News dal Parlamento

Un po’ di appuntamenti

Apro questa news ricordandovi alcuni miei appuntamenti per la prossima settimana. Venerdì 18 marzo, alle 21, alla Coop Ortica di via San Faustino 3, a Milano, vi incontrerò volentieri per raccontarvi un altro anno di vita da parlamentare e fare con voi una verifica di quanto successo, buttando uno sguardo un po’ più approfondito sulle riforme. Qui il volantino.

 

Sabato 19 marzo, alle 15.30, al Circolo Pd “Gino Giugni” di via Astesani 27 , ad Affori, sempre Milano, parlerò, assieme al collega Francesco Laforgia, di legge di stabilità 2016. Clicca su volantino.

 

Una riforma “civile”

Alla Camera abbiamo approvato la delega al Governo con le disposizioni per l’efficienza del processo civile che lo riformerà con l’obiettivo di ottenere una giustizia più veloce, più efficiente e più vicina alle esigenze dei cittadini. Ora il testo passa al Senato.

Questo provvedimento da un lato riduce il peso della burocrazia, semplificando le procedure e favorendo l’uso delle moderne tecnologie, e dall’altro specializza l’offerta di giustizia, attraverso l’istituzione del tribunale delle imprese e con l’ampliamento delle competenze del tribunale della famiglia e della persona.

Con la riforma della disciplina del tribunale delle imprese, le sezioni saranno rinominate “sezioni specializzate per l’impresa e il mercato”, con l’attribuzione di nuove specifiche competenze riguardanti controversie su pubblicità ingannevole e concorrenza sleale, azioni di classe, controversie su accordi di collaborazioni nello scambio di beni e servizi, controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Alle sezioni specializzate circondariali dovranno essere attribuite in via esclusiva in primo grado le controversie relative a separazioni e divorzi, rapporti di famiglia e procedimenti relativi alla filiazione fuori dal matrimonio, i procedimenti sulla decadenza dalla potestà sui figli e sulla eventuale reintegrazione, controversie sulla condotta del genitore pregiudizievole ai figli, contrasto sull’esercizio della potestà dei genitori .

Alle sezioni specializzate distrettuali, poi, dovrà essere attribuita in primo grado la competenza sui procedimenti per adozioni di minori non accompagnati e minori richiedenti asilo, procedimenti in materia civile, penale e amministrativa.Inoltre, la riforma delle procedure di esecuzione forzata prevede, quanto alla vendita di beni immobili, il ricorso alla modalità telematica. Per i beni mobili si prevede l’impignorabililtà dei beni di uso quotidiano e degli animali da compagnia, anche se di valore. Quanto all’espropriazione di beni indivisi, ci sarà maggiore tutela dei comproprietari non debitori.

 

Libia, questione delicata

Sui fatti di Libia, questa settimana, è venuto a riferire in Aula il Ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni, che ci ha informati sul ruolo dell’Italia in relazione agli sviluppi della situazione. Purtroppo, lo scenario già complicato di quel Paese si è incrociato con la vicenda drammatica del sequestro dei nostri connazionali. Gentiloni ha ricordato come si sono svolti i fatti, con il sequestro del personale della Bonatti, risalente ancora a luglio scorso, e il tragico finale.

Ha detto che non sono emersi elementi di riconducibilità a formazioni di Daesh in Libia, non è mai giunta alcuna rivendicazione e, tra le principali ipotesi in corso, la più accreditata è quella di un gruppo criminale filoislamico operante tra Mellitah, Zuara e Sabrata. Quindi, sulla base delle evidenze emerse, i quattro connazionali sono stati nelle mani dello stesso gruppo durante tutta la durata del sequestro. Gentiloni ci ha tenuto anche a chiarire che non è stato pagato alcun riscatto.

A cinque anni dalla caduta di Gheddafi, il Paese è diviso, frammentato, attraversato da un’altissima conflittualità, con la presenza di Daesh e di altre formazioni terroriste jihadiste. Di fronte a questo quadro, il Ministro ha sottolineato che l’interesse dell’Italia è quello di evitare una ulteriore degenerazione di questa situazione, che questa disgregazione in atto si accentui per evitare un collasso definitivo della Libia che la trasformerebbe stabilmente in una polveriera a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste, oltre ad accentuare una crisi umanitaria che è già incipiente.

Per questo serve un Governo legittimo, capace di riconciliare le diverse aree del Paese (la Tripolitania, la Cirenaica, il Fezzan, ma anche tantissime altre sottozone in cui si divide), capace di riprendere gradualmente il controllo del territorio, come hanno sancito i cosiddetti accordi di Skhirat e la successiva risoluzione delle Nazioni Unite. Questo Governo legittimato farà le sue richieste ed è sullo scenario di queste, anche in termini di sicurezza, che sta lavorando la comunità internazionale. Un percorso a ostacoli con il rischio della crescita della minaccia terroristica, ma che va affrontato e senza farsi trascinare in avventure inutili e perfino pericolose per la nostra stessa sicurezza nazionale, ha concluso Gentiloni.

 

Settant’anni di voto

L’8 marzo alla Camera è stato festeggiato nel modo che può essere più consono a un Parlamento: abbiamo, infatti, approvato una mozione sulla ricorrenza del settantesimo anniversario del voto alle donne che cadrà esattamente il prossimo 2 giugno, assieme al settantesimo della Repubblica Italiana. Ricordiamo sempre che fino al 1946 le nostre connazionali non potevano partecipare né attivamente, né passivamente alle elezioni politiche. Al termine del primo conflitto mondiale, nel 1918, il suffragio fu esteso a tutti i cittadini maschi che avessero compiuto il ventunesimo anno di età e a coloro che avessero prestato servizio nell’esercito mobilitato. Ma per le donne ci vollero ancora decenni.

La mozione impegna, perciò, il Governo a promuovere, nel corso del 2016, iniziative di ampio respiro, di carattere nazionale e locale, per ricordare le figure delle ventuno Madri Costituenti, anche attraverso la realizzazione di programmi televisivi e radiofonici; a promuovere in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado momenti dedicati alla commemorazione di queste donne; a promuovere e a rafforzare la tutela dei diritti delle donne; a promuovere le condizioni che favoriscono la trasformazione nelle relazioni di genere per renderle egualitarie; ad assumere iniziative per garantire alle donne l’effettiva partecipazione e la possibilità di assumere la leadership a tutti i livelli decisionali, politici, economici e sociali.

 

Prato non deve ripetersi

 

La scorsa settimana avevamo votato una relazione sul tema della contraffazione. A questa è seguita una più specifica, riferita al solo settore tessile, in particolare sul caso del distretto produttivo di Prato, già approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.Dallo studio del distretto tessile di Prato è emerso uno stretto legame tra contraffazione e lavoro in nero, come testimoniato anche dalla tragica vicenda dei lavoratori cinesi morti nel rogo di un capannone-dormitorio a Prato nel dicembre 2013. Dopo quella vicenda vi è stato un salto di qualità della lotta alla contraffazione, perché è emerso chiaramente il legame tra l’illegalità delle imprese, la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, lo sfruttamento del lavoro in nero e i legami con la criminalità organizzata e le filiere internazionali della contraffazione.

Abbiamo, perciò, approvato una risoluzione per impegnare il Governo a favorire l’applicazione dei modelli di coordinamento e di stretta integrazione tra le diverse istituzioni competenti sperimentati a Prato, quali i Patti per la sicurezza finalizzati al contrasto specifico della contraffazione; ad adottare le opportune misure, anche nella predisposizione di provvedimenti concernenti il lavoro illegale o il caporalato, per contrastare la contraffazione colpendo il lavoro in nero; a promuovere la certificazione etica delle filiere produttive; a garantire la tracciabilità dei prodotti; a realizzare un efficace contrasto al fenomeno degli illeciti finanziari; a prevedere che i proventi derivanti dalle sanzioni irrogate per le irregolarità riscontrate sulla sicurezza del lavoro possano essere destinati ad interventi sul territorio per accrescere la sicurezza nei luoghi di lavoro e il contrasto della contraffazione nei territori interessati.

 

Marzabotto non ci sta

 

Nei giorni scorsi ho aderito senza indugi all’interrogazione, presentata in Commissione Esteri, scaturita a seguito della notizia, appresa dal Comitato Onoranze ai caduti di Marzabotto, di un riconoscimento attribuito da un comune tedesco ad un ex Ss condannato per l’eccidio dell’autunno del 1944.

Nell’atto si chiede se il Governo italiano non intenda muovere ogni passo in sede politica e diplomatica nei confronti del Governo tedesco affinché quest’ultimo si attivi direttamente per la immediata revoca dell’assurda onorificenza.

 

Paolo Cova