PIZZUL E COVA (PD): “RIBADIAMO IL NO AL RADDOPPIO. MA E’ PREOCCUPANTE L’’ACCELERAZIONE DI REGIONE LOMBARDIA”

Termovalorizzatore di Trezzo
PIZZUL E COVA (PD): “RIBADIAMO IL NO AL RADDOPPIO. MA E’ PREOCCUPANTE L’ACCELERAZIONE DI REGIONE LOMBARDIA”

Non sembra tramontata l’ipotesi del raddoppio del termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda dopo che, il 6 dicembre, Regione Lombardia ha inviato a Prima (la società che gestisce l’inceneritore) e ai comuni interessati la comunicazione di ripresa dell’iter per l’eventuale approvazione del raddoppio dell’impianto. L’ufficio incaricato della valutazione di impatto ambientale richiede alla società di presentare le proprie controdeduzioni alle osservazioni critiche giunte dal territorio. Questo significa che, entro al massimo 90 giorni, la società dovrà far pervenire in Regione le sue risposte e nei successivi 30 giorni ci sarà la valutazione della richiesta con il rischio concreto che possa arrivare il via libera al raddoppio.

“Ribadiamo con forza la nostra contrarietà al raddoppio dell’impianto di Trezzo, tanto più di fronte alla progressiva riduzione dei rifiuti urbani prodotti in Lombardia e alla crescita della raccolta differenziata, che renderanno, tra non molto, addirittura eccessiva l’attuale capacità di incenerimento in regione”, dichiarano Fabio Pizzul e Paolo Cova, consiglieri regionale e provinciale del Pd.

A fronte di questa accelerazione, secondo i due esponenti del Partito democratico non si capisce quale fondamento possa avere la posizione dell’amministrazione locale di Trezzo che, per bocca del sindaco Villa, ha recentemente affermato, di fronte al consiglio comunale, che ogni ipotesi di raddoppio è definitivamente tramontata.

“Ci chiediamo come sia possibile ora garantire ai cittadini che l’impianto non venga raddoppiato – hanno proseguito Pizzul e Cova –. Abbiamo sempre lavorato, con i rappresentanti del Pd presenti sul territorio, per scongiurare l’ipotesi del raddoppio e guardiamo con grande preoccupazione all’accelerazione della pratica in Regione”.

“Ci auguriamo che l’impegno che tanti cittadini, associazioni e gruppi politici hanno profuso in questi mesi per contrastare il raddoppio non sia vanificato e che si possa ancora lavorare nella direzione, formalmente condivisa da tutti, di evitare questo ulteriore pesante impatto sul territorio dell’Adda Martesana”, concludono i due consiglieri Pd.

Milano, 18 dicembre 2012