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Dopo il mio ordine del giorno, si prosegua con la modifica della direttiva nitrati

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È stato approvato, nell’ambito della discussione del disegno di legge Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017, che si sta tenendo in queste ore alla Camera, l’ordine del giorno, a prima firma dell’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che impegna il Governo a chiarire, in sede europea, alcune questioni chiave sul trattamento dei nitrati.
 
Il dispositivo dell’odg impegna “a valutare opportunità di chiarire che appare necessario distinguere la responsabilità del sistema agricolo rispetto a quelle dei sistemi civili ed industriali, avvalendosi dello studio al riguardo condotto dall’Ispra, con riferimento alle fonti di inquinamento da nitrati. Conseguentemente chiarire che le zone vulnerabili debbono essere individuate tenendo conto dei carichi derivanti anche da eventuali fonti di pressione di origine non agricola, quali il livello di inquinamento esistente; la tipologia e consistenza delle attività svolte nelle aree che risultano compromesse; le possibili fonti di pressione; eventuali elementi e fonti naturali di inquinamento, preesistenti o indipendenti da quello antropico; il rapporto di causa ed effetto tra i diversi fattori, vale a dire, l’individuazione di quanto ciascuno degli elementi naturali o antropici incide sull’inquinamento esistente o rischia di aggravarlo e, quindi, la tipologia ed il livello di inquinamento che ogni fonte di pressione è in grado di causare”.
 
Cova spiega meglio il contenuto del suo atto: “Per quanto riguarda il processo di pre-infrazione a cui siamo sottoposti, deve essere chiaro che le fonti di inquinamento sono differenti, come verificato dallo studio e dal monitoraggio di Ispra. Questo consentirebbe di promuovere una modifica normativa in modo da inserire, tra i criteri di riferimento per la perimetrazione delle zone vulnerabili, l’obbligo di valutazione, da parte delle Regioni, delle concorrenti fonti di inquinamento. Ora diventa sempre più necessario che la risoluzione Zanin sui nitrati approvata dalla Commissione Agricoltura, venga attuata”.
 
Roma, 20 luglio 2017

Approvata risoluzione sui nitrati: ricerca, premialità e confronto con l’inquinamento civile e industriale

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On. Cova: “Approvata risoluzione sui nitrati: ricerca, premialità e confronto con l’inquinamento civile e industriale”

La XIII Commissione Agricoltura della Camera ha approvato oggi, giovedì 27 novembre 2014, una risoluzione sul processo di revisione della direttiva europea in materia di inquinamento da nitrati. Soddisfatto l’on. Paolo Cova, parlamentare del Pd, che sottolinea, in particolare, l’importanza dell’aspetto della ricerca e della premialità per gli allevatori.

“La risoluzione impegna il Governo a promuovere il processo di revisione della direttiva Nitrati sulla base dei dati scientifici oggi disponibili e dei monitoraggi effettuati​, tramite lo studio Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – spiega Cova –. Ma chiede anche di tenere conto dell’analisi delle fonti di inquinamento da nitrati, distinguendo la responsabilità del sistema agricolo rispetto a quella dei sistemi civili e industriali. Vogliamo, cioè, accertare quanto sia colpa delle lavorazioni effettuate nelle campagne e quanto derivi da una situazione di inquinamento generale al limite del collasso. Lo studio Ispra ci dice che le fonti zootecniche di inquinamento sono minoritarie rispetto alle altre”.

La risoluzione contiene anche altri passaggi fondamentali per il tema nitrati: “Bisogna rivedere tempestivamente le aree vulnerabili, basandosi su dati scientifici aggiornati e tenendo conto, ancora una volta, delle altre fonti di inquinamento– continua il parlamentare Pd –. Il Governo deve poi individuare e attuare efficaci strumenti per garantire la proporzionalità e l’adeguatezza delle misure di contenimento dell’apporto di nitrati applicate al settore agricolo. È necessario, inoltre, che venga modificato il decreto ministeriale che dispone un unico periodo per il divieto di spandimento degli effluenti zootecnici, delle acque reflue, dei concimi azotati e degli ammendamenti organici, prevedendo la possibilità di stabilire la suddivisione del termine in due fasi annuali,​ rispettando il ciclo della natura”.

Infine, una sorta di premio agli agricoltori virtuosi, come sottolinea Cova: “Impegniamo il Governo a sostenere una mediazione con la Commissione europea per il superamento del regime delle deroghe individuali e per la definizione di una a validità generale per gli allevatori che dimostrino di adottare buone pratiche per innalzare l’efficienza dell’azoto e di somministrarne quantitativi efficienti e commisurati al fabbisogno delle colture. Solo a loro potrà spettare di alzare il limite”.

Roma, 27 novembre 2014

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