Tag Archives: Uranio impoverito

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#iocorro

Quando sei al quarantesimo chilometro di una maratona ti senti addosso tutta la stanchezza della corsa, ma hai in te la consapevolezza che ormai la gara è finita. Solo 2195 metri ti separano dall’arrivo e in te senti crescere la carica per tenere il ritmo della corsa arrivando di slancio al traguardo.  Oggi provo la stessa sensazione: siamo così vicini e ci siamo insieme. Il ritmo tenuto è stato molto buono, tanti tra di voi si sono spesi con generosità ma non basta ancora per avere la certezza che al termine di questa corsa arriveremo vittoriosi. Perché questa volta non basta partecipare, occorre vincere! Per esserne certi non dobbiamo desistere ora. Cambiamo il passo insieme e proviamo ad arrivare primi: creiamo occasioni perché io possa incontrare le persone, gli ultimi indecisi, chi ha bisogno di sentirsi motivato a votarmi. Raccontiamo e facciamo sapere il tanto fatto in questi anni e quale futuro vogliamo costruire insieme per il nostro Paese. Siamo al momento della scelta.

 

Elezioni regionali

In Regione Lombardia ci saranno anche le elezioni regionali (scheda verde) e il mio suggerimento va ad alcune persone che ho conosciuto in questi anni.

Come saprai si potranno mettere due preferenze, una di genere femminile e una maschile.

Ti suggerisco Fabio Pizzul come nome maschile.

Anna De Censi per chi vota a Milano città e Nadira Haraigue per la provincia di Milano.

 

 

Uranio, i risultati dell’indagine

A giugno 2015 la Camera dei Deputati aveva istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.

Nei giorni scorsi abbiamo approvato la relazione finale di un lavoro durato oltre due anni. La prima fase di attività ha seguito un modello di indagine prettamente conoscitiva, volto all’individuazione e al possibile superamento delle carenze normative nel settore. Ciò ha consentito di produrre uno schema di proposta di legge contenente tutte le modifiche alla normativa vigente volte a creare un quadro omogeneo e onnicomprensivo in materia di sicurezza sul lavoro per i militari e i lavoratori civili della Difesa. La seconda fase di attività ha invece prescelto un modus operandi marcatamente ispettivo. Molte sono state le audizioni, gli esami testimoniali e su tre specifici casi abbiamo ritenuto necessario trasmettere gli atti acquisiti alle Procure della Repubblica competenti e, in due circostanze, per conoscenza anche alla Procura generale militare.

I filoni di indagine ci hanno portati anche a fare delle missioni relativamente agli arsenali e alle connesse problematiche di sicurezza e tutele previdenziali del personale rispetto al rischio della presenza di amianto; dei sopralluoghi nell’ambito delle verifiche sulla sicurezza dei lavoratori e sullo stato dei luoghi, anche sotto il profilo ambientale, dei poligoni militari sul territorio nazionale; di approfondimento delle problematiche connesse alla presenza di gas radon.

Le conclusioni le avevo già anticipate parlando delle due relazioni intermedie: molteplici e temibili sono i potenziali rischi a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle Forze Armate, ma anche dalla Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco. Tanto per fare degli esempi, amianto, uranio impoverito, vaccini, ma anche quel killer silenzioso che è la seconda causa di tumore polmonare, il radon.

Le nostre proposte riguardano la sicurezza sul lavoro, inserite nella proposta di legge che contiene anche l’accertamento del nesso di causalità e le prassi applicative, con particolare riferimento alle patologie multifattoriali, ma anche una adeguata tutela previdenziale del personale delle Forze armate, e un indennizzo garantito dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Perciò, le conclusioni di questa grande inchiesta stanno proprio in questo, a mio parere: dare l’opportunità ai militari di avere il giusto indennizzo senza difficoltà, nel caso si trovino a soffrire di qualche patologia correlata, e soprattutto semplificare la richiesta dei danni subiti.

 

PER CONTRIBUIRE ALLA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

 

Puoi fare un bonifico sul conto Unicredit intestato a Nicola Palmieri (mandatario elettorale)

IBAN    IT 32 G 02008 01752 000 105 110 964 Unicredit Astesani

Con causale: contributo alla campagna elettorale di Paolo Cova a cui far seguire, come richiede la legge, gli elementi identificativi dell’ordinante: nome, cognome, indirizzo, data di nascita, documento d’identità.

 

I MIEI APPUNTAMENTI

 

Gli incontri

Lunedì 26 febbraio , al circolo Acli di Lambrate, in via Conte Rosso 5, a Milano, “Una domanda a Paolo Cova”, incontro per capire cosa è stato fatto e quali sono le proposte in campo. Sarà presente Luca Costamagna, assessore del Municipio 3.
Qui la locandina

 

Martedì 27 febbraio , alle 18, al Circolo Pd del Corvetto, in via Mompiani 10, a Milano, incontro sul tema “Lavoro, disabilità, inclusione”: ne parlerò con Massimo Bonini, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Isabella Ippoliti e Stefano Bassi, candidati del Pd alla Regione Lombardia, Laura Specchio, presidente commissione consiliare Comune di Milano con delega al lavoro. Modera Pasquale Cafagna, segretario di circolo.
Qui la locandina

 

Martedì 27 febbraio alle ore 21.00 sarò a Desenzano del Garda a parlare di agricoltura

 

Mercoledì 28 febbraio , alle 21, al Cam di via Mondolfo, a Milano, interverrò all’incontro sul tema “Parliamo di scuola”. Introduce Maurizio Carnovali.
Qui la locandina

 

Venerdì 2 marzo , alle 18.30, al “Cafè des amis”, in via C. Facchinetti 2, in zona Mecenate, a Milano, sarò all’Aperitivo con i giovani del collegio, assieme a Marco Leonardi, consigliere economico del Presidente del Consiglio, per parlare di Lavoro, ambiente ed Europa.

 

Al mercato

Lunedì 26 febbraio , dalle 9 alle 10, mi troverete al mercato di via Pisani Dossi; martedì 27 febbraio, dalle 10.30 alle 12, a quello del Gratosoglio; mercoledì 28 febbraio, dalle 9 alle 12, in via Cermenate; giovedì 1 marzo, dalle 9 alle 12, in via Monte Rombon; venerdì 2 marzo, dalle 10 alle 12, di nuovo al mercato del Gratosoglio.

 

Sulla strada

Martedì 27 febbraio , dalle 7,15 alle 9,15, sarò presente per incontrare i cittadini e i pendolari alla Stazione Rogoredo; mercoledì 28 febbraio, dalle 15,45 alle 16, mi troverete all’istituto comprensivo Pini di via S. da Vimercate 14, e, dalle 16.30 in poi, in piazza Udine; venerdì 2 marzo, dalle 15 alle 18.30, sarò al gazebo di piazza Corvetto.

 

In televisione

Lunedì 26 febbraio , dalle 7.30 alle 9, mi vedrete su Tele7 Gold, alla trasmissione “Aria pulita”.

 

Martedì 27 febbraio , dalle 12.30 alle 13.30, seguitemi per la diretta Facebook dal camper.

 

Mi trovi anche su telegram cercando il canale pubblico @PaoloCova

 

 

Paolo Cova

 

News dal Parlamento

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E ora tutti in bici

Le Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica è il provvedimento che abbiamo approvato alla Camera, questa settimana, e che era atteso da tempo.

Gli obiettivi principali sono la sostenibilità, specialmente nelle aree urbane, e lo sviluppo di forme di mobilità alternative all’automobile, che è rivolta anche a incentivare il turismo in bicicletta che muove in Europa ogni anno oltre 10 milioni di persone.

Il testo prevede una programmazione nazionale stabile e una pianificazione pluriennale relativa alla realizzazione della rete ciclabile nazionale denominata Bicitalia; una programmazione regionale e locale che promuova una mobilità urbana sostenibile, mediante l’intermodalità con i mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale; l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la rete nazionale e gli interventi prioritari per assicurare le connessioni della rete con le altre modalità di trasporto; la realizzazione di aree destinate all’accoglienza delle biciclette nei parcheggi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli scali fluviali e lacustri, nei porti e negli aeroporti; la predisposizione dei mezzi pubblici per il trasporto delle biciclette e la realizzazione di velostazioni nei comuni sede di stazioni ferroviarie, di autostazioni o di stazioni metropolitane.

Tutelato chi denuncia

In inglese si definisce whistleblowing, ma in Italia sono le Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, provvedimento che abbiamo approvato nei giorni scorsi. L’obiettivo è proteggere da discriminazioni o ritorsioni i lavoratori che segnalano illeciti.

In sostanza, il pubblico dipendente che, nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, segnala condotte illecite o di abuso, di cui è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro, non deve subire misure ritorsive determinate dalle segnalazioni quali sanzioni, demansionamenti, licenziamento, trasferimenti, o essere sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi – diretti o indiretti – sulle condizioni di lavoro. Inoltre, la segnalazione da parte del dipendete può essere fatta al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza o all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), oppure si può sporgere denuncia all’autorità giudiziaria ordinaria o a quella contabile. L’adozione di misure ritorsive è comunicata dall’interessato o dai sindacati più rappresentativi all’Anac, che a sua vol ta ne dà comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica o agli altri organismi di garanzia o di disciplina per le determinazioni di competenza.

Le tutele sono estese espressamente anche ai dipendenti degli enti pubblici economici e ai dipendenti di enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, e si applica ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

È previsto il divieto di rivelare l’identità del segnalante e qualora si accertino misure ritorsive verso la persona, al responsabile si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro, fermi restando gli altri profili di responsabilità. Il lavoratore ha anche diritto a essere reintegrato nel posto di lavoro in caso di licenziamento a causa della sua segnalazione. Tuttavia, ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia. Infine, la tutela del lavoratore che segnala illeciti viene estesa anche al settore privato.

Nessun dubbio sugli stipendi

Un altro intervento, votato in settimana alla Camera, che tutela il lavoratore è la proposta di legge sulle Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori. Obiettivo: contrastare la pratica diffusa tra alcuni datori di lavoro di corrispondere ai lavoratori, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.

La norma disciplina la modalità di pagamento che deve essere per il tramite di istituto bancario o ufficio postale, con uno dei seguenti mezzi: bonifico in favore del conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore; pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro; emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di comprovato impedimento.

La retribuzione non può essere corrisposta dai datori di lavoro per mezzo di somme contanti di denaro direttamente al lavoratore.

Il provvedimento esclude l’applicazione della nuova disciplina alle pubbliche amministrazioni, ai rapporti di lavoro domestico e a quelli comunque rientranti nella sfera applicativa dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici. Le violazioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

Uranio: si continua

Sono intervenuto in Aula per sostenere le Modifiche alla deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, recante istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, detta più brevemente “sull’uranio impoverito”, ovvero la principale causa di morte. Ed è stata approvata la necessità di prorogare fino a fine legislatura i lavori della Commissione, di cui, come sapete, faccio parte.

Perché c’è bisogno di proseguire nell’indagine? Perché è risultato che i dati epidemiologici sono di difficile reperimento, la sicurezza sul lavoro va ancora verificata, i poligoni non sono ancora bonificati e risultano ad alto rischio. Un rischio che in questi anni si è ripercosso non solo sulla vita dei militari che li frequentavano per lavoro, ma anche sulla popolazione che ci vive accanto. Questa Commissione ha proseguito l’opera delle tre che avevano fatto lo stesso percorso nelle legislature precedenti, svolgendo un ottimo lavoro per cercare di determinare le cause delle morti di militari a causa dell’uranio impoverito, ma non avevano concluso l’iter e a noi è spettato proprio proseguire in questa indagine. La nostra intenzione è stata di capire se c’era il rispetto delle norme sul lavoro per tutelare la salute, per impedire che in futuro altri militari o civili possano incorrere in questi rischi, solo per il fatto di lavorare in situazioni non vigilate da responsabili della sicurezza.

L’indagine ha messo finora in luce i limiti dei controlli sanitari nell’ambito dell’esercito, ma anche le difficoltà dei militari a reperire i loro dati, il loro percorso sanitario.

La Commissione ha già presentato due relazioni intermedie nel 2016 e nel 2017. Abbiamo, inoltre, effettuato dei sopralluoghi per verificare lo stato ambientale e del personale nei poligoni militari. Capitoli aperti rimangono la verifica dei dati passati sul sistema di vaccinazione, la presenza di amianto e l’analisi dei rischi correlati, la prevenzione, la sicurezza, le norme ancora più stringenti per andare a risolvere la gestione domestica in ambito militare, il tema delle bonifiche, appunto.

Pil per redistribuire le ricchezze

La crescita del Pil nel terzo trimestre del 2017 accelera rispetto al trimestre precedente, passando da +0,3% a +0,5%. E il dato tendenziale, pari al +1,8%, risulta il più alto dal secondo trimestre del 2011, quindi da oltre sei anni. Un successo che interpreto senz’altro come positivo. Ma ora, secondo me, è necessario proseguire sulla strada della riduzione delle disuguaglianze.

Perché sono convinto che un aumento del Pil deve servire a redistribuire le ricchezze e la prossima Legge di stabilità va proprio in quest’ottica.

Prossimi appuntamenti

Vi segnalo la mia partecipazione lunedì 20 novembre 2017 alle ore 20.45 presso il Circolo Ghilardotti a Milano, Via Pergolesi, 15.

Qui la locandina

Inoltre, venerdì 24 novembre 2017 sarò presente all’iniziativa dell’Anpi Ortica sul tema della violenza alle donne a cui seguirà la Cena sociale, per maggiori informazioni clicca sulla locandina.

Paolo Cova

Uranio impoverito: approvata la relazione intermedia. Ora continuiamo a lavorare per tutelare militari e civili

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CAMERA DEI DEPUTATI

On. Paolo Cova parlamentare del Partito Democratico

COMUNICATO STAMPA

On. Cova: “Uranio impoverito: approvata la relazione intermedia. Ora continuiamo a lavorare per tutelare militari e civili”

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito ha approvato questa mattina la relazione intermedia. “Nel confronto, in Commissione, tra deputati e membri della amministrazione della Difesa è risultato chiaro che ci siano margini di manovra per migliorare le condizioni di lavoro nell’ambiente militare – commenta a caldo l’on Paolo Cova, parlamentare del Pd e componente dell’organismo di inchiesta –. È assolutamente necessario tutelare la salute ​e la sicurezza sul lavoro ​dei militari e dei civili nell’ambito della Difesa e mettere in atto tutti gli interventi per salvaguardare anche l’ambiente in cui operano, come, ad esempio, i poligoni militari​”.

Per questo Cova auspica di “continuare a lavorare come fatto finora e soprattutto far proseguire l’iter legislativo per dare maggiori e migliori garanzie a chi lavora nell’ambito di questa importante amministrazione”.

Roma, 17 luglio 2017

Uranio impoverito, la Cassazione va nella direzione della Commissione: anche i militari nell’Inail come gli altri lavoratori

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L’ennesimo caso in cui è stato riconosciuto lo status di ‘vittima del dovere’ a un giovane che aveva dedicato la sua vita alle Forze armate e a salvare quelle degli altri. “È quanto mai importante la strada intrapresa dalla Commissione parlamentare d’inchiesta che nella sua proposta di legge individua nell’Inail l’ente terzo che può garantire i lavoratori delle Forze armate”, dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, componente della Commissione che si occupa di indagare sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e dalla dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dall’esplosioni di materiale bellico ed eventuali interazioni.

 

Il caso cui si riferisce l’on. Cova è quello di Marco Riccardi, artificiere degli Alpini, originario di San Martino all’Argine (Mn), morto a 27 anni, nel 1999, per una rara forma di tumore, dopo aver effettuato due missioni all’estero, in Somalia e soprattutto in Bosnia, a disinnescare ordigni.

 

“Ora la Cassazione ha detto una parola definitiva sul fatto che anche questo genere di lavoratori possano essere vittime del dovere perché esposti a rischi per la salute – prosegue Cova –. Decisione che fa il paio con le conclusioni cui siamo arrivati in Commissione. Abbiamo predisposto, infatti, una proposta di legge per  sanare problemi aperti da ormai 20 anni e che procede al riordino dell’intera materia della tutela previdenziale del personale delle Forze armate, riconducendola nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, garantita alla generalità degli altri lavoratori. La nostra proposta individua nell’Inail il soggetto istituzionale effettivamente idoneo a questo fine. E conformemente a quanto previsto per tutti i dipendenti di ruolo dello Stato, suggeriamo che l’assicurazione del personale delle Forze armate venga attuata dall’Istituto con il sistema della gestione per conto dello Stato”.

 

In questo modo, per il parlamentare Pd, “si andranno a sanare tutte le situazioni, sfociate spesso in ricorsi, di coloro che hanno svolto negli anni missioni all’estero e si sono ritrovati con problemi di salute gravi o purtroppo mortali. Una sorta di giustizia risarcitoria per chi sta ancora pagando o per le famiglie di questi nostri cittadini”.

 

Roma, 23 novembre 2016

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Sull’Uranio Impoverito un grande passo in avanti

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La Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale militare italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli affetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e dalla dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dall’esplosioni di materiale bellico ed eventuali interazioni ha approvato la Relazione di metà mandato che puoi leggere cliccando su relazione di maggioranza Uranio
Al termine di questo lavoro iniziale abbiamo anche predisposto un testo di una proposta di legge per andare a sanare i problemi aperti da ormai 20 anni. Il testo lo puoi leggere se clicchi su PDL Uranio impoverito
Il lavoro svolto in questi mesi ha proseguito quanto fatto nelle scorse legislature ed è giunto a fare una proposta che vuole andare a risolvere i contenziosi in atto e futuri.
Inoltre vuole migliorare le condizioni della sicurezza sul lavoro e della previdenza dei lavoratori delle forze armate.
Un ottimo passo in avanti!

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Scuole belle e funzionali

In tema di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca, alla Camera, abbiamo approvato il disegno di legge di conversione del decreto che contiene disposizioni urgenti, sempre a proposito del grande provvedimento cosiddetto delle “Scuole belle”. Si tratta del decreto legge, che, come forse ricorderete, ha avuto il via libera a marzo, e che prevede fondi aggiuntivi per l’edilizia scolastica, l’assunzione di docenti, la formazione superiore e i fondi per la ricerca, i bonus per acquisti culturali.

Tra i punti principali lo stanziamento di ulteriori 64 milioni di euro per l’anno 2016; l’assunzione dei docenti ancora inseriti nelle graduatorie di merito relative al concorso del 2012 per la scuola dell’infanzia in regioni diverse da quella per cui hanno concorso; l’intervento finalizzato a garantire il tempestivo pagamento delle somme spettanti al personale della scuola per incarichi di supplenza breve e saltuaria; un incremento di 8 milioni di euro dei compensi ai commissari del concorso per docenti; lo stanziamento di 3 milioni di euro annui, a decorrere dal 2016, necessari alla stabilizzazione della Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute (Gssi). Viene, inoltre, estesa a tutti i residenti in Italia che compiono 18 anni nel 2016 – dunque, anche a cittadini di Paesi extra europei, in possesso del permesso di soggiorno in corso di validità – la card per acquisti culturali, dell’importo massimo di 500 euro, istituita dalla legge di stabilità 2016. È prevista, infine, una nuova modalità di calcolo dell’Isee relativo ai nuclei familiari con componenti con disabilità.

Un Settore sempre più partecipato

E sempre in materia “sociale”, questa settimana, abbiamo dato il via libera alla Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Un intervento globale e organico che arriva dopo quelli degli ultimi anni che hanno inciso su aspetti specifici del mondo no profit, dalle associazioni di volontariato alle onlus, fino al servizio civile nazionale.

Obiettivo della legge è creare un sistema che favorisca la partecipazione attiva e responsabile delle persone, valorizzando il potenziale di crescita sociale e occupazionale presente nel campo dell’economia sociale. La norma delega il Governo a varare nei prossimi 12 mesi i decreti legislativi con cui procedere con la riforma generale.

Tra le novità, vi saranno la stesura di un Codice del Terzo settore, contenente le disposizioni generali applicabili a tutti gli enti, la definizione delle forme e delle modalità di organizzazione, l’amministrazione e il controllo, le modalità di tutela dei lavoratori e della loro partecipazione ai processi decisionali. Inoltre, verrà istituito un Registro nazionale del Terzo settore e le relative modalità di iscrizione. Sono previsti l’armonizzazione della normativa sul volontariato e la promozione sociale anche in collaborazione con le scuole, valorizzando l’esperienza dei volontari in ambito formativo e lavorativo; la revisione della disciplina che riguarda le imprese sociali e l’aumento delle categorie di lavoratori svantaggiati per realizzare nuove forme di inclusione; il passaggio del servizio civile da nazionale a universale, prevedendo uno specifico status giuridico per i volon tari e consentendone l’apertura anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti; la creazione di un Consiglio nazionale del Terzo settore in cui confluiranno l’Osservatorio nazionale per il volontariato e l’Osservatorio nazionale per l’associazionismo, organismo di consultazione che dovrà valorizzare le reti associative; la semplificazione della normativa fiscale e l’agevolazione delle donazioni; l’istituzione di una fondazione (Italia Sociale) con lo specifico scopo di favorire l’incontro tra i finanziatori e gli enti beneficiari, dotata di risorse per un milione di euro.

Uranio impoverito: ecco cosa è emerso

Come sapete, faccio parte anche della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito. Questa settimana, abbiamo approvato la relazione sulla sicurezza sul lavoro e sulla tutela previdenziale nelle Forze armate, cosiddetta “intermedia”, che ora verrà trasmessa alla Camera che dovrà discuterla e votare delle risoluzioni su questo tema.

La relazione ha un’importanza fondamentale perché va a dare una spiegazione su alcuni punti che era necessario indagare e chiarire, soprattutto il fatto che diventa improrogabile incaricare un ente terzo che affronti i casi dei militari – ma globalmente intendiamo anche le forze dell’ordine e i vigili del fuoco – ammalatisi in seguito all’esposizione all’uranio impoverito e nanoparticelle, all’amianto o sottoposti a vaccinazioni pre missione che si sono rivelate dannose per loro. L’ente è stato individuato nell’Inail. Tra i punti cardine inseriti nella relazione intermedia, infatti, vi è l’introduzione di criteri di terzietà nella valutazione delle cause di servizio, ispirandosi a principi di probabilità qualificata e multifattorialità, sburocratizzazione e semplificazione delle procedure di riconoscimento che facciano percepire l’amministrazione della difesa come comunità che rispetta il patto nei confronti di chi mette la sua vita a servizio del Paese.

Accanto a questo, verrà presentata una proposta di modifica di normativa di legge che darà atto a quanto la relazione presenta e per risolvere una volta per tutte i problemi emersi in questi mesi di lavoro. L’intenzione è di mettere una parola fine a questo brutto capitolo della storia recente, apertosi nel 1995 con le missioni in Kosovo, entro la legislatura. Mi pare appena il caso di ricordare che oggi coloro che si ammalano e fanno ricorso, perdono e non vedono riconosciuto il danno che hanno subito con l’uranio impoverito, le nanoparticelle, l’amianto o i vaccini. Ecco perché questo è un momento importante della Commissione di inchiesta, il cui lavoro di questi messi adesso andrà in Aula e con l’approvazione delle risoluzioni verrà dato il via libera al Parlamento per attuare quanto proposto nella relazione.

Le soluzioni per il Borgo di San Giuliano

Martedì 31 maggio 2016 sarò a San Giuliano Milanese a parlare del recupero del Borgo di Viboldone. La coalizione “ Fare bene insieme San Giuliano 2021” che sostiene il candidato sindaco Alessandro Lorenzano si propone come amministrazione che investe sulla valorizzazione del territorio.

Se cliccate qui potete leggere la locandina dell’evento

Paolo Cova

Andremo fino in fondo su Uranio Impoverito

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“Proseguono le audizioni in commissione uranio impoverito. Sta finalmente emergendo che le gravi malattie di molti militari italiani nascono in un contesto di multifattorialità che prescinde dalla dimostrazione di uno stringente nesso di causalità”, dichiara Diego Zardini, capogruppo Pd in Commissione. “L’audizione di oggi del professor Trenta ha rafforzato la nostra determinazione ad andare fino in fondo. Se nella precedente audizione, infatti, Trenta aveva tenacemente sostenuto l’assenza di ruolo nelle malattie dei nostri militari della radioattività dell’uranio impoverito, questa mattina ha confermato le sue dichiarazioni rese in tribunale, autonomamente rilevate dalla Commissione, che incolpavano le nanoparticelle derivanti dall’esplosione dei proiettili arricchiti all’uranio depleto (“L’uranio depleto è il mandante, le nanopolveri l’esecutore”). Nessuna reticenza può impedirci di svolgere il nostro ruolo, lavoreremo assieme per ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini, tra Stato e militari: il patto deve essere chiaro. Il nostro impegno è che questa sia l’ultima commissione di inchiesta su questi temi, perché saremo stati capaci di far luce sui fatti, senza intenti punitivi, ma per ottenere giustizia e garantire salute e sicurezza a tutti i cittadini e lavoratori come previsto dall’art. 32 della Costituzione Italiana. Crediamo che solo così lo Stato avrà svolto il suo ruolo fino in fondo”.