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A Cormano contro i fascismi

Con l’avvicinarsi delle elezioni elettorali sembra che una serie di formazioni di destra abbiano deciso che è ora di uscire allo scoperto e un modo di pensare all’Italia e alla sua società lontano anni luce da noi, ha ripreso vigore. Ecco perché mi sono sentito di invitare caldamente chiunque potesse a partecipare al presidio antifascista che si è tenuto a Cormano sabato, organizzato dall’Anpi e al quale hanno partecipato tutte le forze politiche di maggioranza. La partecipazione voleva dare un segnale alla deriva che stanno prendendo certe forze di estrema destra.

Sono stati troppi i gravi episodi intimidatori che si sono susseguiti sul territorio della Lombardia. Non dobbiamo mai abbassare la guardia di fronte a chi propugna disvalori contrari alle conquiste democratiche rappresentate in primis dalla nostra Costituzione. Il presidio di Cormano lo ha dimostrato una volta di più.

 

Un bilancio per le famiglie

Proseguo nell’illustrazione della legge di bilancio, spiegandovi meglio cosa contiene in tema di politiche sociali e per la famiglia. Avevo già parlato del Rei, il reddito di inclusione, che introduce più beneficiari e importi più alti, o del bonus bebè, come pure dei 75 milioni di euro che permetteranno di dare continuità al trasporto degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali delle scuole secondarie. Ma sono anche altre le misure previste.

Ad esempio, al fine di garantire il servizio sociale professionale come funzione fondamentale dei Comuni e, contestualmente, gli interventi e i servizi sociali per il contrasto alla povertà, si prevede che gli ambiti territoriali possano effettuare assunzioni di assistenti sociali con rapporto di lavoro a tempo determinato. Inoltre, l’Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza potrà avvalersi di ulteriori 10 unità di personale in posizione di comando obbligatorio.

Ma c’è dell’altro sul fronte sociale. Vengono assegnate risorse al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione destinando 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Sono estesi i benefici della legge contro gli sprechi alimentari anche ad altri prodotti, come quelli per l’igiene e la cura della persona e della casa, integratori alimentari, biocidi, presidi medico chirurgici e prodotti farmaceutici, di cartoleria e cancelleria. Si estende alle ricercatrici a tempo determinato, a decorrere dal 2018, l’istituto della sospensione della durata massima dei contratti a termine durante il periodo di astensione obbligatoria di maternità, prorogando il termine di scadenza per un periodo pari a quello dell’astensione obbligatoria. Si prevede che la gravidanza e la maternità possano essere considerate come un “legittimo impedimento” a comparire nei procedimenti pe r le avvocatesse.

È stato introdotto anche un contributo complessivo di 100 milioni di euro per ciascun anno fiscale del triennio 2018-2020, in favore delle fondazioni bancarie, sotto forma di credito di imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in specifici ambiti dei servizi sanitari e socio assistenziali, che rientrino negli scopi statutari finalizzati alla promozione del welfare di comunità.

Sul fronte dell’importantissimo caregiver familiare, è stato istituito un Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza da 60 milioni destinato alle persone che assistono i malati in casa, siano essi familiari, coniugi, partner di unioni civili o conviventi di fatto. Sono state introdotte tra gli oneri detraibili le spese sostenute per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento, in particolare delle lingue straniere, per minori o per maggiorenni fino al completamento del ciclo di istruzione secondaria, che presentino disturbi specifici dell’apprendimento.

 

Cos’è l’inclusione

E sul fronte della legge di stabilità 2018, segnalo che lunedì 29 gennaio, alle 17.30, al MaMu di via Soave 3, a Milano, sarò tra i relatori dell’incontro sul tema “Crescita e inclusione”. Interverranno, fra gli altri, Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, e Francesco Longo, docente di management pubblico alla Bocconi. Introduce Mattia Cugini, coordinatore del Pd nel Municipio 5.

 

Qui la locandina

 

Mobilità e urbanistica a Milano

Precedentemente, sabato 27 gennaio, alle 9.30, al Cam Mondolfo, nell’omonima via di Milano, parteciperò al workshop con due tavoli tematici su “Mobilità e urbanistica, gli scenari futuri per Milano dal Municipio 4”, assieme a Pierfrancesco Maran, assessore comunale all’Urbanistica, Marco Granelli, assessore alla Mobilità, e Pietro Bussolati, segretario cittadino del Pd e candidato alle elezioni regionali.

 

Qui la locandina

Paolo Cova

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Stop alle maxibollette

Le Disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici è uno dei provvedimenti, approvati questa settimana, che interessano di più ai cittadini.

Sul tema delle maxibollette, ossia l’emissione di fatture di rilevante importo a conguaglio dei consumi di energia elettrica, gas e acqua, è già intervenuta la legge annuale per la concorrenza, introducendo il diritto dei consumatori alla rateizzazione delle stesse, con il solo diritto per i fornitori agli interessi legali nei confronti del cliente finale, nonché attribuendo all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico il compito di adottare misure per responsabilizzare i distributori e individuare modalità idonee a favorire l’accessibilità dei contatori da parte dei distributori stessi.

Tuttavia, il fenomeno, pur essendosi notevolmente ridotto, resta ancora attuale. L’Antitrust continua infatti a ricevere segnalazioni da parte dei consumatori in relazione a fatture di conguaglio pluriennali, ben superiori ai due anni, contenenti anche la richiesta di somme prescritte.

Le norme approvate si rivolgono, in particolare, agli utenti domestici, alle microimprese, ai professionisti: d’ora in avanti, nei contratti relativi a questi servizi, il termine di prescrizione per l’emissione delle fatture passa da 5 a 2 anni, incentivando in questo modo, un efficientamento e una maggiore trasparenza del sistema di verifica e trasmissione delle letture. È stato sancito il diritto del consumatore a ottenere il rimborso, nel caso in cui sia dovuto, entro tre mesi; viene incentivata l’autolettura come strumento di consapevolezza e di certezza da parte dei clienti e sono state introdotte norme per l’accesso dei cittadini utenti ai dati relativi ai propri consumi tramite il Sistema informativo integrato.

Pane, ma che sia di qualità

Questa settimana abbiamo approvato le Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane, che fornisce una risposta normativa ad alcune problematiche particolarmente sentite nel settore della produzione e della commercializzazione del pane relative in particolare a una regolamentazione chiara di cosa debba intendersi per pane fresco rispetto al pane conservato. Inoltre, si introducono più nel dettaglio disposizioni in grado di garantire il diritto all’informazione dei consumatori e di valorizzare il pane fresco.

In sostanza il provvedimento si occupa di rilanciare il settore del pane fresco artigianale, restituendo competitività a un comparto di estrema importanza per l’economia del Paese, quello della panificazione artigianale italiana, tutelandone la tipicità e la specificità. Stiamo parlando di un patrimonio inestimabile che conta circa 200 specialità, di cui 95 già iscritte nell’elenco del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Si tratta di un settore del valore di 7 miliardi di euro, con 400.000 addetti, operanti in 25.000 imprese, in gran parte di dimensioni familiari, che sfornano in media 100 chilogrammi di pane al giorno, ciascuna.


Contraffatto vuol dire criminale

Questa settimana abbiamo discusso la relazione e approvato in seguito una risoluzione a proposito del lavoro fatto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo sui rapporti tra criminalità organizzata e contraffazione.

Ne è emerso che in questi anni di attività della Commissione le audizioni, gli approfondimenti svolti, le indagini concluse, ci hanno consegnato un quadro di informazioni piuttosto chiare circa le tendenze del fenomeno contraffazione, ovvero una sua crescita esponenziale; un quadro normativo e politiche di contrasto disomogenee a livello internazionale; una flessibilità straordinaria nell’innovare e adattare le tecniche di contraffazione; un intreccio assai diffuso con il lavoro nero, i fenomeni di inquinamento ambientale.

Questi elementi sono stati, e in alcuni casi purtroppo continuano ad essere, una sorta di humus per un forte intreccio con varie forme di criminalità organizzata, come emerso da indagini svolte nel nostro Paese e in contesti internazionali. Numerose audizioni hanno informato la Commissione su queste relazioni con camorra, ’ndrangheta, cosa nostra e anche con dinamiche di finanziamento delle forme di terrorismo internazionale.

La Relazione è frutto del lavoro di molti mesi e di un percorso che ha cercato di indagare, per quanto possibile, il fenomeno, di raccogliere dati, di interrogarsi sulle ragioni di questo rapporto. Ma già nel corso delle precedenti relazioni era emerso con chiarezza il ruolo crescente della criminalità organizzata nello sviluppo del fenomeno della contraffazione e come senza analizzare questo profilo l’analisi del fenomeno complessivo fosse incompleto.

Preoccupazione costante della Commissione nel corso della legislatura è stata quella di non limitare l’analisi ai dati evidenti del fenomeno, che spesso privilegiano i momenti terminali di una filiera costituiti dalla vendita al dettaglio e all’attività di contrasto delle forze dell’ordine e della magistratura che portano ai sequestri della merce contraffatta e ai successivi procedimenti penali, ma invece di risalire e comprendere l’intera filiera del fenomeno.
Il gioco deve essere inclusivo

La Convenzione sui diritti del fanciullo prevede che gli Stati riconoscano ai ragazzi il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della loro età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica, includendo tra i titolari di questo diritto anche i bambini e i ragazzi con disabilità. Anche l’Italia ha aderito a questo principio, ma è pur vero che il gioco diventa un problema quando la difficoltà a muoversi o l’incapacità di vedere, oppure ancora la scarsa capacità d’attenzione e concentrazione su di un compito, lo compromettono.

Ecco perché abbiamo approvato una mozione concernente iniziative di competenza volte a favorire la diffusione dei parchi giochi inclusivi che impegna il Governo ad assumere iniziative per diffondere la cultura, non solo presso gli utenti ma anche presso le pubbliche amministrazioni interessate, della necessità di prevedere dei parchi giochi inclusivi, dove tutti i bambini, indipendentemente dalle loro condizioni psicofisiche, possano giocare insieme; a predisporre linee guida volte a definire quali siano le caratteristiche di un parco giochi inclusivo e le modalità che ciascuna amministrazione locale deve rispettare per dotarsi sul proprio territorio di parchi giochi inclusivi, nonché a redigere un censimento di quelli che sono fino ad oggi i parchi giochi inclusivi presenti sul territorio nazionale; ad assumere iniziative per prevedere, nel primo provvedimento utile, risorse finanziarie adeguate da trasferire alle amministrazioni locali per l’istituzione di nuovi parchi giochi inclusivi.
Sanità, fermiamo la corruzione

Una delle mozioni approvate nei giorni scorsi riguarda le iniziative volte a contrastare il fenomeno della corruzione in ambito sanitario. In sostanza, l’atto impegna il Governo a continuare e coordinare con sollecitudine il lavoro globale e sistematico già intrapreso dalle varie istituzioni di lotta alla corruzione, in particolare nel settore sanitario; a diffondere e incentivare con tecnologie e con metodi innovativi l’utilizzo degli open data (tutte le informazioni devono essere trasparenti e accessibili) e la semplificazione di tutte le procedure, promuovendo così la cultura della trasparenza nella pubblica amministrazione; a predispone tutte le misure necessarie per applicare il piano triennale contro la corruzione specialmente per ciò che riguarda la rotazione dei dirigenti e dei funzionari; a incentivare e promuovere l’adozione da parte delle aziende ospedaliere ancora sprovviste, di linee guida per l’elaborazione dei piani anticorruzione; a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché siano garantite la trasparenza nei bilanci, la trasparenza dei bandi di gara e di concorso, la trasparenza nei rapporti con il privato, la trasparenza nei tempi di attesa; a dare piena e completa attuazione alle strategie di trasparenza e informazione contenute nei regolamenti europei; ad assumere le iniziative di competenza perché si evitino comportamenti non corretti nell’attività extra e intramoenia; a predisporre tutte le iniziative necessarie affinché non si instaurino conflitti di interesse in capo ai gestori di servizi in global service ai quali dovrebbe essere vietato di avere interesse diretto o indiretto nella produzione dei beni oggetto dei servizi interessati dall’appalto.
Uomo prevalga su arma

In questo periodo, con l’avanzare così spinto delle tecnologie e delle grandi basi di dati, vi è una crescente attenzione, anche in campo internazionale, sull’impatto derivante della possibile futura creazione e dispiegamento nei teatri operativi di Sistemi di arma autonomi letali, che potrebbero eliminare la presenza di operatori umani dal teatro operativo. In questo senso, vi è una discussione anche con riferimento ai profili di compatibilità con il Diritto umanitario internazionale.

Per questo abbiamo approvato una mozione volta a promuovere una moratoria internazionale dello sviluppo di sistemi di arma di tipo Aws (Autonomous Weapons Systems), così si chiamano, e a prevedere un divieto di sviluppo e commercializzazione di questi sistemi di arma in ambito nazionale. E l’atto impegna il Governo a continuare a partecipare attivamente al dibattito internazionale in corso in particolare nell’ambito della Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati, di concerto con i principali partner dell’Italia, continuando a confrontarsi con gli stakeholders, inclusi gli esperti di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di arrivare a una definizione e a una regolamentazione internazionale dei sistemi d’arma di tipo Lethal Autonomous Weapons System (Laws) posto che la posizione italiana al tavolo neg oziale, anche in vista di una moratoria internazionale, deve prevedere da un lato che gli esseri umani continuino a prendere l’ultima decisione sull’uso della forza letale ed esercitino sufficiente controllo sulle future Laws e dall’altro, che vi sia una valutazione della conformità dello sviluppo e dell’uso delle Laws con il diritto internazionale umanitario. E ad assumere iniziative per un rafforzamento della valutazione ex-ante di conformità al diritto internazionale umanitario dei sistemi d’arma di tipo Laws destinati ad essere sviluppati in favore delle Forze Armate.
Non neghiamo la brutalità del fascismo

La scorsa settimana è successo un secondo episodio di stampo fascista, dopo quello di Como: sul cavalcavia Buccari, al quartiere museo di Orme – Ortica Memoria, è stata cancellata la scritta “Bella ciao” e sostituita con una frase inneggiante al ventennio. Ho espresso la mia più viva indignazione per quanto accaduto. È chiaro che c’è un continuo tentativo di negare la storia e la tragicità e la brutalità usata dal fascismo, che vediamo riproposte oggi, anche senza la presenza di atti violenti. Ma è solo apparenza, perché sempre di una forma di aggressione si tratta, sia che un gruppo di persone entri in una riunione a leggere proclami assurdi e fuori dal tempo, sia che nottetempo qualcuno cancelli una scritta per sostituirla con il suo contrario.

Ma il punto è che il razzismo non può essere sdoganato come una semplice banalizzazione, in quanto va a colpire la persona nella sua integrità. E va combattuto sempre.

Ancora una volta la mia più viva solidarietà al Museo e alle migliaia di persone del quartiere che lavorano per integrare e creare una comunità nel nome della democrazia e dei suoi valori fondanti.

 

 

Prossimo appuntamento: sabato 16 dicembre dalle ore 9.00 alle 12.30 presso Palazzo Pirelli a Milano parteciperò all’evento: “Non lasciamoci rubare la speranza” argomenti per l’oggi e il domani della politica in Lombardia.

Paolo Cova

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Il fascismo è reato
Voglio esprime tutta la mia solidarietà all’On.Emanuele Fiano per le minacce ricevute per essere stato il primo firmatario di questa legge. Una proposta di legge molto dibattuta, in questo momento, in Italia, ma che noi, alla Camera, non abbiamo avuto alcun dubbio a votare e senza ulteriori perdite di tempo: l’Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. La norma, punisce la propaganda del regime fascista e nazifascista e viene aggiunta ai delitti contro la personalità interna dello Stato.
Ecco cosa prevede. Viene punita la condotta di chi propaganda immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, o delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, o ne richia ma pubblicamente la simbologia o la gestualità. La punizione avviene con la reclusione da sei mesi a due anni.
Si tratterà di un delitto perseguibile d’ufficio: da un lato, la propaganda attiva e quella che si manifesta anche solo nei diversi passaggi della filiera produttiva (dalla produzione alla distribuzione, alla diffusione, alla vendita) di immagini, oggettistica, gadget di ogni tipo che comunque sono chiaramente riferiti all’ideologia fascista o nazifascista o ai relativi partiti; dall’altro (per mezzo del richiamo alla gestualità, oltre che alla ideologia) comportamenti quali il saluto romano o nazifascista fatto in pubblico e l’ostentazione pubblica di simboli che a questi partiti o ideologie si riferiscano.
La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici, che costituiscono, dunque, un’aggravante.
Qualcuno si è chiesto se ce n’era proprio bisogno: noi rispondiamo convintamente sì, perché nel tempo si è dovuta riconoscere l’insufficienza degli strumenti predisposti dal legislatore per la repressione di questi comportamenti individuali di propaganda. È sotto gli occhi di tutti che, non soltanto in altri Paesi d’Europa, ma anche nel nostro Paese, sono sempre più frequenti gli episodi e le manifestazioni che richiamano apertamente concezioni apologetiche del fascismo e del nazifascismo. Gesti, condotte e comportamenti spesso violenti, intolleranti, razzisti.

 

Stato-Regioni: tempo di revisione


Con una risoluzione, questa settimana, alla Camera, abbiamo anche approvato la Relazione all’Assemblea sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali e sull’attuazione degli statuti speciali, approvata dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
La Commissione ha avviato una riflessione sullo stato del regionalismo e, più in generale, sull’assetto degli enti territoriali del Paese, dopo l’esito non confermativo del referendum costituzionale del dicembre 2016. La strada indicata dalla riforma costituzionale, con il superamento del bicameralismo paritario e la configurazione del Senato quale Camera delle autonomie e con la revisione del titolo V, non risulta più percorribile. Restano peraltro sul tappeto i problemi a cui il nuovo assetto istituzionale intendeva dare una risposta, in primis l’individuazione di forme di raccordo tra Stato ed autonomie territoriali che consentano un più rapido ed efficace raggiungimento di posizioni condivise, una semplificazione del quadro dei relativi rapporti ed il superamento del contenzioso istituzionale.
La Commissione ha perciò portato a compimento il percorso intrapreso negli ultimi due anni con lo svolgimento di due indagini conoscitive sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al sistema delle conferenze, e sulle problematiche concernenti l’attuazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale. Inoltre, ha svolto un’ulteriore breve indagine conoscitiva mirata all’individuazione di proposte concrete e operative per completare il quadro istituzionale delineato dalla riforma costituzionale del 2001, che può ritenersi consolidato, adeguando finalmente le procedure parlamentari.

 

Blocchiamo la contraffazione sul web
Via libera anche a una seconda relazione, quella sul fenomeno della contraffazione sul web, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Il fenomeno della contraffazione che si perpetra attraverso i sistemi telematici di e-commerce e via web in generale è forse uno dei più delicati e complessi nella prospettiva della definizione delle strategie di contrasto di questi fenomeni illeciti. La contraffazione via web è sempre più rilevante per la crescita esponenziale delle transazioni commerciali. La Commissione ha deciso pertanto di approfondire il tema, analizzando le modalità con le quali si manifesta oggi il commercio illecito di beni contraffatti con la lesione dei diritti di proprietà industriale e la pirateria digitale, particolarmente nel campo dei media audiovisivi in violazione del diri tto d’autore, che si realizzano in forme svariate, palesi od occulte, nei siti e nelle piattaforme di e-commerce e nei social forum su Internet. Il quadro che è emerso da questa ampia ricognizione è molto complesso.
Gli strumenti con cui intervenire sono diversi: ad esempio, un maggior coordinamento possibile a livello internazionale; una revisione delle normative sull’e-commerce in sede europea, per accrescere il livello di responsabilizzazione dei fornitori di servizi sulla rete; un’azione per rendere i consumatori consapevoli del disvalore dei prodotti contraffatti; programmi per intercettare la circolazione di beni e dei servizi illegali; ma anche una black list utile a bloccare la riapertura di nuovi profili per soggetti già bloccati.

 

Bolkestein non deve danneggiare
Con un decreto legislativo del 2010, il legislatore italiano ha dato attuazione alla direttiva Bolkestein, relativa ai servizi nel mercato interno e che ha il fine di facilitare la creazione di un libero mercato di servizi in ambito europeo. Secondo quanto stabilito dalla direttiva, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali. Inoltre, vi è l’obbligo di prevedere procedure selettive, la limitazione della durata delle autorizzazioni, il divieto di rinnovare automaticamente le concessioni e di accordare vantaggi al prestatore uscente.
Il provvedimento ha esteso la Bolkestein anche al settore del commercio ambulante su aree pubbliche. Ma applicato alla lettera, il recepimento della direttiva, introducendo limitazioni temporali, ostacola la programmazione degli investimenti o il recupero di quelli già realizzati, danneggiando soprattutto i piccoli operatori del settore.
Ecco perché abbiamo approvato una mozione concernente iniziative relative all’applicazione della cosiddetta direttiva Bolkestein che impegna il Governo a promuovere proposte in sede di Unione europea per meglio definire la portata e gli effetti della direttiva rispetto al commercio ambulante e, considerando anche la situazione in essere, studiare interventi volti a contenere le potenziali ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale, anche mediante l’individuazione di criteri che, nell’ottica della valorizzazione delle finalità sociali, tengano conto delle diverse caratteristiche, delle dimensioni e dei requisiti professionali acquisiti dagli operatori, della tutela dell’occupazione nel settore e dei luoghi in cui si svolge il commercio ambulante a questo fine costituendo, rapidamente, un tavolo di confronto con gli operatori del commercio su aree pubbliche e i rappresentanti degli enti locali.

 

Medicine in dono
E la seconda, importante mozione della settimana ha riguardato, invece, le iniziative in materia di raccolta e donazione dei farmaci non utilizzati. Questo perché lo sperpero di alimenti e di medicine determina un fortissimo impatto dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Per la prima volta, con la legge Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, del 19 agosto 2016, n. 166, si definiscono, in Italia, i termini come spreco o eccedenza alimentare e si interviene al fine di indirizzare il recupero e la donazione di questi beni all’interno di un programma più vasto di politiche contro la povertà.
Ma per meglio specificarne l’applicazione in campo farmaceutico, appunto, abbiamo impegnato il Governo, nella stesura del decreto applicativo così come previsto dall’articol o 15 della legge n. 166 del 2016 e dalle disposizioni previste dalla legge n. 155 del 2003, che equipara gli enti che svolgono attività assistenziale, nei limiti del servizio prestato, al consumatore finale in termini di responsabilità civile rispetto alla detenzione e alla conservazione dei medicinali, ad assumere iniziative affinché i requisiti di tracciabilità del anno siano coerenti con la finalità perseguite della stessa legge; a prevedere, ai fini di una migliore tracciabilità del farmaco a cura dei donatori, l’aggiornamento della banca dati centrale mediante definizione della specifica causale donazione; a prevedere le specificità legate alle differenti tipologie di soggetti, donatari esistenti, le associazioni che svolgono attività di pura distribuzione di confezioni integre e nel periodo di validità e le associazioni che ricevono in donazione questi beni e li somministrano, fermo restando che tutte dispongano di personale sanitario; a favorire il recupero e la donazione di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale in tutte le fasi della filiera; a definire in via preliminare quali siano i medicinali inutilizzati e quindi cedibili; a ribadire, ai fini della fiscalità, che trattasi di cessioni a titolo gratuito.

 

Paolo Cova

Ci pensiamo mai alla nostra Libertà?

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Ci pensiamo mai alla nostra Libertà?
Girando i giorni scorsi, per una breve vacanza, per i luoghi dove è avvenuto lo sbarco in Normandia il 6 giugno 1944 mi sono posto spesso questa domanda.
Davanti a tanti ragazzi che gratuitamente si sono sacrificati, ben sapendo che molti tra loro nemmeno avrebbero raggiunto la spiaggia, sono rimasto molto turbato.
Colpisce la decisione di sacrificarsi per la libertà di persone che non si conoscono, spesso di un’altra nazionalità con abitudini, a volte, molto diverse dalle proprie. Sacrificarsi anche per quanti sarebbero venuti dopo, per noi, perché fossimo liberi: liberi di scegliere, liberi di pensare, liberi anche di non voler essere tali.
E come stride questa decisione se si pensa che, ora, si fa fatica a trovare persone disponibili a dedicare un po’ del proprio tempo per il volontariato. Tutti impegnati e poco disponibili per gli altri, assistiamo al prevale dell’individualismo e dell’egoismo così lontani dall’altruismo che ha mosso quei giovani.
Vorrei, poi, fare un’altra considerazione. In ogni museo che ho visitato, filmato che ho visto, documento proposto appare chiaro che il nazismo e il fascismo hanno causato una enorme tragedia umana, caratterizzata da morte, distruzione infinito dolore.
Non ci sono tentennamenti su questo giudizio, non ce ne possono essere. Per questo meraviglia osservare quanto si sta cercando di fare in Italia in questi ultimi anni.
Un conto è adoperarsi per favorire un clima di riconciliazione e di pacificazione. Un conto è negare quanto accaduto, scordarsi di quei totalitarismi che, giorno dopo giorno, hanno annullato la libertà delle persone fino ad arrivare a distruggerle annullandole nei lager.
Visitando i tanti cimiteri di guerra è risultato chiaro questo concetto: rispetto per il dolore e la sofferenza del singolo, ma resta netto il giudizio morale su chi è stato causa di questa sciagura.
Infine un’ultima osservazione. E’ possibile comportarsi come turisti che entrano ed escono dalle vicende degli uomini davanti alla Storia: indifferenti, preoccupati esclusivamente della propria vita e dei propri impegni. Non curanti che siamo anche noi chiamati in causa, interpellati perché tutto non sia accaduto invano. Come evitare questo rischio? Mi è stato suggerito un brano del testo di Erich Fromm, “Avere o essere?”, che sintetizza bene quello che intendo dire. Lo riporto, a chiusura di queste brevi righe, lasciando alla vostra riflessione il loro commento.
“La democrazia può resistere alla minaccia autoritaria soltanto a patto che si trasformi, da democrazia di spettatori passivi, in democrazia di partecipanti attivi, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private.”

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