NEWS DAL PARLAMENTO 1 GIUGNO

Mai più “ergastoli bianchi”

Con il voto della Camera – 294 sì, 109 no (Fi, Fdi e M5S) e 3 astenuti – è diventato legge il decreto sul superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari che pone, come primo provvedimento, un’ulteriore proroga al 31 marzo 2015 della chiusura per dismissione dei sei ex manicomi giudiziari presenti in Italia (Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, già posto sotto sequestro, Castiglione delle Stiviere, Montelupo Fiorentino, Napoli e Reggio Emilia). E’ un modo per porre fine ai cosiddetti “ergastoli bianchi”, internamenti di tempo illimitato anche senza evidenti problemi di pericolosità sociale. A partire dalla nuova data prevista dalla legge, gli ex manicomi criminali dovranno essere sostituiti da strutture residenziali sanitarie per l’esecuzione della misura di sicurezza, chiamate Rems.

In vista della chiusura, per infermi e seminfermi di mente il giudice dovrà adottare misure di sicurezza diverse, come ad esempio la libertà vigilata, anche in caso di custodia cautelare provvisoria, da eseguire in strutture psichiatriche ospedaliere e non più in sezioni interne agli Opg. Per il momento, il ricovero negli ospedali giudiziari avverrà solo in caso di grave pericolosità sociale.

Ma anche per definire questa condizione e, dunque, giustificare il ricovero in Opg, ci vorrà ora più rigore nell’accertamento. E basta a quelli che sono noti come ergastoli bianchi, cioè le restrizioni a tempo illimitato: i ricoveri nelle Rems non potranno durare più del massimo della pena prevista per il reato commesso, a meno che il delitto non sia già normalmente punito con il carcere a vita.

Nel frattempo, le Regioni hanno l'obbligo di predisporre programmi individualizzati di dimissione degli attuali internati in Opg e presso il Ministero della Salute sarà attivo un organismo con funzioni di monitoraggio e coordinamento dei singoli iter. Se le Regioni dovessero ritardare nel realizzare le nuove strutture, scatta la supplenza, quindi l’intervento, del Governo.


Tempi stretti per il divorzio

Alla Camera abbiamo dato il via libera ai tempi ridotti per lo scioglimento del matrimonio: 12 mesi in caso di contenzioso, 6 mesi se i due coniugi, quasi ex, hanno fatto una scelta consensuale. Adesso tocca al Senato.

Vi riassumo brevemente cosa cambia. Il termine di 3 anni dalla separazione per chiedere il divorzio scende a 12 mesi per la giudiziale e a 6 mesi per la consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli.

La comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale. La nuova legge avrà applicazione immediata, ovvero varrà anche per i procedimenti in corso.


Approvata la mozione per le api

La mia mozione, diventata unitaria, sulle iniziative a favore del settore dell'apicoltura è stata approvata. Qui il momento in cui sono intervenuto in Aula, alla Camera, durante la dichiarazione di voto:
http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=235&intervento=374535

In essa ho chiesto di continuare a vietare l’uso di antibiotici e sulfamidici negli alveari per impedire la presenza di residui nel miele prodotto.

Ho sottolineato l’importanza di una vera politica sanitaria per combattere la moria delle api e di azioni di profilassi e prevenzione, in collaborazione con veterinari pubblici e privati e associazioni apistiche e apicoltori. Il miele è un nettare prezioso, usato spesso come integratore e insieme alla pappa reale svolge un ruolo fondamentale per le persone debilitate; senza contare che sul fronte commerciale, esportiamo quasi 10mila quintali di miele italiano, apprezzato per la sua alta qualità non solo in Europa, ma anche nei Paesi extra europei. E da un punto di vista ambientale, ho ribadito che le api sono fondamentali per l’ecosistema, grazie all’impollinazione che permette alla vegetazione di moltiplicarsi.

Ho, poi, fatto presente che la moria di api, in questo momento problema fondamentale per il settore dell’allevamento di questi preziosi insetti, ha come cause principali sia l’uso di pesticidi e insetticidi in agricoltura sia alcune malattie e infezioni tipiche, motivo per cui il tema che è stato affrontato sempre e solo dal settore agricolo, in realtà è strettamente legato a quello sanitario, perché stiamo parlando di insetti che generano un prodotto finale destinato al consumo umano. A questo punto la competenza è a livello sanitario e deve essere ricondotta all’interno dei servizi sanitari veterinari, non solo al solo settore agricolo, così come si fece, all’epoca, con le malattie dei grandi animali, i bovini e i suini. Serve la collaborazione tra veterinari del servizio pubblico e liberi professionisti e con gli apicoltori e le loro associazioni, perché le parole d’ordine devono essere prevenzione e profilassi.


Di agricoltura non ce n’è una sola

L’Acli Terra, Associazione professionale agricola, in collaborazione con Acli anni verdi ambiente, ha organizzato un seminario informativo e formativo dal titolo “Agricoltura biologica, agricoltura integrata, agricoltura tradizionale. Ma soprattutto agricoltura sostenibile”. L’incontro si terrà sabato 7 giugno 2014, dalle 9.30 alle 13, presso il depuratore di Nosedo, in via S. Dionigi 90, a Milano.

Vi informo di questo evento perché parteciperò come relatore. Se desideri clicca qui per visualizzare il volantino.


L’ora di votare a favore

E dulcis in fundo, lasciatemi esultare per il risultato che voi tutti conoscete, quello delle elezioni europee che ha indicato una volontà chiara da parte degli italiani: basta votare contro, è l’ora di votare a favore.

Dopo la fase della protesta fine a se stessa, ora serve costruire e mettere in campo ogni energia per fare ripartire il Paese. Lo dico pensando non solo all'aspetto economico, ma anche alla costruzione di una comunità che non sia più individualista bensì solidale e si faccia prossima a chi è in difficoltà.