News dal Parlamento

Gli impegni del nuovo Governo

Settimana importante questa che si è appena conclusa. È stato dato avvio, infatti, al nuovo Governo. E per questo il Presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni Silveri, ha chiesto la fiducia alla Camera con un discorso lungo e articolato che vi sintetizzerò.

Innanzitutto, ha fatto presente che quello che sta iniziando a operare è un Governo di responsabilità, garante della stabilità delle istituzioni ed è un Governo che intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e sui problemi degli italiani. Gentiloni ha, poi, rivendicato il grande lavoro fatto negli anni dal precedente Governo, i risultati ottenuti, che hanno messo in moto le energie dell’Italia e che ci vengono riconosciuti a livello internazionale. Ha sottolineato ancora la scelta coerente e non obbligata di Matteo Renzi, ma ha anche deciso di lasciare alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata del nuovo Governo.

Tra le priorità, l’intervento nelle zone colpite dal terremoto. Poi alcuni importanti impegni internazionali: tra un paio di settimane l’Italia entrerà nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e assumerà la Presidenza di turno del G7; la partecipazione al primo importante appuntamento con il Consiglio europeo con la discussione in corso sul rinnovo del cosiddetto Regolamento di Dublino, sul modo in cui la crisi siriana sta definendo i rapporti tra l’Unione europea e la Russia, in un momento di transizione per l’amministrazione americana, la sicurezza interna, il contrasto alla criminalità organizzata, le politiche di accoglienza, di rimpatrio, della gestione condivisa con le amministrazioni locali della questione.

Sul terreno economico, il Governo intende rafforzare la ripresa che, seppure ancora molto lentamente, si sta manifestando anche nel Paese. Ripresa che verrà accompagnata con le grandi infrastrutture, con il piano straordinario dell’industria 4.0, con un nuovo slancio alla green economy. È in questo quadro che verranno affrontati anche i problemi legati al sistema bancario.

L’impegno del Governo sarà molto importante sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro e per attuare le procedure riguardanti le norme sull’anticipo pensionistico, con un occhio di riguardo alla parte più disagiata della classe media, intesa sia come lavoro dipendente che come partite Iva. Ma si intende ridare slancio anche a tre grandi azioni di riforma che sono in corso: quella della pubblica amministrazione, la riforma del processo penale, il libro bianco della difesa.

 

Sisma: si ricostruisce

Come primo atto, nei giorni stessi, alla Camera abbiamo approvato in via definitiva la Conversione in legge del decreto-legge recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Il provvedimento garantisce interventi sul territorio in piena trasparenza con lo scopo di mantenere viva l’integrità del tessuto umano e produttivo delle aree colpite dai terremoti di agosto e ottobre 2016. Via libera dunque al finanziamento per la ricostruzione sia delle prime che seconde case nell’area del cratere con contributi fino al 100% delle spese, a specifiche misure a sostegno dei settori zootecnico, agricolo, agroindustriale e turistico, alla possibilità di delocalizzare attività commerciali in strutture all’interno dei comuni, ai finanziamenti agevolati a tasso zero per le nuove imprese, all’introduzione della busta paga “pesante”, ovvero consegnata al lordo delle trattenute, e alla sospensione per i pagamenti di acqua, luce, gas, bollette telefoniche, canone Rai e pagamenti assicurativi.

Importanti anche il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo dei sindaci, l’aumento del personale degli enti locali e le norme per estendere i tecnici.

Infine, disposizioni che favoriscono l’auto-organizzazione dei cittadini i cui interventi possono essere previsti nelle ordinanze, facilitati e sostenuti. Allo scopo di garantire trasparenza e legalità viene istituita una “struttura di missione” del Viminale e un apposito elenco di professionisti abilitati.

Per l’attuazione di questi interventi immediati sono stati stanziati  oltre 260 milioni di euro, a cui vanno aggiunti gli interventi previsti nella legge di Bilancio 2017 che ha stanziato a favore dei territori colpiti dallo sciame sismico, 7,1 miliardi di euro, di cui 6,1 miliardi (100 milioni di euro per l’anno 2017 e 200 milioni di euro annui dall’anno 2018 all’anno 2047) per la concessione del credito d’imposta maturato in relazione all’accesso ai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, per la ricostruzione privata e 1 miliardo di euro (200 milioni di euro per l’anno 2017, 300 milioni di euro per l’anno 2018, 350 milioni di euro per l’anno 2019 e 150 milioni di euro per l’anno 2020) per la concessione dei contributi per la ricostruzione pubblica.

 

Più chiarezza per l’ippica

Le questioni del mondo dell’ippica italiano sono al centro di una mia interrogazione a risposta immediata, che ho presentato in Commissione Agricoltura. Con un decreto ministeriale del 2016 è stata, infatti, ridefinita la nuova classificazione degli ippodromi italiani, redatta sulla base dei criteri individuati circa un anno fa dal Ministero delle politiche agricole. Questi criteri non furono sottoscritti dalle associazioni di categoria e dalle società di corse, mentre alcuni Comuni, proprietari degli ippodromi, presentarono anche ricorso al Tar di Roma.

A luglio scorso, il Parlamento ha conferito una delega al Governo per il riassetto del settore ippico da attuare entro il 25 agosto 2017. La nuova classificazione potrebbe, pertanto, inficiare il lavoro svolto dal Parlamento stabilendo criteri che sarebbero vincolanti anche dopo l’attuazione della delega sulla riforma del settore ippico e penalizzerebbe diversi ippodromi in termini economici e occupazionali anche dopo la sua attuazione.  Numerose associazioni di categoria hanno sollevato rilievi e proteste su quella che si prospetta come una classificazione penalizzante in particolare per gli ippodromi che fino ad ora hanno avuto una buona partecipazione di pubblico e un’adesione qualificata nelle corse in programma.

Classificazione che non offre risposte alla richiesta del mondo dell’ippica di un intervento mirato e tempestivo del Governo sulla questione, anzi, al contrario la soluzione prospettata rischia di mettere una ipoteca sull’intera filiera produttiva, non tenendo in alcun conto dell’indotto di alcuni dei più rinomati ippodromi.

Per questo nell’interrogazione chiedo quale sia la posizione del Ministero sulla questione e se ritenga opportuno modificare i criteri e il contenuto della nuova classificazione degli ippodromi nazionali, affinché ne scaturisca una nuova definizione che consenta di poter arrivare alla corretta applicazione della riforma del settore ippico italiano.

 

Aler, tutt’altro che un’eccellenza

Conosco da tempo le condizioni in cui sono costretti a vivere gli inquilini delle case Aler di piazzale Gabrio Rosa, a Milano e capisco come possano essere arrivati al limite dell’esasperazione: il degrado in cui vivono e la presenza di persone estranee ai palazzi rendono le loro esistenze al limite del sopportabile. Nelle scorse settimane, ho ricevuto le ennesime segnalazioni per le condizioni disumane in cui sono costretti a risiedere nelle proprie abitazioni gli inquilini Aler di quel complesso di edifici e gli inquilini del Calvairate-Molise e Salomone.

Ora, mi viene da fare una riflessione: si parla spesso di Regione Lombardia come di un ente capace di eccellenze, ma non sa per nulla come gestire le proprie case. A meno che il concetto di eccellenza per Maroni e i suoi non sia il modo con cui tratta il proprio patrimonio edilizio. Un modo sotto gli occhi di tutti.

E penso anche che dal centrodestra arrivano ogni giorno insegnamenti su come si deve combattere il degrado e l’insicurezza, ma poi non riesce a dare case dignitose e accoglienti alle persone oneste e corrette che pagano profumatamente gli affitti, totalmente incapace com’è di offrire luoghi vivibili.

L’amministrazione regionale si limita, piuttosto, a chiedere ad altri quello che dovrebbe fare Aler, ovvero la lotta alle occupazioni abusive e al degrado. Ed è inutile parlare di contratti di quartiere, finanziati dal 2004 e mai andati a buon fine, perché l’Azienda è costantemente senza fondi. Forse è giunto il momento di dire che Regione Lombardia non è proprio un’eccellenza e che tiene i propri inquilini in condizioni disumane.

Rimangono solo da ringraziare i lavoratori di Aler che, senza mezzi e risorse, si trovano a cercare di mitigare le difficoltà causate da chi ha amministrato l’Azienda negli ultimi 20 anni.

 

Via libera all’accordo sul latte

Un’ottima notizia, questa settimana, l’accordo sottoscritto tra organizzazioni sindacali degli allevatori, cooperative e organizzazioni dei produttori con Italatte sul prezzo del latte,  che prevede una quotazione minima di 37 centesimi al litro a gennaio per salire a 38 a febbraio ed arrivare a 39 a marzo e aprile.

Il lavoro svolto dal Parlamento e dal Ministro delle Politiche agricole in questi anni per fare interventi strutturali sta cominciando a dare i primi risultati. Voglio ricordare solo due provvedimenti: l’inserimento dell’indicizzazione nella contrattazione e i contratti annuali, intesi a evitare di vedere il latte finire oggetto di speculazioni.

Inoltre, anche favorire le aggregazioni dei produttori e dare la possibilità alle organizzazioni sindacali di trattare il latte ha accentrato in parte l’offerta e consentito di togliere gli allevatori dalla pressione degli industriali. Infine, l’etichettatura e la tracciabilità del latte e dei prodotti lattiero caseari, attese da decenni, hanno dato la svolta.

Ora, spero che si vada ancora di più verso una aggregazione dei produttori di latte e verso la capacità di entrare direttamente nella filiera con la trasformazione e la creazione dell’interprofessione.

Paolo Cova

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