l’Italia in una nuova fase della globalizzazione, con vantaggi anche per l’Europa. In premessa, Calenda ha ricordato che dagli anni Novanta i Paesi avanzati hanno iniziato un rapido processo di apertura dei propri mercati ai prodotti di Paesi allora emergenti, che invece mantenevano sostanzialmente intatte le loro protezioni. L’idea di fondo era che occorresse accordare loro vantaggi competitivi per sviluppare economie produttive che si sarebbero poi evolute in economie di consumo aperte ai nostri prodotti. Ma a oggi permane un’asimmetria, che ha determinato da un lato una diminuzione delle differenze tra le aree del mondo, dall’altro una forte pressione sulla classe media dei Paesi avanzati, che vede nell’internazionalizzazione squilibrata dell’economia un generatore di ingiustizie inaccettabili.

In questo contesto nascono i grandi negoziati lanciati dagli Usa: la Ttip, in particolare, vede profilarsi una grande area di libero scambio tra Paesi che accettano regole del gioco equilibrate e standard elevati, un’alleanza che, una volta compiuta, metterà insieme il 60 per cento del Pil.

Secondo il Ministro, dunque, il Ttip ha innanzitutto l’obiettivo di riportare il timone della globalizzazione nelle nostre mani: si tratta cioè di un indispensabile antidoto agli squilibri causati dalla globalizzazione. Inoltre, il Ttip potrebbe essere particolarmente vantaggioso per l’Italia, anche perché i dazi e le barriere non tariffarie, oggi presenti negli Usa, colpiscono, in particolare, i settori di nostra specializzazione: dal tessile alle calzature, dall’agroindustria alla ceramica. Barriere regolamentari che ricadono soprattutto sulle nostre piccole e medie imprese. E allo stesso tempo in nessun caso il Trattato potrà portare a un abbassamento degli standard. Su questo punto entrambi i negoziatori sono stati molto chiari: se convergenza ci sarà, sarà verso l’alto.

Ma il Governo su un punto è chiaro: sostenere che il Ttip è importante, non vuol dire affatto essere pronti a chiuderlo a ogni costo. Il rischio che un equilibrio negoziale non sia raggiunto è più che concreto. I due punti più sensibili sono gli appalti pubblici e le indicazioni geografiche. Riguardo al settore lattiero caseario, ad esempio, la posizione Usa è stata, per ora, accomodante, con la possibilità di darvi piena liberalizzazione. Esistono, poi, altri numerosi comparti che beneficerebbero dell’accordo, soprattutto in tema di convergenza degli standard: dal settore automobilistico e dei motoveicoli al farmaceutico. Riguardo ai prodotti tessili gli ostacoli sulle caratteristiche dei tessuti e l’etichettatura sembrano avviarsi a soluzione; sono in discussione ulteriori temi che riguardano, tra l’altro, lo sviluppo sostenibile, l’ambiente, l’energia e le materie prime, le Pmi, la protezione dei lavoratori, l’anticorruzione.

 

Suinicoltura sulla strada giusta

Questa settimana il Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha convocato, a Brescia, il Tavolo della suinicoltura, cominciando a dare alcune risposte al settore.

Tra gli interventi già previsti la compensazione Iva sulle carni e la moratoria dei debiti. Anche la promozione dei prodotti della filiera ai consumatori ha un ruolo fondamentale per il settore. Accanto a questo, va nella giusta direzione la proposta di un marchio unico nazionale per i regimi di qualità che aiuti a valorizzare tutti i tagli di carne suina, come avevo richiesto anche nella mia risoluzione in Commissione Agricoltura della Camera, così da aumentare il valore di tutta la carcassa e una maggiore entrata agli allevatori.

Insomma, dal mio punto di vista, siamo sulla strada giusta e fa bene il Ministro a fissare un tavolo di verifica per proseguire su questa linea anche con interventi strutturali da concordare.

 

 

Paolo Cova

Trattato TTIP

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Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione di indirizzo per il trattato TTIP. In questi mesi si è parlato più volte che mancassero informazioni e trasparenza su questo trattato. Mi sembra allora opportuno diffondere la Risoluzione approvata che puoi leggere se clicchi su risoluzione TTIP.

Mi sembra importante segnalare che in questo trattato l’Europa voglia mantenere i propri standard sanitari e qualitativi per il settore agroalimentare( vedi punto xxvii e ii e iv). Le produzioni di eccellenza, di cui l’Italia è ricca, posso avere maggiori margini di esportazione cadendo alcune barriere doganali.

Se volete potete anche vedere la scheda di lettura predisposto dagli Uffici della Camera, la scheda aggiornata dell’accordo se clicchi su RUE_Scheda aggiornata_2015 07 21 e il Dossier Europeo se clicchi su Dossier Europeo su TTIP

Audizione Ministro Martina su TTIP

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Il 19 novembre 2014 c’è stata l’audizione del Ministro per le politiche agricole e forestali Maurizio Martina sul tema del trattato TTIP.

Alcune mie considerazioni:

  •  Gli atti sono pubblici e diffusi come previsto dalla Commissione Europea
  •  Per il settore agroalimentare viene mantenuto il Diritto di Precauzione per cui senza certezze scientifiche non si consente la commercializzazione di alimenti trattati.
  •  Mantenimento delle indicazioni di produzione
  •  Gli OGM non sono tema di questo trattato

Se vuoi leggere la relazione del Ministro Martina clicca su Ministro Martina su TTIP