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News dal Parlamento

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#iocorro

Queste prime settimane di campagna elettorale lasciano una immagine nitida nei miei occhi: i tantissimi iscritti pd e volontari, che mi stanno sostenendo in questa corsa che con grande passione mi accompagnano nei mercati, agli incontri e nel porta a porta.

Persone in carne ed ossa che si impegnano per un progetto, per ideali, valori e che desiderano incarnarli nella vita concreta delle persone. Corriamo tutti insieme con entusiasmo.

A loro va il mio grazie.

Mi trovi anche su telegram cercando il canale pubblico @PaoloCova

 

   

Da dove vengono pasta e riso

In questi anni di lavoro alla Camera dei Deputati ho sempre battuto su una questione: l’importanza di conoscere la filiera per garantire l’origine e la qualità dei prodotti agroalimentari. E non mi stancherò mai di dirlo. Ebbene, proprio qualche giorno fa è entrato in vigore l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per il riso e la pasta Made in Italy, ovvero si potrà sapere subito la provenienza delle materie prime. Secondo me, un vero successo per noi e per le nostre produzioni tipiche, che, come dico da tempo, tutela non solo l’impresa, ma soprattutto la salute del consumatore.

Addirittura, i due decreti interministeriali firmati dai Ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico dicono che le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in un punto evidente dell’etichetta della pasta secca e del riso, e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili e indelebili. I provvedimenti hanno anche concesso il tempo per smaltire le scorte delle vecchie confezioni nei punti vendita e nei pastifici.

Insomma, come ha detto il Ministro delle Politiche agricole, abbiamo raggiunto un traguardo storico, dopo quello per il latte e i suoi derivati, che ci pone all’avanguardia. In questa legislatura abbiamo lavorato per dare la massima informazione ai cittadini sull’origine degli alimenti e per la tutela dei produttori. Ora ci piacerebbe vedere questo strumento esteso a livello europeo.

 

 

 

PER CONTRIBUIRE ALLA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

Puoi fare un bonifico sul conto Unicredit intestato a Nicola Palmieri (mandatario elettorale)

IBAN    IT 32 G 02008 01752 000 105 110 964 Unicredit Astesani

Con causale: contributo alla campagna elettorale di Paolo Cova a cui far seguire, come richiede la legge, gli elementi identificativi dell’ordinante: nome, cognome, indirizzo, data di nascita, documento d’identità.

 

I MIEI APPUNTAMENTI

 

 

Gli incontri

 

Martedi 20 febbraio , alle ore 19.00 al Circolo Acli Lambrate in via Conte Rosso, aperitivo con Giorgio Gori

Martedì 20 febbraio , alle 21.15, all’auditorium di via Valvassori Peroni 56, a Milano, dialogherò, anche assieme a Deborah Giovanati, candidata al consiglio regionale, sul tema “Perché vale la pena votare? La politica e la sfida del bene comune”.

Qui la locandina

Mercoledì 21 febbraio , alle 18, al Pane Bianco Cafè di via Civitavecchia 60, a Milano, aperitivo con me e Carmela Rozza, candidata alle regionali, per parlare di reddito di inclusione, sanità e cronicità e Aler.

Qui la locandina

Giovedì 22 febbraio , alle 18, al Circolo Acli “Terre e libertà” di via don Giovanni Bosco 7, a Milano, parlerò all’incontro “Da Porta Romana a Porto di Mare: al centro di grandi trasformazioni”.

Qui la locandina

 

Venerdì 23 febbario , al Circolo Mondini in via Freikofel Rogoredo a Milano, presentazione dei candidati del collegio del Senato e Camera con Franco Mirabelli e Paolo Cova

Sabato 24 febbraio alle ore 10.00, presso Il Laboratorio Arcobaleno, Villaggio Barona, via E.Ponti 21 Milano, i Circolo ACLI Barona A77 e ASP organizzano incontro su “Il Futuro del Volontariato e la Riforma del Terzo Settore” con Claudio Bossi, cooperatore sociale ed esperto terzo settore e mio intervento.

Qui locandina

Sabato 24 febbraio , alle ore 11.45 al Circolo Arci via Oglio Milano, il Circolo PD Corvetto organizza aperitivo con Paolo Cova e i candidati alla regione Lombardia Carmela Rozza e Fabio Pizzul.

 

Sabato 24 febbraio , alle 16, nella sala parrocchiale San Giovanni in Laterano di via Pinturicchio 35, a Milano, interverrò alla tavola rotonda tra candidati al Parlamento.

Qui la locandina

Domenica 25 febbraio , dalle 10 alle 12, in piazza Costantino, a Milano, sarò all’aperitivo elettorale che organizzeremo al gazebo del Pd, e nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, replicherò al gazebo di piazza Gabrio Rosa.

 

Al mercato

Lunedì 19 febbraio , dalle 9.30 alle 12.30, mi troverete al mercato di via Santa Rita; martedì 20 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30, sarò in quello al Gratosoglio; mercoledì 21 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30, presenzierò al mercato di via Emo; giovedì 22 febbraio, dalle 9 alle 12, sarò in via Monte Rudinì e via Ungheria; venerdì 23 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30, mi troverete in via Curiel.

 

 

In televisione

Lunedì 19 febbraio , dalle 20.30 alle 23, mi vedrete su Telenova, alla trasmissione “Linea d’ombra”.

Sabato 24 febbraio , dalle 6 alle 9, sarò su Canale Italia, a “Notizie oggi”.

 

Paolo Cova

 

News dal Parlamento

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Il Governo e il Parlamento stanno lavorando?

Riprendo una affermazione che sento fare spesso in questi mesi sui giornali e nelle trasmissione televisive: il Pd è impegnato solo a vicende interne e non si preoccupa più del paese.

Voglio rassicurare i miei lettori che sia Il Governo che il Parlamento stanno procedendo con le proprie attività.

Un esempio sono l’approvazione delle Deleghe sulla scuola avvenute questo venerdì oppure le deleghe sul Reddito di Inclusione approvate qualche settimana fa.

E così tante altre iniziative svolte dal Parlamento e dal Governo.

Risulta curioso che chi siede anche nei banchi della Camera o del Senato possa fare queste affermazioni perché mente sapendo di mentire oppure non si rende conto di quello che sta facendo mentre è in Parlamento.

L’azione di Governo prosegue e il nostro lavoro nelle Commissioni e in aula si occupa, come sempre, del nostro paese.

E il voucher non c’è più

Li chiamano voucher, ma tecnicamente, questa settimana, alla Camera, abbiamo approvato la conversione in legge del decreto recante disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti. Il testo ora passa al Senato.

Il disegno di legge prevede la soppressione della disciplina del lavoro accessorio e un regime transitorio per i buoni già richiesti fino al 17 marzo 2017, i quali possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017. I dubbi circa la disciplina da applicare durante la fase transitoria sono stati chiariti con un comunicato del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che ha specificato che l’utilizzo dei buoni, in questo periodo, dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto.

Viene, inoltre, modificata la disciplina della responsabilità solidale negli appalti al fine di elevare ulteriormente l’efficacia delle tutele in favore dei lavoratori, in coerenza con la recente evoluzione della disciplina dei contratti pubblici.

Vengono in sostanza abrogate le disposizioni relative alla possibilità, per i contratti collettivi, di derogare al principio della responsabilità solidale tra committente e appaltatore, nel caso in cui, attraverso la contrattazione collettiva, si individuino metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti. Inoltre, quelle relative alla preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore, ovvero la possibilità di intentare l’azione esecutiva nei confronti del committente solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori.

Di riso ce n’è in abbondanza

L’assessore lombardo all’Agricoltura è sempre pronto a lamentare presunte scorrettezze verso l’agricoltura regionale e in questo caso anche italiana. Stavolta, ha scritto al Commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan chiedendogli di contingentare gli stock di riso da importare dai Paesi meno avanzati. Ma forse l’assessore non sa che il riso di qualità italiano non teme la concorrenza di altre importazioni. Probabilmente, chi si è convertito a varietà ormai prodotte in tutto il mondo, soffre di queste importazioni.

Ma in questo caso l’assessore, invece che lamentarsi delle importazioni, dovrebbe preoccuparsi di dare ai risicoltori, tramite il Piano di sviluppo rurale regionale, gli strumenti per continuare nella produzione delle varietà di riso uniche lombarde e italiane. Va favorita, cioè, la coltivazione delle nostre varietà che sono ricercate in tutto il mondo e l’aggregazione della filiera dei produttori.

Paolo Cova

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On. Cova: “Non servono dazi per il riso: bisogna incentivare le nostre varietà”

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“Il riso di qualità italiano non teme la concorrenza di altre importazioni. Probabilmente chi si è convertito a varietà ormai prodotte in tutto il mondo soffre di queste importazioni”, lo dice l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, commentando la notizia che l’assessore lombardo all’Agricoltura ha scritto al commissario europeo Phil Hogan chiedendo di contingentare gli stock di riso da importare dai Paesi meno avanzati.
 
“Invece di lamentarsi delle importazioni, l’assessore Fava dovrebbe preoccuparsi di dare ai risicoltori, tramite il Piano di sviluppo rurale regionale, gli strumenti per continuare nella produzione delle varietà di riso uniche lombarde e italiane – conclude Cova –. Va favorita la coltivazione delle nostre varietà che sono ricercate in tutto il mondo e l’aggregazione della filiera dei produttori”.
 
Roma, 5 aprile 2017

News dal Parlamento

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Missioni e cooperazione: strada della pace

Alla Camera abbiamo approvato la legge di conversione del decreto che autorizza la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali, nonché la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione in numerose aree internazionali di crisi. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Il decreto è stato, dunque, discusso e votato proprio pochi giorni dopo i terribili attentati che hanno colpito Parigi venerdì 13 novembre. E proprio in relazione a questi accadimenti, il relatore ha voluto sottolineare che è nel nome della pace e della giustizia, e della necessità di contribuire attivamente a garantirle e a difenderle, che questo provvedimento è stato emanato. In questo spirito, si prevede il finanziamento di un’ampia serie di iniziative di cooperazione e di sostegno ai processi di ricostruzione e alle misure di sostegno alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione.

Il decreto contiene, dunque, le autorizzazioni di spesa necessarie alla proroga del termine per la partecipazione italiana a diverse missioni internazionali delle Forze armate e delle forze di polizia, le relative norme sul personale e quelle in materia penale e contabile.

Appalti, si cambia

Via libera, questa settimana, anche alla legge delega che riforma la disciplina degli appalti e delle concessioni pubbliche seguendo tre parole d’ordine: semplificazione, trasparenza, qualità. Ora il provvedimento torna al Senato.

Nata dalla necessità di recepire le direttive europee per l’adeguamento della normativa italiana in materia di appalti e contratti pubblici, la legge opera un riordino complessivo della materia e rappresenta un’importante riforma per il rilancio economico del nostro Paese, in particolare per il settore dell’edilizia e dei lavori pubblici.

L’obiettivo è rendere più semplici e flessibili le procedure degli appalti relativi a lavori, servizi e forniture, agevolare l’accesso alle imprese, in particolar modo quelle di piccole e medie dimensioni, e garantire l’efficienza dei lavori stessi, attuando controlli e assicurando l’esecuzione nei tempi e nelle modalità previste.

Cambiamenti sostanziali riguardano gli affidamenti sia per la progettazione che per l’esecuzione delle opere, la richiesta di maggiore qualificazione delle stazioni appaltanti e delle imprese, il ruolo rafforzato dell’Autorità nazionale anticorruzione, il divieto di deroghe alle procedure di affidamento, la riduzione delle varianti in corso d’opera, l’eliminazione dell’aggiudicazione con il criterio del massimo ribasso per le professioni tecniche, la maggiore centralità della fase progettuale sostituendo il progetto preliminare con quello esecutivo.

Proteggiamo la biodiversità

Importante, poi, l’approvazione della legge sulla tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria, che nasce dalla consapevolezza che la perdita di questo patrimonio aumenta a ritmi incessanti ed è necessario intervenire subito.

Il provvedimento istituisce: l’Anagrafe nazionale della biodiversità agraria e alimentare, allo scopo di registrare tutte le risorse genetiche locali di origine vegetale, animale e microbica a rischio di estinzione e di erosione genetica; la Rete nazionale della biodiversità agraria e alimentare, composta dalle strutture locali, regionali e nazionali per la conservazione ex situ del germoplasma (corredo genetico) degli agricoltori e allevatori custodi, che svolge ogni attività diretta a preservare le risorse genetiche locali dal rischio di estinzione o di erosione genetica e si attiva per incentivarne la reintroduzione in coltivazione o in altre forme di valorizzazione; il Portale nazionale della biodiversità agraria e alimentare, per creare un sistema di banche dati interconnesse delle risorse genetiche locali individuate; il Comitato permanente per la biodiversità agraria e alimentare, istituito presso il Ministero delle Politiche agricole per garantire il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di Governo, Stato, Regione e Province autonome sulla materia della tutela della biodiversità agroalimentare.

Tutto questo per dotare il nostro Paese di un sistema di norme capace di riconoscere, proteggere, recuperare e organizzare la biodiversità agricola ed alimentare, per investire sull’enorme ricchezza rappresentata da varietà e razze locali e per valorizzare l’inestimabile patrimonio italiano di conoscenze, memoria e pratiche sostenibili.

 

 

 

Riso tutelato in etichetta

E sempre in tema di protezione dei nostri prodotti agroalimentari, alla Camera abbiamo approvato una mozione che affronta i problemi del mondo della risicoltura, il quale attraversa una fase di cambiamento di notevole portata. Il comparto è per certi versi vulnerabile a causa di un paventato e progressivo venir meno della protezione offerta dalle politiche integrative della Politica agricola comune e per l’aumento progressivo delle importazioni a dazio zero.

Poiché l’Italia è il primo produttore nell’Unione europea con oltre il 50% della produzione e più di 14 milioni di quintali l’anno, abbiamo impegnato il Governo a continuare a intervenire nelle competenti sedi comunitarie a tutela del mercato italiano del riso, in particolare affinché sia attivata la clausola di salvaguardia rispetto alle importazioni a dazio zero; a intervenire a livello europeo per l’attivazione di adeguate misure di controllo e di garanzia in relazione ai modelli di produzione dei Paesi terzi con particolare riguardo al rispetto dei diritti sociali, alla salvaguardia ambientale e alla sicurezza e salubrità dei prodotti; ad adottare le iniziative necessarie per rendere immediatamente applicabile al riso e ai prodotti a base di riso la normativa sull’etichettatura di origine dei prodotti agroalimentari; ad assumere iniziative per innovare la normativa nazionale vigente disciplinando sist emi di etichettatura volti ad indicare la varietà del riso e dei prodotti a base di riso; ad adottare idonee iniziative normative volte ad introdurre sanzioni accessorie affinché siano resi noti e pubblici i riferimenti degli operatori eventualmente coinvolti in pratiche commerciali ingannevoli, fraudolente o scorrette, finalizzate a immettere sui mercati finti prodotti made in Italy, nonché i dati dei traffici illeciti accertati; ad avviare un programma di comunicazione, su scala europea ed internazionale, sulla qualità del riso italiano valorizzando le peculiarità di sostenibilità ambientale e di salubrità delle produzioni italiane.

 

 

Canapa, ma che sia industriale

In Commissione Agricoltura, questa settimana, abbiamo approvato, in sede legislativa, la legge sulla canapa industriale, una norma che permetterà di rilanciare la filiera della canapa italiana. Ora il testo passerà al Senato.

Sono due gli elementi fondamentali di questa legge: l’aumento del principio attivo Thc, dallo 0,2% allo 0,6%, sostanza incriminata che rende psicotropa la pianta, ma che in natura serve a renderla più resistente agli attacchi di insetti e microrganismi e che ora impedirà facili sequestri, e lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per gli impianti di trasformazione.

A questo punto, si potrà creare una realtà produttiva che può far riferimento a settori come il tessile, l’agroalimentare e l’edilizia sostenibile.

 

 Milano crocevia di migranti

Mi fa piacere segnalare che sabato 28 novembre, dalle 9.30 alle 14, in via Sant’Antonio 5, a Milano, l’Associazione Noifuturoprossimo.it-Il Sicomoro organizza un appuntamento, interessante e di ampio respiro, assieme ad altre due importanti realtà milanesi, “Occhisulsociale” e ” Ilcaffègeopolitico”. Si tratta di un laboratorio di approfondimento socio-politico, rivolto preferibilmente alle giovani e ai giovani fino ai trent’anni, sul tema “Mediterraneo e migranti: Milano, incrocio e attraversamento della città”.

 

Qui il volantino per i dettagli

Paolo Cova