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Che succede (davvero) a Lampedusa

Nei giorni scorsi ho partecipato a un modulo formativo sul tema dei migranti a Lampedusa. Un’esperienza che mi ha permesso di conoscere quanto avviene realmente sull’isola e l’attività che viene svolta per l’accoglienza di queste persone e dentro i centri.

Perciò, mi viene spontaneo fare alcune considerazioni che ci tengo a trasmettere. Ciò che mi ha più colpito è l’attenzione alle persone che arrivano in modo avventuroso e tragico dal mare da parte della popolazione locale che davvero esprime un grande senso dell’accoglienza, al di là di quello istituzionale. In particolare mi è rimasta impressa la frase detta dalla moglie di un pescatore dell’isola: “Quando vedo un uomo in mare, non posso certo lasciarlo in mare”, che è un po’ la legge di chi su quelle acque è nato, cresciuto e ci lavora. Al netto di ogni opinione, ideologia od orientamento politico.

Secondo aspetto, con il tempo e le testimonianze raccolte, tutti abbiamo capito quello che davvero succede nell’inferno della Libia e cosa, in questi ultimi 20 anni, devono aver passato e passano queste povere persone, ma ci si dimentica, o addirittura non si conosce quel durissimo viaggio che devono affrontare per arrivare fino lì e delle atrocità che subiscono anche nella prima parte della loro odissea.

Posso, inoltre, riportare la forte richiesta della popolazione locale di raccontare com’è davvero la vita sull’isola, che è completamente diversa da quella descritta dai media. E devo ammettere che hanno assolutamente ragione: il giorno dopo il mio rientro, ho letto i commenti riportati da un europarlamentare italiano, evidentemente presente sull’isola, che però descrivevano una Lampedusa che ha visto solo lui.

Migranti

Negli ultimi giorno ho avuto modo di partecipare a trasmissioni televisive dove, come sempre, si è parlato molto di sbarchi e di migranti.

Mi sembra importante raccontare cosa è stato fatto in questi 4 anni su questo tema e quale la strategia scelta.

Certamente un investimento a lungo termine ma è la sola strada che consenta di avere dei risultati negli anni.

Nel 2013-inizio 2014 si è approvata la legge sulla Cooperazione internazionale (attesa dal 1992) con la conseguente istituzione presso il ministero degli esteri del dipartimento della Cooperazione internazionale e finanziamento della Cooperazione internazionale con i decreti sulle missioni militari che l’Italia svolge.

Credo che questo sia stato un passo importante per incominciare ad intervenire nei paesi di origine e in conflitto per ristabilire il rispetto dei diritti umani e di una economia.

Approvazione di accordi bilaterali con alcuni stati per attività economiche di rispetto di diritti e di giustizia: a livello europeo ricordo alcuni esempi per sostenere le economie locali ed evitare che i flussi di migranti economici arrivino in Europa, l’accordo per l’olio tunisino, le arance Marocco, riso vietnamita.

Nel 2015 missione in Libia per formare la polizia locale per prevenire e contrastare il fenomeno dei trafficanti e formazione della guardia costiera.

Dal 2015 sono stati intessuti rapporti con i vari capi libici per avere interlocutori seri e affidabili che contrastassero le violenze sul territorio e gli scafisti. Su questo tema voglio anche essere molto chiaro: fermare le forme di violenza in Libia da parte degli scafisti e dei mercanti di uomini presuppone un intervento armato in quel territorio. Personalmente sono contrario ad un intervento armato, ma credo molto di più ad un percorso di formazione e di ritorno alla legalità anche in quel territorio

Nella legge stabilità 2016 sono stati finanziati 200 milioni di euro per i paesi dell’Africa per progetti di sviluppo economico.

Sul tema della tratta di persone l’ONU è intervenuta con diverse risoluzioni negli ultimi anni chiedendo l’intervento delle nazioni europee.

Metto il link della risoluzione ONU che è la base di partenza per il decreto Minniti https://www.un.org/press/en/2016/sc12543.doc.htm

Il link del decreto attuativo della missione in Libia http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/250/002/INTERO.pdf

Il testo della risoluzione approvata dal Parlamento http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=6-00338&ramo=C&leg=17

L’accordo ONU/ governo libico e Italia prevede lo smantellamento delle basi dei trafficanti di persone come si evince dalla risoluzione che dichiara le seguenti condizioni:

…anche alla luce della reiterata giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in tema di respingimenti in mare, la missione di supporto non potrà consistere in forme di blocco navale idonee a rappresentare forme di ingerenza o di lesione della sovranità della Libia;

sempre nell’obiettivo del rafforzamento della sovranità libica e del controllo da parte libica sull’immigrazione illegale e sul traffico di esseri umani, è necessario intensificare e sostenere il lavoro delle Organizzazioni internazionali, con particolare riferimento all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, affinché i centri di accoglienza migranti e i rimpatri volontari assistiti siano gestiti nel pieno rispetto dei diritti umani e con l’assistenza di osservatori delle Nazioni Unite;

…a sostenere al più presto l’istituzione di centri di protezione e assistenza nel territorio libico per i migranti soccorsi in mare gestiti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), anche ai fini dell’accertamento del diritto d’asilo;

in parallelo, a continuare ad elaborare programmi operativi e progetti di cooperazione in territorio africano nelle aree di partenza e passaggio del flusso migratorio al fine di ridurre la pressione sulle coste libiche; …

I misteri italiani in un libro

Un segreto di Stato disvelato a pochi mesi dalla caduta del Muro di Berlino. Il velo che cade su una realtà che lascia scioccati gli italiani. E, insieme, un intrecciarsi di eventi che legano, in un unico filo rosso, la guerra, la Resistenza e il dopoguerra. Sono gli elementi che stanno alla base della trama de “La strategia del gatto – Il più grande mistero italiano della guerra fredda”, il romanzo scritto da Laura Sebastianutti, giornalista, e Franco Tosolini, studioso, ed edito da Eclettica Edizioni, casa editrice di Massa, che verrà presentato mercoledì 13 settembre, alle 14.30, nella sala Stampa della Camera, e di cui sarò moderatore.

Con me e con gli autori ci saranno anche gli on. Gero Grassi, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro, e Giorgio Zanin, componente della Commissione Difesa e presentatore della proposta di legge di istituzione di un Museo nazionale della Guerra Fredda.

Paolo Cova

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