News dal Parlamento

Cannabis, l’uso è terapeutico

 

Il provvedimento più importante che abbiamo approvato alla Camera questa settimana sono le Disposizioni concernenti la coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico. Con la legge si mette a regime la fase sperimentale e si creano le condizioni per corrispondere al fabbisogno dei pazienti, sia con produzioni in Italia da autorizzare da parte del Ministro della Salute, sia eventualmente ricorrendo alle importazioni. Preciso che il testo riguarda esclusivamente l’uso terapeutico della cannabis, essendo stata stralciata la parte relativa alla legalizzazione della cannabis ricreativa.

Lo scopo della legge è il superamento delle differenti modalità di accesso ai farmaci derivanti dalla cannabis introdotti da dissimili leggi regionali, nonché l’assunzione a carico del Servizio sanitario nazionale di tutti gli impieghi ora autorizzati dal Ministero; l’incremento della ricerca per i nuovi impieghi dei farmaci a base di cannabis con finanziamenti disposti dall’Aifa; permettere che il fabbisogno di cannabis ad uso medico sia assicurato sia mediante le produzioni dell’Istituto Farmaceutico di Firenze, ma anche mediante le autorizzazioni alla coltivazione e trasformazione ad enti o imprese, in possesso dei requisiti previsti dalle vigenti norme, disposte dal Ministero della Salute; informare i cittadini e formare i medici; equiparare la cannabis ad uso medico ai medicinali anche dal punto di vista fiscale.

Il nuovo testo regolamenta l’uso di medicinali di origine vegetale a base di cannabis che il medico curante prescrive dopo la valutazione del paziente e la relativa diagnosi. Il medico, nel prescrivere le preparazioni magistrali a base di cannabis, nei casi previsti dall’ordinamento italiano, come, ad esempio, per la terapia del dolore, deve indicarne la dose, la posologia e le modalità di assunzione.

 

 

Banca d’Italia: cosa dice la mozione

 

Questa settimana abbiamo anche votato una mozione concernente le iniziative di competenza in merito alla nomina del Governatore della Banca d’Italia. Un testo che ha fatto discutere, ma che dice sostanzialmente che la nomina dell’attuale Governatore risale al novembre del 2011 ed è, pertanto, imminente l’obbligo di procedere al rinnovo della carica, disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia.

Perciò, si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie. La crisi delle banche italiane è esplosa in questi anni ma ha origini lontane e solo la nostra memoria corta ci fa dimenticare quanto avvenuto negli anni novanta.

La mozione impegna, perciò, il Governo ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio, individuando a questo fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d’Italia negli anni più recenti.

 

 

 

Tutti i temi dell’Europa

 

Via libera definitiva anche alla Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017 e alla Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea.

Come spiego ogni volta che votiamo questi documenti, le numerose direttive europee incidono su molteplici aspetti della vita economica e sociale dei cittadini italiani e in ambiti differenziati; rilevano tra gli altri particolare importanza le disposizioni relative alla cooperazione rafforzata per l’istituzione di una tutela brevettuale unitaria alle disposizioni dell’Accordo sul tribunale unificato dei brevetti, la disciplina dei pacchetti turistici e dei servizi collegati, quella dei marchi d’impresa.

Altri temi sono quelli in materia di abusi di mercato, della distribuzione assicurativa, di indici usati nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento, quella relativa allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, volta a contrastare fenomeni evasivi ed elusivi, il rafforzamento di garanzie come la presunzione d’innocenza e il diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, la protezione dei dati personali nelle attività di indagine, l’interoperabilità del sistema ferroviario dell’Ue e la sicurezza delle ferrovie e delle navi passeggeri, la riduzione delle emissioni nazionali di inquinanti atmosferici, l’adeguamento alla normativa Ue al Pacchetto di protezione dati personali, in materia di privacy, la regolamentazione in materia di uso dei dati del codice di prenotazione a fini di prevenzione e contrasto penale contro reati gravi e d i terrorismo, la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi dell’Unione.

 

 

Il futuro dell’Unione

 

In vista del Consiglio europeo dei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha fatto il suo intervento alla Camera, al termine del quale abbiamo votato una risoluzione che impegna il Governo a proseguire nell’impegno fin qui svolto per rafforzare il progetto di integrazione europea e in favore di azioni comuni ambiziose, in particolare nella gestione della sicurezza, nelle questioni migratorie, negli investimenti in Africa e in favore di una rinnovata architettura economica europea contrassegnata dal rilancio di politiche di espansione e di crescita; a dare seguito all’ambizioso programma di rilancio dell’Unione stabilito con la dichiarazione di Roma; a sostenere la candidatura di Milano a sede dell’Agenzia europea per i medicinali; a pervenire al superamento del Regolamento di Dublino, in direzione di un sistema comune di asilo; ad attivarsi affinché si realizzi concretamente una procura antiterrorismo europea; a rafforzare ogni iniziativa dell’Unione europea finalizzata ad assicurare la pace e la stabilità delle relazioni internazionali; a promuovere in sede comunitaria una riflessione sul ruolo della Turchia che chiarisca i termini delle relazioni bilaterali tra questo Paese e l’Unione europea.

E l’intervento di Gentiloni è andato proprio in questo senso, parlando di futuro dell’Unione europea, di temi migratori, di difesa, di digitale e di Brexit. Il Presidente ha confermato che la consapevolezza, in diversi Paesi europei, del fatto che siamo in un momento di transizione per quello che riguarda i destini dell’Unione è rilevante e che è utile che questa consapevolezza, presente anche nel nostro Paese, cresca. Abbiamo davanti 15-16 mesi, prima del rinnovo delle istituzioni europee, che possono rivelarsi decisivi, se si colgono alcune opportunità, altrimenti possono confermare una situazione difficile.

Gentiloni ci ha poi ricordato che abbiamo finalmente un tasso di crescita, nell’Eurozona, stabilmente sul 2-2,2 per cento, ma anche una evoluzione interna nel Regno Unito, dopo il referendum sulla Brexit, e tutta una serie di elementi incoraggianti. Tuttavia, per tradurre questo in qualcosa di positivo, servono passi in avanti dal punto di vista della efficacia dell’azione della Unione europea. Come? Con l’intensificazione di politiche comuni europee in diversi campi: il tema della difesa comune, appunto, i cosiddetti beni comuni europei, le questioni migratorie.

Infine, Gentiloni ha fatto un accenno all’Ema a Milano: non sarà una competizione facile, ha detto, ma certamente l’Italia ha tutte le carte in regola per ottenere l’Agenzia per il farmaco.

 

 

Paolo Cova